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Brasile. OECD: “Scuola, maggiore attenzione alle famiglie povere e agli indigeni”

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Anche la scuola ha risentito della crescita economica. Tra il 2000 e il 2009 sono stati fatti molti investimenti sebbene ancora inferiori alla media OECD. Ancora nel 2009 un brasiliano su cinque, dai 15 ai 29 anni, non aveva un’istruzione né un impiego.

Le autorità hanno concentrato gli sforzi sulla scuola primaria. Nel 2010 il 92% dei bambini di sei anni frequentavano la scuola (erano l’83% del 2003). In certe aree la presenza femminile a scuola è paritaria anche se poi le donne adulte seguono modelli ancora legati all’accudimento di figli ed anziani, invece di entrare nel mondo del lavoro.

Da alcuni studi nell’area di Santa Caterina, una delle zone ricche del Brasile, si è osservato che uno dei limiti della scuola era la dispersione di fondi perché non c’era una piano organico statale per l’educazione scolastica. Inoltre la formazione degli insegnanti lasciava piuttosto a desiderare e il tasso di assenteismo era molto elevato. Mancavano per di più delle linee guida per la valutazione e i programmi scolastici.

Il programma Bolsa Familia ha dato un notevole contributo spezzando un destino segnato, che i figli di analfabeti fossero analfabeti.

Oggi anche gli insegnati sono più preparati  e le scuole si sono attrezzate di materiale didattico. Questo grazie alla creazione di FUNDEF (Fondo de Desenvolvimento do Ensino Fundamental) che garantisce una spesa per studente equa in tutte le regioni.

Il programma porta avanti anche piani di scolarizzazione per gruppi indigeni e adulti analfabeti.

Risulta interessante l’attenzione verso le famiglie povere con dei piani di finanziamento per invitarle a mandare i figli a scuola e il bancomat alle madri per rafforzare il loro ruolo genitoriale.

Se gli incentivi possono funzionare per la scuola primaria e secondaria, più difficile è l’accesso alle università dove i ragazzi poveri arrivano in numero limitato.

Possiamo concludere che la spesa statale per l’educazione sta progressivamente aumentando, ma che la qualità dei risultati è ancora bassa, in particolare per le materie scientifiche e la matematica. Come nota positiva gli studenti risultano adesso più in linea con il percorso di studio, fatto  non scontato alcuni anni fa quando un ragazzo ripeteva una classe più volte.

Il programma di riforma della scuola continua e si sta orientando anche al rafforzamento degli istituti tecnici per avere personale qualificato da inserire nel sistema produttivo.

(fonte: “Achieving world class education in Brasil”  – World Bank 11/2011)

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