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Comunicazione Ass.ne Raccontiamo l’adozione: “Quattro incontri per parlare di adolescenza con i genitori adottivi” – Lecco nov/dic 2016 e genn/feb 2017

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Cari Amici,

proponiamo la seguente iniziativa rivolta ai genitori adottivi che si preparano o stanno affrontando l’adolescenza dei loro figli.

Si tratta di quattro momenti di incontro a cadenza mensile.

Il percorso, condotto da un formatore esperto delle tematiche sull’adolescenza adottiva e  coadiuvato da un tutor d’aula si terrà il sabato mattina dalle 10:00 alle 13:00 presso il centro per le Famiglie di Lecco. 

Le date previste sono: 

  • 19 novembre 2016
  • 3 dicembre 2016
  • 14 gennaio 2017
  • 18 febbraio 2017

 

Verranno trattati i seguenti temi legati all’adolescenza adottiva:

  • I compiti evolutivi degli adolescenti e la specificità dell’adolescenza nella famiglia adottiva; 
  • Il processo di costruzione dell’identità per un adolescente adottivo; 
  • Il confronto con le origini e il desiderio di ricerca attiva delle proprie origini; 
  • L’adolescenza come perdita e la riattivazione traumatica 
  • Il conflitto nella famiglia adottiva
  • La comunicazione con i figli adolescenti 

La metodologia prevede contributi teorici e momenti esperienziali che favoriranno il confronto e la discussione relativamente alle esperienze dei partecipanti.

Contributo di partecipazione 50 euro a coppia + una quota associativa famiglia di 35 euro (se non già soci per l’anno 2016).

La partecipazione è soggetta obbligatoriamente ad ISCRIZIONE tramite la seguente scheda

 

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ItaliaAdozioni: Presentazione del libro “Cara adozione” – Mi – 17 ott 2016

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Presentazione del libro

“CARA ADOZIONE”

lunedì 17 ottobre ore 18.00

MILANO – piazza Gae Aulenti (Illy Caffè)

Questo libro è nato dalla collaborazione di tante persone. Contiene un’energia speciale. Spero, la raccolta di lettere è nata per quello, che il passa parola possa portarlo per tutta Italia. Venite, intanto, a Milano e festeggiamo insieme l’evento di tante famiglie colorate che s’incontrano per l’occasione.

“Cara Adozione, scrivo a te, che in quest’ultimo anno sei entrata nella mia vita; io ho bussato alla tua porta e tu mi hai accolto…”  – Greta

Cara Adozione nasce una domenica pomeriggio.

Ci sono fogli sparsi un po’ dappertutto, sulla sedia, sul pavimento e sul tavolo. Mucchi di carta contrassegnati da fermacarte differenti per distinguere i vari capitoli di un ipotetico libro. Con una penna in mano sto annotando i miei pensieri, quello che mi sgorga dal di dentro incontrando ora Enrico, ora Valentina, ora Rosangela, etc. Sono tutti compagni di avventura. Mi ci riconosco. Mi rattristano un po’ certe considerazioni, ma altre sono ironiche e divertenti.

D’istinto prendo il cellulare.

Ivana (Ivana Lazzarini, Presidente di Italiaadozioni), mi ascolta silenziosa mentre le propongo una raccolta di lettere. Il lavoro è impegnativo. Mi conosce da poco. Secondo me pensa che ci sia qualche cellula grigia in avaria nel mio cervello. In fondo, mi dico, è stata sua l’iniziativa di “buttarmi addosso” centinaia di lettere, arrivate a “Lettera a un’adozione” dell’anno prima. Poi, non contenta, ha rincarato la dose. Ne ha aggiunte delle altre, quelle dell’edizione che si stava per concludere.

Da me è stato interpretato come una sorta di battesimo per entrare nel gruppo di ItaliaAdozioni. Una specie di prova di coraggio come nelle confraternite dei college americani. O resta o scappa.

Sono rimasta. Non sono un tipo che fugge, io! Sono o non sono una mamma ado? Ho scelto le lettere. Le ho lette e rilette. Ogni volta ci ho trovato nuove sfumature e messaggi inediti. E mi sono anche divertita.

Ma quello che conta di più è che questo libro, che adesso stringo tra le mani, LA PRIMA COPIA, non è una cosa mia, ma è nato da tutti noi. Dagli autori, da chi l’ha costruito, stampato, sudato e discusso.

Il titolo, ad esempio, è stato ispirato dalla lettera della nostra Greta Bellando, quando studentessa ha incontrato per la prima volta genitori e figli adottati. E si è messa in ascolto.

Ecco, appunto, ascoltate.

Andate oltre le parole, chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dall’esperienza di un linguaggio diverso. Lontano dall’apatia e dalla diffidenza per l’altro che ci propinano tutti giorni sul posto di lavoro o alla TV o sui mezzi pubblici. Respirate il sentimento. Restate nella vibrazione di un’esperienza unica, e per molti di voi sconosciuta, com’è l’adottare un bambino.

Questo libro parla di incontri.

La parte più interessante del percorso di Cara adozione è stata sentire gli autori. Molti di loro non si aspettavano una nostra telefonata. Non si aspettavano che questo libro nascesse davvero.

Sarà un piacere donare il libro a mia figlia quando sarà grande”.

Leggeremo le lettere nel nostro gruppo di lettura”.

Ne voglio comprare delle copie da donare alla Biblioteca Comunale”.

Siete disponibili a fare delle serate con la nostra Associazione?”.

“A me piace scrivere: anche quest’anno parteciperò al concorso  con “Lettera ad un colore””.

Vorrei anch’io lavorare con voi”.

Comunicare, scrivere, mettersi a disposizione… per il gusto di farlo, senza aspettative. E un giorno bussano alla tua porta e ti dicono che quello che hai scritto e detto è importante, che tanti lo leggeranno, perché hai saputo andare dritto al punto, hai saputo esprimere un concetto altrimenti intricato. Per questo, troppe volte taciuto, sofferto, isolato.

Vorrei che la mia lettera non fosse inserita”.

“Vorrei usare uno pseudonimo”.

Chi non ha paura di aprirsi ed esprimere i propri sentimenti profondi? Non sempre si è capiti. Talvolta si è derisi.

Cara Adozione è condivisione. Con le famiglie adottive. Con gli insegnanti. Con amici e parenti. Con i gruppi di lavoro. Ma parlare al mondo non è facile. Per questo abbiamo bisogno di tutti voi per fare in modo che questa voce non si fermi, ma si espanda per tutta Italia. Perché nessuna famiglia deve rimanere sola e isolata. Cara adozione è nata per questo.

Per chi avesse già letto alcune lettere sparse qua e là sul sito, potrà cogliere la magia che le accomuna e le rende diverse, ma mai banali, perché all’interno di un tutto.

Alla fine del percorso di lettura, ci si sente bene, come in una specie di autoanalisi. Una sorta di costellazione familiare nazionale, in cui ci si può immedesimare e ridere di noi stessi, sconfiggendo lo stress da performance genitoriale o filiale.

Che altro dire? Leggetelo. Potremmo confrontarci. Sarebbe bello che Cara adozione fosse la base per creare nuove collaborazioni e amicizie. Sarebbe bello che da tutto ciò nascessero altri libri e altri incontri.

Sempre parte di quel tutto che è l’adozione.

Roberta Cellore

Lunedì 17 ottobre ore 18.30 la partecipazione alla festa per “Cara Adozione” è libera, ma è molto gradita una mail per la conferma della propria presenza a redazione@italiaadozioni.it.

Si ringrazia Illy per la squisita disponibilità.

Chi desidera una copia di Cara Adozione può versare un contributo di 15 euro (comprensivi della spedizione) e scrivere il proprio indirizzo a redazione@italiaadozioni.it.

Per versare la somma si può utilizzare:

 oppure

Bonifico bancario intestato a Associazione ItaliaAdozioni:
IBAN: IT16C0200834070000103385842
per bonifici esteri oltre alla coordinata IBAN, indicare anche il codice BIC:
Codice BIC:  UNICRITM1D12

Siamo adottati e stiamo bene 3 – 15 e 16 ott 2016 – Firenze

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SIAMO ADOTTATI E STIAMO BENE 3

Firenze –  15/16 ottobre 2016

Spazio Libri Liberi Officine

 

Parleremo di ricerca delle origini con gli adottati e le loro storie, delle nuove tipologie famigliari con Melita Cavallo, di scuole e delle nuove direttive del MIUR sull’adozione con esperti e genitori, delle attese di famiglie e bambini attraverso le loro storie e le foto del concorso di Heartfamily.

Tra le novità la prima edizione del premio “Siamo adottati e stiamo bene. Grazie a…” dedicato alle persone che con il loro lavoro e il loro personale impegno hanno fatto la differenza nel mondo dell’adozione.

Durante l’incontro sarà presente anche una folta rappresentanza dell’Associazione Figli Adottivi e Genitori Naturali (FAeGN) che sfrutterà l’occasione per lanciare la campagna DNAdozione in Italia!

PROGRAMMA 

 

SABATO 15 OTTOBRE

10,30 Terzo Meeting Nazionale Adottati – Con il Comitato Nazionale per il Diritto alle Origini Biologiche. Ricerca delle origini e anonimato, riflessioni e discussioni sulla legge in corso di approvazione.

12,00 “Il ricongiungimento? Si può” – Storie a lieto fine

13,30 Pausa pranzo

15,15 Mario Lombardi presenta “Identità” – Intervento di mimo.

15,30 “Si fa presto a dire famiglia” – Incontro con il magistrato Melita Cavallo e il suo libro. Modera Giorgio Pezza

17,00 Prima edizione del premio “Siamo adottati e stiamo bene. Grazie a…” con premiazione

18,00 Inaugurazione della mostra fotografica “Famiglie in attesa… Bambini in arrivo” nata dal concorso organizzato in collaborazione con Heartfamily

 

DOMENICA 16 OTTOBRE

11,00 “Adottati a scuola” – Genitori e insegnanti ne parlano con Giovanna Masini, Anna Genni Miliotti e Alessandra Papa, autrici del nuovo libro edito da Libri Liberi sulle direttive del MIUR. Modera Giorgio Pezza

11,00 Laboratorio per bambini di musicoterapia – Con Tatiana Dondolini

13,30 Pausa pranzo

15,00 I protagonisti della mostra fotografica “Famiglie in attesa… Bambini in arrivo” si raccontano. Segue premiazione

16,00 Lancio del concorso “Ti racconto l’attesa…” legato al progetto editoriali di Libri Liberi e Officina Adozione

SCARICA IL PROGRAMMA

Comunicazione Raccontiamo l’Adozione Onlus: “Il viaggio delle origini” – Lecco 23 sett 2016

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Risultati immagini per raccontiamo l'adozione onlus

Raccontiamo l’Adozione Onlus

“IL VIAGGIO DELLE ORIGINI TRA DESIDERI E PAURE”

Venerdì 23 settembre 2016 alle ore 21.00

Sala riunioni del centro civico di Germanedo – Lecco

 

Una famiglia racconta come ha accompagnato il proprio figlio a conoscere le proprie origini

 

Vi chiediamo cortesemente di comunicarci la vostra partecipazione attraverso la seguente scheda, grazie!

 

Per informazioni:

Raccontiamo l’Adozione Onlus – Via Palestro 16, 23900 Lecco

cell: 331-3180311                    info@raccontiamoladozione.net

“I colori del vuoto”, un libro che diventa spettacolo

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Racconti di adottati, genitori adottivi e naturali

 

di e con Ramona Parenzan

Lo spettacolo è una declinazione drammaturgica in forma di monologhi che si susseguono, dei racconti presenti nella raccolta (Autori vari, a cura di Ramona Parenzan) I COLORI DEL VUOTO, edito da Libere Edizioni

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Spazio scenico in ombra. Sei sedie vuote. Accanto ad ogni sedia, in basso, si trovano degli “oggetti speciali”, un po’ curiosi: una balena rosa, una lampadina, un paio di scarpe con la zeppa anni settanta, un vecchio disco in vinile, un paio di scarpette da danza… Sono i preziosi oggetti simbolici che hanno “salvato” dal vuoto i protagonisti delle storie. Una voce fuori campo introduce il tema attraverso delle domande ripetute. Sul telo scorrono immagini. Poi, lentamente, quasi per magia, arriva cantando la narratrice. Sedia dopo sedia, oggetto dopo oggetto, fotografia dopo fotografia, illustrazione dopo illustrazione, prendono corpo, colore e voce le storie e i racconti presenti nel libro. Lo spettacolo diventa così  un delicato, e a tratti anche surreale, susseguirsi di voci rappresentative di adottati, genitori adottivi e genitori biologici alla ricerca dei propri figli, desiderosi di comunicare agli spettatori, le loro più profonde emozioni. Il tema centrale dei racconti è l’abbandono e la perdita, ma anche i vari modi in cui i protagonisti sono riusciti, nel tempo, a trovare risposte e a ridipingere il vuoto.  

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Note tecniche   Durata:  60 min, più dibattito con il pubblico per un totale di circa due ore

Montaggio scenografia: quindici minuti circa

Spazio scenico: teatro, aula magna, auditorium, biblioteche, palestre e spazi aperti

Dispositivi richiesti: pc, telo bianco, proiettore, 6 sedie, casse acustiche

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Costi 120 Euro nette (più eventuali spese di viaggio e di pernottamento)

Performer Ramona Parenzan, autrice di vari libri, racconta storie

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Per informazioni Ramona Parenzan 339 1622954;  ramona.parenzan@libero.it

“I colori del vuoto”: intervista alla curatrice del libro, Ramona Parenzan

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Ramona parla del vuoto che ragazzi adottati, genitori adottivi e genitori biologici si portano dentro. Un vuoto che può essere colmato se solo lo si vuole e non si ergono barriere. Se si comunicano le emozioni e si decide di non viverle più in solitudine.

L’intervista mette in luce gli obiettivi del libro e come è nato. Ramona, inoltre, legge stralci di tre racconti che spaziano dal significato di abbandono per una ragazza adottata, all’importanza dell’incontro con la mamma biologica, tutto condito dal sentimento di chi ci è passato davvero.

Buon ascolto.

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Incontro con le famiglie adottive: “L’adozione ai tempi dei social network” – BO 25 mag 2015

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CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA
Coordinamento adozione Città metropolitana di Bologna
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Adolescenti nativi digitali: l’adozione ai tempi dei social network
25 maggio 2015 – ore 16.00/18.00
Sala Zodiaco – Via Zamboni, 13 Bologna
Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta
L’incontro, gratuito, è rivolto a tutti i genitori adottivi interessati ad approfondire le tematiche legate all’adolescenza e al mondo dei social network in relazione alla costruzione dell’identità dei figli.
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Locandina: adolesc ado genitori def (2) (1)

Info: ilaria.folli@cittàmetropolitana.bo.it

Solitudine papà: “Maria Agnese e Maria Rosaria a Uno Mattina raccontano la loro storia di figlie adottive”

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A proposito di padri padroni, Maria Rosaria, la seconda signora che parla nel video, ne dà un’immagine ben definita. E’ anche vero che ascoltando la sua esperienza ci siamo sentiti catapultati indietro nel tempo, in un’Italia diversa dall’attuale. Per lo meno ci auguriamo che l’iter adottivo e la preparazione delle coppie abbia fatto passi avanti, anche grazie all’esperienza e agli errori compiuti in passato. Guardate il video. Si tratta di due esperienze diverse. Maria Agnese esprime parole di apprezzamento per la sua famiglia adottiva, Maria Rosaria ne disegna un quadro più complesso dove il padre diventa la figura dominante.

Unomattina- Storie vere – 07/01/2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-61ef25cc-abcf-402f-8746-60d7665001c4.html

Adozione etica. Uno mattina: “L’importanza della formazione e del sostegno delle coppie nel post-adozione per prevenire il fallimento adottivo”

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Proponiamo, per chi non l’avesse visto, questo servizio del 21 gennaio 2013 che, secondo noi, è onesto.  Basta guardare con quale garbo è trattato il caso del bambino di Treviso che ha guidato per 900 km per ritrovare la sorella in Polonia. La puntata pone l’accento sulla necessità di preparare con maggiore attenzione  le coppie ad accogliere bambini grandi e con bisogni speciali (in aumento negli ultimi anni) e di supportare la nuova famiglia con impegno da parte di tutti (scuola, vicinato, famiglia allargata…). Non è, secondo noi, un manifesto contro l’adozione di bambini grandicelli, ma una responsabilizzazione per genitori, enti e operatori a fare sempre meglio per evitare duplici sofferenze. Chi non è disposto a guardare la realtà e a sentire la versione di tanti per rendersi conto in quale avventura si sta addentrando, forse non è del tutto  pronto a questa importante missione che richiede persone stabili e convinte della loro scelta. Dall’altra parte c’è la necessità di operatori sempre più preparati per aiutare le coppie nel post adozione. Non crediamo che sia un azzardo affermare che spesso si arriva al fallimento adottivo anche perchè la coppia è lasciata sola.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-40cbe6e6-1a44-4acd-86a8-4ab6d9050b75.html#p=

In sintesi alcune riflessioni espresse da  Luigi Cancrini – psichiatra:

– Non ci sono studi precisi sulla frequenza di fallimenti. Noi del settore vediamo solo le cose cha vanno male. Certo stiamo osservando un aumento e c’è uno stato di sofferenza altissimo delle famiglie, in particolare quelle che non sono in grado di sostenere i conflitti.

– Se la coppia capisce che l’adozione è un processo di cura di un bambino che ha avuto esperienze traumatiche, che è un compito diverso da quello del genitore biologico, la coppia è già a buon punto.

–  Negli studi per l’idoneità bisognerebbe essere in grado di capire quanto la coppia sa mantenere l’equilibrio di fronte al contrasto e se ha la modestia e disponibilità a farsi aiutare.

– La fase critica inizia nell’adolescenza e diventa acuta quando il ragazzo ha difficoltà a relazionarsi con l’ambiente circostante e i genitori si mostrano delusi del figlio (e mollano..).

Storia familiare. Maribel, 28 anni: “Solo dopo aver conosciuto le mie origini sono riuscita a raccontarmi”

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Testimonianza al Convegno ICYC 2012 – La storia siamo noi

“Sono in Italia dall’età di sei anni. Ascoltando quello che diceva il Prof Maiolo mi sono resa conto che una caratteristica di noi ragazzi adottivi è la difficoltà di raccontarci. Oggi, però, quando i più piccoli mi hanno fatto domande dirette sulla mia vita sono riuscita ad aprire il mio cuore. Non nascondo che ho dovuto faticare per raggiungere questo equilibrio.

L’elemento fondamentale è stato il ritorno al mio paese. Prima avevo tante domande nella mia testa. In particolare volevo sapere a chi assomigliavo. Così nove anni fa sono tornata in Cile. Avevo l’indirizzo di mia nonna e sono andata a trovarla senza avvisarla. E’ stato molto duro. Questa povera donna viveva in una situazione di estrema indigenza che non ero pronta ad accettare anche se me lo ero immaginato mille volte nella mia mente. La realtà è molto più massacrante.

Poi sono andata da mio padre. Sono stata contenta di non averlo avvertito perché così l’ho trovato com’è veramente. In 15 anni dalla decisione degli assistenti sociali di darmi in adozione perchè vivevo in una famiglia che non era in grado di farsi carico di una bambina, trovavo le stesse condizioni, nessun miglioramento.

E’ stato in quel momento che mi sono resa conto di quanto sono stata fortunata a trovare una nuova famiglia. Se rimanevo là ero destinata ad una vita infelice e comunque non avrei avuto le occasioni che ho avuto qui in Italia.

Ora riesco a capire la prima parte della mia vita, il trasferimento in due hogar (istituti per minori) e la decisione di farmi adottare. Solo ora riesco a raccontarmi e trasmettere la mia serenità. E’ un invito che faccio ai ragazzi come me, quello di fare chiarezza nella propria storia perché solo così possiamo capire cosa vogliamo dal futuro. Ma non si può costruire qualcosa se non si colmano i grandi vuoti che portiamo dentro di noi. Così è successo a me. Ora sono serena e so quello che devo fare. Mi manca un ultimo tassello che intendo colmare: ritrovare mia madre biologica per completare il quadro.

Quindi, riallacciandomi al tema del Convegno, posso dire che solo con il tempo sono riuscita a raccontarmi, quando ho avuto delle risposte. E’ molto importante parlarne con gli altri altrimenti si rischia la chiusura e la solitudine. Ora riesco ad esprimermi anche con i miei genitori e per me è una grande conquista.”