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Sessualità/gravidanze precoci: “Le percentuali nel mondo, cause ed effetti, possibili rimedi”

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Sintesi del Rapporto UNFPA 2013 dedicato alle gravidanze delle adolescenti. Crediamo che per noi genitori che hanno accolto ragazze e ragazzi di altra etnia sia importante tenere a mente le motivazioni che spingono queste ragazzine ad avere un figlio e gli eventuali rimedi per contrastare il fenomeno.

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Ogni giorno 20.000 ragazze di età inferiore ai 18 anni mette al mondo un figlio. Sono il 19% nei paesi in via di sviluppo. Tra questi l’Africa registra la più alta percentuale (28%). Sempre in Africa il 6% delle ragazze con meno di 15 anni ha un figlio contro la media dell’Europa dell’Est e Asia Centrale dello 0,2%. Bangladesh, Chad, Guinea, Mali, Mozambico e Niger accettano i matrimoni precoci. In generale non ci sono notizie sulle bambine dai 10 ai 14 anni anche se si è osservato che in America Latina le percentuali sono inferiori ma il trend, anziché rallentare come in altre aree del mondo, è in crescita.

Il problema delle gravidanze precoci è presente anche nei paesi sviluppati dove gli USA registrano il tasso più elevato e la Svizzera il più basso. Inghilterra, Nuova Zelanda e Irlanda  si pongono dopo gli Stati Uniti. Di solito si tratta di ragazzine che vivono ai margini, che hanno lasciato la scuola, fanno parte delle minoranze etniche, che non si sono inserite bene come immigrate. Può succedere che usino il figlio per legare a sé il partner, che vogliano un bambino per imitazione di altre coetanee dello stesso gruppo, per acquistare un ruolo, loro, che sono estromesse da tutto perché non integrate. In definitiva non hanno niente da perdere. Male che vada andrà loro riconosciuto un ruolo da adulte, capaci di badare ad un bambino. Messico e Cile guidano la classifica tra i paesi OECD. Il problema è che la gravidanza altera l’intera vita dell’adolescente.

Tra le cause che portano alle gravidanze precoci lo studio evidenzia:

  • Matrimoni di bambine con uomini adulti. Le spose bambine sono povere, poco istruite e vivono nelle aree rurali. Le gravidanze precoci avvengono più spesso nelle aree di povertà estrema. Il 90% delle adolescenti madri sono sposate. Il rapporto con un partner più vecchio dà meno potere contrattuale alle donne.

 

  • Disuguaglianze di genere, povertà, violenza sessuale e coercizione, inadeguata o assente educazione sessuale, ostacoli ai rispetto dei diritti umani. Le mogli bambine sono forzate al matrimonio ed esperimentano stress e depressione perché non sono psicologicamente preparate al matrimonio o alla gravidanza. Molto spesso sono obbligate ad avere rapporti sessuali. Nella Repubblica Democratica del Congo si raggiunge il 64% dei rapporti iniziali forzati. Molto spesso le ragazze stesse desiderano la gravidanza perché la comunità esalta la maternità. Attraverso il bambino si guadagna di status, si entra nel mondo dei grandi. A volte la gravidanza è il risultato di una fuga da casa per scappare da abusi familiari.

 

  • Mancanza di consultori. Servono dei servizi appositi per questa fascia di età molto recettiva e disposta ad imparare. Molto spesso è la comunità che non accetta la contraccezione e chi ne fa uso viene picchiata e mal considerata. L’obiettivo è quello di far capire alle ragazze che sono importanti sempre anche se non sono madri.Si tratta di ragazzine che imitano la madre, di solito anch’essa mamma in giovane età. Mancano modelli alternativi a cui rifarsi.

 

  • Sotto investimento nelle capacità intellettive femminili. Solo il 5-10% delle ragazze lascia la scuola a causa della gravidanza. La scuola l’hanno abbandonata molto tempo prima. Difficile è anche il reintegro. Certe volte è la stessa legge che non lo permette. E’ un fenomeno che si osserva anche nei paesi sviluppati.

Tra gli effetti negativi ci sono:

  • Abbandono scolastico e perdita di altre opportunità. L’educazione scolastica prepara le ragazze al lavoro, aumenta la loro autostima e il loro status e rispetto nella comunità.

 

  • Adolescenti che muoiono di parto o per altre complicazioni ad esso collegato. Ciò succede in particolare per le ragazzine inferiori ai 15 anni. Si è inoltre riscontrato un maggior tasso di fistole ostetriche rispetto alle ragazze di pari età.

 

  • Aborto senza seguire un minimo di norme igienico sanitarie. La politica e la stessa famiglia allontanano la ragazza, per ignoranza, per cultura, dalla giusta informazione su una sessualità sicura.

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  • Perpetuazione della povertà ed esclusione sociale. Chi non studia non ha un lavoro e quindi non ha reddito. Inoltre certi paesi tendono a tenere ai margini le ragazze madri giovani.

 

  • Negazione dei basilari diritti umani. Ci ha colpito “l’assenza di scelta”. Pressione del partner, del contesto culturale e familiare negano alle bambine il diritto di diventare donne autonome, in grado di dire si o no sulla base delle proprie convinzioni.

 

  • Perdita di potenziale femminile. Troppi paesi accettano ancora i matrimoni precoci o vedono le donne/bambine oggetto di scambio tra famiglie solo per avere delle serve e/o fattrici. Gli interventi vanno condotti a livello politico coinvolgendo insegnati, genitori e comunità. Vanno vietati i matrimoni precoci e vanno coinvolti gli uomini per un maggior equilibrio di genere. Programmi mirati per le ragazzine inferiori ai 14 anni.

 

Tra le soluzioni quelle che hanno ottenuto maggiori risultati sono:

  • formazione dei ragazzi maschi al rispetto delle donne. Studi confermano che è nell’adolescenza che si radicano i comportamenti aggressivi verso il genere femminile. I progetti si basano su dibattiti o relazioni su temi come proteggersi dall’HIV o evitare una gravidanza indesiderata.Gli uomini possono influenzare altri uomini creando un effetto domino positivo.

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  • formazione delle ragazze sui loro diritti. E’ stato provato chead un aumento della partecipazione scolastica femminile si ha una diminuzione delle gravidanze precoci. Andare più a lungo a scuola significa anche rafforzare il gender equality. In alcune realtà per incentivare la frequenza scolastica delle ragazzine viene dato un supporto alle famiglie (70%) e alle ragazze (30%) a condizione che frequentino almeno il 75% delle ore di lezione. Inoltre le rette scolastiche vengono pagate alla scuola direttamente. In alcune aree si sono sperimentati punti d’incontro per ragazze con lo scopo di farle sentire meno sole e aiutare la socializzazione e lo scambio di idee nel gruppo dei pari.

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  • costruzione di un modello familiare alternativocon gioco dei ruoli maschili e femminili improntate al rispetto di genere. L’educazione, infatti deve continuare al di fuori della scuola, con il coinvolgimento della famiglia e con mediatori che sappiano far comunicare meglio e di più genitori e ragazzi.

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  • Se il 95% delle mamme bambine è all’interno del matrimonio, per diminuire il fenomeno bisogna contrastare i matrimoni precoci. A tal fine sono necessarie nuove leggi e fare pressioni per un cambio di mentalità familiare e comunitaria.