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Colombia: “Problemi sanitari dei bambini colombiani”

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Ci rifacciamo ad uno studio del 2012 http://www.glnbi.org/documenti/7ebecef90e841cfcbe9cae29537b2d2a.pdf

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In sintesi, non si conoscono problemi sanitari specifici anche perché molte volte i bambini arrivano in Italia sprovvisti di cartelle cliniche e comunque non sono mai precise e dettagliate come vorremmo.

Tra i disturbi riscontrati (ma sono riscontrabili anche per altri bimbi di diversa nazionalità) vengono elencate:

  • anemie carenziali
  • disturbi cognitivi comportamentali
  • deprivazioni nutrizionali
  • deprivazioni emotivo – relazionali
  • infestazione intestinale
  • epatite A

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Per un quadro completo vedi inoltre: http://www.glnbi.org/documenti/8afd24cbcc6fafc266b251c272158f5b.pdf

 

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Colombia: “Preparazione del bambino all’adozione”

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In Colombia la maggior parte dei bambini che arriva all’adozione ha vissuto l’esperienza dell’allontanamento dal nucleo familiare per maltrattamento o carenze delle cure parentali.

L’ICBF, Istituto Colombiano de Bienestar Familiar, organo preposto alla tutela dell’Infanzia, segue il percorso del minore dalla segnalazione e dalla conseguente presa in carico del servizio all’eventuale adozione. Questo permette una continuità nell’accompagnamento del minore che facilita l’integrazione e le narrazioni. I minori allontanati dalla famiglia di origine vengono collocati appena possibile in case famiglie, strutture in cui è presente la figura di un adulto che si fa carico del benessere dei bambini. Si procede poi a una valutazione della situazione del bambino basata sulla verifica dei presupposti giuridici, sociali e psicologici dell’adottabilità nazionale e/o internazionale. Nelle situazioni in cui il bambino ha subito abusi possono essere proposti percorsi di supporto psicologico.

Per la maggior parte dei bambini viene preparato un album con le foto disponibili e che rappresenta una risorsa importante nella narrabilità del passato e nella costruzione e nella rielaborazione dell’identità del bambino. Ai bambini sopra i 5-6 anni viene chiesto se vogliono essere adottati.

Per quel che riguarda l’incontro con i coniugi adottanti i bambini ricevono un po’ di tempo prima l’album preparato dai futuri genitori e viene spiegato loro dove andranno a vivere. L’abbinamento avviene all’ICBF, luogo non familiare per il bambino e da subito inizia l’affido preadottivo che sarà monitorato giornalmente dal personale del ICBF.

Le criticità riscontrabili nell’iter descritto sono relative al fatto che l’incontro avvenga in un ambiente poco familiare al bambino; ciò avviene per preservare la tranquillità della casa famiglia e l’affido pre-adottivo comporta dal primo giorno che il bambino stia 24 su 24 con due adulti “sconosciuti”.

(fonte: “La qualità dell’attesa nell’adozione internazionale” – Istituto degli Innocenti 2010)

Colombia. L’esperto: “Un nuovo modo di fare scuola”

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Escuela Nueva è un progetto colombiano, portato avanti da Vicky Colbert,  che crede che la povertà vada combattuta attraverso la scuola. “Crediamo che un’educazione di qualità per tutti sia possibile e che lo scambio tra docenti, comunità e bambini siano i principali ingredienti per un cambio di mentalità e di evoluzione sociale” – vedi  http://www.escuelanueva.org/portal/. Presenta questa realtà un profondo conoscitore del mondo della scuola.

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di Tullio De Mauro

La Colombia, il paese di Gabriel García Márquez, è devastata dalla guerriglia: centinaia di migliaia di civili uccisi o rapiti dall’esercito regolare. Ed è soffocata dalla miseria: trenta milioni di persone su quarantadue sono sotto la soglia di povertà, il 10 per cento dei bambini lavora.

Qui lavora anche Vicky Colbert senza perdere la speranza nella scuola. È una scuola flipped, ribaltata, anche quella che lei ha costruito, propone e propugna dal 1975 attraverso la fondazione e rete di scuole Escuela nueva “Volvamos a la gente”. Fa parte dell’attività didattica corrente coinvolgere nelle letture gli adulti fuori e intorno alla scuola, chiamarli in classe e studiarne vita e testimonianze, mappare l’ambiente, le sue miserie e le potenzialità.

Gli alunni sono chiamati a riconoscere nelle piccole storie quelle grandi e ciò facendo ad apprendere lettura, lingua e lingue, calcolo, rispetto e interesse per le diversità, a costruire la biblioteca e gli strumenti necessari da lasciare poi ad altri, raccontando in un diario di scrittura collettiva le loro esperienze, l’affiorare di problemi, collaborando tra loro, i più bravi maestri dei meno, ciascuno col suo ritmo, accompagnati dagli insegnanti. La cosa funziona.

Alla rete colombiana si vanno aggregando altre scuole nuove latinoamericane e africane e Vicky è chiamata qua e là nel mondo a spiegare il suo lavoro, i suoi risultati. Il 29 ottobre il Wise (World innovation summit for education) le ha assegnato il premio 2013 per l’innovazione didattica.

(fonte: Internazionale – 8/11/2013)

Colombia: “Il sistema scolastico”

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Il sistema scolastico colombiano è formato da:

  • educazione iniziale
  • educazione prescolare
  • educazione basica (divisa in primaria di cinque anni e secondaria di quattro)
  • educazione media (due anni e si conclude con il titolo di bachilerrato
  • educazione superiore

(fonte: Ministero dell’istruzione colombiano – 09/06/2010)

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Se la scuola primaria è presente anche nei villaggi rurali, più difficile è incontrare la scuola materna. Per sopperire lo stato ha diffuso il sistema della madre comunitaria, una signora con l’obbligo di frequentare un corso da educatrice che accoglie nella sua casa una quindicina di bambini. Viene retribuita dallo stato e sempre dallo stato viene fornito il materiale didattico.

Per la scuola primaria il calendario scolastico, che varia da zona a zona a seconda dell’area climatica, si divide in due semestri, con 40 ore di attività settimanale. L’educazione di base in Colombia è pubblica, il 40% viene coperto dalle scuole private molto costose e di approccio laico. Le scuole religiose stanno diminuendo di numero. Le strutture scolastiche sono abbastanza attrezzate in città mentre in campagna sono più carenti. Il sistema educativo tradizionale è di tipo autoritario. Questo dipende dal numero elevato di alunni per classe (30-50 bambini). Molte volte in una classe ci sono bambini di differenti età. Il lavoro di gruppo è occasionale. I genitori incontrano periodicamente gli insegnanti.

(fonte: Istituto degli Innocenti 12/2008)

Colombia. Minori: “Le opportunità di riscatto sociale per i bambini colombiani”

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Il rapporto redatto dalla World Bank nel 2010 evidenzia che in Colombia esistono ancora elevate disparità tra i cittadini. Le categorie che risentono maggiormente della carenza dei servizi sono in primis donne, indigeni e poveri.

Durante gli ultimi dieci anni sia i bambini che gli adolescenti hanno avuto maggiori opportunità di migliorare il loro tenore di vita, ma permangono elevate disparità da regione e regione, tra aree urbane e rurali. Le regioni che offrono le migliori opportunità sono Bogotà e Valle, mentre le minori si registrano nella regione di Atlantico e quella di Pacifico. Le regioni orientali (Boyocà, Cundinamarca, Meta e Santanderes) sono quelle che hanno guadagnato più terreno in termini di offerta di servizi alla popolazione. Da ricordare che in alcune regioni manca proprio il registro civile, fatto che rende difficile raggiungere una parte della popolazione che per lo stato non esiste da fonti ufficiali. Un dato significativo riguarda la malnutrizione infantile: nelle regioni di Atlantico e Pacifico il 40% dei bambini hanno problemi di denutrizione; raggiungono il 20% nelle regioni di Antioquia, Valle e la regione Central. Per quanto riguarda il sistema scolastico si è notato un miglioramento nella scuola basica ma il permanere di differenze quando si parla di scuola secondaria e università. Anche l’accesso all’acqua e l’energia ha raggiunto la maggior parte della popolazione, ma sono possibili ancora ampi margini di sviluppo anche per la creazione di centri sanitari, lo sviluppo di internet e la diffusione di maggiore sicurezza.

Dallo studio emerge che la causa principale che determina ampie disuguaglianze è la mancanza d’istruzione dei genitori. Vi sono, poi, altri elementi che accentuano il gap come la presenza di più fratelli, anziani e disabili in famiglia.

(fonte: “Oportunidades para los ninos colombianos: cuànto avanzamos en esta dècada” – World Bank 11/2010)

Colombia. Società: “Situazione dei minori colombiani”

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Scolarizzazione. Non esiste discriminazione tra maschi e femmine tanto che i tassi di ripetizione e abbandono scolastico sono più alti tra i maschi. In Colombia la scolarizzazione è a livelli accettabili, l’istruzione è gratuita e obbligatoria dai cinque ai dieci anni, mentre la scuola secondaria dura dai quattro ai sei anni. Questi indicatori tuttavia peggiorano se ci si sposta nelle aree rurali, e sono ancor più bassi per i bambini appartenenti alle minoranze etniche, come gli indios e gli afrocolombiani, e per i numerosissimi minori sfollati.

Adolescenti. Il numero delle ragazze tra i 15-19 anni rimaste incinte è in aumento. Il 64%deìi queste gravidanze non è pianificato. L’origine della maternità è spesso frutto di violenza ma in Colombia gli adolescenti tendono anche ad avere relazioni sessuali occasionali a un’età sempre più precoce, con il conseguente rischio di contrarre HIV-AIDS e altre malattie sessualmente trasmissibili. Un altro fenomeno correlato è l’alta frequenza con cui le madri adolescenti restano incinte di nuovo dopo il primo figlio. Il 20,5% risulta di nuovo incinta dopo 7-17 mesi dopo il primo parto, mentre un altro 33% tra i 17 e 24 mesi (dati Bienestar Familia 09/14). E’ in aumento anche lo sfruttamento sessuale di minori. Elevato è anche il tasso di ragazzini lavoratori.

Bambini soldato. L’Unicef considera la Colombia uno dei paesi in emergenza umanitaria e gli interventi sono rivolti a ridurre il fenomeno dei bambini soldato. Le attività di reintegrazione sociale dei bambini smobilitati dai gruppi armati avvengono nel quadro del Programma Nazionale per i bambini vittime del conflitto armato, gestito dall’Istituto Colombiano per l’Assistenza alle Famiglie. Il programma si occupa di assicurare al bambino un rientro sicuro in famiglia e nella comunità, oltre a fornire assistenza medica, istruzione e protezione legale.

Bambini di strada (niños en la calle). Sono bambini che pur avendo dei genitori sono lasciati a vivere per strada in assenza di cure e attenzione ai margini delle città tra i più degradati. La loro solitudine li destina ad essere vittime indifese di atti di violenza, abusi sessuali, rapimenti per il traffico d’organi o prostituzione. Nelle zone suburbane sono completamente assenti strutture che possano accogliere bambini dai 0 ai 2 anni e offrire attività di cura e assistenza all’infante e alla madre.

vedi anche:

http://www.icbf.gov.co/portal/page/portal/Descargas1/Prensa1/ColombiaSinMaltatoInfantil_180313.pdf

Colombia. Società: “Madri sole”

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Madri bambine. Secondo alcuni dati statistici registrati da Profamilia, istituzione privata colombiana che ha studiato con attenzione il fenomeno, in Colombia poco meno della metà dei bambini fino ai 2 anni vive in un nucleo familiare completo, la maggior parte solo con la madre, unico punto di riferimento. Il rischio d’abbandono è più alto nel caso di figli di madri adolescenti anche perché, vivendo in contesti di violenza intrafamiliare, sono costrette ad andarsene già in giovane età senza l’aiuto di nessuno. Spesso sono le difficoltà economiche e la necessità di trovare un lavoro lontano da casa che porta la giovane madre a lasciare il suo bambino. A ciò si aggiunga l’allentarsi della rete di solidarietà, attraverso la consuetudine di prendere in casa figli anche non propri, purché infanti.

Mancanza di una rete di solidarietà. La situazione di degrado e di povertà estrema sembra avere almeno in parte intaccato questa forma d’aiuto reciproco, che negli anni aveva caratterizzato la vita dei quartieri periferici attraverso forme di solidarietà che vedevano fra gli attori le madri più anziane e le nonne, che accudivano anche figli non propri.

Mancanza di servizi alle madri ed elevata mortalità materna. Le giovani non sono informate su come gestire una gravidanza e un bambino. Ciò comporta un’elevata percentuale di maternità indesiderate e l’assenza di prevenzione per il cancro del collo uterino, che costituisce la prima causa di morte nelle donne.

Denutrizione e malnutrizione per minori di 2 anni. Secondo alcuni dati statistici registrati da Profamilia, in Colombia il novantacinque per cento dei bambini in età infantile riceve il latte materno ma solo il ventidue arriva al quarto mese. I motivi principali dell’interruzione sono:

  • latte insufficiente, nuova gravidanza
  • malattie della madre
  • problemi di suzione
  • rifiuto da parte del bambino
  • malattie del bambino
  • l’uso d’anticoncezionali

A ciò si aggiunga che l’ignoranza porta ad una scelta degli alimenti sulla base d’informazioni pilotate dai mass media e non su una dieta bilanciata. Spesso nelle famiglie il denaro destinato all’alimentazione è utilizzato per pagare altre spese, come l’affitto dell’abitazione, dato che la maggior parte degli abitanti non possiede una casa di proprietà, e il pagamento dei mezzi di trasporto pubblico. Le pessime condizioni igienico-sanitarie favoriscono la comparsa di malattie infettive che comportano un peggioramento dello stato di nutrizione dei soggetti colpiti.

(fonte: Veneto Adozioni e Profamilia)

Colombia. Società: “Le famiglie monoparentali e le relazioni sociali”.

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Nel 2007 Veneto Adozioni ha caricato sul suo sito uno studio sulla società colombiana che ripartiremo in tre post: famiglia, donne e minori.

Faremo una sintesi schematica per facilitare la lettura.

La rapidissima espansione delle periferie delle città, in particolare di Bogotà, è avvenuta soprattutto negli ultimi dieci anni e il selvaggio inurbamento causato dalla fuga dalle campagne ha provocato l’incapacità da parte delle persone di costruire o ricostruire il tessuto sociale ed una trama di relazioni significative, sia a livello intrafamiliare, sia a livello interfamiliare.

I conflitti intrafamiliari costituiscono la prima causa di violenza nella periferia della capitale colombiana e questa situazione si aggrava ulteriormente nelle zone più periferiche in cui gli indicatori di povertà sono più elevati.

Circa il settantacinque per cento dei bambini di strada hanno subito maltrattamenti in famiglia. Il problema dei “bambini di strada” trova una causa importante nella difficoltà delle madri che devono sostenere tutto il peso del sostentamento familiare e nella situazione di povertà estrema della famiglia. In questa situazione, si registrano conflitti nella relazione madre-figli causata, in gran parte, dal peso che deve sopportare la madre per le enormi difficoltà economiche, per lo stato di solitudine e d’indifferenza alla quale è soggetta e per l’assenza di un qualsiasi supporto da parte di istituzioni o di personale specializzato. Secondo le statistiche realizzate, le aggressioni e manifestazioni di violenza intrafamiliare sono direttamente correlate, inoltre, allo stato di sfollamento che vivono le famiglie che si trasferiscono nelle periferie urbane delle grandi città.(…)

(fonte: Veneto Adozioni)

Colombia. Medici senza Frontiere: “I civili tre volte vittime della violenza”

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Medici senza Frontiere opera in Colombia dagli anni ’80 e denuncia la necessità d’intervenire per salvaguardare la salute mentale delle persone. Secondo il rapporto redatto dall’organizzazione, la popolazione in Colombia non solo è vittima delle conseguenze dirette del conflitto, ma è anche vittima dell’abbandono e dello stigma sociale e istituzionale in cui è costretta a vivere. In particolare si riferisce alla Colombia meridionale.

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“I nostri operatori umanitari sono testimoni della sconvolgente realtà sopportata dalla maggior parte della gente del Caquetá”, spiega Teresa Sancristóval, responsabile dei progetti di MSF in Colombia. “Da un lato i civili sono esposti alla violenza perpetrata dai diversi gruppi armati e dall’altro le autorità e la società non garantiscono loro l’assistenza di cui hanno una reale necessità.

Il 49,2% di questi pazienti ha vissuto il conflitto direttamente sulla propria pelle: intrappolati negli scontri fra i gruppi armati, vittime di violenze con minacce, ferite, reclutamento forzato, sfollamento, restrizioni della possibilità di movimento e uccisione di membri della propria famiglia. Oltre a sopportare le conseguenze dirette del conflitto, i civili devono affrontare lo stigma da parte della società. “Lo stigma sociale e la marginalizzazione che circondano la popolazione colpita dal conflitto in Colombia, costringono le persone a restare in silenzio e a non parlare della propria sofferenza e ciò impedisce la loro inclusione sociale e il loro senso di appartenenza alla comunità”, dice María Cristóbal, esperta di MSF in salute mentale. Tutto ciò ostacola il loro accesso a lavoro, casa, educazione e salute.

Le vittime del conflitto sono spesso escluse dai servizi sociali erogati dallo stato. L’abbandono da parte delle istituzioni è evidenziato dal fatto che il fenomeno dello “sfollamento forzato” non è riconosciuto a sufficienza in Colombia. (…)

(fonte: medicisenzafrontiere)

 

Vedi inoltre:

http://www.icbf.gov.co/portal/page/portal/RecursosWebPortal/Prensa/INFOGRAFIA-NNAVICTIMAS-SEGUNHECHO.pdf

Colombia: “Lo stato, la guerriglia e la popolazione civile”

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Sono in corso le trattative tra FARC e stato, ma anni di acerrimo conflitto sociale non si cancellano in un attimo. Secondo i dati del Centro di memoria storica della Colombia, cinquant’anni di conflitto armato hanno provocato 6 milioni e mezzo di vittime: tra esse 5,7 milioni di rifugiati, 220.000 morti, 25.000 scomparsi e 27.000 sequestrati. Segue un resoconto di cosa sono le FARC, come si è evoluta la guerriglia e che cosa stanno trattando sul tavolo della pace a Cuba.

FARC è l’acronimo di Revolutionary Armed Force of Colombia, di ispirazione marxista. Il gruppo è nato negli anni sessanta per combattere contro l’iniqua distribuzione della terra e i latifondisti. In realtà tutti i gruppi coinvolti (milizie ribelli. governo e paramilitari di estrema destra) violano i diritti umani e a farne le spese è la popolazione rurale che è costretta ad abbandonare i villaggi dove si verificano massacri o arruolamenti forzati. Le vittime civili si contano a migliaia ogni anno, così come i rapimenti o le mutilazioni provocate dalle mine antiuomo. Si stima che le mine siano presenti su circa il 45 per cento del territorio colombiano: Antioquia, Meta e Norte de Santander sono le zone che hanno registrato il maggior numero di casi. Le mine sono posizionate lungo le principali vie di comunicazione, nei pressi di ponti, fonti d’acqua, coltivazioni di coca e lungo gli oleodotti.
La guerriglia è da sempre finanziata tramite rapimenti e traffico di droga. Molto spesso le persone rapite sono state uccise, nonostante il pagamento del riscatto, oppure si sono unite ai guerriglieri. Intere comunità si rifugiano nei sobborghi delle città aumentando il numero di rifugiati e le sacche di povertà.

Gravi violazioni si consumano anche ai danni delle comunità indigene che, nonostante abbiano espressamente richiesto di non essere coinvolte nella guerra, subiscono assassini, stragi, deportazioni e arruolamenti forzati, talvolta anche ad opera delle multinazionali del petrolio. Le minoranze etniche, afro-colombiani e indios-colombiani, sono infatti le popolazioni più duramente colpite dal conflitto.

Lo stato combatte contro le FARC ma anche contro l’ELN (National Liberalisation Army), un piccolo gruppo di guerriglieri. Negli ultimi tempi ha trovato collaborazione da parte di Venezuela ed Ecuador per isolare i ribelli. Inoltre gli USA hanno sempre sostenuto la Colombia per la guerra contro i narcotrafficanti.

Il tasso di corruzione che affligge il sistema amministrativo raggiunge livelli scandalosi, così come il suo grado di connessione col paramilitarismo e col narcotraffico. I giornali in Colombia sono in mano alle oligarchie di potere filo-governative. I guerriglieri si servono di metodi alternativi per diffondere i propri comunicati stampa e le proprie versioni dei fatti.

Dopo 50 anni di conflitti, nell’ottobre 2012 ad Oslo è stato aperto un tavolo di pace anche a seguito della morte di alcuni leader del movimento. Sorgono alcune domande sul reinserimento dei guerriglieri nella società civile dopo essersi comportati da carnefici con le popolazioni locali. Dal 2003 a Bogotà è stato iniziato un programma di reinserimento, ma i successi, dopo 10 anni, sono ancora molto scarsi e poco monitorati.

(fonte: bbc.co.uk/news/world-latin-america-19994289)

A giugno 2013 sono riprese le trattative tra FARC e stato: sul tema agrario ci hanno impiegato sei mesi per trovare un accordo. All’ordine del giorno c’è la partecipazione politica dei gruppi armati. Anche se la partecipazione dei guerriglieri è legata alla loro situazione giudiziaria, la popolazione è restìa ad accettare che persone che hanno ucciso, sequestrato e torturato possano sedersi in Parlamento. L’accordo di pace entrerà in vigore solo quando tutti i punti saranno stati accettati dalle parti (sintesi: “Il futuro dei negoziati di pace in Colombia” – Internazionale 14 giugno 2013)

Il primo luglio 2013 le due maggiori guerriglie della Colombia, le FARC e l’ELN hanno annunciato la possibilità di unirsi per raggiungere la pace. Questo significa che l’ELN vuole partecipare al negoziato in corso a Cuba tra Governo e FARC. Dal 1985 più dell’11% della popolazione colombiana ha sofferto direttamente a causa del conflitto (Internazionale giugno-luglio 2013).

Il 15 giugno 2014 è stato eletto Presidente Juan Manuel Santos. Una parte dei colombiani ha scelto lui perché Santos ha puntato sulla fine negoziata del conflitto armato con le FARC (Internazionale 20 giugno 2014).

Ad ottobre 2014 si annunciava che la trattativa è a buon punto. Sono stati raggiunti accordi sulla riforma agraria, la partecipazione politica dei guerriglieri e il narcotraffico. Nell’accordo ci sono anche una serie di buone intenzioni: eliminare la povertà nelle zone rurali e dare ai contadini acqua potabile, terreni e assistenza sanitaria. (Internazionale 3 ottobre 2014)

Le ultime notizie: http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/20/news/colombia_accordo_governo-farc_per_la_liberazione_del_generale_alzate-100978169/?ref=HREC1-8

Colombia: “Uno sguardo d’insieme”

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La Colombia può contare su abbondanti ricchezze minerarie e agricole e su una produzione petrolifera di un milione di barili al giorno. Grazie a ciò e ai suoi 47 milioni di abitanti negli ultimi anni l’economia del paese si è distinta negli ultimi anni in Sud America. Il pil cresce a ritmi superiori del 4% annuo e le agenzie di rating esprimono un parere positivo sul debito sovrano. Gli investitori la guardano con interesse.

Dal 2012 sono in atto le trattative con i guerriglieri delle FARC per riportare la pace nel paese dopo cinquant’anni di guerra civile.

La Colombia è stata per anni uno dei principali paesi nel panorama delle adozioni internazionali. Secondo le tabelle CAI dal 2000 sono arrivati in media 300 bambini all’anno con netto calo nel 2013 quando la Colombia ha bloccato le adozioni a fronte di troppe richieste rispetto ad un numero ridotto di bambini disponibili.

Si stanno cercando nuove strade con le adozioni special needs e la facilitazione delle vacaciones en el extranjero.

Nei post successivi entreremo nel dettaglio attraverso un’analisi sociale della Colombia e con alcune informazioni utili alle coppie.