Archivio mensile:maggio 2016

Sessualità/adulti deviati: “Fare sesso con un minorenne è considerato accettabile da un italiano su tre”

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Don Gallo non aveva tutti i torti quando diceva che gli adulti hanno bisogno di essere educati ad una sessualità consapevole. Ha fatto scalpore la ricerca di Ipsos per Save the Children del febbraio 2014. Va sottolineata la deresponsabilizzazione degli adulti verso i minori quando si esprime un grado di tolleranza alto di fronte a rapporti minorenne e adulto, scaricando la colpa su ragazzi sempre più “disinvolti e precoci”. Se poi un intervistato su cento arriva anche a dire che l’esperienza con un adulto può essere formativa per un minore, rimaniamo ammutoliti di fronte a tanta leggerezza e superficialità.

“C’è troppa confusione tra generazioni, gli adulti tra i 30 e i 50 anni hanno comportamenti sempre più seduttivi nei confronti dei minori e per i ragazzi è un pericolo enorme. (…)

Ma a preoccupare gli esperti, ci sono le risposte «giustificative», che vanno dalla «ricerca della propria giovinezza» (11 per cento), alla «voglia di fare un’esperienza nuova» (8), dal «piacere di stare con una persona piena di vita» (5) addirittura all’«innamoramento» (4). Il quadro che si delinea, comunque, è quello di un mondo adulto che considera i ragazzi di oggi «spregiudicati», «disinibiti nelle relazioni», con esperienze sessuali «più precoci» e benché tra gli intervistati siano in maggioranza coloro che attribuiscono agli adulti la responsabilità dell’iniziativa (49 per cento), per il 41 per cento anche gli adolescenti giocano una parte attiva e addirittura, per quasi un italiano su 10, sono i ragazzi i principali responsabili dell’approccio.

Colpisce poi anche quello che gli italiani sanno (o meglio non sanno) di come la legge disciplina gli atti sessuali di un adulto con un minorenne (l’articolo 609-quater del codice penale sanziona duramente gli atti con i minori di 14 anni). Il 61 per cento è convinto invece che il rapporto non è «mai» consentito e che entrambi i partner devono aver compiuto 18 anni! Tuttavia, alla maggior parte degli adulti è chiaro il pericolo rappresentato dalla Rete, infatti per l’81 per cento il fenomeno dell’interazione sessuale è «diffuso» ma è facilitato (51 per cento) dalla scarsa selettività degli adolescenti nel concedere «l’amicizia» a degli sconosciuti animati da «cattive intenzioni».

(fonte: corriere.it – 10/02/2014)

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Sessualità/adulti deviati: “La pedofilia secondo don Gallo”

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Don Gallo ci inchioda davanti alle nostre responsabilità di adulti. Non basta riprovare una certa azione, bisogna combatterla. Uno dei modi, secondo noi, è quello di allargare le nostre braccia ad un bambino che è stato oggetto di attenzioni malsane da parte di un adulto.

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(…) La domanda è: chi è il pedofilo, come individuarlo, come difendersi. E chi sono le sue vittime, su quali basi vengono scelte. E infine, soprattutto, perché questa società, che è composta da noi, partorisce l’orco, lo alleva, lo foraggia? C’è almeno in noi questo desiderio di arginare, fermare l’atroce ripetersi dei fatti?

L’orrore della pedofilia ci riguarda tutti: ha a che fare con i recessi più oscuri dell’animo umano. E se vogliamo cancellarlo, distruggerlo, dobbiamo prima imparare a riconoscerlo, con tanta umiltà, senza pregiudizi, senza moralismi, senza crociate, sconfiggendo i luoghi comuni che sovrappongono l’omosessualità alla pedofilia.

Quante vittime abbiamo lasciato per la strada! E dove dobbiamo andare a guardare prima di tutto? Proprio là dove nasce l’oggetto del desiderio del pedofilo, proprio laddove il bambino muove i primi passi, nella famiglia. Gran parte delle violenze sessuali avviene all’interno delle mura domestiche, almeno il 65 per cento, proprio là dove il fanciullo si sente più protetto. Le persone intorno al pedofilo, anche quando non sanno verbalmente, comunque avvertono, capiscono distintamente. Ripongono il segreto e lo seppelliscono dentro per non venir contagiati, per non essere sporcati. Ci sono tante persone che non svelano neanche a se stessi il buco nero che hanno dentro.

Questo della famiglia è il punto di partenza, il tassello che per primo va a comporre la vittima e il predatore. Il male non è mai radicale, ma soltanto estremo e non possiede né profondità né una dimensione demoniaca. Esso però può invadere e devastare il mondo intero.

Più riflettiamo sul linguaggio con cui un adulto compone la propria narrazione di fatti così violenti, più si ha l’impressione che qualcosa si istalli nella nostra mente. Un’impressione perturbante di sconosciuto e di familiare insieme, che insinua il dubbio che qualcosa di estremamente vicino a noi s’annidi nel male.

I crimini commessi sui bambini mobilitano in noi le emozioni più profonde e arcaiche, e ci invitano a guardare dentro di noi e i nostri fantasmi in cui gli orrori dell’incesto, della violenza hanno spesso trovato una loro rappresentazione ed espressione (sia pure in forma di fantasia).

I milioni di bambini sterminati dei lager nazisti o uccisi nel corso delle pulizie etniche, nella ex Iugoslavia o in Algeria, dalle uccisioni rituali o delle infibulazioni sulle adolescenti commesse nei paesi del terzo mondo sono davanti a noi, ma le nostre coscienze spesso preferiscono tacere o non ricordare.

Quando la cronaca ci impone l’evidenza dell’abuso sessuale avvenuto su un bambino in una tranquilla provincia italiana o in una degradata periferia metropolitana, siamo subito spinti a ritenerci estranei a quei fatti come se non ci riguardassero, così da allontanare un demone che ci fa paura e ci inquieta, e che per quello vogliamo credere lontano da noi.

Fino a quando continueremo a pensare alla violenza sui minori come il frutto di un male senza accettare l’idea che il germe della violenza si annida invece nella società, cioè in tutti noi, e che le sue manifestazioni non sono mai radicali o definitive ma sono manifestazioni di una data cultura, non saremo in grado di sviluppare politiche sociali realmente efficaci, affannandoci invece nella sterile ricerca del mostro.

Ogni mostro in realtà non è altro che la nostra stessa ombra ovvero la proiezione oscura di una collettività alla continua ricerca di un’assoluzione dalle responsabilità personali.

(…) Ci sembra ingenuo immaginare che i pedofili siano agli angoli delle strade  davanti alle scuole, pronti ad adescare dei bambini inesperti di sesso. Occorrono corsi di educazione ai rapporti e alla relazione tra adulti e bambini, tra genitori e figli, che comprendano anche temi della sessualità, in particolare della sessualità e psicologia infantili, e che sarebbero senz’altro più utili agli adulti affinchè conoscano meglio l’individuo bambino, le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue passioni.

(…) Comunicazione virtuale al posto delle carezze, baci e abbracci: che ne sarà di un bimbo allevato così? Si rischia di perdere anche gli odori e i sapori della loro pelle. Il pedofobo, giocando con la loro innocenza, rappresenta nel modo più degradato la quintessenza dell’odio nei confronti del bambino, mentre la falsa riprovazione di non pochi adulti nasconde una sordida, malcelata complicità. (…)

Può sembrare paradossale, ma questa società non riesce ad amare i bambini, esattamente come diffida dei giovani. (…) Forse si vuole negare l’evidenza che molti pedofili sono stati a loro volta bambini violati? Questo è il punto! Non si nasce pedofili, ma lo si diventa e i brutti frutti di questa pianta orrenda a volte si nascondono nella “normale anormalità” delle relazioni affettive di molte famiglie.

(fonte: “Se non ora adesso” di don Andrea Gallo – Chiarelettere 2011)

Comunicazione ItaliaAdozioni: “L’adozione sui banchi di scuola” – 22 maggio 2016 – Vimercate (MB)

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Domenica 22 maggio 2016

Premiazioni del Concorso “L’adozione tra i banchi di scuola”

Anno scolastico 2015/2016

Auditorium della Biblioteca del Comune di Vimercate (MB

Sabato 30 aprile verrà pubblicato l’elenco dei vincitori sul sito di ItaliaAdozioni

 

Convegno per professionisti: “Prendiamoci cura di me”- Rimini 13 e 14 mag 2016

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Prendiamoci cura di me

Pratiche e innovazioni in tutela dei minori

 13 e 14 maggio 2016

Rimini – Nuovo Palacongressi di Rimini

 

L’obiettivo del convegno è quello di favorire la riflessione  e lo scambio tra professionisti che operano con bambini e ragazzi in difficoltà nei servizi sociali, nelle scuole, nei servizi sanitari, nel Terzo settore e nel volontariato.

Verranno presentate esperienze positive in Italia e all’estero a cui ispirarsi.

Tra i temi:

– coinvolgimento di bambini e genitori nei progetti di aiuto

– importanza del confronto tra figure professionali diverse

– riconoscimento dei segni dell’abuso

– la figura degli young caregivers – i piccoli si prendono cura dei grandi

– il benessere degli operatori in un contesto così delicato.

Prendiamoci cura di me è un’occasione per tutti coloro che lavorano con minori in difficoltà di confrontarsi con esperti di calibro internazionale su un ambito profondamente connesso alla costruzione di una società più giusta e rispettosa nei confronti dei più piccoli.

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Maggiori informazioni sul sito del Centro Studi Erickson.

 

Sessualità/adulti deviati. La musica del cuore: “La leggenda di Natale”

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Curiosità: innanzitutto c’è da dire che il testo di questa canzone è una traduzione  de “Le pére Noël e la petitefille”, brano del cantautore francese Georges Brassens, molto apprezzato da Fabrizio De André e che agli inizi della sua carriera era solito tradurre. La versione di De André è comunque diversa da quella di Brassens. Quest’ultima è più cruda mentre la versione di De André è senza dubbio più poetica e fiabesca. La traduzione stessa del titolo della versione francese letteralmente è “Il Babbo Natale e la fanciulla”, che il De André ha reso con “La leggenda di Natale”, titolo quello francese più secco, più forte.

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Leggenda di Natale

Testo Fabrizio De Andrè (Brassen)

Parlavi alla luna giocavi coi fiori
avevi l’età che non porta dolori
e il vento era un mago, la rugiada una dea,
nel bosco incantato di ogni tua idea
nel bosco incantato di ogni tua idea.

E venne l’inverno che uccide il colore
e un babbo Natale che parlava d’amore
e d’oro e d’argento splendevano i doni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni.

Coprì le tue spalle d’argento e di lana
di pelle e smeraldi intrecciò una collana
e mentre incantata lo stavi a guardare
dai piedi ai capelli ti volle baciare
dai piedi ai capelli ti volle baciare.

E adesso che gli altri ti chiamano dea
l’incanto è svanito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia d’un fiore appassito a Natale
la storia d’un fiore appassito a Natale.

 

Sessualità/abusi su minori: “Le conseguenze dell’abuso nei rapporti con l’altro sesso”

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La costruzione di una propria identità delle ragazze adolescenti abusate passa attraverso la possibilità d’integrare le diverse immagine di sé: abusata, impotente, rabbiosa, piena di vergogna ancorandole a quelle più sane e mature. (…) Abbiamo notato che le inibizioni sessuali nelle ragazze sono tanto più forti quanto più forti sono i sentimenti di colpa e di vergogna per essersi sentite responsabili di quanto hanno subito. (…) Le ragazze possono così accettare e richiedere le coccole dei loro fidanzati, ma sono assolutamente chiuse ai rapporti intimi.

Ci sono ragazze che continuano ad essere attratte da persone seduttive che, similmente all’abusante, le ingannano e le fanno sentire importanti solo per soddisfare i propri bisogni narcisistici di conquista.

Numerose ragazze, fragili, accettano di accompagnarsi a qualsiasi ragazzo le corteggi, perché pensano di avere un valore solo se si sentono importanti per qualcuno.

Altre ragazze non riescono a dire di no di fronte alle proposte sessuali dei ragazzi se vengono a trovarsi nella condizione di gravissima solitudine perché la madre non crede alle loro rivelazioni.

Ci sono poi ragazze che cercano attraverso il piacere fisico di vendicarsi di quello che hanno subito e mettere a tacere sentimenti di colpa e di vergogna. Considerano il rapporto sessuale violento ma anche attraente per le sue caratteristiche di forza, confondendo proprio la forza con la violenza.

(tratto da “L’adolescenza ferita” – Franco Angeli 2009)