Archivio mensile:marzo 2015

Colombia. Vacaciones en el extranjero: “I pro e contro dai gruppi social”

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Abbiamo girato tra i vari gruppi di FB e abbiamo sintetizzato le riflessioni in favore o contro le vacaciones en el extranjero dei post precedenti.

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  • Conoscere i bambini senza impegno: la cosa potrebbe essere fattibile se le coppie venissero preparate all’accoglienza. In questo caso saremmo davanti a degli adulti in grado di decidere mettendo al primo posto il bene del bambino piuttosto che il loro.
  • Le vacaciones sono una bella opportunità per i bambini grandi. Una mamma dice: “Io sono stata adottata da mio figlio, non viceversa, perché lui era grande. E’ lui che ha accettato me”. Si cambia quindi prospettiva. I ragazzi hanno il diritto di conoscere la famiglia che li accoglierà.
  • Le coppie che si avvicinano a questo progetto non sono coppie qualsiasi: è convinzione che se non vuoi adottare un bambino grande o con bisogni speciali non ti addentri in questa procedura. C’è già una selezione iniziale. Ciò non toglie che ci sia la necessità di formare le coppie in maniera più incisiva rispetto all’adozione ordinaria attuale. Aggiungiamo anche la necessità di attivare un supporto post adozione alla coppia. E’ azzardato e ingiusto nei confronti di coppia e bambino dare avvio a questo progetto se non ci sono le strutture per aiutare la coppia nei momenti di crisi.
  • Sradicamento di bambini grandi o bambini con problemi particolari: ci si chiede quali conseguenze ci possano essere per un ragazzino nella pre adolescenza che lascia il suo porto sicuro per addentrarsi in un’altra cultura senza sicurezza di poter mettere radici. I rischi dovrebbero essere caricati sugli adulti, non sui minori.
  • Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei ragazzi di Cernobyl che sono stati adottati dopo le vacanze sanitarie qui in Italia. La Bielorussia preferisce questo tipo di soluzione, conoscenza della famiglia ed eventuale adozione per i ragazzi adottabili.
  • Potrebbe questo iter far diminuire le restituzioni di ragazzini adolescenti? Il fenomeno dei fallimenti adottivi non è abbastanza monitorato qui in Italia ma sembrerebbe in aumento. Non tutte le regioni hanno un osservatorio, per cui i dati sono frammentati, parziali e non confrontabili.
  • Non dimentichiamo i bambini italiani ai quali non vengono proposte queste vacanze che avrebbero su di loro uno shock culturale inferiore. Bisognerebbe chiedersi perché si spinge sull’adozione internazionale e non sulla nazionale a parità di età del bambino.
  • Ogni famiglia ha i suoi tempi di maturazione. L’incontro con l’umano ha mille sfaccettature, noi non siamo nessuno per giudicare e nemmeno per parlare della nostra storia come l’unica possibile. La proposta delle vacaciones è solo una delle tante strade per dare una famiglia ad un bambino grande e con dei problemi che altrimenti sarebbe condannato a rimanere per sempre in istituto.
  • Se solo un bambino raggiungesse la felicità con queste vacaciones forse varrebbe la pena di sperimentare l’approccio per poi migliorarlo passo dopo passo con il minor impatto negativo possibile sui ragazzini coinvolti.
  • Il periodo delle vacaciones potrebbe essere un periodo “snaturato”. Impossibile avere la certezza che i bambini che ritornano a casa non sappiano che cosa succede agli altri compagni di viaggio. Rimangono oscuri troppi aspetti del progetto per abbracciarlo con pieno favore.
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Comunicazione Univ.Macerata: “Costruzione dell’identità dei giovani adottati”

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Noi del ilpostadozione appoggiamo sempre il lavoro di chi può aiutare le famiglie e i nostri figli a capire e vivere meglio. Ci auguriamo che le università dialoghino tra loro e raccordino i loro studi in modo da usare in modo oculato i soldi pubblici. Ma soprattutto esigiamo che, supportate dall’analisi oggettiva dei dati, vengano formate sempre più persone in grado di aiutare le famiglie in difficoltà. Partecipiamo numerosi e chiediamo servizi concreti.

RICERCA SULL’ADOZIONE

L’Università degli Studi di Macerata e l’Universidad Nacional de San Luis (Argentina) stanno svolgendo una ricerca su adozione, adolescenza e giovinezza. L’argomento della ricerca riguarda, in particolare, la costruzione dell’identità in adolescenti e giovani che sono stati adottati sia in Italia che in Argentina.

Partecipanti: gli adolescenti e giovani (fino a 30 anni di età ) che sono stati adottati, sono invitati a compilare un questionario strettamente confidenziale e anonimo in formato digitale

Protezione dei dati personali: il questionario è strettamente confidenziale e anonimo. Per preservare la privacy dei partecipanti, le risposte dei questionari saranno salvate in un database protetto da password e qualsiasi informazione e/o dati personali saranno eliminati.

Vi chiediamo di dare massima diffusione e vi ringraziamo per la vostra disponibilità e collaborazione!

CLICCA SUL LINK PER PARTECIPARE ALLA RICERCA!
https://docs.google.com/…/1nAvJvjVougDVsSwuS0NOuXK…/viewform

Colombia. Vacaciones en el extranjero: “A che punto siamo”

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Attenzione, Il progetto non è stato avviato neppure nel 2014, così ci informa un rappresentante de La Maloca, perché i ragazzi proposti erano tanto grandi. Parliamo di quattordicenni. A noi sembra, comunque, importante parlare di questo argomento in prospettiva di un’evoluzione futura. Qualche mese fa avevamo trovato questa informazione e avevamo contattato l’ente per farci spiegare meglio come potrebbe funzionare questo tipo di adozione.

DIAMO L’OPPORTUNITÀ A DEI BAMBINI COLOMBIANI DI PASSARE UNA VACANZA IN UNA VERA FAMIGLIA!

Riceviamo comunicazione che ICBF Colombia ha riattivato il progetto “Vacaciones en el extranjero”, al quale Centro Adozioni La Maloca aveva aderito …anche nel 2013, ma che per problemi burocratici non è stato possibile realizzare in Dicembre 2013. Ora la Nuova dirigenza ICBF ha deciso di rendere attivo il progetto per il 2014, ed è nostra intenzione ripresentare tale Progetto per fare venire in Italia i minori nel mese di Dicembre 2014.

L’obiettivo è dare un’opportunità a uno o più bambini colombiani in stato di abbandono di trascorrere un periodo di vacanza nel nostro Paese, in una famiglia disposta ad accoglierli, con la possibilità che questo si trasformi in un’adozione dei minori accolti. L’invito è rivolto a famiglie italiane in possesso di Decreto di idoneità all’adozione internazionale, sia che abbiano presentato richiesta di adozione in Colombia, sia che non abbiano ancora sviluppato percorsi adottivi in nessun Paese.

Il periodo dei minori in Italia dovrebbe essere di 3 settimane nel Dicembre 2014 (da definire) e i Minori Colombiani coinvolti sono Bambini in stato di adottabilità, con le seguenti caratteristiche: Fratelli di cui uno con più di 9 anni, minori singoli con più di 10 anni, bambini con meno di 8 anni con problematiche fisiche o psichiche.

Chi voglia richiedere informazioni dettagliate contatti le segreterie Maloca di Parma allo 0521944855 info@lamaloca.it o Avellino al 3475822246 sedeavellino@lamaloca.it entro il 3 marzo 2014.Altro…

 

Il progetto vacaciones Colombia è in fase di avviamento. Due enti se ne occupano, La Maloca e AIBI. Il progetto non è andato in porto nel dicembre 2013 per motivi burocratici. Quest’anno si conta di avviarlo per dicembre 2014, dopo le elezioni in Colombia per evitare ritardi e false aspettative per le coppie.

I bambini provengono da tutta la Colombia e per 2 settimane vivranno assieme in un piccolo istituto di Bogotà dove assieme a dei tutor (uno per sette bambini) cominceranno un percorso di avvicinamento alla cultura italiana imparando anche qualche parola della lingua. A loro viene spiegato che si tratta di una vacanza da trascorrere all’interno della famiglia. Dall’altra parte le coppie invece sono contattate dall’ente e, con decreto d’idoneità alla mano, verranno abbinate ai bambini. Il tutor accompagna in Italia i piccoli e soggiornerà con loro per due giorni nella famiglia che li accoglie. Alla fine dell’esperienza i bambini torneranno in Colombia e il tutor redigerà una relazione dove verranno evidenziati i fattori di criticità e potenzialità di un’adozione.

In Italia la coppia dovrà decidere per l’abbinamento definitivo in 15 gg. Dopo di che l’adozione segue l’iter ordinario, con permanenza in Colombia della coppia per l’espletamento dei documenti. Nel frattempo i bambini ritornano nei rispettivi istituti e non sapranno se gli altri sono stati adottati o meno. Lo stesso bambino potrà fare più vacanze sempre con questo spirito di periodo di vacanza all’estero.

Interessati al progetto sono bambini special needs: famiglie di bambini o bambini superiori ai 10 anni, di solito non più di 12 anni. Ci sono poi bambini inferiori agli 8 anni con problematiche fisiche o psicologiche.

A diversità dei bambini di Chernobyl in questo caso si tratta di bambini adottabili e di coppie con decreto d’idoneità. Il progetto non è quindi esteso a single o coppie non intenzionate ad adottare.

L’aspetto positivo è che con questo progetto viene data anche ai bambini grandi la possibilità di conoscere una famiglia e di essere da questa accolti. Ricordiamo che in Italia i bambini di 8 anni sono già considerati special needs.

Secondo noi, un aspetto da valutare sarebbe quello di aprire una corsia preferenziale alle coppie alla seconda adozione che hanno già sperimentato nella prima l’accoglienza di un bambino grande.

Vedi anche: http://www.aibi.it/ita/colombia-da-oggi-sara-piu-facile-dare-una-famiglia-a-6440-bambini-e-adolescenti-adottabili/

http://www.aibi.it/ita/colombia-lautorita-centrale-vuole-reagire-al-calo-delle-adozioni/

Colombia. “Vacaciones en el extranjero”

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Da alcuni anni la Colombia sta supportando l’adozione dei bambini grandi attraverso programmi di ospitalità estiva già attivi in Francia, Germania e USA dal 2003. In media, su 100 minori, il 76% è stato adottato dopo la conoscenza con la famiglia. Rimane qualche dubbio sulle ripercussioni sui minori interessati alle adozioni che non vanno a buon fine. Mentre Marco Griffini difende il progetto, si esprime Donata Micucci, presidente dell’ANFAA.

“Possiamo chiamarle vacanze? Nei giorni scorsi è stato lanciato da Ai.Bi. il progetto “Vacanze adottive”, di circa tre settimane, che Ai.Bi. propone “a tutte le coppie già in possesso del decreto di idoneità” con questa motivazione: “Le Vacaciones en el extranjero vengono avviate, per la prima volta, grazie alla collaborazione di Ai.Bi. con la Commissione per le Adozioni Internazionali e l’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar, l’Autorità centrale colombiana, per facilitare l’adozione di bambini in stato di abbandono:- di età superiore a 10 anni- di età inferiore a 10 anni, ma con particolari bisogni e condizioni psicofisiche- di fratrie di cui almeno uno dei minori sia di età superiore a 10 anni… al termine della “vacanza”, le famiglie…. possono già manifestare la volontà di proseguire con l’iter che li renderà genitori. Nel caso in cui, invece, non vogliano accogliere definitivamente il bambino come figlio, la coppia ospitante resterà comunque un referente amicale e affettivo, “a distanza”, per il minore, impegnandosi a mantenere i contatti con lui, informandosi sulla sua vita e sui suoi sviluppi.”  (testo tratto dal sito http://www.aibi.it).

L’assemblea dei soci del 2013 dell’Anfaa ha espresso fortissime perplessità su questo progetto: preoccupano moltissimo i riflessi negativi su bambini già duramente segnati da anni di ricovero in istituto e da fortissime deprivazioni affettive se non da maltrattamenti e abusi.

Queste vacanze, che creeranno in loro forti speranze e illusioni, pongono tanti interrogativi che riguardano soprattutto le conseguenze difficilmente riparabili derivanti dal fallimento del possibile “abbinamento”. Questi bambini, che attraverseranno l’oceano per passare “tre settimane di vacanza” con una famiglia in Italia, saranno ben consapevoli delle reali finalità di questa iniziativa, che inevitabilmente creerà in loro forti aspettative. Questa esperienza rappresenterà forse l’unica possibilità di avere una famiglia cui hanno diritto, ma che non hanno mai avuto… Sapranno anche che se questa “prova” non riuscirà, trascorreranno il resto della loro vita da soli, in istituto…

Chi di noi ha adottato bambini grandi sa, dai loro stessi racconti, con quanta angosciante preoccupazione e paura hanno vissuto l’incontro con quegli adulti che sarebbero poi diventati i loro i loro genitori; alcuni di essi, che avevano già vissuto precedenti tentativi di “abbinamento” falliti, al momento dell’incontro hanno manifestato reazioni di vero panico, temendo un nuovo rifiuto…

Siamo allibiti poi dalla soluzione proposta da Ai.Bi., nei casi in cui la coppia “non voglia tenersi il bambino al termine della vacanza”: come può vivere il bambino questa esperienza su cui ha posto tante aspettative?  Come potrà superare questa ennesima frustrazione e accettare di essere un bambino che può andar bene sì per una vacanza, ma non per essere accolto e amato per sempre? Non si può giocare sui sentimenti dei bambini e trattarli come un “giocattolo” o come un elettrodomestico ancora in garanzia che rilevatosi “difettoso”, viene restituito! Questi bambini quanto dovranno simulare per rendersi desiderabili e/o accettabili agli occhi dei loro possibili genitori?

E’ inutile negare che i minori proposti sono bambini “impegnativi”: hanno subito sovente maltrattamenti ed abusi che li hanno segnati nel profondo e che richiedono, in base alle nostre esperienze, non solo tanto, tanto tempo, ma anche tanta pazienza, tante attenzioni e tante cure affettuose e continue da parte dei genitori. Per riuscire a colmare le gravi carenze affettive subite e recuperare il tempo perduto…

Dobbiamo anche operare non solo per trovare queste famiglie, ma soprattutto nel sostenerle nel loro difficile ruolo di genitori: come abbiamo ripetuto tante volte, non si può però pensare che l’adozione di un bambino “diverso” possa riuscire fidando solo sulla loro disponibilità : è necessario creare una rete di rapporti umani e sociali intorno ad esse che arricchisca la vita del nucleo familiare e ne impedisca l’isolamento.

E’ indispensabile anche un sostegno attento e continuativo da parte dei Servizi socio assistenziali e sanitari. Com’è noto il comma 8 dell’art. 6 della legge 184/1083 e s.m. recita: «Nel caso di adozione dei minori di età superiore a dodici anni o con handicap accertato ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992 n.104, lo Stato, le Regioni e gli enti locali possono intervenire nell’ambito delle proprie competenze e nei limiti delle disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci, con specifiche misure di carattere economico, eventualmente anche mediante misure di sostegno alla formazione e all’inserimento sociale, fino all’età di diciotto anni degli adottati» e quindi purtroppo non impegna le istituzioni a fornire gli aiuti previsti in quanto gli stessi sono subordinati alle «disponibilità finanziarie dei rispettivi bilanci».

Ai.Bi. e gli altri Enti autorizzati, che mirano all’aumento delle adozioni di minori “con bisogni speciali”, non dovrebbero limitarsi solo a proporre queste adozioni, ma contestualmente attivarsi nei confronti delle Istituzioni competenti affinché vengano assicurati i necessari sostegni, altrimenti si rischia di vedere aumentare il numero dei minori adottati inseriti in comunità perché i loro genitori, lasciati soli dagli Enti autorizzati ed abbandonati dai Servizi, non ce l’hanno più fatta!

Per promuovere e sostenere le ”adozioni difficili”, sarebbe anche necessario che gli Enti autorizzati sostenessero la proposta avanzata dall’Anfaa ai Tribunali per i minorenni, affinché nelle sentenze relative all’adozione dei minori italiani e stranieri ultradodicenni o con handicap accertato, venga precisato  che agli adottanti devono essere estese le provvidenze previste dall’art. 6 della legge n.184/1983 e s.m. sopra citato e vengano indicati  i Servizi sociali incaricati di supportare il nucleo adottivo (analogamente a quanto previsto per l’affidamento dalla legge n. 184/1983 e s.m.): questo monitoraggio consentirebbe di supportare il nucleo adottivo, svolgendo in tal modo un efficace azione preventiva.

Grati per la pubblicazione, porgiamo distinti saluti e restiamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento.”

Donata Nova Micucci – Presidente nazionale Anfaa

Torino, 7 giugno 2013

(fonte: anfaa.it – 06/2013)

Comunicazione ItaliaAdozioni: “Webinar sulle direttive del MIUR scuola e adozione” 14/03/2015

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Rivolto ad insegnanti e genitori che hanno a cuore il tema dell’adozione a scuola

Le prenotazioni sono ancora aperte.

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Programma

9.30/9.40        Saluti e presentazione

9.40/10.20      Perchè parlare di adozione a scuola? Presentazione dei punti salienti delle linee guida del Miur

10.20/10.35     Pausa

10.35/11.15     La fatica di imparare! Come parlare di adozione in classe

11.15/11.30     Dibattito finale

Relatori:

Francesca Carioni, Insegnante scuola primaria, Responsabile dell’Area Scuola per il sito di Italiaadozioni, Referente per l’adozione dell’Istituto Comprensivo di Mulazzano (LO)

Greta Bellando, Pedagogista, da anni appassionata alla tematica adottiva per cui ha scritto  due tesi di laurea, oggi prosegue il suo percorso di studi all’interno del Master “Il lavoro  clinico e sociale con le famiglie accoglienti: affido e adozione” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Clicca qui per scaricare il modulo di adesione

Cos’è un webinar? E’ un seminario o una lezione online che si può seguire comodamente da casa o da un qualsiasi PC con accesso ad internet, in un giorno e ora stabiliti.

Partecipare ad un webinar è semplicissimo, non occorre alcuna competenza tecnica. Il partecipante riceve una email contenente un link ed in pochissimi passaggi potrà registrarsi al webinar.

Il partecipante ascolta dal proprio PC la voce del relatore, vede lo scorrere delle slides o del materiale utilizzato, e può interagire scrivendo le proprie domande nell’apposita chat ed il docente può rispondere in chat o viva voce.

 

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Comunicazione c.i.Ps.Ps.i.a.: “Seminario sul disagio in età scolare (6-18 anni)” – Bologna 2015

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I servizi educativi e scolastici sono

osservatori privilegiati di varie forme

di disagio e sono chiamati ad una grossa

sfida nel definire la gestione e l’intervento

sugli stessi e a promuovere percorsi d’aiuto.

 

 

Destinatari

Psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, coordinatori pedagogici, counsellor, educatori, insegnanti, operatori sociali.

Calendario e programma

10/04/2015

– ore 15.00/17.00: “Disturbi dell’apprendimento” (Dott.ssa C. Salerno)
– ore 17.00/20.00: “Instabilità psicomotoria, disturbo da deficit d’attenzione, disturbi del comportamento” (Dott.ssa R. Agosta)

08/05/2015
– ore 17.00/20.00: “Il bullismo” (Dott.ssa A. Naldi)

05/06/2015
– ore 15.00/17.00: “Somatizzazioni e condotte a rischio in preadolescenza ed adolescenza” (Dott.ssa R. Agosta)
– ore 17.00/20.00: “La fobia scolare” (Dott.ssa C. Salerno)

Sede: Bologna: c.i.Ps.Ps.i.a. Via Savena Antico, 17

Modalità di iscrizione

Intero Seminario: 3 incontri (pari a 13 ore)

E’ inoltre possibile partecipare a singoli incontri, scegliendo l’argomento di proprio interesse.

Per informazioni e iscrizioni contattare la segreteria del c.i.Ps.Ps.i.a. al numero 051.6240016 oppure compilare il modulo di contatto oppure vedi il sito.  http://www.cipspsia.it/seminari-disagio-a-scuola.html

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Docenti

Agosta Rosa, Psicoterapeuta e docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza del c.i.Ps.Ps.i.a. e psicologo scolastico
Naldi Alessandra, Psicoterapeuta, docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza del c.i.Ps.Ps.i.a. e psicologo scolastico
Salerno Cinzia, Psicoterapeuta e psicologo scolastico

 

 

 

Spettacolo teatrale: “Il più bel secolo della mia vita” – Roma marzo 2015

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“IL PIÙ BEL SECOLO DELLA  MIA VITA”

 Teatro della Cometa

Via del Teatro Marcello, 4, 00186 – Roma

dal 10 al 29 marzo 2015.

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Lo spettacolo racconta, con toni ironici e amari, come in Italia sia ancora in vigore l’antiquata normativa che impedisce ai figli non riconosciuti di venire a conoscenza della loro storia pre-adottiva e dell’identità della madre naturale fino al compimento del centesimo anno di età. Tre anni fa la Corte Europea ha sentenziato che l’articolo 28 della legge n.184/1983 calpesta due diritti fondamentali dell’uomo: il diritto alla conoscenza della propria identità personale e il diritto alla salute (non permettendo di prevenire alcuna patologia familiare).

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Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 – Telefono: 06.6784380

Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00 – giovedì 19 solo ore 17.00.

Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Colombia. Papà Francesco: “10 anni di tappe tra Colombia e Italia”

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Ecco la tenera e sensibile testimonianza di un papà che può accompagnare le coppie nelle diverse tappe dell’adozione.

 

Proprio in questi giorni abbiamo festeggiato i 10 anni che Y è arrivato in Italia dalla Colombia.

Quanti ricordi, immagini, situazioni, sentimenti, persone.

L’ATTESA: un forte senso di inadeguatezza e una consapevolezza di non riuscire a mettere in fila tutte le cose che avremmo dovuto affrontare.

LA PRIMA FOTO: Y l’ho visto la prima volta in fotografia, la sua immagine si è materializzata sul pc da li in avanti ho compreso che stavo partecipando a qualche cosa più grande di me, quell’immagine mi ha riempito di responsabilità di aspettative che probabilmente mi ha fatto lo stesso effetto di quello che prova un padre biologico quando vede la prima ecografia…tanto bisogno di silenzio per ascoltarmi per comprendermi.

LA PARTENZA: io arido di sentimenti ho scoperto il calore degli amici, in quei giorni si sono cementificate delle amicizie che dureranno per sempre. La sera prima Don G. mi ha aperto un mondo e mi ha rasserenato ”…un uomo e una donna, forti del loro amore e del progetto divino su di loro, si affidano e vanno addirittura dall’altra parte del mondo per diventare famiglia”.

L’INCONTRO: quando lo abbiamo conosciuto sembrava un piccolo carcerato che aveva ricevuto la grazia, pelato, jeans, camicia blu e scarpe di cuoio nere durissime, per descriverlo ulteriormente un’unica parola INCONTENIBILE. Al pranzo di rito con gli addetti ai lavori Y fa volare un vassoio di patatine, il ns avvocato lo prende in braccio con autorità per farci vedere come si trattano “questi bambini”…lei lo avvicina alla sua faccia e lo ammonisce in colombiano, lui la guarda diritto negli occhi e la centra in pieno viso con una cinquina…cala il silenzio e sale l’imbarazzo…l’avvocato non ha più espresso pareri educativi.

QUIBDO’ LA SUA CITTA’ sperduta nella foresta pluviale, povera ma dignitosa con donne bellissime molto attente all’estetica e uomini lentissimi che sopravvivono.

BOGOTA’ è dove abbiamo trascorso quasi tutto il soggiorno colombiano. Dieci anni fa una metropoli distante dalla nostra concezione di vita…il benessere di pochi viene custodito e preservato dai militari per le strade, dai fucili a pompa davanti ai negozi e i centri commerciali…la povertà la si vede ovunque la si respira ed è  quella più brutta quella priva di dignità, quella che si prostituisce e vive di espedienti, quella che ti viene sbattuta in faccia violentemente ad ogni angolo delle strade. Due immagini non potrò mai cancellare dalla mia mente, una ragazza gravemente handicappata incinta che chiede l’elemosina e una bimba che seduta sul marciapiede nasconde le monetine raccolte dentro una scarpina, il tutto tra la non curanza della gente. Oggi con amarezza dico che l’aria pesante respirata la si inizia a respirare anche nelle nostre città e  l’indifferenza è una brutta malattia che ha contagiato anche noi.

LA PRIMA NOTTE: nel caldo silenzio equatoriale io e mia moglie guardiamo i nostri cuccioli dormire, due angioletti, uno chiaro e uno scuro. Il primo momento di quiete della giornata passata a “contenere” e solo allora abbiamo notato la differenza cromatica e tutte le paure che ci angosciavano nel merito si sono dissolte.

A COLAZIONE due anni dopo Y ha iniziato a sfarfallare (stereotipia dei bimbi autistici)…un tuffo al cuore…da quel giorno abbiamo dovuto resettare la nostra vita , in particolare i sogni.

LE FAMIGLIE DEL MONDO un’associazione composta da tante persone che insieme ti offrono ristoro, riparo, comprensione e condivisione, le consiglio vivamente a chi abita a Milano e d’intorni sia per il preado che per il postado. Durante un loro incontro a mia moglie hanno chiesto se fosse arrabbiata con la Colombia o con l’associazione che ci ha accompagnato, perché forse qualcuno avrebbe dovuto tutelarci. Lei mi ha spaccato il cuore rispondendo serenamente e con un sorriso: “sono felice di non aver saputo nulla prima, perché forse oggi Y non sarebbe mio figlio “

LA SCUOLA, grandi difficoltà nel far valere i diritti di Y, ma anche grandi insegnanti che lo hanno saputo gestire considerandolo DIFFERENTE e non DIVERSO. La sua serenità di oggi la dobbiamo sicuramente anche grazie a loro.

IL PROVERBIO AFRICANO: per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Da quando io e mia moglie abbiamo letto queste poche righe le abbiamo fatte nostre e quindi ci spendiamo per gli altri affinché tutto ci ritorni, ci siamo messi in gioco nel sociale, ci siamo resi visibili perché è fondamentale che tutti sappiano di chi sono figli i tuoi figli e soprattutto per testimoniare la nostra normalità di famiglia e per diffondere un motto che ci sta molto a cuore NESSUNO E’ DIVERSO  TUTTO E’ UNICO.

Comunicazione Batya: “Incontri sull’adolescenza” – Genova mar 2015

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Batya promuove per il terzo anno di seguito un corso dedicato ai genitori di ragazzi adolescenti. Il corso è aperto ai soci Batya.

– La resilienza nei nostri figli

– Rapporti reali o immaginari dei figli / genitori adottivi con la famiglia d’origine

– Come aiutare i figli a trovare un’autonomia equilibrata

– Rapporti dei ragazzi con i pari / accettazione delle diverse origini

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Gli incontri saranno quattro con cadenza quindicinale a partire da marzo 2015

Terrà gli incontri la dott poggi Maura psicoterapeuta psichiatra e mamma (biologica e adottiva)

il corso avrà luogo presso la sede di Batya, Passo Frugoni 4 – Genova dalle 21.00 alle 23.00 nei seguenti giorni 11 e 25 marzo 15 e 29 aprile.

Il corso sarà gratuito per i Soci Batya. Per diventare soci basta versare la quota annuale di 50 Euro a famiglia che può essere pagata, come da istruzioni sul sito Batya www.batya.it (andare alla voce l’Associazione e quindi Come aiutarci)

Per motivi organizzativi si richiede di confermare la vostra adesione inviando una mail.