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Corso di formazione SIPEA: ‘Star bene a scuola’ – Roma feb 2017

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Corso di formazione specialistica:

‘Star bene a scuola’

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Il Corso è accreditato al CNCP (Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti), consente l’iscrizione al registro dei Counsellor.

Durata: 10 incontri (frequentabili anche singolarmente)
Inizio: 4 febbraio 2017

Destinatari:  Psicologi, Insegnanti e Counsellor che desiderano lavorare nell’ambito scolastico per la promozione del benessere fisico e psicologico degli alunni e per lo sviluppo di interventi nelle situazione di disagio emotivo e relazionale di allievi, genitori e insegnanti.

Sede didattica:  Roma

Metodologia: la metodologia è di tipo teorico-pratico: ogni lezione alterna momenti di spiegazione teorica (Psicologia dell’età evolutiva, Counselling e tecniche di intervento in ambito scolastico) ad attività pratiche (esercitazioni individuali, lavori in piccolo gruppo, analisi di progetti ed esperienze concrete) e a laboratori esperienziali (role playing, autoesplorazione per attivare le stesse risorse emotive, cognitive e relazionali che si intende promuovere nella pratica professionale). 

Frequenza
Gli incontri si tengono di sabato a cadenza mensile (orario: 9.30-13.30 / 14.30-18.30).

Modalità di iscrizione

SIPEA: Società Italiana di Psicologia Educazione e Artiterapie Onlus
Roma: Via degli Etruschi 5/A – tel 06.4465977
www.sipea.eu 

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Comunicazione CIAI: “Appuntamenti per i genitori adottivi a Roma, Milano e Padova” – nov /dic 2016

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19 NOVEMBRE, ROMA (10.00-13.00) “Il richiamo alle origini”. Per informazioni e iscrizioni: CIAI Lazio

Tel 06 7856225 – lazio@ciai.it

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26 NOVEMBRE, MILANO (9.30-13.30) “Genitori e figli: desideri, aspettative e …vita reale”

Per informazioni e iscrizioni: CIAI Milano – Tel 02 848441 – info@ciai.it

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3 DICEMBRE, PADOVA (9.30-13.30) “L’adozione va a scuola”

Per informazioni e iscrizioni: CIAI Veneto –  Tel 049 8077210 – veneto@ciai.it

Comunicazione Fne Nidoli: “Scuola e Adozione” – 23 sett 2016 – S.Martino BA (VR)

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SCUOLA E ADOZIONE

venerdì 23 settembre ore 20.00

sede della F.ne Patrizia Nidoli Onlus di Verona

Viale del Lavoro, 46 – S.Martino B.A (VR)

Aperto a tutte le coppie interessate.

La partecipazione è gratuita.

E’ gradita la conferma di partecipazione.

 

L’incontro consentirà di condividere informazioni e riflessioni inerenti l’inserimento scolastico del bambino e fasi specifiche della vita scolastica del minore adottivo.

 

Nei prossimi mesi ci saranno altri incontri. Ecco di seguito date ed argomenti:

21/10/16 RACCONTAMI LA MIA STORIA: il racconto delle origini

02/12/16 NON RIESCO A STARE FERMO: …. tra ipermotricità e deficit di concentrazione.

20/01/17 ADOZIONE-ADOLESCENZA E SOCIAL NETWORK

03/03/17 MULTICULTURALITA’: la diversità come bellezza e fonte di arricchimento

Le serate saranno condotte dalla Dott.ssa Anna Giarola, Assistente Sociale, esperta di adozione e problematiche minorili. Gli incontri si terranno dalle ore 20.00 alle 22.00 circa sempre nella nostra sede  di San Martino BA (VR).

La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque fosse interessato.

Vi chiediamo la conferma di partecipazione.

Per informazioni potete contattarci via email o telefonicamente ai seguenti recapiti:
verona@fondazionenidoli.org  – 045 8103297

 

 

 

Comunicazione ItaliaAdozioni: “L’adozione sui banchi di scuola” – 22 maggio 2016 – Vimercate (MB)

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Domenica 22 maggio 2016

Premiazioni del Concorso “L’adozione tra i banchi di scuola”

Anno scolastico 2015/2016

Auditorium della Biblioteca del Comune di Vimercate (MB

Sabato 30 aprile verrà pubblicato l’elenco dei vincitori sul sito di ItaliaAdozioni

 

Comunicazione AFAIV: “Tu e i social network” – 6 nov 2015, Varese

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TU E I SOCIAL NETWORK
venerdì, 6 novembre alle 2015 ore 20,30
Malnate (Va) – Sala Consigliare – Via De Mohr

La partecipazione è libera e gratuita.

Tale evento è realizzato all’interno del “Progetto di sensibilizzazione per un uso sicuro di internet” promosso dal Coordinamento CARE, Associazione Ariete e Centro Studi Ksenia con il Patrocinio del Comune di Malnate e organizzato sul territorio dall’Associazione Famiglie Adottive Insieme per la Vita Onlus (AFAIV Onlus).
L’incontro si propone sensibilizzare e informare le famiglie sulle problematiche relative all’utilizzo di Internet e Social Networks, da parte dei ragazzi adottivi e con l’obiettivo di formare gli operatori in materia.
La complessità delle adozioni internazionali in epoca digitale impone agli operatori, alle associazioni e alle famiglie, una profonda e condivisa riflessione su come accompagnare e sostenere gli adolescenti in questo mondo di vasti e incerti, ma non evitabili, cambiamenti.

Alleghiamo il volantino contenente il programma e le modalità di iscrizione: Locandina Roadshow

Per informazioni e chiarimenti contattare.
Antonella Miozzo
presidenza@afaiv.it
340/5845073

Comunicazione AFAIV: “Scuola e adozione – corso formativo per insegnanti” – VA – da sett 2015

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Il prossimo 25 settembre partirà un percorso formativo su Scuola e Adozione, rivolto solo agli insegnanti della Provincia di Varese. Il Percorso formativo è promosso dal Tavolo di Coordinamento Operativo Adozione e Affido Provincia di Varese in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale.

Formazione insegnanti-volantino finale v 15-07-2015

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Afaiv crede molto in questo progetto e si è impegnata per la realizzazione del progetto anche al fine di favorire l’applicazione delle nuove

LINEE DI INDIRIZZO PER FAVORIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI ADOTTATI (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot7443_14)

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che sono state anche citate nel testo di Legge “LA BUONA SCUOLA“(vedi: http://www.coordinamentocare.org/public/index.php/component/content/article/53-articoli-del-care/484-comunicato-stampa-ladozione-entra-nella-legge-sulla-buona-scuola.html).

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Le iscrizioni si effettuano sul sito dell’Ufficio Scolastico Territoriale:

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/varese/corso-di-formazione-per-insegnanti-sul-tema-inserimento-scolastico-degli-alunni-adottati/

Resoconto Convegno ICYC 2015: “Chi è Paco?” – origini, scuola e conflitti tra genitori e figli adottivi

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Ringraziamo Chiara Pironi, una mamma ICYC, che ci ha mandato “pillole di saggezza” dal Convegno che si è tenuto a Tortoreto (TE) il 4 – 5 – 6 settembre 2015. Ancora una volta i nostri ragazzi ci hanno insegnato tanto. Ascoltiamo la loro voce per trovare il nostro punto d’incontro con loro.

 

di Chiara Pironi, mamma adottiva

Quest’anno il Convegno della Pro Icyc ha lasciato spazio, come l’anno scorso, ai ragazzi oggi diventati adulti.

I temi che hanno voluto affrontare sono stati:

1) origini

2) scuola

3) conflitti e interessi.

Prima di analizzare i tre temi, hanno voluto introdurre il convegno con una deliziosa storiella sull’origine di Paco, il protagonista del misterioso titolo scelto quest’anno per il convegno.

“Il piccolo Pesce Rosso, in cerca di sua zia, intraprende un viaggio insieme alla sua famiglia da sud verso nord, ma una notte una forte tempesta costringe suo padre ad affidarlo a Papà Azzurro e alla sua famiglia. Così Pesce Rosso si risveglia alla mattina e vedendo visi sconosciuti attorno a lui si sente sempre più solo e triste. Anche a scuola sta male e viene sempre deriso dai suoi compagni per il colore della pelle. Scappa, scappa e tutte le volte Papà Azzurro lo riporta a casa. Poi un giorno arriva a scuola un nuovo compagno, Pesce Verde. Lui è sempre felice e allegro e a nulla gli importa della sua diversità. Così Paco capisce che la sua famiglia è la sua forza e, anche se non mancano i momenti di sconforto pensando alla sua prima famiglia, immagina quello che sarebbe stato senza la sua famiglia Azzurra, se non fossero passati in quel momento in mezzo alla tempesta, che ne sarebbe stato di lui. E allora la sua pinna rossa diventa un pochino azzurra …. un arcobaleno di  legami è la metafora dell’adozione”

Voi genitori come vi sentite dopo avere sentito questa storia, cosa consigliate a Paco?

G = GENITORE                 F = FIGLIO

G: Il nostro sogno!!!

G: Sicuramente Paco è uno di voi, ma noi non siamo come la famiglia Azzurra, già completa. Noi abbiamo bisogno di voi, perché siete voi i nostri figli. Abbiate la consapevolezza di accettare quello che è successo nella vostra vita, come noi abbiamo accettato che dalla nostra pancia nessun figlio potrà nascere. Accettiamo quello che siamo e nascerà una cosa meravigliosa!

G: Figli silenziosi e famiglie accoglienti in attesa di capire quello che hanno, in attesa di essere adottati da loro..

F: Anche per i genitori, come per noi, non deve essere semplice soprattutto con bimbi più grandi. Ci dobbiamo accettare e sono contento che sia andata così.

F: L’adozione è a doppio senso e viene naturale adottarsi con la condivisione delle cose che ci fanno stare bene.

F: Per me l’adozione è stata fiducia. Io ho cominciato ad avere fiducia della mia famiglia a 20 anni. Genitori dovete sempre esserci.

G: Non mi piace la parola “accettare” perché nessuno ci ha obbligati a fare niente!

G: Dopo 13 anni dall’adozione vi dico che è stata dura, ma bellissimo. Sono al convegno oggi dopo 10 anni perché avevo voglia di vedere i miei “fratelli”. La famiglia nasce prima di tutto dal marito e dalla moglie.

G: I migliori educatori dei genitori sono i figli. “Accettazione”, in questo caso, è inteso come “accettazione della realtà”.

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1° tema: ORIGINI

F: Chiunque di noi ha bisogno di appartenere a qualcuno, a qualcosa, un paese o una cultura e allora facciamo viaggi sia fisici che mentali. Esistiamo perché ci relazioniamo con altri individui. Chi sono, perché esito? Ho provato a partire e tornare in Cile, ma non l’ho ancora fatto perché ho paura di incontrare la persona che mi ha messo al mondo. I viaggi verso l’ignoto non sempre ci aiutano anzi a volte pregiudicano la nostra vita futura. Non possiamo intraprendere un viaggio senza essere seguiti da qualche specialista, non si può intraprendere un viaggio solo con l’aiuto dei social. E poi non ci sei solo tu, quando decidi di scoprire le tue origini c’è anche un’altra persona e allora per fortuna che ci sono le leggi che tutelano entrambe le parti.

F: Sono tornata in Cile perché non sapevo più chi ero. Sono stata 6 mesi e ho conosciuto la mia famiglia perché dovevo sapere a chi assomigliavo. Solo questo mi interessava. Ora non ho rapporti con loro. Durante il mio viaggio ho visto cose brutte e per la prima volta mi sono chiesta cosa ne sarebbe stato di me se fossi rimasta lì. Il viaggio in Cile mi ha aiutato a capire i miei genitori e ad avere fiducia in loro.

G: Al rientro dal Cile quando mi dissero: “Abbiate cura di lei”, mi sono sentito responsabile di una cosa talmente grande che ancora oggi, dopo tanto tempo, mi emoziono.

F: Io contattai direttamente il mio Hogar e sono tornato in Cile per vedere il popolo cileno, conoscere i sapori, i profumi. Sono andato a Quinta ed è stata una esperienza meravigliosa. Finalmente avevo dato una immagine al Cile e al mio Hogar. Tanti occhi bisognosi di una mamma e un papà, un immenso bisogno di essere unici!

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2° tema: LEGAMI E CONFLITTI.

F: La costruzione di un legame nasce attraverso un confronto reagendo ad ogni input. Il rapporto deve cambiare nel tempo con una integrazione reciproca. I nostri “se” molto spesso sfociano in un conflitto che non deve essere vissuto come una negatività, ma come una opportunità di confronto. E’ con l’accettazione dei bisogni di ognuno che nasce il processo di maturazione. Nel mio caso all’inizio fuggivo alle parole, poi sono passato alle aggressioni verbali e poi finalmente ad un dialogo con l’accettazione della realtà. Per noi ragazzi adottati l’adolescenza crea tantissimi conflitti interiori che cerchiamo di allontanare, ma se ne esce solamente avendo il coraggio di affrontarli.

F: Nella mia adolescenza ci sono stati tanti conflitti, ma non perché sono stato adottato. I nostri problemi non devono essere per forza essere sempre associati alla nostra condizione di figlio adottivo. Prima di tutto siamo ragazzi come tutti gli altri.

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3° tema: SCUOLA

F: Sono arrivato in Italia a 7 anni e sono stato inserito a scuola con bimbi più piccoli. In un primo momento mi sono sentito sottovalutato, ma adesso, con il senno di poi, posso dire che è stato meglio così. Però, devo ammettere, che l’ho vissuta male. I bambini adottivi hanno bisogno di un sostegno esterno per l’inserimento.

F: In Cile, nella mia classe avevo i miei amici e i miei punti di riferimento. Poi sono venuta in Italia a 9 anni e mi sono trovata da sola in una classe di sconosciuti e allora reagisci come puoi. Sono stata comunque fortunata perché i miei compagni erano preparati al mio arrivo. Comunque la vivevo male. Un giorno la mia maestra si è inventa un piccolo gioco e mi sono sentita meglio. Durante l’ora di storia aveva disegnato alla lavagna il corpo umano e mentre i miei compagni dicevano il nome di ogni parte in italiano io lo traducevo in spagnolo. Brava la mia maestra che mi ha messo a mio agio!!!

F: A 7 anni quando cominciai la scuola in Italia ancora non sapevo l’italiano e non capivo niente, non volevo socializzare e mi difendevo dai miei compagni anche menando. Odiavo i compiti e piangevo sempre, fortunatamente i miei genitori mi hanno aiutata molto.

G: Sono maestra d’infanzia e ho avuto esperienze con bambini adottati. Quello che posso dire è che questi bimbi scaricano l’aspetto emotivo e la sofferenza sui compagni e sugli insegnanti. Occorre allora dialogo e sensibilizzazione nei confronti degli insegnanti che il più delle volte non sono preparati. I bambini non devono essere diversi, bisogna solo avere la pazienza di aspettare i loro tempi. La scuola deve essere educativa. Non è un voto che fa l’individuo. Bisogna convincere gli insegnanti che questi bambini venuti da lontano “non devono per forza sapere benissimo l’italiano”.

Fuori dal coro: “Adozione e la scuola che dovrebbe accompagnare i nostri ragazzi”

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Prima ragazzi che studenti. Guai se la scuola lo scorda

(da: Giovani e storie, Avvenire del 19 agosto 2015)

Sono una mamma adottiva ormai da dodici anni. Osservo, a volte con tristezza, quanto la scuola italiana sia avara nei confronti dei nostri figli provenienti da culture diverse, che spesso faticano ad adeguarsi ai canoni di un insegnamento standard.
Eppure, sono menti vivaci, portate al “problem solving” perché abituati a districarsi in ambienti in cui te la devi cavare in qualche modo con i mezzi che hai. Ci sono storie dietro i ragazzi che vanno a scuola, non sono solo studenti. Non ci si può limitare a una valutazione puramente numerica.
Non sto scaricando tutta la responsabilità sugli insegnanti, però posso dire che in presenza di una famiglia disposta a collaborare non sempre gli educatori si fermano ad ascoltare, in particolare alle superiori.
La bocciatura fine a se stessa è inutile, se non dannosa, nel caso di un figlio adottato, perché non risolve i problemi di natura affettiva che rallentano l’apprendimento. La bocciatura ha senso se si accompagnano il ragazzo e la famiglia in un percorso diverso, se si danno delle alternative. La famiglia e il ragazzo, però, andrebbero sostenuti per evitare la bocciatura, per attutire il contraccolpo sul ragazzo. Perché i nostri figli valgono, anche se non sono i migliori secondo un sistema scuola che, non dimentichiamo, è costruito su misura della “classe dominante”, come era stato osservato da don Milani. Che fare? La solitudine della famiglia è grande, soprattutto quando hai di fronte un ragazzo con potenzialità che non sai come incanalare in un contesto scolastico poco flessibile. E il rischio abbandono è davvero molto alto.
Roberta Cellore

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Risponde Luigi Ballerini, psicoanalista e scrittore.

Uno studente è prima un ragazzo che uno studente. Ringrazio di cuore la nostra lettrice per averci ricordato questa verità semplice ed evidente, che come tutte le verità semplici ed evidenti rischia a volte di essere ignorata. Se poi il giovane vive una condizione particolare, come il trovarsi in un tessuto culturale e sociale molto diverso da quello in cui è nato e, magari, cresciuto, l’affermazione è ancora più significativa. L’apprendimento non è mai un processo meccanico, il ragazzo che impara non è assimilabile a una carta assorbente che si imbibisce. È fondamentale per lui sentirsi a proprio agio, compreso e accolto nel contesto in cui ciò accade. L’insegnante pertanto non può essere solo un verificatore, è innanzitutto un compagno di cammino. Sta a lui suscitare la voglia nello studente, innestando la passione che nasce sulla sua propria. Così come sta a lui usare l’affetto e la flessibilità necessari a personalizzare il percorso, riconoscendo e facendo leva su tutte le risorse che si sono già dimostrate attive, seppur in contesti diversi. Nel caso di risultati insoddisfacenti deve poi aiutare il ragazzo in difficoltà non tanto a trovare la sua strada, ma a costruirsela. Anche con creatività. Non esiste infatti una strada predeterminata che andrebbe scovata, la strada viene costruita dagli incontri e dagli accadimenti.
Nella lettera è denunciato un contesto scolastico poco flessibile. Che fare, viene anche chiesto. Innanzitutto, direi, difendere il ragazzo, soprattutto se l’ambiente è davvero sordo alle istanze della persona e non ne riconosce il valore. La difesa è difesa di un pensiero di profitto. Significa lavorare perché il giovane non si scoraggi, non inizi a pensare lui stesso di non valere niente, di non poter costruire nulla. E poi guardarsi intorno: farsi aiutare da altre famiglie, cercare nuovi insegnanti e nuove scuole. L’abbandono scolastico è una sconfitta per tutti. È un atto disperato, perché figlio dell’idea che non possano più darsi frutti. I frutti invece arrivano sempre, con il tempo e il lavoro. Che la nostra certezza al riguardo sostenga i più giovani anche nei momenti più scuri.
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(fonte: http://www.avvenire.it/rubriche/Pagine/Giovani%20storie/Prima%20ragazzi%20che%20studenti.

%20Guai%20se%20la%20scuola%20lo%20scorda_20150819.aspx?rubrica=Giovani%20storie)

Comunicazione Adozione Scuola: “Storia familiare – Raccolta firme per i testi scolastici della scuola primaria”

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Facendo seguito alle sollecitazioni di molti genitori adottivi, ADOZIONESCUOLA ha lanciato una raccolta di firme allo scopo di invitare le case editrici di testi per la scuola primaria a modificare le pagine sulla storia personale in modo da renderle inclusive della storia di tutti i bambini. Qui di seguito il testo della petizione.

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UNA STORIA PER TUTTI E TUTTE

Petizione promossa da ADOZIONESCUOLA indirizzata alle case editrici di testi scolastici per la scuola primaria L’approccio allo studio della storia nei primi anni della primaria viene proposto dai libri di testo a partire dalla storia personale e da quella della propria famiglia. Si tratta di un passaggio propedeutico importante per arrivare a comprendere il significato degli indicatori temporali e a riconoscere i rapporti di successione: un passaggio che andrebbe però affrontato con grande attenzione e sensibilità, e soprattutto con modalità che consentano a ciascun bambino di riconoscervisi. Troppo spesso, invece, le schede operative dei libri di testo chiedono ai bambini di raccogliere informazioni o di portare oggetti personali e familiari che alcuni di essi possono non possedere e che rimandano a un’idea di famiglia “standard” e a storie d’infanzia che non sono le uniche presenti nelle nostre classi. Le richieste del peso alla nascita, dell’età del primo dentino o dei primi passi, di portare oggetti dei primi mesi di vita (il bavaglino, il ciuccio…), le foto da neonato e altre foto di famiglia possono mettere in difficoltà i tanti bambini adottati che non conoscono l’inizio della loro storia e anche altri con storie difficili o complesse: bambini in affido, bambini che hanno perduto un genitore, bambini migranti che non hanno portato con sé alcun bagaglio materiale di ricordi. Le insegnanti più sensibili, quando hanno in classe alunni con situazioni complesse, “saltano” queste pagine o propongono modalità alternative che rispettino la storia dei bambini. Anche i libri di testo, senza rinunciare a questo approccio, potrebbero proporre attività più flessibili, che tengano conto delle tante differenze presenti nelle nostre classi e della varietà delle realtà familiari del mondo d’oggi. Le stesse “Linee d’indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati”, emanate dal MIUR il 18-12-2014, invitano del resto gli insegnanti, in occasione delle adozioni dei libri di testo, a “scegliere volumi attenti alla molteplicità delle situazioni familiari e culturali ormai presenti nelle classi”.

SI CHIEDE PERTANTO ALLE CASE EDITRICI DI TESTI PER LA SCUOLA PRIMARIA DI MODIFICARE LE PAGINE SULL’APPROCCIO ALLA STORIA PERSONALE IN MODO DA RENDERLE INCLUSIVE DELLA STORIA DI TUTTI I BAMBINI E BAMBINE

Potete firmare la petizione inviando una mail all’indirizzo petizione@adozionescuola.it indicando: Cognome e nome (obbligatori)

Città (obbligatoria) Chi sei: insegnante, genitore, studente, ecc. (facoltativo ma gradito)

Scuola, associazione, gruppo di appartenenza, ecc. (facoltativo ma gradito)

Commento: “Sottoscrivo questa petizione perché…” (facoltativo ma gradito)

E’ possibile aderire anche come associazione, gruppo, collegio docenti, consiglio d’istituto, ecc. L’elenco dei sottoscrittori verrà pubblicato sul sito www.adozionescuola.it

Petizione lanciata il 11-05-2015 ADOZIONESCUOLA si fa promotrice dell’iniziativa, ma il suo successo potrà venire solo dall’attivarsi di associazioni, gruppi informali, singoli genitori, insegnanti, ecc. che diffonderanno l’informazione ai loro contatti.

E’ possibile aderire all’iniziativa sia individualmente che in forma collettiva.

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IMPORTANTE: le adesioni vanno inviate unicamente all’indirizzo petizione@adozionescuola.it

Le adesioni sono pubblicate  sul sito www.adozionescuola.it. Sulla lista di discussione Adozionescuola verranno date periodiche informazioni sull’andamento dell’iniziativa.

Sperando che l’iniziativa raccolga la vostra condivisione, cordiali saluti

Per AdozioneScuola Dr.ssa Livia Botta

www.liviabotta.it

www.adozionescuola.it

Comunicazione ItaliaAdozioni: “Webinar sulle direttive del MIUR scuola e adozione” 14/03/2015

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Rivolto ad insegnanti e genitori che hanno a cuore il tema dell’adozione a scuola

Le prenotazioni sono ancora aperte.

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Programma

9.30/9.40        Saluti e presentazione

9.40/10.20      Perchè parlare di adozione a scuola? Presentazione dei punti salienti delle linee guida del Miur

10.20/10.35     Pausa

10.35/11.15     La fatica di imparare! Come parlare di adozione in classe

11.15/11.30     Dibattito finale

Relatori:

Francesca Carioni, Insegnante scuola primaria, Responsabile dell’Area Scuola per il sito di Italiaadozioni, Referente per l’adozione dell’Istituto Comprensivo di Mulazzano (LO)

Greta Bellando, Pedagogista, da anni appassionata alla tematica adottiva per cui ha scritto  due tesi di laurea, oggi prosegue il suo percorso di studi all’interno del Master “Il lavoro  clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Clicca qui per scaricare il modulo di adesione

Cos’è un webinar? E’ un seminario o una lezione online che si può seguire comodamente da casa o da un qualsiasi PC con accesso ad internet, in un giorno e ora stabiliti.

Partecipare ad un webinar è semplicissimo, non occorre alcuna competenza tecnica. Il partecipante riceve una email contenente un link ed in pochissimi passaggi potrà registrarsi al webinar.

Il partecipante ascolta dal proprio PC la voce del relatore, vede lo scorrere delle slides o del materiale utilizzato, e può interagire scrivendo le proprie domande nell’apposita chat ed il docente può rispondere in chat o viva voce.

 

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Comunicazione ISFAR®. Corsi per operatori, Firenze feb-mar 2015: “Orientamento professionale e tecniche d’intervista del minore maltrattato”

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CORSO PER ORIENTAMENTO PROFESSIONALE

Sede: Firenze

Date:  28 febbraio-1 marzo 2015

Il Corso è rivolto a chi vuole operare nel campo dell’orientamento professionale. Vengono trasmesse conoscenze e competenze per meglio rendere le persone consapevoli e indirizzarle nelle loro scelte e orizzonti professionali. I partecipanti, attraverso esercitazioni pratiche, imparano a usare i principali strumenti utili all’indagine di orientamento e, grazie alle simulazioni, sviluppano abilità per gestire casi reali.

Per info: Corso: Orientamento professionalePDF

Tel./fax: 055.6531816info@isfar-firenze.it

 

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ASCOLTO DEL MINORE VITTIMA E/O TESTIMONE DI ABUSO O MALTRATTAMENTO – Tecniche di intervista e strumenti

Sede: Firenze

Date:  21-22 marzo 2015

Spesso nei casi di violenza domestica e maltrattamento fisico e psicologico, il bambino è l’unico testimone e assume quindi un ruolo di fondamentale importanza da un punto di vista prettamente giuridico; al contempo, trattandosi di un soggetto in fase di maturazione psico-emotiva, può incorrere in situazioni particolarmente stressanti che vanno ad alterare il suo sviluppo personologico. Il delicato momento in cui viene raccolta la sua “testimonianza” appare quindi di notevole rilevanza. Il Corso fornisce strumenti pratici e metodologici per affrontare il complesso problema dell’ascolto a fini giudiziari di un bambino o adolescente vittima/testimone di reato. Prevede lezioni frontali, analisi di interviste validate a livello internazionale, strumenti ed esercitazioni.

Per info: Corso: L’ascolto del minorePDF

Tel./fax: 055.6531816info@isfar-firenze.it

Colombia. L’esperto: “Un nuovo modo di fare scuola”

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Escuela Nueva è un progetto colombiano, portato avanti da Vicky Colbert,  che crede che la povertà vada combattuta attraverso la scuola. “Crediamo che un’educazione di qualità per tutti sia possibile e che lo scambio tra docenti, comunità e bambini siano i principali ingredienti per un cambio di mentalità e di evoluzione sociale” – vedi  http://www.escuelanueva.org/portal/. Presenta questa realtà un profondo conoscitore del mondo della scuola.

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di Tullio De Mauro

La Colombia, il paese di Gabriel García Márquez, è devastata dalla guerriglia: centinaia di migliaia di civili uccisi o rapiti dall’esercito regolare. Ed è soffocata dalla miseria: trenta milioni di persone su quarantadue sono sotto la soglia di povertà, il 10 per cento dei bambini lavora.

Qui lavora anche Vicky Colbert senza perdere la speranza nella scuola. È una scuola flipped, ribaltata, anche quella che lei ha costruito, propone e propugna dal 1975 attraverso la fondazione e rete di scuole Escuela nueva “Volvamos a la gente”. Fa parte dell’attività didattica corrente coinvolgere nelle letture gli adulti fuori e intorno alla scuola, chiamarli in classe e studiarne vita e testimonianze, mappare l’ambiente, le sue miserie e le potenzialità.

Gli alunni sono chiamati a riconoscere nelle piccole storie quelle grandi e ciò facendo ad apprendere lettura, lingua e lingue, calcolo, rispetto e interesse per le diversità, a costruire la biblioteca e gli strumenti necessari da lasciare poi ad altri, raccontando in un diario di scrittura collettiva le loro esperienze, l’affiorare di problemi, collaborando tra loro, i più bravi maestri dei meno, ciascuno col suo ritmo, accompagnati dagli insegnanti. La cosa funziona.

Alla rete colombiana si vanno aggregando altre scuole nuove latinoamericane e africane e Vicky è chiamata qua e là nel mondo a spiegare il suo lavoro, i suoi risultati. Il 29 ottobre il Wise (World innovation summit for education) le ha assegnato il premio 2013 per l’innovazione didattica.

(fonte: Internazionale – 8/11/2013)

Colombia: “Il sistema scolastico”

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Il sistema scolastico colombiano è formato da:

  • educazione iniziale
  • educazione prescolare
  • educazione basica (divisa in primaria di cinque anni e secondaria di quattro)
  • educazione media (due anni e si conclude con il titolo di bachilerrato
  • educazione superiore

(fonte: Ministero dell’istruzione colombiano – 09/06/2010)

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Se la scuola primaria è presente anche nei villaggi rurali, più difficile è incontrare la scuola materna. Per sopperire lo stato ha diffuso il sistema della madre comunitaria, una signora con l’obbligo di frequentare un corso da educatrice che accoglie nella sua casa una quindicina di bambini. Viene retribuita dallo stato e sempre dallo stato viene fornito il materiale didattico.

Per la scuola primaria il calendario scolastico, che varia da zona a zona a seconda dell’area climatica, si divide in due semestri, con 40 ore di attività settimanale. L’educazione di base in Colombia è pubblica, il 40% viene coperto dalle scuole private molto costose e di approccio laico. Le scuole religiose stanno diminuendo di numero. Le strutture scolastiche sono abbastanza attrezzate in città mentre in campagna sono più carenti. Il sistema educativo tradizionale è di tipo autoritario. Questo dipende dal numero elevato di alunni per classe (30-50 bambini). Molte volte in una classe ci sono bambini di differenti età. Il lavoro di gruppo è occasionale. I genitori incontrano periodicamente gli insegnanti.

(fonte: Istituto degli Innocenti 12/2008)

Colombia. Minori: “Le opportunità di riscatto sociale per i bambini colombiani”

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Il rapporto redatto dalla World Bank nel 2010 evidenzia che in Colombia esistono ancora elevate disparità tra i cittadini. Le categorie che risentono maggiormente della carenza dei servizi sono in primis donne, indigeni e poveri.

Durante gli ultimi dieci anni sia i bambini che gli adolescenti hanno avuto maggiori opportunità di migliorare il loro tenore di vita, ma permangono elevate disparità da regione e regione, tra aree urbane e rurali. Le regioni che offrono le migliori opportunità sono Bogotà e Valle, mentre le minori si registrano nella regione di Atlantico e quella di Pacifico. Le regioni orientali (Boyocà, Cundinamarca, Meta e Santanderes) sono quelle che hanno guadagnato più terreno in termini di offerta di servizi alla popolazione. Da ricordare che in alcune regioni manca proprio il registro civile, fatto che rende difficile raggiungere una parte della popolazione che per lo stato non esiste da fonti ufficiali. Un dato significativo riguarda la malnutrizione infantile: nelle regioni di Atlantico e Pacifico il 40% dei bambini hanno problemi di denutrizione; raggiungono il 20% nelle regioni di Antioquia, Valle e la regione Central. Per quanto riguarda il sistema scolastico si è notato un miglioramento nella scuola basica ma il permanere di differenze quando si parla di scuola secondaria e università. Anche l’accesso all’acqua e l’energia ha raggiunto la maggior parte della popolazione, ma sono possibili ancora ampi margini di sviluppo anche per la creazione di centri sanitari, lo sviluppo di internet e la diffusione di maggiore sicurezza.

Dallo studio emerge che la causa principale che determina ampie disuguaglianze è la mancanza d’istruzione dei genitori. Vi sono, poi, altri elementi che accentuano il gap come la presenza di più fratelli, anziani e disabili in famiglia.

(fonte: “Oportunidades para los ninos colombianos: cuànto avanzamos en esta dècada” – World Bank 11/2010)

Comunicazione CIAI: “Famiglie e scuola” – tre incontri a Roma – gen, feb e mar 2015

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Nel corso delle numerose possibilità di incontro con le famiglie è emersa in maniera sempre più evidente la necessità di un confronto circa l’ambito scolastico, all’interno del quale sembrano sorgere difficoltà di vario genere e verso le quali le famiglie lamentano una certa solitudine.La scuola è sicuramente centrale nella crescita di ogni bambino e assume ancor di più significatività nel caso dei bambini adottati poiché, dopo la famiglia, rappresenta il secondo e importante contesto di inserimento e integrazione sociale. Proprio durante gli anni della scuola dell’obbligo ogni allievo inizia a strutturare personalità, valori ed aspettative. Tale percorso di sviluppo acquisisce ulteriore pregnanza nel caso dei figli adottivi dato il maggiore impegno nell’affrontare l’acquisizione della lingua e delle nuove regole di interazione.L’inserimento scolastico può divenire più difficoltoso, laddove la scuola risulti parzialmente preparata, non riuscendo a volte a fornire gli strumenti per aiutare l’allievo in questo percorso.Si intende, quindi, rispondere alle difficoltà sopra indicate offrendo uno spazio ed un tempo per l’ascolto delle diverse realtà psicologiche e delle difficoltà emergenti. Attraverso il percorso sarà data la possibilità ai genitori di conoscere e confrontarsi sulle caratteristiche e sui bisogni dei loro figli a scuola. La proposta prevede l’articolazione di due incontri tematici, e di un incontro conclusivo di restituzione e confronto, anche alla presenza eventuale degli insegnanti. Nel  corso   dell’intervento si alterneranno contributi teorici forniti dai conduttori del gruppo con esercitazioni, role-playing e discussioni. I incontro L’accoglienza e l’integrazione: problemi e soluzioni II incontro Difficoltà di apprendimento: strategie di intervento III incontro Restituzione e confronto. Scarica il programma Scarica la scheda di adesione  

Colombia. Società: “Situazione dei minori colombiani”

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Scolarizzazione. Non esiste discriminazione tra maschi e femmine tanto che i tassi di ripetizione e abbandono scolastico sono più alti tra i maschi. In Colombia la scolarizzazione è a livelli accettabili, l’istruzione è gratuita e obbligatoria dai cinque ai dieci anni, mentre la scuola secondaria dura dai quattro ai sei anni. Questi indicatori tuttavia peggiorano se ci si sposta nelle aree rurali, e sono ancor più bassi per i bambini appartenenti alle minoranze etniche, come gli indios e gli afrocolombiani, e per i numerosissimi minori sfollati.

Adolescenti. Il numero delle ragazze tra i 15-19 anni rimaste incinte è in aumento. Il 64%deìi queste gravidanze non è pianificato. L’origine della maternità è spesso frutto di violenza ma in Colombia gli adolescenti tendono anche ad avere relazioni sessuali occasionali a un’età sempre più precoce, con il conseguente rischio di contrarre HIV-AIDS e altre malattie sessualmente trasmissibili. Un altro fenomeno correlato è l’alta frequenza con cui le madri adolescenti restano incinte di nuovo dopo il primo figlio. Il 20,5% risulta di nuovo incinta dopo 7-17 mesi dopo il primo parto, mentre un altro 33% tra i 17 e 24 mesi (dati Bienestar Familia 09/14). E’ in aumento anche lo sfruttamento sessuale di minori. Elevato è anche il tasso di ragazzini lavoratori.

Bambini soldato. L’Unicef considera la Colombia uno dei paesi in emergenza umanitaria e gli interventi sono rivolti a ridurre il fenomeno dei bambini soldato. Le attività di reintegrazione sociale dei bambini smobilitati dai gruppi armati avvengono nel quadro del Programma Nazionale per i bambini vittime del conflitto armato, gestito dall’Istituto Colombiano per l’Assistenza alle Famiglie. Il programma si occupa di assicurare al bambino un rientro sicuro in famiglia e nella comunità, oltre a fornire assistenza medica, istruzione e protezione legale.

Bambini di strada (niños en la calle). Sono bambini che pur avendo dei genitori sono lasciati a vivere per strada in assenza di cure e attenzione ai margini delle città tra i più degradati. La loro solitudine li destina ad essere vittime indifese di atti di violenza, abusi sessuali, rapimenti per il traffico d’organi o prostituzione. Nelle zone suburbane sono completamente assenti strutture che possano accogliere bambini dai 0 ai 2 anni e offrire attività di cura e assistenza all’infante e alla madre.

vedi anche:

http://www.icbf.gov.co/portal/page/portal/Descargas1/Prensa1/ColombiaSinMaltatoInfantil_180313.pdf

Comunicazione ilpostadozione: “Adopnation, una nuova rivista del mondo dell’adozione”

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adopnation

Quello che ci ha colpito di questo trimestrale è che è stato voluto dai nostri ragazzi. Kim Soo-Bok Cimaschi, il direttore responsabile, è un adottivo internazionale così come le testimonianze raccolte sono di tanti figli adottivi provenienti da ogni parte del mondo. Non mancano le riflessioni e i resoconti di specialisti e genitori, sempre con un occhio di riguardo a ciò che pensano tutti i protagonisti delle nostre speciali famiglie.

Sebbene il moderno approccio all’adozione inviti a non avere una visione adulto centrica, nelle nostre letture e dai confronti in convegni e raduni ci accorgiamo che molto spesso la voce dei diretti interessati non viene ascoltata come dovrebbe. Ringraziamo Kim e i suoi collaboratori di aver pensato ad un confronto vero ragazzi – genitori, ragazzi – operatori, genitori – operatori. Perché se vogliamo crescere come famiglia, non c’è dubbio che dobbiamo crescere insieme.

Il progetto della rivista nasce dal desiderio di dare voce a TUTTI coloro che vivono nel mondo Adozione.

Il trimestrale in vendita su abbonamento in spedizione o online. Per informazioni: redazione.adopnation@gmail.com

Cile. World Bank: “Scuola – quadro generale”

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Quando i nostri figli arrivano in Italia e li portiamo a scuola, dobbiamo sempre ricordare da dove partono. Non possiamo pretendere che scavalchino le montagne, soprattutto se sono stati adottati già grandicelli e devono fare i conti con il gap liguistico e culturale.

Il Cile ha fatto notevoli passi avanti nell’Educazione garantendo l’istruzione di base ad una larga parte della popolazione, ma non offre un sistema scolastico di qualità. Più del 50% degli istituti sono privati e vi può accedere solo la parte benestante della società. Difficile anche l’accesso ad internet.

I maggiori elementi discriminanti sono il tasso di scolarizzazione dei genitori e il luogo dove il bambino/ragazzo abita (ogni regione attiva metodi diversi per aiutare le famiglie con minori opportunità). Le persone sono considerate fuori dal tasso di povertà se hanno entrate per $4.00 al giorno procapite; difficilmente riescono a raggiungere la classe media ($10.00 al giorno procapite) confermando una certa rigidità interna della struttura sociale.

Considerando l’ipotetico caso di due bambini nati nel 2009, in Cile, si può dare una chiara idea della discriminazione.

Patrizio è nato in campagna da genitori che non hanno completato la scuola primaria. Christian è nato a Santiago da genitori con studi superiori. Christian ha il doppio delle probabilità di andare alla scuola materna e di avere giocattoli adeguati durante i suoi primi anni di vita (3-5 anni). Avrà anche il 50% delle probabilità in più di avere un linguaggio adatto ad un bambino di 5 anni e il doppio delle opportunità di completare la scuola secondaria nei tempi previsti dai piani scolastici. Anche le prestazioni saranno ben superiori a quelle di Patricio.

Cristian vivrà in una casa con acqua corrente, servizi sanitari e computer, parteciperà alla vita politica (64% delle probabilità in più) e arriverà alla laurea con otto possibilità in più rispetto a Patricio. Potrà far parte della la classe media con il doppio delle probabilità rispetto all’altro bambino.

(fonte: “Monitoring Basic Opportunities throughout the Lifecycle with the Human Opportunity Index in Chile – World Bank maggio 2012)

Brasile. World Bank: “Gli asili nido e le scuole materne”

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L’offerta formativa degli asili nido e scuole materne in Brasile è bassa: c’è necessità di avere migliori strumenti didattici, di un maggiore monitoraggio del sistema e di far circolare le esperienze. Fare valutazioni precise è difficile in quanto sono basate sull’osservazione visto che i bambini in tenera età non sono in grado di rispondere a test. Neppure i genitori hanno una reale percezione dell’efficienza delle strutture che di solito è inadeguata.

Dal 2001 al 2009 gli asili nido e le scuole materne sono comunque migliorati anche se con differenze geografiche. Le regioni al nord hanno registrato un aumento delle iscrizioni senza un adeguato numero di insegnanti a disposizione (media 26 alunni negli asili nido contro i 10 delle direttive). Manca materiale didattico e strumenti di sostegno come computer, video etc. La situazione è peggiore nelle aree rurali che scontano la difficoltà di raggiungere i centri per bambini. In questo senso sarebbe necessario creare un numero maggiore di centri più piccoli per accorciare le distanze.

Buona invece l’interazione tra bambini ed insegnanti. Si nota una minore preparazione degli insegnanti delle scuole materne ed asili nido rispetto a quelli della scuola primaria, ma è un gap che sta via via colmandosi anche se il livello d’istruzione rimane inferiore rispetto a quello di paesi più evoluti. Le migliori strutture rimangono quelle private ma sono accessibili solo ai ricchi. Lo stato ha cercato di trasferire fondi dalle regioni ricche alle povere ma le disparità permangono. Si è notato, inoltre, che i bambini ricchi delle zone rurali hanno la stessa opportunità di frequentare una scuola come i bambini più poveri che vivono in città.

In Brasile non si nota una discriminazione di genere nella frequentazione della scuola: sotto questo aspetto maschi e femmine sono trattati alla stessa maniera. Le differenze emergono nell’entrata nel mondo del lavoro quando il 50% delle donne con figli dai 0 ai 3 anni restano a casa, soprattutto nelle zone rurali. Anche le mamme casalinghe si stanno abituando all’idea di mandare i bambini piccoli all’asilo, ma non la considerano ancora una priorità.

(fonte: “Early child education” – World Bank 2012)

Brasile. OECD: “Scuola, maggiore attenzione alle famiglie povere e agli indigeni”

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Anche la scuola ha risentito della crescita economica. Tra il 2000 e il 2009 sono stati fatti molti investimenti sebbene ancora inferiori alla media OECD. Ancora nel 2009 un brasiliano su cinque, dai 15 ai 29 anni, non aveva un’istruzione né un impiego.

Le autorità hanno concentrato gli sforzi sulla scuola primaria. Nel 2010 il 92% dei bambini di sei anni frequentavano la scuola (erano l’83% del 2003). In certe aree la presenza femminile a scuola è paritaria anche se poi le donne adulte seguono modelli ancora legati all’accudimento di figli ed anziani, invece di entrare nel mondo del lavoro.

Da alcuni studi nell’area di Santa Caterina, una delle zone ricche del Brasile, si è osservato che uno dei limiti della scuola era la dispersione di fondi perché non c’era una piano organico statale per l’educazione scolastica. Inoltre la formazione degli insegnanti lasciava piuttosto a desiderare e il tasso di assenteismo era molto elevato. Mancavano per di più delle linee guida per la valutazione e i programmi scolastici.

Il programma Bolsa Familia ha dato un notevole contributo spezzando un destino segnato, che i figli di analfabeti fossero analfabeti.

Oggi anche gli insegnati sono più preparati  e le scuole si sono attrezzate di materiale didattico. Questo grazie alla creazione di FUNDEF (Fondo de Desenvolvimento do Ensino Fundamental) che garantisce una spesa per studente equa in tutte le regioni.

Il programma porta avanti anche piani di scolarizzazione per gruppi indigeni e adulti analfabeti.

Risulta interessante l’attenzione verso le famiglie povere con dei piani di finanziamento per invitarle a mandare i figli a scuola e il bancomat alle madri per rafforzare il loro ruolo genitoriale.

Se gli incentivi possono funzionare per la scuola primaria e secondaria, più difficile è l’accesso alle università dove i ragazzi poveri arrivano in numero limitato.

Possiamo concludere che la spesa statale per l’educazione sta progressivamente aumentando, ma che la qualità dei risultati è ancora bassa, in particolare per le materie scientifiche e la matematica. Come nota positiva gli studenti risultano adesso più in linea con il percorso di studio, fatto  non scontato alcuni anni fa quando un ragazzo ripeteva una classe più volte.

Il programma di riforma della scuola continua e si sta orientando anche al rafforzamento degli istituti tecnici per avere personale qualificato da inserire nel sistema produttivo.

(fonte: “Achieving world class education in Brasil”  – World Bank 11/2011)