Archivi tag: sesso

Sessualità/gravidanze precoci. L’esperto: “Parlare di sesso con il linguaggio dei ragazzi”

Standard

 

.

Se vogliamo parlare con i ragazzi dobbiamo avvicinare il nostro linguaggio al loro. Invece il più delle volte i genitori vogliono evitare la fatica e scappano dal loro ruolo di adulti guida. Questa è l’opinione di Anna Oliverio Ferraris pubblicata su Repubblica.it qualche tempo fa.

Sebbene il rapporto UNFPA ci abbia informato che in Italia le gravidanze precoci siano ben inferiori agli standard di Usa e UK, il fenomeno esiste anche da noi e va limitato. L’intervista sottolinea ancora una volta quanto sia importante la relazione tra genitori e figli.

“Quello che manca è un’educazione sia sessuale che sentimentale”

Parla Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia evolutiva all’Università La Sapienza di Roma. “I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti”

“Per molti adolescenti il rapporto sessuale è una sorta di rito di passaggio all’età adulta, viene vissuto come un raggiungimento di qualcosa, una ricerca di identità, ed è pericoloso perché il gruppo conta molto in questo tipo di scelta. Se l’ha fatto lei ed è andato tutto bene, allora posso farlo anche io. E’ questo il messaggio che arriva. E invece a volte per la troppa leggerezza può arrivare anche una gravidanza, a 15 anni”. A parlare è Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva e docente all’Università La Sapienza di Roma.

Perché in Italia ci sono tante baby mamme?

“Il problema è che il sesso arriva da tutte le parti, dai media, dalla televisione, da Internet soprattutto, con i siti porno che hanno dell’irreale, dove la sessualità è vissuta solo come strumento di piacere. Quindi i giovani vivono in una maggiore disinibizione rispetto a una volta e, d’altra parte, manca un’educazione sessuale e sentimentale adeguata. Io credo che si dovrebbe cominciare dalle scuole medie, molti paesi europei propongono l’educazione sessuale già nelle scuole secondarie e sarebbe importante avviare questa buona pratica anche in Italia perché ci sono gravi carenze soprattutto nelle famiglie. I genitori non hanno il linguaggio giusto per parlare di sesso e lo fanno sempre meno, e sempre meno mettono dei filtri che invece andrebbero imposti. Andrebbero messi dei filtri a Internet appunto e anche agli orari delle uscite serali. L’adolescenza è un passaggio, è un’età critica e i giovani sono molto esposti. Se non c’è chi li frena con amore, queste gravidanze e altre situazioni a rischio sono sempre più probabili. I genitori insomma devono tornare a fare i genitori e fare attenzione al contesto che c’è attorno al ragazzo”.

Due minori a rischio, la mamma e il neonato. Ma chi avrà più problemi?

“E’ una domanda difficile, forse rischia di più la mamma che improvvisamente deve modificare il suo progetto di vita, ammesso che lo avesse. Adolescenza e maternità sono due momenti di crisi e vissuti contemporaneamente possono portare ad un cortocircuito. La neomamma andrebbe supportata dalla famiglia di origine e da un counselor esterno perché a volte il rischio è che anche che la nonna per aiutare la figlia scavalchi la vera mamma. E invece il bambino ha bisogno di riconoscere un’unica figura materna. Ci vuole molta saggezza, con le neomamme così giovani non bisogna essere troppo invadenti e possessivi e tantomeno avere un giudizio troppo critico. Credo che vada aiutata soprattutto la mamma perché ovviamente se lei ha un approccio sano anche il bambino ne beneficerà. Altrimenti, se lasciata a se stessa, potrebbe avere un rapporto contrastato con il bimbo perché a quell’età, tra i 16 ed i 17 anni non ci sono ancora la maturità e stabilità per affrontare tutte le esigenze di un bambino appena nato. Quindi è necessario farsi aiutare”.

Secondo lei le baby mamme aumenteranno nei prossimi anni?

“Potrebbe accadere se non si educa a una consapevolezza. Io registro una precocizzazione dei comportamenti da adulti degli adolescenti. I ragazzini di 13 anni escono la notte, si vestono da adulti, hanno atteggiamenti da grandi anche le pubblicità da cui siamo bombardati tendono ad adultizzare i bambini, questo può portarli a pensare di essere grandi davvero ma finché è una recita va bene, poi invece capitano fatti reali come una gravidanza e la vita si fa dura improvvisamente”.

(fonte: repubblica.it – nov 2012)

Sessualità/adulti deviati: “Turismo sessuale”

Standard

 

Quando parliamo di adulti deviati non possiamo evitare di pensare ai turisti sessuali. Intendiamo gli occidentali perbenisti che pensano di poter comprare con i soldi l’innocenza di un bambino, tanto non è figlio loro. Non a caso a suo tempo era stata studiata una campagna del Governo italiano con slogan “E se fosse tuo figlio?”.

Alla base c’è sempre la disuguaglianza sociale: il ricco che compra il povero, il povero che, per sopravvivere, offre quello che il ricco cerca.

Si possono distinguere due forme di turismo sessuale: il turismo sessuale “promosso” da quei Paesi dove la prostituzione è legalmente riconosciuta e considerata un’attività di tipo professionale; il turismo sessuale praticato in quei Paesi, spesso considerati in via di sviluppo, dove la prostituzione non è regolata da una legge specifica, ma da un sistema illecito.

Sembra che il fenomeno del turismo sessuale si sia intensificato negli ultimi anni a causa del maggiore impoverimento dei Paesi del Sud, dove i bambini entrano nel giro della prostituzione, spinti dalla miseria, dalla fame e dalla mancanza di lavoro dei familiari. Il fenomeno sarebbe anche favorito dall’aumento del turismo di massa grazie ai sempre più numerosi voli a basso costo diretti verso mete esotiche.

I NUMERI (fonte: Osservatorio per il contrasto della pedofilia – Dipartimento Pari Opportunità)

  • Volume di affari 80-100 miliardi di dollari circa all’anno
  • 3 milioni i turisti che ogni anno partono per viaggi in cerca di sesso
  • Turisti occasionali (65%), abituali (30%), pedofili (5%)
  • Il 37% ha un’età che va dai 31 ai 40 anni e sono per la quasi totalità occidentali
  • Le vittime del turismo sessuale, sono per il 60% comprese in una fascia d’età tra i 13 e i 17 anni, per il 30% dai 7 ai 12 anni, per il 10% da 0 a 6 anni.
  • Il 75% dei minori coinvolti sono femmine
  • Tra le destinazioni più frequentate il Brasile, il Nepal, il Bangladesh, la Colombia, l’Ucraina, la Bulgaria, la Thailandia.
  • Noi italiani non ne usciamo a testa alta da questo mercato

 

A ciò si aggiunga il fenomeno del turismo al femminile su cui non ci sono stime ufficiali.

 

  • Le turiste italiane sarebbero 30-50.000 all’anno.
  • La primaria destinazione del turismo sessuale femminile è invece l’Europa meridionale, principalmente Italia, Ex Yugoslavia, Turchia, Grecia e Spagna, i Caraibi, parte dell’Africa, le Filippine (secondo i dati di Ecpat)
  • L’età varia dai 20 ai 60 anni, ma il nocciolo forte è quello delle over 50
  • A differenza dell’uomo che cerca una partner diversa ogni sera, la donna tende a frequentare un solo uomo (beach boy), sebbene giovani (18-20 anni)
  • Sul turismo sessuale femminile sono stati girati alcuni film: Verso Sud (2005 ambientato ad Haiti con Charlotte Rampling e Paradise Love (2012) ambientato in Kenya.

 

CHI LO COMBATTE

ECPAT – End Child Prostitution in Asian Tourism è nata nel 1990 a Bangkok, in Tailandia, per combattere lo sfruttamento sessuale di minori da parte dei turisti. In seguito l’ambito di intervento si è allargato al reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento dei minori. Ad oggi ECPAT è presente in 70 paesi.

In Italia c’è ECPAT-Italia Onlus il cui vice presidente è Marco Scarpati, un papà adottivo. YasminAboLoha, segretario generale di Ecpat Italia, sottolinea che quando si parla di turismo sessuale siamo comunque di fronte ad un problema di prostituzione minorile. Ciò significa che i minori sfruttati sono a disposizione, in primis, dei locali, poi vengono i turisti. Aggiunge che la maggior parte dei turisti sessuali sono occasionali. Di fronte ad un minore a pagamento non si tirano indietro, ma non è detto che ripetano l’esperienza una seconda volta. Il fenomeno è quindi prima di tutto culturale. Vedi http://www.ecpat.it/turismo-viaggi-e-sfruttamento-sessuale-dei-minori/

NORMATIVA CONTRO IL TURISMO SESSUALE

L’Italia ha una delle migliori normative contro tali tipi di reato. La legge 269/98 contro lo “Sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù” ha introdotto molte novità, tra cui la punibilità in patria dei cittadini italiani che commettano all’estero crimini sessuali contro i minori, anche quando il fatto sia stato commesso in concorso con uno straniero (art. 604 del codice penale). La legge ha inoltre inserito nel nostro ordinamento penale la punibilità delle iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, per cui chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla prostituzione a danno di minori, è punito con la reclusione da sei a dodici anni, oltre alla multa.

 

 

Sessualità/abusi su minori: “Le conseguenze dell’abuso nei rapporti con l’altro sesso”

Standard

 

La costruzione di una propria identità delle ragazze adolescenti abusate passa attraverso la possibilità d’integrare le diverse immagine di sé: abusata, impotente, rabbiosa, piena di vergogna ancorandole a quelle più sane e mature. (…) Abbiamo notato che le inibizioni sessuali nelle ragazze sono tanto più forti quanto più forti sono i sentimenti di colpa e di vergogna per essersi sentite responsabili di quanto hanno subito. (…) Le ragazze possono così accettare e richiedere le coccole dei loro fidanzati, ma sono assolutamente chiuse ai rapporti intimi.

Ci sono ragazze che continuano ad essere attratte da persone seduttive che, similmente all’abusante, le ingannano e le fanno sentire importanti solo per soddisfare i propri bisogni narcisistici di conquista.

Numerose ragazze, fragili, accettano di accompagnarsi a qualsiasi ragazzo le corteggi, perché pensano di avere un valore solo se si sentono importanti per qualcuno.

Altre ragazze non riescono a dire di no di fronte alle proposte sessuali dei ragazzi se vengono a trovarsi nella condizione di gravissima solitudine perché la madre non crede alle loro rivelazioni.

Ci sono poi ragazze che cercano attraverso il piacere fisico di vendicarsi di quello che hanno subito e mettere a tacere sentimenti di colpa e di vergogna. Considerano il rapporto sessuale violento ma anche attraente per le sue caratteristiche di forza, confondendo proprio la forza con la violenza.

(tratto da “L’adolescenza ferita” – Franco Angeli 2009)