Archivi tag: educazione

Comunicazione Ist.Miller: corsi gratuiti gen-feb-mar 2016 a Genova

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  I GIOVEDÌ DEL MILLER
Incontri gratuiti a Genova:

» 21 gennaio 2016 (ore 21)

Le funzioni attentivo-esecutive: sindrome da deficit di attenzione e apprendimenti – Dott.ssa Eleonora Ardu, Dott.ssa Alessandra Giacobbe .

» 18 febbraio 2016 (ore 21) Presentazione del libro Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in età evolutiva – Dott.ssa Susanna Pizzo .

» 3 marzo 2016 (ore 21) Il gioco della Piramide Alimentare. Uno strumento motivazionale per il mantenimento di un corretto stile alimentare in bambini obesi e in sovrappeso – Dott.ssa Serena Rebora (Psicologa), Dott.ssa Daniela Rebora (Nutrizionista) .

» 17 marzo 2016 (ore 21) Gli esiti a lungo termine degli stili educativi genitoriali – Dott. Mariano Pippo Per info: tel. 010.5707062segreteria@istitutomiller.it

Istituto Miller Istituto di Psicologia e Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Genova: Corso Torino, 19/2 – tel. 010.5707062 Firenze: Viale dei Mille, 98 – tel. 055.2001723 segreteria@istitutomiller.itsito web
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Comunicazione FIABA: “Parliamo di adozione ed affido in Piazza Bra” – 27 sett 2015 a VR

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Durante la Festa del Volontariato, che si terrà a Verona nei giorni 25, 26 e 27 settembre 2015, l’Associazione Famiglie Insieme per l’Adozione di Bambini e Adolescenti (FIABA ONLUS), assieme ad altri gruppi ed enti, parlerà di accoglienza di minori nelle famiglie.

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FESTA DEL VOLONTARIATO

PERCORSI DI ACCOGLIENZA, ADOZIONE, AFFIDO E SEMIAFFIDO

PIAZZA BRA – VERONA

 ore 16.00

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Accogliere un minore in famiglia non è solo un gesto d’amore. È un “cammino” che richiede l’attivazione di risorse personali e pubbliche, necessita sostegno e collaborazione tra famiglie, istituzioni e associazioni del privato sociale. Come mettere in circolo tali risorse per una crescita umana e sociale serena e diffondere la cultura dell’accoglienza e della cura?

– Associazione Apertamente ONLUS

– Associazione di Volontariato Spazio Ragazzi

– Famiglie per l’Accoglienza Regione Veneto ONLUS

– NADIA Nuova Associazione di Genitori Insieme per l’Adozione

– FIABA – Famiglie per l’Adozione di Bambini e Adolescenti

– Associazione VeronettAmica

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Per saperne di più sull’intera manifestazione: FestaVolontariatoPieghevole

Resoconto Convegno ICYC 2015: “Chi è Paco?” – origini, scuola e conflitti tra genitori e figli adottivi

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Ringraziamo Chiara Pironi, una mamma ICYC, che ci ha mandato “pillole di saggezza” dal Convegno che si è tenuto a Tortoreto (TE) il 4 – 5 – 6 settembre 2015. Ancora una volta i nostri ragazzi ci hanno insegnato tanto. Ascoltiamo la loro voce per trovare il nostro punto d’incontro con loro.

 

di Chiara Pironi, mamma adottiva

Quest’anno il Convegno della Pro Icyc ha lasciato spazio, come l’anno scorso, ai ragazzi oggi diventati adulti.

I temi che hanno voluto affrontare sono stati:

1) origini

2) scuola

3) conflitti e interessi.

Prima di analizzare i tre temi, hanno voluto introdurre il convegno con una deliziosa storiella sull’origine di Paco, il protagonista del misterioso titolo scelto quest’anno per il convegno.

“Il piccolo Pesce Rosso, in cerca di sua zia, intraprende un viaggio insieme alla sua famiglia da sud verso nord, ma una notte una forte tempesta costringe suo padre ad affidarlo a Papà Azzurro e alla sua famiglia. Così Pesce Rosso si risveglia alla mattina e vedendo visi sconosciuti attorno a lui si sente sempre più solo e triste. Anche a scuola sta male e viene sempre deriso dai suoi compagni per il colore della pelle. Scappa, scappa e tutte le volte Papà Azzurro lo riporta a casa. Poi un giorno arriva a scuola un nuovo compagno, Pesce Verde. Lui è sempre felice e allegro e a nulla gli importa della sua diversità. Così Paco capisce che la sua famiglia è la sua forza e, anche se non mancano i momenti di sconforto pensando alla sua prima famiglia, immagina quello che sarebbe stato senza la sua famiglia Azzurra, se non fossero passati in quel momento in mezzo alla tempesta, che ne sarebbe stato di lui. E allora la sua pinna rossa diventa un pochino azzurra …. un arcobaleno di  legami è la metafora dell’adozione”

Voi genitori come vi sentite dopo avere sentito questa storia, cosa consigliate a Paco?

G = GENITORE                 F = FIGLIO

G: Il nostro sogno!!!

G: Sicuramente Paco è uno di voi, ma noi non siamo come la famiglia Azzurra, già completa. Noi abbiamo bisogno di voi, perché siete voi i nostri figli. Abbiate la consapevolezza di accettare quello che è successo nella vostra vita, come noi abbiamo accettato che dalla nostra pancia nessun figlio potrà nascere. Accettiamo quello che siamo e nascerà una cosa meravigliosa!

G: Figli silenziosi e famiglie accoglienti in attesa di capire quello che hanno, in attesa di essere adottati da loro..

F: Anche per i genitori, come per noi, non deve essere semplice soprattutto con bimbi più grandi. Ci dobbiamo accettare e sono contento che sia andata così.

F: L’adozione è a doppio senso e viene naturale adottarsi con la condivisione delle cose che ci fanno stare bene.

F: Per me l’adozione è stata fiducia. Io ho cominciato ad avere fiducia della mia famiglia a 20 anni. Genitori dovete sempre esserci.

G: Non mi piace la parola “accettare” perché nessuno ci ha obbligati a fare niente!

G: Dopo 13 anni dall’adozione vi dico che è stata dura, ma bellissimo. Sono al convegno oggi dopo 10 anni perché avevo voglia di vedere i miei “fratelli”. La famiglia nasce prima di tutto dal marito e dalla moglie.

G: I migliori educatori dei genitori sono i figli. “Accettazione”, in questo caso, è inteso come “accettazione della realtà”.

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1° tema: ORIGINI

F: Chiunque di noi ha bisogno di appartenere a qualcuno, a qualcosa, un paese o una cultura e allora facciamo viaggi sia fisici che mentali. Esistiamo perché ci relazioniamo con altri individui. Chi sono, perché esito? Ho provato a partire e tornare in Cile, ma non l’ho ancora fatto perché ho paura di incontrare la persona che mi ha messo al mondo. I viaggi verso l’ignoto non sempre ci aiutano anzi a volte pregiudicano la nostra vita futura. Non possiamo intraprendere un viaggio senza essere seguiti da qualche specialista, non si può intraprendere un viaggio solo con l’aiuto dei social. E poi non ci sei solo tu, quando decidi di scoprire le tue origini c’è anche un’altra persona e allora per fortuna che ci sono le leggi che tutelano entrambe le parti.

F: Sono tornata in Cile perché non sapevo più chi ero. Sono stata 6 mesi e ho conosciuto la mia famiglia perché dovevo sapere a chi assomigliavo. Solo questo mi interessava. Ora non ho rapporti con loro. Durante il mio viaggio ho visto cose brutte e per la prima volta mi sono chiesta cosa ne sarebbe stato di me se fossi rimasta lì. Il viaggio in Cile mi ha aiutato a capire i miei genitori e ad avere fiducia in loro.

G: Al rientro dal Cile quando mi dissero: “Abbiate cura di lei”, mi sono sentito responsabile di una cosa talmente grande che ancora oggi, dopo tanto tempo, mi emoziono.

F: Io contattai direttamente il mio Hogar e sono tornato in Cile per vedere il popolo cileno, conoscere i sapori, i profumi. Sono andato a Quinta ed è stata una esperienza meravigliosa. Finalmente avevo dato una immagine al Cile e al mio Hogar. Tanti occhi bisognosi di una mamma e un papà, un immenso bisogno di essere unici!

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2° tema: LEGAMI E CONFLITTI.

F: La costruzione di un legame nasce attraverso un confronto reagendo ad ogni input. Il rapporto deve cambiare nel tempo con una integrazione reciproca. I nostri “se” molto spesso sfociano in un conflitto che non deve essere vissuto come una negatività, ma come una opportunità di confronto. E’ con l’accettazione dei bisogni di ognuno che nasce il processo di maturazione. Nel mio caso all’inizio fuggivo alle parole, poi sono passato alle aggressioni verbali e poi finalmente ad un dialogo con l’accettazione della realtà. Per noi ragazzi adottati l’adolescenza crea tantissimi conflitti interiori che cerchiamo di allontanare, ma se ne esce solamente avendo il coraggio di affrontarli.

F: Nella mia adolescenza ci sono stati tanti conflitti, ma non perché sono stato adottato. I nostri problemi non devono essere per forza essere sempre associati alla nostra condizione di figlio adottivo. Prima di tutto siamo ragazzi come tutti gli altri.

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3° tema: SCUOLA

F: Sono arrivato in Italia a 7 anni e sono stato inserito a scuola con bimbi più piccoli. In un primo momento mi sono sentito sottovalutato, ma adesso, con il senno di poi, posso dire che è stato meglio così. Però, devo ammettere, che l’ho vissuta male. I bambini adottivi hanno bisogno di un sostegno esterno per l’inserimento.

F: In Cile, nella mia classe avevo i miei amici e i miei punti di riferimento. Poi sono venuta in Italia a 9 anni e mi sono trovata da sola in una classe di sconosciuti e allora reagisci come puoi. Sono stata comunque fortunata perché i miei compagni erano preparati al mio arrivo. Comunque la vivevo male. Un giorno la mia maestra si è inventa un piccolo gioco e mi sono sentita meglio. Durante l’ora di storia aveva disegnato alla lavagna il corpo umano e mentre i miei compagni dicevano il nome di ogni parte in italiano io lo traducevo in spagnolo. Brava la mia maestra che mi ha messo a mio agio!!!

F: A 7 anni quando cominciai la scuola in Italia ancora non sapevo l’italiano e non capivo niente, non volevo socializzare e mi difendevo dai miei compagni anche menando. Odiavo i compiti e piangevo sempre, fortunatamente i miei genitori mi hanno aiutata molto.

G: Sono maestra d’infanzia e ho avuto esperienze con bambini adottati. Quello che posso dire è che questi bimbi scaricano l’aspetto emotivo e la sofferenza sui compagni e sugli insegnanti. Occorre allora dialogo e sensibilizzazione nei confronti degli insegnanti che il più delle volte non sono preparati. I bambini non devono essere diversi, bisogna solo avere la pazienza di aspettare i loro tempi. La scuola deve essere educativa. Non è un voto che fa l’individuo. Bisogna convincere gli insegnanti che questi bambini venuti da lontano “non devono per forza sapere benissimo l’italiano”.

Comunicazione Adozione Scuola: “Storia familiare – Raccolta firme per i testi scolastici della scuola primaria”

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Facendo seguito alle sollecitazioni di molti genitori adottivi, ADOZIONESCUOLA ha lanciato una raccolta di firme allo scopo di invitare le case editrici di testi per la scuola primaria a modificare le pagine sulla storia personale in modo da renderle inclusive della storia di tutti i bambini. Qui di seguito il testo della petizione.

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UNA STORIA PER TUTTI E TUTTE

Petizione promossa da ADOZIONESCUOLA indirizzata alle case editrici di testi scolastici per la scuola primaria L’approccio allo studio della storia nei primi anni della primaria viene proposto dai libri di testo a partire dalla storia personale e da quella della propria famiglia. Si tratta di un passaggio propedeutico importante per arrivare a comprendere il significato degli indicatori temporali e a riconoscere i rapporti di successione: un passaggio che andrebbe però affrontato con grande attenzione e sensibilità, e soprattutto con modalità che consentano a ciascun bambino di riconoscervisi. Troppo spesso, invece, le schede operative dei libri di testo chiedono ai bambini di raccogliere informazioni o di portare oggetti personali e familiari che alcuni di essi possono non possedere e che rimandano a un’idea di famiglia “standard” e a storie d’infanzia che non sono le uniche presenti nelle nostre classi. Le richieste del peso alla nascita, dell’età del primo dentino o dei primi passi, di portare oggetti dei primi mesi di vita (il bavaglino, il ciuccio…), le foto da neonato e altre foto di famiglia possono mettere in difficoltà i tanti bambini adottati che non conoscono l’inizio della loro storia e anche altri con storie difficili o complesse: bambini in affido, bambini che hanno perduto un genitore, bambini migranti che non hanno portato con sé alcun bagaglio materiale di ricordi. Le insegnanti più sensibili, quando hanno in classe alunni con situazioni complesse, “saltano” queste pagine o propongono modalità alternative che rispettino la storia dei bambini. Anche i libri di testo, senza rinunciare a questo approccio, potrebbero proporre attività più flessibili, che tengano conto delle tante differenze presenti nelle nostre classi e della varietà delle realtà familiari del mondo d’oggi. Le stesse “Linee d’indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati”, emanate dal MIUR il 18-12-2014, invitano del resto gli insegnanti, in occasione delle adozioni dei libri di testo, a “scegliere volumi attenti alla molteplicità delle situazioni familiari e culturali ormai presenti nelle classi”.

SI CHIEDE PERTANTO ALLE CASE EDITRICI DI TESTI PER LA SCUOLA PRIMARIA DI MODIFICARE LE PAGINE SULL’APPROCCIO ALLA STORIA PERSONALE IN MODO DA RENDERLE INCLUSIVE DELLA STORIA DI TUTTI I BAMBINI E BAMBINE

Potete firmare la petizione inviando una mail all’indirizzo petizione@adozionescuola.it indicando: Cognome e nome (obbligatori)

Città (obbligatoria) Chi sei: insegnante, genitore, studente, ecc. (facoltativo ma gradito)

Scuola, associazione, gruppo di appartenenza, ecc. (facoltativo ma gradito)

Commento: “Sottoscrivo questa petizione perché…” (facoltativo ma gradito)

E’ possibile aderire anche come associazione, gruppo, collegio docenti, consiglio d’istituto, ecc. L’elenco dei sottoscrittori verrà pubblicato sul sito www.adozionescuola.it

Petizione lanciata il 11-05-2015 ADOZIONESCUOLA si fa promotrice dell’iniziativa, ma il suo successo potrà venire solo dall’attivarsi di associazioni, gruppi informali, singoli genitori, insegnanti, ecc. che diffonderanno l’informazione ai loro contatti.

E’ possibile aderire all’iniziativa sia individualmente che in forma collettiva.

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IMPORTANTE: le adesioni vanno inviate unicamente all’indirizzo petizione@adozionescuola.it

Le adesioni sono pubblicate  sul sito www.adozionescuola.it. Sulla lista di discussione Adozionescuola verranno date periodiche informazioni sull’andamento dell’iniziativa.

Sperando che l’iniziativa raccolga la vostra condivisione, cordiali saluti

Per AdozioneScuola Dr.ssa Livia Botta

www.liviabotta.it

www.adozionescuola.it

Colombia. L’esperto: “Un nuovo modo di fare scuola”

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Escuela Nueva è un progetto colombiano, portato avanti da Vicky Colbert,  che crede che la povertà vada combattuta attraverso la scuola. “Crediamo che un’educazione di qualità per tutti sia possibile e che lo scambio tra docenti, comunità e bambini siano i principali ingredienti per un cambio di mentalità e di evoluzione sociale” – vedi  http://www.escuelanueva.org/portal/. Presenta questa realtà un profondo conoscitore del mondo della scuola.

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di Tullio De Mauro

La Colombia, il paese di Gabriel García Márquez, è devastata dalla guerriglia: centinaia di migliaia di civili uccisi o rapiti dall’esercito regolare. Ed è soffocata dalla miseria: trenta milioni di persone su quarantadue sono sotto la soglia di povertà, il 10 per cento dei bambini lavora.

Qui lavora anche Vicky Colbert senza perdere la speranza nella scuola. È una scuola flipped, ribaltata, anche quella che lei ha costruito, propone e propugna dal 1975 attraverso la fondazione e rete di scuole Escuela nueva “Volvamos a la gente”. Fa parte dell’attività didattica corrente coinvolgere nelle letture gli adulti fuori e intorno alla scuola, chiamarli in classe e studiarne vita e testimonianze, mappare l’ambiente, le sue miserie e le potenzialità.

Gli alunni sono chiamati a riconoscere nelle piccole storie quelle grandi e ciò facendo ad apprendere lettura, lingua e lingue, calcolo, rispetto e interesse per le diversità, a costruire la biblioteca e gli strumenti necessari da lasciare poi ad altri, raccontando in un diario di scrittura collettiva le loro esperienze, l’affiorare di problemi, collaborando tra loro, i più bravi maestri dei meno, ciascuno col suo ritmo, accompagnati dagli insegnanti. La cosa funziona.

Alla rete colombiana si vanno aggregando altre scuole nuove latinoamericane e africane e Vicky è chiamata qua e là nel mondo a spiegare il suo lavoro, i suoi risultati. Il 29 ottobre il Wise (World innovation summit for education) le ha assegnato il premio 2013 per l’innovazione didattica.

(fonte: Internazionale – 8/11/2013)

Colombia: “Il sistema scolastico”

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Il sistema scolastico colombiano è formato da:

  • educazione iniziale
  • educazione prescolare
  • educazione basica (divisa in primaria di cinque anni e secondaria di quattro)
  • educazione media (due anni e si conclude con il titolo di bachilerrato
  • educazione superiore

(fonte: Ministero dell’istruzione colombiano – 09/06/2010)

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Se la scuola primaria è presente anche nei villaggi rurali, più difficile è incontrare la scuola materna. Per sopperire lo stato ha diffuso il sistema della madre comunitaria, una signora con l’obbligo di frequentare un corso da educatrice che accoglie nella sua casa una quindicina di bambini. Viene retribuita dallo stato e sempre dallo stato viene fornito il materiale didattico.

Per la scuola primaria il calendario scolastico, che varia da zona a zona a seconda dell’area climatica, si divide in due semestri, con 40 ore di attività settimanale. L’educazione di base in Colombia è pubblica, il 40% viene coperto dalle scuole private molto costose e di approccio laico. Le scuole religiose stanno diminuendo di numero. Le strutture scolastiche sono abbastanza attrezzate in città mentre in campagna sono più carenti. Il sistema educativo tradizionale è di tipo autoritario. Questo dipende dal numero elevato di alunni per classe (30-50 bambini). Molte volte in una classe ci sono bambini di differenti età. Il lavoro di gruppo è occasionale. I genitori incontrano periodicamente gli insegnanti.

(fonte: Istituto degli Innocenti 12/2008)