Archivio mensile:settembre 2015

Convegno sulla ricerca delle origini: “Siamo adottati e stiamo bene”- 17 e 18 ott 2015 – Firenze

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ASSOCIAZIONE ” LIBRI LIBERI ADOZIONE” E COMITATO NAZIONALE DIRITTO ORIGINI BIOLOGICHE

SIAMO ADOTTATI E STIAMO BENE 2

17 – 18 OTTOBRE 2015

LIBRERIA LIBRI LIBERI, VIA S.GALLO – FIRENZE

Programma convegno FI 2015programma convegno FI 2015 I

Le due giornate saranno dedicate all’incontro nazionale dei figli adottivi alla ricerca delle origini. Saranno presenti persone che sostengono questa iniziativa, nonché giudici e operatori del settore che dibatteranno sulla legge ferma in Parlamento.

Con l’occasione verrà presentato il libro “Il parto anonimo” di Anna Arecchia, Emilia Emiliani e Stefania Stefanelli.

In sintesi gli argomenti trattati saranno i seguenti:

  • crisi delle adozioni
  • variazione della legge sul parto anonimo
  • scuola e direttive del MIUR sull’adozione
  • genitori e figli a confronto

Parteciperà all’evento anche Anna Genni Miliotti.

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Sessualità/abusi su minori: “Le mamme e i figli dicono…”

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Mamma Daniela: “Angelica è arrivata in Italia devastata. Non mi va di raccontare la sua storia. Posso solo dire che gli abusi provenivano dai fratelli più grandi. Eppure lei continua a difenderli…”

Mamma Ilaria: “Stavo piegando i panni. Mia figlia di 11 anni mi stava aiutando. Ad un certo punto esclama: “Sai mio nonno mi toccava”.

Papà Vincenzo: “Una volta mia figlia, 14 anni, mi ha accusato di molestarla. Poi ho capito che era un modo per dirmi che aveva subìto attenzioni da bambina…”

Raksha: “In istituto c’era una bambina piccola che si appartava con il giardiniere. Noi più grandi l’abbiamo seguita e abbiamo visto cosa accadeva. Non sapevamo che fare. Cercavamo di proteggerla facendola giocare con noi quando lui arrivava. Alla fine l’abbiamo detto alle suore ma non so come sia finita perché io ho cambiato istituto.”

Mamma Chiara: “Mio figlio quando incontra un ragazzo ben più grande di lui che stava nello stesso istituto e che ha ritrovato qui in Italia fugge e si irrigidisce. Non voglio dire che ci siano stati abusi sessuali, ma certamente atti di bullismo sì. Non so quanto le due cose siano diverse. Entrambe minano l’autostima e ti fanno sentire impotente”.

La musica del cuore: “Mary”

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Mary  –  Gemelli Diversi

Mary…è andata via l’hanno vista piangere correva nel buio di una
ferrovia notti di sirene in quella periferia si dice che di tutti noi
ha un po’ nostalgia ma lei se ne è andata Mary….
Si sente sola Mary ora ha paura Mary l’ho vista piangere poi chidere
una risposta al cielo Mary e ora il suo sguardo non mente ha gli occhi
di chi nasconde alla gente gli abusi osceni del padre ma non vuol
parlarne Mary e cela i suoi dolori in un foglio del diario che ora ha
tra le manie guardando vecchie foto chiede aiuto ad una preghiera sui
polsi i segni di quegli anni chiusi in una galera la madre che sa tutto
e resta zitta ora il suo volto porta i segni di una nuova sconfitta e
l’ho vista girar per la città senza una meta dentro lo zaino i ricordi
che le han sporcato la vita tradita da chi l’ha messa al Mondo e in
secondo il suo corpo i segni di un padre che per Mary adesso è morto è
stanca Mary non ha più lacrime ed ora chiede al destino un sorriso
chiuso in un sogno la sera ma….
dicono che Mary se n’è andata via l’hanno vista piangere correva nel
buio di una ferrovia sanno che scappava notti di sirene in quella
periferia non bastava correre si dice che di noi tutti abbia un po’
nostalgia ma lei se n’è andata
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MARY CHE CAMMINA SU SENTIERI PIU’ SCURI
STAI CERCANDO SORRISI SINCERI OLTRE I MURI DI QUESTA CITTA’ OH MARY
CAMMINANDO SU SENTIERI PIU’ SCURI SUL DIARIO SEGRETO SCRIVEVI
“QUELLA BESTIA NON E’ IL MIO PAPA’ …..”.
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ora ripenso a quando mi parlavi in lacrime
dicevi questa vita non la cambio ma ci sto provando sto pregando ma
sembra inutile e abbracciandomi dicesti tornerò….
hey guarda c’è Mary è tornata in stazione sai stringe la mano a due
persone il suo bel viso ha cambiato espressione senza più gocce di
dolore ora la bacia il sole bacia il suo uomo e la bimba nata dal suo
vero amore con quel suo sorriso che da senso a tutto il resto protetto
da un mondo sporco che ha scoperto troppo presto ha un’anima ferita
un’innocenza rubata sa che è la vita non una fiaba ma ora Mary è
tornata una fata
cammina lenta ma sembra che sia contenta, attenta
una sfida eterna aspetta ma non la spaventa
era altrove e suo padre ora ha smesso di vivere Mary
fissa la sua lapide versare lacrime è impossibile
Si chiedono ma è Mary quella in fondo alla via?? è riuscita a crescere
tornata con il giorno in quella ferrovia fresca di rugiada parla di sè
Mary senza nostalgia stanca ormai di piangere lei sa quanto dura questa
vita sia ma lei l’ha cambiata
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MARY CAMMINANDO SU SENTIERI PIU’ SCURI HAI
TROVATO SORRISI SINCERI OLTRE I MURI DI QUESTA CITTA’ OH MARY
CAMMINAVI SU SENTIERI PIU’ SCURI SUL DIARIO SEGRETO SCRIVEVI
“QUELLA BESTIA NON E’ IL MIO PAPA’ …..”.

Comunicazione FIABA: “Parliamo di adozione ed affido in Piazza Bra” – 27 sett 2015 a VR

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Durante la Festa del Volontariato, che si terrà a Verona nei giorni 25, 26 e 27 settembre 2015, l’Associazione Famiglie Insieme per l’Adozione di Bambini e Adolescenti (FIABA ONLUS), assieme ad altri gruppi ed enti, parlerà di accoglienza di minori nelle famiglie.

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FESTA DEL VOLONTARIATO

PERCORSI DI ACCOGLIENZA, ADOZIONE, AFFIDO E SEMIAFFIDO

PIAZZA BRA – VERONA

 ore 16.00

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Accogliere un minore in famiglia non è solo un gesto d’amore. È un “cammino” che richiede l’attivazione di risorse personali e pubbliche, necessita sostegno e collaborazione tra famiglie, istituzioni e associazioni del privato sociale. Come mettere in circolo tali risorse per una crescita umana e sociale serena e diffondere la cultura dell’accoglienza e della cura?

– Associazione Apertamente ONLUS

– Associazione di Volontariato Spazio Ragazzi

– Famiglie per l’Accoglienza Regione Veneto ONLUS

– NADIA Nuova Associazione di Genitori Insieme per l’Adozione

– FIABA – Famiglie per l’Adozione di Bambini e Adolescenti

– Associazione VeronettAmica

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Per saperne di più sull’intera manifestazione: FestaVolontariatoPieghevole

Sessualità/abusi su minori. Col senno di poi…

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“Altro ruolo dell’Ente è quello di preparare le coppie a vivere l’accoglienza del figlio come percorso di supporto, a lenire e metabolizzare il vissuto di privazioni e violenze. In questo vissuto può esserci anche l’abuso sessuale. Le coppie devono capire che non è colpa del bambino, non è un marchio d’infamia! E’ una ragione in più per essergli vicino. Non si può dire “non me la sento di affrontare questo problema”, è una cattiveria che il bambino non merita.“ – papà Enrico

Comunicazione AFAIV: “Scuola e adozione – corso formativo per insegnanti” – VA – da sett 2015

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Il prossimo 25 settembre partirà un percorso formativo su Scuola e Adozione, rivolto solo agli insegnanti della Provincia di Varese. Il Percorso formativo è promosso dal Tavolo di Coordinamento Operativo Adozione e Affido Provincia di Varese in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale.

Formazione insegnanti-volantino finale v 15-07-2015

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Afaiv crede molto in questo progetto e si è impegnata per la realizzazione del progetto anche al fine di favorire l’applicazione delle nuove

LINEE DI INDIRIZZO PER FAVORIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI ADOTTATI (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot7443_14)

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che sono state anche citate nel testo di Legge “LA BUONA SCUOLA“(vedi: http://www.coordinamentocare.org/public/index.php/component/content/article/53-articoli-del-care/484-comunicato-stampa-ladozione-entra-nella-legge-sulla-buona-scuola.html).

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Le iscrizioni si effettuano sul sito dell’Ufficio Scolastico Territoriale:

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/varese/corso-di-formazione-per-insegnanti-sul-tema-inserimento-scolastico-degli-alunni-adottati/

Resoconto Convegno ICYC 2015: “Chi è Paco?” – origini, scuola e conflitti tra genitori e figli adottivi

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Ringraziamo Chiara Pironi, una mamma ICYC, che ci ha mandato “pillole di saggezza” dal Convegno che si è tenuto a Tortoreto (TE) il 4 – 5 – 6 settembre 2015. Ancora una volta i nostri ragazzi ci hanno insegnato tanto. Ascoltiamo la loro voce per trovare il nostro punto d’incontro con loro.

 

di Chiara Pironi, mamma adottiva

Quest’anno il Convegno della Pro Icyc ha lasciato spazio, come l’anno scorso, ai ragazzi oggi diventati adulti.

I temi che hanno voluto affrontare sono stati:

1) origini

2) scuola

3) conflitti e interessi.

Prima di analizzare i tre temi, hanno voluto introdurre il convegno con una deliziosa storiella sull’origine di Paco, il protagonista del misterioso titolo scelto quest’anno per il convegno.

“Il piccolo Pesce Rosso, in cerca di sua zia, intraprende un viaggio insieme alla sua famiglia da sud verso nord, ma una notte una forte tempesta costringe suo padre ad affidarlo a Papà Azzurro e alla sua famiglia. Così Pesce Rosso si risveglia alla mattina e vedendo visi sconosciuti attorno a lui si sente sempre più solo e triste. Anche a scuola sta male e viene sempre deriso dai suoi compagni per il colore della pelle. Scappa, scappa e tutte le volte Papà Azzurro lo riporta a casa. Poi un giorno arriva a scuola un nuovo compagno, Pesce Verde. Lui è sempre felice e allegro e a nulla gli importa della sua diversità. Così Paco capisce che la sua famiglia è la sua forza e, anche se non mancano i momenti di sconforto pensando alla sua prima famiglia, immagina quello che sarebbe stato senza la sua famiglia Azzurra, se non fossero passati in quel momento in mezzo alla tempesta, che ne sarebbe stato di lui. E allora la sua pinna rossa diventa un pochino azzurra …. un arcobaleno di  legami è la metafora dell’adozione”

Voi genitori come vi sentite dopo avere sentito questa storia, cosa consigliate a Paco?

G = GENITORE                 F = FIGLIO

G: Il nostro sogno!!!

G: Sicuramente Paco è uno di voi, ma noi non siamo come la famiglia Azzurra, già completa. Noi abbiamo bisogno di voi, perché siete voi i nostri figli. Abbiate la consapevolezza di accettare quello che è successo nella vostra vita, come noi abbiamo accettato che dalla nostra pancia nessun figlio potrà nascere. Accettiamo quello che siamo e nascerà una cosa meravigliosa!

G: Figli silenziosi e famiglie accoglienti in attesa di capire quello che hanno, in attesa di essere adottati da loro..

F: Anche per i genitori, come per noi, non deve essere semplice soprattutto con bimbi più grandi. Ci dobbiamo accettare e sono contento che sia andata così.

F: L’adozione è a doppio senso e viene naturale adottarsi con la condivisione delle cose che ci fanno stare bene.

F: Per me l’adozione è stata fiducia. Io ho cominciato ad avere fiducia della mia famiglia a 20 anni. Genitori dovete sempre esserci.

G: Non mi piace la parola “accettare” perché nessuno ci ha obbligati a fare niente!

G: Dopo 13 anni dall’adozione vi dico che è stata dura, ma bellissimo. Sono al convegno oggi dopo 10 anni perché avevo voglia di vedere i miei “fratelli”. La famiglia nasce prima di tutto dal marito e dalla moglie.

G: I migliori educatori dei genitori sono i figli. “Accettazione”, in questo caso, è inteso come “accettazione della realtà”.

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1° tema: ORIGINI

F: Chiunque di noi ha bisogno di appartenere a qualcuno, a qualcosa, un paese o una cultura e allora facciamo viaggi sia fisici che mentali. Esistiamo perché ci relazioniamo con altri individui. Chi sono, perché esito? Ho provato a partire e tornare in Cile, ma non l’ho ancora fatto perché ho paura di incontrare la persona che mi ha messo al mondo. I viaggi verso l’ignoto non sempre ci aiutano anzi a volte pregiudicano la nostra vita futura. Non possiamo intraprendere un viaggio senza essere seguiti da qualche specialista, non si può intraprendere un viaggio solo con l’aiuto dei social. E poi non ci sei solo tu, quando decidi di scoprire le tue origini c’è anche un’altra persona e allora per fortuna che ci sono le leggi che tutelano entrambe le parti.

F: Sono tornata in Cile perché non sapevo più chi ero. Sono stata 6 mesi e ho conosciuto la mia famiglia perché dovevo sapere a chi assomigliavo. Solo questo mi interessava. Ora non ho rapporti con loro. Durante il mio viaggio ho visto cose brutte e per la prima volta mi sono chiesta cosa ne sarebbe stato di me se fossi rimasta lì. Il viaggio in Cile mi ha aiutato a capire i miei genitori e ad avere fiducia in loro.

G: Al rientro dal Cile quando mi dissero: “Abbiate cura di lei”, mi sono sentito responsabile di una cosa talmente grande che ancora oggi, dopo tanto tempo, mi emoziono.

F: Io contattai direttamente il mio Hogar e sono tornato in Cile per vedere il popolo cileno, conoscere i sapori, i profumi. Sono andato a Quinta ed è stata una esperienza meravigliosa. Finalmente avevo dato una immagine al Cile e al mio Hogar. Tanti occhi bisognosi di una mamma e un papà, un immenso bisogno di essere unici!

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2° tema: LEGAMI E CONFLITTI.

F: La costruzione di un legame nasce attraverso un confronto reagendo ad ogni input. Il rapporto deve cambiare nel tempo con una integrazione reciproca. I nostri “se” molto spesso sfociano in un conflitto che non deve essere vissuto come una negatività, ma come una opportunità di confronto. E’ con l’accettazione dei bisogni di ognuno che nasce il processo di maturazione. Nel mio caso all’inizio fuggivo alle parole, poi sono passato alle aggressioni verbali e poi finalmente ad un dialogo con l’accettazione della realtà. Per noi ragazzi adottati l’adolescenza crea tantissimi conflitti interiori che cerchiamo di allontanare, ma se ne esce solamente avendo il coraggio di affrontarli.

F: Nella mia adolescenza ci sono stati tanti conflitti, ma non perché sono stato adottato. I nostri problemi non devono essere per forza essere sempre associati alla nostra condizione di figlio adottivo. Prima di tutto siamo ragazzi come tutti gli altri.

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3° tema: SCUOLA

F: Sono arrivato in Italia a 7 anni e sono stato inserito a scuola con bimbi più piccoli. In un primo momento mi sono sentito sottovalutato, ma adesso, con il senno di poi, posso dire che è stato meglio così. Però, devo ammettere, che l’ho vissuta male. I bambini adottivi hanno bisogno di un sostegno esterno per l’inserimento.

F: In Cile, nella mia classe avevo i miei amici e i miei punti di riferimento. Poi sono venuta in Italia a 9 anni e mi sono trovata da sola in una classe di sconosciuti e allora reagisci come puoi. Sono stata comunque fortunata perché i miei compagni erano preparati al mio arrivo. Comunque la vivevo male. Un giorno la mia maestra si è inventa un piccolo gioco e mi sono sentita meglio. Durante l’ora di storia aveva disegnato alla lavagna il corpo umano e mentre i miei compagni dicevano il nome di ogni parte in italiano io lo traducevo in spagnolo. Brava la mia maestra che mi ha messo a mio agio!!!

F: A 7 anni quando cominciai la scuola in Italia ancora non sapevo l’italiano e non capivo niente, non volevo socializzare e mi difendevo dai miei compagni anche menando. Odiavo i compiti e piangevo sempre, fortunatamente i miei genitori mi hanno aiutata molto.

G: Sono maestra d’infanzia e ho avuto esperienze con bambini adottati. Quello che posso dire è che questi bimbi scaricano l’aspetto emotivo e la sofferenza sui compagni e sugli insegnanti. Occorre allora dialogo e sensibilizzazione nei confronti degli insegnanti che il più delle volte non sono preparati. I bambini non devono essere diversi, bisogna solo avere la pazienza di aspettare i loro tempi. La scuola deve essere educativa. Non è un voto che fa l’individuo. Bisogna convincere gli insegnanti che questi bambini venuti da lontano “non devono per forza sapere benissimo l’italiano”.