Archivio mensile:ottobre 2015

Sessualità/abusi su minori: “E’ necessaria una rete di operatori a sostegno delle famiglie”

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Il problema non sono i bambini, ma la mancanza di un supporto concreto alle famiglie. Non esiste una causa-effetto tra bambino abusato e comportamenti deviati. Altre fonti di stress possono avere ricadute simili su un minore. Dipende da bambino e bambino. Questa è la sintesi di uno studio del 2007 – “Linee Guida in tema di abuso sui minori” del Gruppo di Lavoro SINPIA – che individua possibili conseguenze sui minori e auspica interventi da parte di operatori preparati. Non si parla del caso specifico di minori adottati.

Il maltrattamento si concretizza in atti o carenze che turbano gravemente i bambini. Quindi può essere una condotta attiva o passiva da parte dell’adulto. Anche l’abuso verbale può essere destabilizzante, alla pari dell’abuso fisico. Un’esperienza fortemente stressante e/o traumatica, se non rilevata, può sfociare in devianza in età adulta.

Le conseguenze possono avere effetti negativi su:

  • organizzazione del sé
  • regolazione degli affetti
  • sviluppo dell’attaccamento
  • sviluppo autostima
  • relazione con i coetanei
  • adattamento sociale (Cicchetti e Rizley 1981)

Il danno procurato è tanto maggiore quanto più:

  1. il maltrattamento resta sommerso
  2. il maltrattamento è ripetuto nel tempo
  3. la risposta di protezione ritarda
  4. il vissuto traumatico resta inespresso o non elaborato
  5. la dipendenza fisica tra vittima e e soggetto maltrattante resta è forte
  6. il legame tra vittima e soggetto maltrattante e di tipo faliliare
  7. lo stadio di sviluppo e i fattori di rischio nella vittima favorisce un’evoluzione negativa (Barnett, Manly e Cicchetti 1993; Wolfe e McGee, 1994; Mullen e Fergusson 1999)

Ogni bambino è un mondo a sè

Esistono tuttavia dei fattori di rischio o protettivi che sono presenti nell’individuo, che ne fanno un soggetto unico che può rispondere in diversi modi all’evento di stress. Ci sono soggetti che evolvono in modo positivo anche se sono stati sottoposti a elevati livelli di stress. La capacità del soggetto di elaborare tali eventi dipende dalla distanza tra reazioni emotive e operazioni di elaborazione; lo sviluppo di una strategia di problem solving; la formazione di meccanismi di difesa normali o nevrotici.

Bambini diversi possono reagire in modo del tutto differente di fronte allo stesso tipo di fattori di rischio in funzione del grado di vulnerabilità personale allo stress e dell’eventuale presenza di mediatori dei fattori di stress; uno stesso fattore di rischio produce effetti diversi anche al variare della fase di sviluppo considerata.

L’abuso sessuale

Per quanto riguarda l’abuso sessuale in senso stretto ne esistono di tre categorie: intra-familiare, extra-familiare e peri-familiare (che gravita attorno alla famiglia nella veste di amico o parente) a seconda del rapporto tra bambino e abusante.

“Un numero crescente di studi ha riportato un’associazione debole tra indicatori dello status socioeconomico della famiglia e rischi di abuso sessuale nei bambini. Esistono invece significative connessioni tra l’abuso sessuale e indicatori di malfunzionamento coniugale, cambiamenti familiari (presenza di patrigni e matrigne), difficoltà di adattamento dei genitori (alcolismo e criminalità) e indicatori di pattern di attaccamento tra genitori e figli” – Fergusson 1996.

Tra gli esiti clinici negli abusi sessuali si può annoverare anche la pubertà precoce e come esiti psico-comportamentali dai sei anni in su:

  • disturbi del sonno
  • disturbi nelle condotte alimentari
  • dolori fisici (cefalea, dolori addominali)
  • paure immotivate
  • reattività al contatto fisico, anche con medici
  • esplosione emotiva improvvisa (pianto, rabbia, mutismo)
  • aggressività contro adulti e coetanei
  • autolesionismo
  • interessi sessuali inappropriati
  • passività
  • depressione isolamento
  • difficoltà scolastiche
  • fughe
  • regressioni
  • tentativi di suicidio

Nonostante questo quadro, quello che va sottolineato è che non esistono indici comportamentali ed emotivi patognomonici di abuso sessuale; in un’elevata percentuale di casi non si manifestano condotte problematiche. La letteratura segnala che gli effetti a lungo termine dell’abuso sessuale restano ancora indefiniti e non chiariti da sufficienti ricerche longitudinali. Inoltre in letteratura non esistono pareri concordi e studi che dimostrino l’esclusività di una o più condotte come criterio diagnostico. Questi indici possono essere riscontrati anche in minori che hanno subito traumi o stress familiari/ambientali di natura non sessuale.

I comportamenti sessualizzati

Il comportamento erotizzato appreso è accompagnato da una sorta di piacere erotico senza evidenti segni di ansia e senza ricerca di punizione. Il bambino può mostrare una seduttività esagerata verso l’adulto ed un certo grado di piacere e gratificazione per attività sessuali. L’erotizzazione di tipo non traumatico c’è quando il minore manifesta un interesse per la sessualità, ma i contenuti sessuali  nel gioco e nel disegno sono assenti. La masturbazione compulsiva può essere presente nei bambini deprivati  che la possono utilizzare come forma compensatoria, auto consolatoria. La compulsione normalmente può essere intesa come un segno di distensione interna e può segnalare la presenza di una psicopatologia.

Supporto ai genitori

Si tratta di uno studio del 2007 e si parla di una mancanza di rete e coesione tra i diversi attori dell’intervento. Certo è che non si può pensare di lasciare da soli i genitori che dovrebbero invece essere sostenuti attraversi visite domiciliari. Manca un linguaggio comune tra medici, magistrati, psicologi, insegnanti, forze dell’ordine, avvocati, operatori sociali. Spesso le differenti specificità possono produrre fraintendimenti e divergenze sostanziali su aspetti di primaria importanza. In particolare per gli insegnanti, osservatori privilegiati del fenomeno, lo studio invita ad una formazione specifica per trattare i diversi casi con la dovuta sensibilità.

(fonte: http://www.8ealtro.it/files/12-abuso-linee-guida.pdf)

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Comunicazione Ist.degli Innocenti: “Corsi gratuiti per insegnanti su web e nuove tecnologie” – ott 2015

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Corecom Toscana, Istituto degli Innocenti e Coordinamento dei Corecom nazionali con il patrocinio dell’AgCom

hanno dato vita

all’Osservatorio Internet@Minori

che in ottobre/novembre organizza una serie di workshop gratuiti  rivolti a insegnanti, finalizzati a orientare alle nuove opportunità educative rappresentate dal web e dalle nuove tecnologie, sostenere e promuovere la cultura della cittadinanza digitale, favorire l’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica.

Ogni workshop e’ articolato in un percorso formativo di 12 ore, di cui 8 ore in aula e 4 di formazione a distanza (FAD). Le lezioni in aula si terranno in orario pomeridiano presso l’Istituto degli Innocenti.

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Workshop 1: Crescere con le nuove tecnologie: bambini e ragazzi diventano cittadini digitali

Destinatari: insegnanti in servizio di scuola primaria e secondaria di primo grado

Periodo di svolgimento: 29 ottobre – 11 novembre 2015

Scadenza iscrizioni: 26 ottobre 2015

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Workshop 2: Vivere e comunicare on line: adolescenti e preadolescenti in rete

Destinatari: insegnanti in servizio di scuola secondaria di primo e secondo grado

Periodo di svolgimento: 16 – 26 novembre 2015

Scadenza iscrizioni: 11 novembre 2015.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili su http://www.formarsi.istitutodeglinnocenti.it

tel. 055 2037302*273*255; fax 055 2037207

www.facebook.com/Formarsi.agli.Innocenti

Scarica la brochure di dettaglio e la scheda di iscrizione.

 

 

 

Studi e ricerche. Libro: “Un’altra immagine di me”

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Abbiamo conosciuto Greta durante l’elaborazione della sua tesi di laurea magistrale. Oggi ha pubblicato il suo primo libro tratto dal suo percorso universitario.

Greta Bellando scrive: “La gioia é grande, la soddisfazione é immensa! Finalmente posso portare tra le mani un sogno, oggi tangibile! Il cuore batte forte, gli occhi luccicano… Grazie a tutti coloro che sono parte viva di questo lavoro! Grazie a chi mi ha accompagnata… Grazie a chi vorrá donargli uno sguardo! Un nuovo punto importante della mia vita, di cui gioire e da cui ripartire!”

Un’altra immagine di me – Adulti adottati oggi genitori: un percorso di narrazione

La presentazione del libro sarà organizzata (informarsi sul sito di Genitori si Diventa per il luogo):

  • il 17 ottobre la Spezia
  • il 30 ottobre Albenga
  • il 20 novembre Milano
  • il 4 dicembre Bologna
  • il 30 gennaio 2016 Monza
  • il 19 Marzo Roma e L’Aquila. 

Per la recensione e le note biografiche vedi: http://www.edizioniets.it/scheda.asp?N=9788846742025

Sessualità/abusi su minori: “Il significato dell’incesto”

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di Monica Rizzi, psicoterapeuta

L’incesto ha sicuramente origine dal fallimento di una coppia di genitori e dalla confusione dei ruoli nella famiglia stessa.

Per la psicologia l’incesto costituirebbe un potentissimo regolatore dei conflitti interni alla coppia perché permette alla famiglia di restare “unita” ed alla madre di continuare ad avere un partner accanto a sé.

Questo dovrebbe giustificare, se di giustificazione si può parlare, la tendenza riscontrata frequentemente nelle madri a coprire o a fingere di ignorare le dinamiche incestuose ricorrenti fra il proprio compagno e la propria figlia.

La trasformazione sociale della famiglia e del ruolo della donna sono alcuni fattori indicati come causa dell’incesto. E’ davanti a tutti che la famiglia di oggi è spesso mononucleare o ricomposta, socialmente isolata, ha scarsi riferimenti familiari oltre a risultare delegante rispetto ai suoi compiti supportivi ed educativi. L’altra trasformazione sociale è quella relativa al ruolo della donna che, grazie alle maggiori opportunità di autodeterminazione rispetto al passato, costituisce un nuovo soggetto sociale con cui l’uomo è chiamato a confrontarsi. Non è da sottovalutare la crescente disoccupazione, che può anch’essa essere ritenuta come un fattore di stress che a volte favorisce l’espressione dell’abuso sessuale intra familiare…(…)

Nell’incesto l’abusante tende a stabilire con la figlia un rapporto esclusivo, la elegge a figlia preferita, oppure cerca una particolare vicinanza affettiva mostrandosi incompreso e bisognoso di cure. Solitamente mette in atto delle strategie volte a svalutare la figura materna così da interferire nella relazione madre-figlia.

Per riuscire a dare una misura al danno psicologico del minore abusato è dunque fondamentale comprendere che il fattore psicopatogeno principale nell’incesto è la confusione a lungo termine dei livelli cognitivi, emozionali e sessuali di relazione tra le diverse generazioni. (…) L’adulto lo dovrebbe guidare e proteggere invece allo stesso tempo è la figura da cui deve difendersi.

(…) I bambini abusati imparano ad associare la sessualità alle attenzioni che gli altri possono avere nei loro confronti e spesso tendono ad usare il comportamento sessuale per manipolare gli altri; spesso passano da una posizione passiva ad una attiva in cui cercano di controllare l’ansia e l’angoscia del trauma.

(fonte: Atti del convegno. “Di’ di no! Possiamo proteggere i nostri bambini e le nostre bambine dall’abuso sessuale?” – Commissione Pari Opportunità di Brescia 2002)

Sessualità/abusi su minori. Film: “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini (Ita 2005)

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Mamma e papà insegnanti. Ceto medio, dunque, chi lo avrebbe mai detto? Perversione del papà, silenzio della mamma per non portare squilibri dentro un menage familiare all’apparenza perfetto. La società non si accorge o si volta dall’altra parte. Qualche segnale sarà stato mandato dai piccoli Daniele e Sabina…difficile credere che abbiano recitato tanto bene una parte. In fondo sono bambini.

“La bestia nel cuore” vuole far crollare il mito della famiglia perfetta, del genitore “buono”, denuncia che gli abusi ci sono anche nelle famiglie risparmiate da povertà e ignoranza. Come si diceva in un post precedente, l’abuso può essere dovunque e si può fermare, basta avere occhi per guardare e orecchie per ascoltare.

Per chi vuole allenare la sua sensibilità a tenere aperte le porte del cuore e della mente.

Questionario sul benessere dei bambini nelle famiglie adottive

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Diamo spazio ad una studentessa che chiede aiuto nella compilazione di uno questionario per una ricerca dell’Università “La Sapienza” di Roma. La struttura si allinea ad altri questionari di altre università internazionali con cui verrà comparata.

 

Salve a tutti.
Sono una studentessa dell’ultimo anno della magistrale e chiedo gentilmente la vostra collaborazione per una ricerca pensata dalla Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma sul FUNZIONAMENTO FAMILIARE E BENESSERE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE nelle famiglie adottive.
Attraverso un questionario i genitori adottivi dovranno descrivere il loro nucleo familiare: qualità genitoriali, funzionamento di coppia e benessere dei bambini o delle bambine.
Lo scopo della ricerca è di:
– fornire un contributo per la comprensione delle dinamiche interne alle famiglie adottive con bambini da 0 a 17 anni;
– confrontare i dati italiani con quelli già pubblicati in altre nazioni.

Il questionario verrà compilato in forma anonima e le conclusioni conterranno le informazioni circa l’intero gruppo dei partecipanti.
Grazie in anticipo per la vostra attenzione e per la vostra partecipazione.

Carmen Virginia Voicu

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Il link per la compilazione del questionario: http://unipark.de/uc/funzionamento_familiare_benessere_ad/ospe.php?SES=16bb35893de7f14eda5e277338828056&syid=668310&sid=668311&act=start