AltroNatale. Francesco Mennillo: “Adozioni, numeri e prospettive”

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di Francesco M. Mennillo *
Questo è un giorno particolare per tante famiglie in attesa di adozione.
In questi giorni il tempo dell’attesa di un minore abbandonato si fa sentire di più perchè il Natale si passa in famiglia, nell’accoglienza del focolare domestico. Per le famiglie adottive e per i bambini è un momento carico di aspettative, della mente dei grandi che corre dietro quel bambino ideale che dovrà arrivare e di cui spesso e volentieri ben poco si sa.
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Penso alle famiglie in attesa dei bimbi della Repubblica Democratica del Congo. Ce ne sono circa un centinaio bloccate. Nel settembre 2013 ci fu una sospensione di un anno dei visti di uscita dei bambini del Congo, per vagliare la legalità dei procedimenti adottivi in corso. Il 27 maggio scorso, 31 bambini, figli delle coppie che erano rimaste bloccate in Congo per circa due mesi, vengono portati a Ciampino con un volo di Stato.  A fine settembre 2014 le autorità della Repubblica Democratica del Congo hanno confermato la prosecuzione della sospensione del rilascio dei permessi in uscita  per i bambini adottati. Tutto bloccato di nuovo.
Il blocco delle adozioni per i bambini del Congo è stato causato da gravi irregolarità nelle procedure, causate soprattutto da Americani e Canadesi, che consentono i fenomeni del “rehoming” dei minori adottati. Il piccolo viene cioè dato in adozione ad una famiglia, che poi autonomamente decide di affidarlo ad un’altra. Il Congo consente l’adozione solo da parte di coppie eterosessuali, e nel dubbio ha fermato tutti.
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In media, problematiche specifiche a parte, le coppie in attesa, dalla data di conferimento dell’incarico all’ente per le adozioni internazionali, impiegano 24 mesi per terminare l’iter. E, di solito, avevano già aspettato circa un anno per ricevere dal Tribunale il certificato di idoneità all’adozione portando il tempo medio a 3 anni di attesa per un bambino. Questo è un dato che non varia prendendo in considerazione il periodo 2006 -2013. Analogamente il dato si attesta su 3,3 anni se si considera anche il periodo di tempo che va dalla domanda di adozione. . Purtroppo, ammonta al 16% il numero delle coppie che, nel solo anno 2013, andavano oltre un tempo medio di attesa di 36 mesi. E’ un valore ancora alto, soprattutto se visto nell’ottica del bambino. Interessante anche valutare le cause principali di abbandono dei bambini nel paesi di provenienza: nel 61% dei casi vi è la perdita della potestà genitoriale, nel 30% il bambino viene abbandonato, nel 7,3 vi è una rinuncia da parte dei genitori. Incredibile pensare che solo nel 1,3 dei casi il bambino è orfano. Un bambino che cresce in istituto, ha minori tutele ed attenzioni, addirittura si riducono le sue aspettative di vita, soprattutto nei paesi africani dove gli Stati, a causa di difficoltà economiche, non riescono a garantire politiche sociali per la tutela del minore abbandonato. La situazione non cambia in quei paesi dove vi è maggiore tutela e il compimento del diciottesimo anno è una data spartiacque, dove dal massimo della tutela, ci si trova a perdere tutti i diritti, con un futuro incertissimo, senza prospettive e col serio rischio di entrare nell’area della criminalità. L’Italia è il secondo paese al mondo per adozioni effettuate, e proseguire con successo rappresenta una sfida in soccorso all’infanzia abbandonata. La nuova presidenza CAI – Commissione per le Adozioni Internazionali –  si sta impegnando per  incentivare la collaborazione internazionale in materia di adozioni, partendo dal presupposto che l’adozione internazionale, svolta secondo i principi della convenzione dell’Aja, è una forma di tutela dei diritti umani e in particolare dei diritti dei minori. Stiamo rafforzando i rapporti con il bureau del’Aja, negoziando o rinegoziando accordi in materia di adozioni internazionali sia con i Paesi che non hanno ratificato la convenzione dell’Aja che con quelli che l’hanno ratificata (quest’anno già sono stati sottoscritti gli accordi con il Burundi e la Cambogia). Accompagnando il percorso degli enti autorizzati alle adozioni internazionali nei paesi di origine con rinnovati programmi di sussidiarietà.

Il lavoro è intenso e mi va di augurare un felice Natale di speranza a tutte le famiglie in attesa.

* Presidente del Coordinamento famiglie adottanti in Bielorussia e rappresentante familiare in Commissione Adozioni Internazionali
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(fonte: thechronicle.it 12/2014)

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