Colombia. Papà Damiano: “Alcune mie perplessità sull’adozione in Colombia”

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“Siamo tornati dalla Colombia nell’ottobre del 2013 con tre fratellini di 3, 5 e 6 anni. Dopo aver accettato l’abbinamento abbiamo mandato ai bimbi un album con le nostre foto e quelle dei parenti. Dopo un paio di mesi ci hanno fissato la data dell’”entrega” (incontro). Siamo partiti dopo due anni e mezzo dall’invio dei documenti e in tempi normali avremmo potuto concludere in sei mesi. I gruppi di fratelli rientrano tra i “special needs” e hanno (o forse è meglio dire avevano) una corsia preferenziale non essendoci liste di attesa.

Ormai però nulla è come prima. La Colombia ha di molto rallentato le adozioni tanto che una ventina di giorni prima di partire l’ente ci aveva proposto di spostarci su un altro paese per le poche speranze di concludere l’adozione con la Colombia. Altre coppie l’hanno fatto. Ufficialmente non accettano più mandati per bambini entro i 6 anni. A noi è andata di fortuna ma non me la sentirei di consigliare la Colombia come paese, neppure per le “vacaciones en el extranjero”. Anche in questo caso si tratta di bambini special needs, superiori ai 10 anni, ma con la lentezza burocratica in atto, non so, non mi fiderei. E’ un’opinione personale. Forse parlo così perché non sono motivato a diventare padre di un bambino grande.

La Colombia è un paese bellissimo. A Bogotà le temperature sono abbastanza basse e quindi conviene organizzarsi con felpe e indumenti che tengano caldo. Gli appartamenti sono senza riscaldamento e la sera questo può dare fastidio. La non conoscenza dello spagnolo non ci ha creato particolari problemi perché la gente è disponibile e cordiale. Lì sul posto siamo stati seguiti dal personale dell’ente.

Il giorno dell’entrega ti affidano da subito i bambini e comincia la convivenza. Dopo una settimana circa c’è l’integrazione ossia la conferma che la nuova famiglia funziona. Quindi si aspetta la sentenza. I tempi variano da giudice a giudice. Noi siamo stati fortunati perché abbiamo aspettato solo cinque giorni, altre coppie hanno dovuto aspettare più di una settimana. Ottenuta la sentenza si torna a Bogotà e si aspettano i passaporti per rientrare. I tempi complessivi vanno dai 30 ai 40-45 giorni e certe volte anche di più.

I bambini spesso non stanno in istituti ma in famiglie sostitute. Così è stato per i nostri che sapevano come funzionava una famiglia e non hanno avuto difficoltà ad interagire con noi perché conoscevano già i meccanismi dello stare insieme. In ogni caso non ci sono contatti con gli istituti perché l’incontro con i bambini avvengono nei locali dell’ICBF, l’ente statale preposto alle adozioni. Non sono in grado di dire di più sui bambini colombiani se non quello che vedo dai miei: sono sereni, solari e sempre sorridenti.”

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