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AltroNatale. Poesia: “Ama e Vai”

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Questo componimento è dedicato a tutti i nostri figli alla ricerca delle loro origini. Perchè sia chi cerca e trova, sia chi cerca e non trova, possa trovare un po’ di serenità in questo 2016 tutto da scoprire e da vivere.

Abbiamo una certa simpatia per il sigr Mario Avanzi, di cui abbiamo pubblicato già un altro componimento nelle festività natalizie di qualche anno fa ( http://ilpostadozione.org/?s=mario+avanzi), perchè con la sua semplicità arriva là dove tanti giri di discorsi non servono.

Buon 2016!

 

 

Ama e vai
Vai e ama
il mondo intero.

Ama
chi non può vederti

ama
chi non può sentirti

ama
chi non può toccarti.

Vai sicura di te stessa
portando dentro di te
tutto l’amore
di chi ti ha amato tanto.

Autore:  Mario Avanzi.

 

(fonte: http://chicredicheiosia.blogspot.it/ )

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Colombia. Il personaggio: “Gabriel García Márquez “

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“Cent’anni di solitudine” è stato il libro preferito dei miei trentanni. Ho amato la fantasia di Marquez e le descrizioni, a volte crude, della sua gente. Tramite lui mi sono avvicinata all’America Latina. E un giorno, dall’America Latina è arrivata mia figlia….

Con la sua lettera testamento agli amici, che esprime tutta la profondità e l’esperienza di vita di questo scrittore colombiano, chiudiamo la sezione Colombia.

SE DIO….

Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di
un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.
Valuterei le cose, non per il loro valore, ma per ciò che significano.
Dormirei poco, sognerei di più, essendo cosciente che per ogni minuto che teniamo gli occhi
chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei avanti quando gli altri si ritirano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al
cioccolato.

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Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice, e prima di tutto butterei me
stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole.
Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di
Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio
dei loro petali.

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Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle
persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti
e vivrei innamorato dell’amore.
Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man
mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza.

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Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima
della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata
scalata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo
piccolo pugno, l’ha catturato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per
aiutarlo a rimettersi in piedi.
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando
mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi.

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Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei
fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un
bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per
poterle ascoltare una e più volte ancora.
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei
scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi
sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti
dimenticherò.

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Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta
che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse,
sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio,
un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il
tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore
che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per
esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.

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Gabriel García Márquez

Pasqua 2015. Alda Merini: poesia inedita

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Bisogna essere santi  per essere anche poeti:

dal grembo caldo d’ogni nostro gesto,

d’ogni nostra parola che sia sobria,

procederà la lirica perfetta  in modo necessario ed istintivo.

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Noi ci perdiamo, a volte, ed affanniamo  per i vicoli ciechi del cervello,

sbriciolati in miriadi di esseri  senza vita durevole e completa;

noi ci perdiamo, a volte, nel peccato  della disconoscenza di noi stessi.

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Ma con un gesto calmo della mano,

con un guardar “volutamente” buono,

noi ci possiamo sempre ricondurre  sulla strada maestra che lasciammo,

e nulla è più fecondo e più stupendo  di questo tempo di conciliazione.

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Alda Merini

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da Santi e poeti” di Alda Merini (1931-2009): è la prima poesia conosciuta della poetessa milanese.

Questo inedito datato 2 dicembre 1948, prima pubblicazione dell’autrice a 17 anni.

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Solitudine papà. Poesia: “Il faro”

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di Giusy Rombi, mamma ed educatrice

 

IL FARO

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Il faro,

l’ho visto per la prima volta quando avevo 5 o 6 anni.

Mio padre sulla sua vespa e io aggrappata a lui:

“Ti porto a vedere il faro”, mi disse.

 Ho visto la scogliera sotto di noi

e il mare così vasto, e

sopra tutto, dominava lui,

con le sue mura di pietra e la sua torre fiera.

“Vedi là”, mi disse, indicando un punto invisibile all’orizzonte,

“là c’è la Spagna, e questo è il primo faro che una nave vede

dopo lo Stretto di Gibilterra”.

Ma in quel momento il mio faro era solo lui:

mio padre!

Solitudine papà. Sandra Vergamini: “L’ora cercata”

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Sandra Vergamini – poetessa – ci ha mandato questa poesia e ci ha detto: “Non vi dico il significato che ha per me e neppure in quale circostanza l’ho scritta perché ognuno deve essere libero di sentire e interpretare il messaggio profondo attraverso le emozioni che prova”. Ebbene a noi è sembrato giusto inserirla in questa sezione perché c’è come una resa dei conti, un guardarsi dentro che avviene solo quando siamo immersi nella profonda solitudine. E può far paura.

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Quando arriva davvero

l’ora cercata e temuta

nelle notti di luna piena

quell’ora

che può riempire la pagina bianca

spaccare il nocciolo

e mostrarti l’essenza del frutto

dare un senso ai tormenti

al cielo al mare e allo sfarsi dell’onda

allora ci vuole coraggio

per lasciarsi attraversare.

Ci vuole coraggio.

Fuori dal coro: “Il dolore, la morte di un figlio, le domande che restano…”

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Oggi la terribile notizia nella morte di Habtamu, il ragazzino quattordicenne di cui avevamo parlato su questo blog il 4/06/2012 nella sezione “fuga da casa”. Le righe che seguono sono state scritte dopo aver letto varie testate giornalistiche e il commento di un blog. Ci sembra un po’ semplicistico affermare che ciò che è successo sia legato al suo desiderio di tornare alla terra madre, che i suoi genitori adottivi avrebbero dovuto capire, essere più umili.

I nostri figli racchiudono dolori e segreti che nessuno potrà decifrare con precisione e certezza. Quello che, invece, ci sentiamo di affermare, perchè nato dall’osservazione di tanti nostri adolescenti in sofferenza, è che, molte volte, una grande fonte di disagio deriva da una falsa accoglienza che la nostra società riserva  loro.

Non è detto che ciò sia stato il caso di Habtamu di cui non conosciamo la storia intima. Noi de ilpostadozione ci limitiamo ad esprimere la nostra vicinanza ai suoi genitori nel timido tentativo di alleviare il loro profondo dolore.

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Entro nei tuoi occhi neri,

ti vedo sereno e penso di conoscerti.

Quando il vento della tormenta si alza

ti perdo di nuovo.

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Capisco che noi siamo qui

ma non siamo il tuo mondo.

Il tuo mondo è altro.

Possiamo parlarne

costruire ponti

dare significato a ciò che c’è

e a ciò che è lontano.

Possiamo anche dirti che

quel mondo lo amiamo

che siamo arrivati a te

tramite il rispetto e la stima per la tua gente.

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Forse capisci,

forse ci compatisci.

Sappi solo che tutto è stato fatto con onestà,

quella onestà che in questo drammatico momento

è la nostra forza.

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Di fronte alla tua risposta risoluta al dolore

rimane la nostra inconsolabile disperazione

e l’eterna domanda:

perchè a te, nostro figlio,

che abbiamo desiderato e amato tanto?

Adozione etica. Roberto Piumini: “Un figlio”

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Roberto Piumini – poeta e narratore

Un figlio

Un figlio, signore e signori,

non è come un’ombra cicciona,

non è un mazzolino di fiori

e neanche un’opera buona.

 

Un figlio, signori e signore,

non è un campionato sportivo,

non è un più veloce motore

e neanche un rametto d’olivo.

 

Un figlio, mia cara famiglia,

è un corpo, una mente, una voce,

è un seme della meraviglia,

un mondo in un guscio di noce.

 

Un figlio, miei cari parenti,

vi fonda uno stato nel cuore.

Un figlio fa stringere i denti,

ma ha un delizioso sapore.

AltroNatale. Mamma Giusy: “Riflessione sul Natale che sta per finire”

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di Giusy Rombi – insegnante e mamma adottiva

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Jehoshua

Appoggia i tuoi pensieri su di me.

Regalami i tuoi silenzi,

le tue lacrime,

i tuoi fallimenti.

Sono Colui che non delude

e che ascolta i tuoi deliri

senza giudizio.

L’Eternità era il mio tempo,

ma ho lasciato i Cieli

per vederti rinascere da ogni tuo fallimento.

 

Sono l’Atteso,

ma ora attendo te.

Vieni,

il Solstizio dice che le tenebre son vinte.

Vieni

e vedremo ancora il sole sorgere!

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Mamma Giusy ci spiega il suo componimento: “Il titolo è il nome ebraico di Gesù, che appunto è Colui che è atteso dai cristiani durante l’avvento. Ho immaginato però che lui parlasse direttamente a ciascuno e a ciascuna perchè il Natale fosse veramente un “incontro”…

Anche per chi è credente, non è facile talvolta “abbandonarsi con fiducia”, lasciare che qualcuno si occupi di noi, così come siamo, con le nostre debolezze e preoccupazioni…

Il Natale è la festa della Luce, quella luce che dal 21 dicembre in poi (giorno del solstizio d’inverno), comincia pian piano ad allungare le nostre giornate. Io chiamo questo fenomeno “il paradosso dell’inverno”, perchè la stagione più fredda in realtà è anche quella in cui si prolunga la luce, ogni giorno impercettibilmente il sole comincia a tramontare più tardi.

Ecco, molto semplicemente, cosa ho cercato di esprimere con quelle parole.”

AltroNatale. Nonno Mario: ”Giovannino”

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Sergio mi ha segnalato questa poesia scritta da nonno Mario che si rifà ad una storia realmente accaduta. Noi siamo abituati a veder la maternità come un qualcosa di ovattato e dolce. Per alcuni bambini non è così. Giovannino è uno di questi. Eppure, in lui, c’è tanta tenerezza… 

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GIOVANNINO

Grazie mamma

d’avermi dato la vita,

grazie per avermi fatto conoscere

la luce del sole.

 

Otto mesi son tanti

passati nel tuo grembo,

insegnami a scordar

l’amore che per te ho nutrito.

 

Nemmeno un bacio, né un abbraccio

tu m’hai donato,

temevi forse d’innamorarti

d’un minuscolo fanciullo?

 

In ogni donna

invano cercherò il tuo volto,

in ogni volto

cercherò il tuo sorriso.

 

E chissà che un giorno,

solo quando Dio lo vorrà,

possa stringerti tra le mie braccia e dirti:

“Grazie mamma per la vita che mi hai donato”.

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Autore: Mario Avanzi

(fonte: chicredicheiosia.blogspot.it)

Storia familiare. Mamma Anna: “A te che adori Dragon Ball”

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Sei arrivato da lontano,

ci hai deliziati e sconquassati,

riempiti e prosciugati,

Sei unico

capace di farti amare

capace di amore e vendetta

alla ricerca di te

bisognoso di aiuto

voglioso di arrangiarti da solo

in subbuglio costante,

qualche volta in pace.

In quei pochi momenti

allento le tensioni

credo possibile il sogno.

Sulle rotaie, in volo.

Famiglie imperfette. Stefani: “Cos’è carnagione”

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Liberamente tratta da un fatto accaduto a scuola.

 

Arrivo da un paese lontano.

Un giorno mia mamma e papà mi preser per mano

Mi han detto:“Pedrito, un paese nuovo vedrai.

Sarà facile, ti abituerai”.

Inizio in una scuola italiana in un giorno preciso

E tu, caro bambino, mi accogli con un grande sorriso.

Poi una mattina, non la dimenticherò mai

Mi prendi da parte e mi dirai:

“Alla mia festa tu non sei invitato”

“Perché?” chiedo io al tuo tono irritato.

Ecco una scusa pronta per ogni stagione:

“Per la tua carnagione!”

 

Cos’è “carnagione”?

Non conosco questa parola, non so darmi spiegazione.

Tu a scuola parli di pace, di amore e di essere tutti amici

Adesso che cosa mi dici?

 

 

 

 

“Cos’è “carnagione” maestra?”

La signora si avvicina alla finestra

Come ad ammirare paesi lontani

Ci parla di leoni, di tigri e di caimani

Che vivono in climi diversi

Ma sono creature di questo mondo, persi

nella savana, foresta e deserto

Ma figli di un unico Dio, questo è certo!

 

 

Noi uomini ci spostiamo nel mondo

Ma portiamo la traccia della nostra cultura fino in fondo.

La prima cosa che vedi è il colore della pelle

A seconda del cielo del paese di nascita e le sue stelle

Che fa unico ogni bambino nel suo genere

E l’orgoglio di esser nato nero, giallo o meticcio nessuno potrà spegnere.

Famiglie imperfette. Mamma Blog: “Perfezione letale”

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Dedicato a te

mamma perfetta

con i  capelli perfetti

la faccia perfetta

il trucco perfetto

la macchina perfetta

che la mattina parcheggi in doppia fila perfetta

per accompagnare a scuola

il tuo figlio perfetto

con la faccia perfetta

i vestiti perfetti

il sorriso perfetto

e il bacio perfetto

e il saluto educato perfetto

i voti perfetti

ed il comportamento adeguato e perfetto

Da me

che di perfetto non ho nulla,

sono sempre stracciata

con la macchina con i bozzi

e le fiancate rigate dalle chiavi dei ragazzi imperfetti di periferia urbana

che il trucco non me lo faccio mai

neanche quando ho le occhiaie da zombi

e il colore giallo-verde come il filo di terra

i capelli sempre arruffati

e sono sempre di corsa perché sempre in ritardo

e dal mio pequeño

che è perfetto nella sua immensa imperfezione

di faccia che la mattina è cilapposa e ingrugnita

di denti che sono storti e con l’apparecchio storto pure lui

di cartella trascinata a terra che si rompe tutta sotto

che mai mi saluta perché ha paura anche a dirmi ciao per un giorno

che non mi bacia più perché vuole essere grande

perché i grandi sono forti e nessuno può far loro del male

che è perennemente inkazzato

perché la vita fino a poco tempo fa

non faceva un cazzo ridere ma proprio per niente

dal mio pequeño, che si comporta come un raudo

lanciato nella classe silenziosa e composta

e grida ai suoi professori perfetti che lui c’è

e vuole che loro se ne accorgano e lo aiutino a non esplodere

da lui e da me

proprio a voi

un sentito, profondo, affettuoso

vaffanc….

 (fonte: postadozione.bloog.it)

La solitudine delle mamme. Michela Marzano: “L’amore quello vero…”

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“L’amore, quello vero, viene sempre dopo. Dopo aver capito che il suo sguardo era capace di contenere l’universo. Dopo aver visto nei suoi occhi il riflesso del tuo viso. Dopo aver sentito la nostalgia dei suoi gesti…

L’amore, quello vero, è fatto di cose piccole piccole. Quel sorriso quando stai per uscire. Quella frase sussurrata. Quel gesto inatteso… che avevi smesso di aspettare… che continuavi a sperare…

L’amore, quello vero, è fatto di grande incomprensione e di attimi di pace. Quando stai per dirti che tutto è finito e che niente sarà mai più come prima… Prima di lasciarti andare alla tenerezza del perdono…

L’amore, quello vero, dura per sempre… ed è inutile far finta che tutto vada bene… perché senza di lui, tu non sei…”

(fonte: michelamarzano.wordpress.com)

Ditemi se non sembra l’amore di una madre/un padre verso un figlio con il quale non si riesce a comunicare? Ci ho trovato tutta la forza e la disperazione di un amore poco corrisposto. Ciò prova che il termine amore è universale: una poesia-riflessione sull’amore scritta da una donna ad un uomo in realtà è adattabile a qualsiasi situazione dove ci sia amore, quello vero….

La solitudine delle mamme. Mamma Blog: “Amore di madre”

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L’amore che provo per mio figlio
spesso mi stupisce e mi scuote.                                                                                           
 
 E’ un amore forte e resistente,
insistente nel volere bene,
anche se il bene in apparenza non ritorna.                                                        
 
 E’ caparbio e duro come un pezzo di granito che non si spezza.
Al tempo stesso è tenero come morbida balsa,
che si modella per voler bene in modo discreto e costante.  
                                                 
 E’ grandissimo al punto che non sta dentro il cuore
ma spesso straborda che non sai più dove metterlo
e allora va dappertutto.
                                                                                                         
 E’ puro come una calla profumata,
appena raccolta per essere mostrata a tutti.                                    
           
 E’ oscuro e misterioso come il buco profondo di una grotta nascosta,
che quasi fa paura per quanto è profonda.               
                                                                                       
 E’ diverso da ogni altro amore si possa provare,
perché è davvero oltre.                       
                   
 E’ inutile,
chi non ha stretto il figlio tra le braccia
non ha modo di capire quel che scrivo.                        
          
E non me ne voglia,
ma è così, ne sono sicura.
                   
 (fonte: postadozione.bloog.it)