Colombia. Col senno di poi…

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“Non è raro che i poveri vengano privati anche della dignità di interrogarci sul perché della loro povertà. Li convinciamo che l’errore non sia nella nostra mancanza di risposte, ma nelle loro domande sbagliate, impertinenti, superbe, peccaminose. L’ideologia della classe dominante persuade le vittime che chiedere ragioni sulla loro miseria e sulla ricchezza degli altri è illecito, immorale, magari irreligioso.

 

Quando i poveri, o chi dà loro voce, smettono di porre a loro stessi, agli altri e a Dio le domande più vere e radicali, che nascono dalla loro condizione oggettiva e concreta, e si tacciono o ne formulano di più gentili ed innocue, la loro schiavitù inizia a diventare irreversibile.

 

Si può sempre pensare di liberare noi stessi o qualcuno da una trappola di povertà materiale, morale, relazionale, spirituale finché continuiamo a chiederci perché.” – Luigino Bruni, esperto di economia sociale.

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