Archivio mensile:dicembre 2014

AltroNatale: “Contro la corruzione per i nostri figli”

Standard

Diamo spazio a Riparte il Futuro che ha realizzato questo video contro chi ci vuole rubare la speranza.

Ci sembra di buon augurio per un Nuovo Anno, diverso, più brillante.

.

Annunci

AltroNatale. Libro: “Generato non procreato”

Standard

AA.VV.

GENERATO NON PROCREATO

La sfida dell’adozione

Ed Paoline – 2014

“Generato non procreato” è un titolo che si addice al migliore Natale.

L’elaborazione della sterilità è uno dei nodi per la riuscita dell’adozione. Sterilità intesa come incapacità di rispondere: “Perchè tutto questo sta succedendo proprio a me?”

Una volta che si è inteso che non basta “volere” per realizzare un desiderio, ma che facciamo parte di un disegno più grande in cui siamo solo delle pedine, l’avvicinamento all’adozione, e a quel figlio desiderato, diventa naturale.

Allora stenti a capire, anche se lo rispetti, chi si ostina a flagellare il proprio corpo con dispendiosi tentativi di fecondazione assistita quando nel mondo ci sono tanti bambini alla ricerca di una famiglia che li ami.

Ivana Lazzarini, la curatrice del testo, porta la sua sincera testimonianza di donna di fronte all’impossibilità di avere un figlio. Il contenuto è arricchito della vicenda di Abramo e sua moglie Sara. Attraverso la loro genitorialità, raggiunta in età avanzata, possiamo intendere i percorsi di conoscenza di un uomo e di una donna prima di essere pronti alla donazione di se stessi ad un figlio. Perché ancora una volta, nella Bibbia, libro degli uomini per gli uomini, si trovano risposte esaustive per tutti, credenti e non.

La pubblicazione è arricchita da alcuni interventi curati dallo staff di ItaliaAdozioni che accompagnano la coppia nella scoperta della scelta di adottare.

.

Per l’acquisto bastano eur 12 (compresa spedizione) da versare

– tramite bonifico intestato a Associazione Italiaadozioni –  IBAN: IT16C0200834070000103385842

– contattattando redazione@italiaadozioni.it per lasciare l’indirizzo di casa

AltroNatale. Col senno di poi…

Standard

“Un asino, un bue, qualche pastore e tre re: un po’ scarsa come audience” – Guido Clericetti, vignettista satirico.

“C’è scarsa audience a Natale: sempre di più, se si pensa che è il giorno dove di ritrova la famiglia, che talvolta ha perso qualcosa dei suoi connotati. E si preferisce, più consciamente che inconsciamente, occultare una domanda con altro: cibo dentro la sua forma, i regali, la festa ….le vacanze “ – Paolo Massobrio, critico gastronomico.

“Diventiamo collezionisti di relazioni, di contatti, di connessioni, ma non siamo più capaci di costruire legami” – Lorenzo Biagi, filosofo

AltroNatale. I Nostri Padri: “L’Avvento è compito di Dio. Il futuro è compito nostro”

Standard

 

 

 

“State attenti…vegliate…vigilate… sperate…non addormentatevi…”

.

.

.

.

.

di don Marco e don Roberto, sacerdoti ed educatori

.

“Ecco i verbi che ci accompagneranno per tutto questo periodo di Avvento.

L’Avvento è un piccolo viaggio della speranza.

E’ proprio il profeta Isaia che esprime il lamento di un popolo disperato con un grido a Dio: : “Se tu squarciassi i cieli e scendessi”!

Oggi dietro quella preghiera di tanta gente stanca e sfiduciata ci sono anche le nostre crisi, le nostre paure, le nostre delusioni della vita, della politica, della possibilità di cambiare.

L’Avvento ancora una volta ci ricorda che il cielo si apre e Dio “avviene” verso di noi, si avvicina  per abbracciare la terra e l’umanità.

Il Dio del Vangelo è il Dio che non delude, non abbandona, non disattende le nostre attese.

Quindi l’Avvento non è semplicemente un prepararsi a vivere il Natale, un far finta che Cristo rinasca un’altra volta, ma un imparare a cogliere ogni giorno nella nostra vita i segni della presenza di Dio.

.

Anche noi vorremmo conoscere il futuro. Anche noi, nei momenti di crisi, vorremmo un Dio che potesse risolvere i nostri problemi con un tocco magico, con qualche miracolo.

Ma Gesù non ci dice nulla su come sarà la fine del mondo.

Ci offre invece una lettura profetica della storia.

“Quanto a quel giorno o all’ora, nessuno ne sa niente, neppure gli angeli del cielo e neppure il figlio, se non il Padre” (Marco 13,32).

Sposta il problema del “quando” avverrà la fine, al “come” dobbiamo vivere questo temo dell’ attesa. Invece di fantasticare sul futuro, Gesù ci esorta a tenere gli occhi ben aperti sul presente.

Gesù ci esorta soprattutto a prestare attenzione e a vigilare.

Ecco l’originalità dell’Avvento.

Non siamo invitati a cercare Dio, ma ad attenderlo.

Il Vangelo ci dice che dobbiamo metterci nell’atteggiamento di lasciarci cercare da Dio. Dobbiamo imparare ad “aspettarlo”. E’ lui che ci sorprende. E’ lui l’imprevedibile. Noi dobbiamo attendere il “Dio che viene”.

Prima del nostro  “fare”, c’è il nostro “attendere”.

.

Ma dove lo possiamo incontrare?

L’Avvento ci regala un messaggio originale: Lascialo entrare …. dentro di te!

Se vuoi incontrare Dio nell’altro, nella natura, nella vita, prima lo devi accogliere dentro di te.

Sant’ Agostino nelle sue Confessioni scrive:

“Eppure Signore, tu eri dentro di me ed io ero fuori”.

Un famoso detto ebraico dice:

“Dio entra soltanto là dove lo si lascia entrare”.

Gesù entra nella storia di ognuno di noi attraverso i piccoli gesti di tenerezza e di umanità che reciprocamente ci regaliamo nelle relazioni con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana.

.

In queste ultime settimane, grazie ad un film sulla vita di Leopardi,  si è parlato molto di questo grande poeta. Tutti ricordiamo la sua bellissima poesia  Il sabato del villaggio. Parla proprio delle emozioni della vigilia della festa.

E’ soprattutto la vigilia che ci fa vivere degli stati d’animo straordinari. Tutti siamo stati studenti e ricordiamo  come il sabato sera era il momento più bello della settimana. Era la serata libera. Il tempo in cui si poteva uscire, stare con gli amici, mangiare una pizza, divertirsi. Una serata piena di emozioni, di attese.

Potremmo dire un piccolo Avvento settimanale.

Il mondo non è cambiato.  Ancora oggi la nostra città, il sabato sera  è invasa di giovani che hanno voglia di vivere, che sognano un futuro, che desiderano un mondo migliore.

Purtroppo c’è una società, una politica e una chiesa che per troppo tempo si è addormentata e si è dimenticata di loro. I dati sono sempre più allarmanti. Un giovane su due è senza lavoro e questo, come di papa Francesco, vuol dire senza futuro e senza dignità.

.

C’è un altro particolare molto importante della parabola. Ci racconta  che il padrone :

 «è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi».

Quei servi siamo noi. Dio si mette nelle nostre mani.

L’Avvento è compito di Dio. E’ lui che viene.

Il futuro invece è compito nostro.

Siamo noi i responsabili del nostro futuro. Siamo noi che dobbiamo costruirlo giorno per giorno. Il futuro è il frutto delle nostre fatiche, del nostro impegno.

Ecco il compito straordinario che Dio ci affida: siamo chiamati a riempire il mondo   “della speranza che è in noi”. Noi dobbiamo portare avanti il suo sogno. Ognuno con un ruolo unico ed originale e nessuno può essere sostituito. Siamo noi che dobbiamo trasformare l’attesa in festa, l’Avvento in un tempo di speranza.

.

Vivere l’Avvento vuol dire imparare a vivere il nostro Natale tutti i giorni.

Vivere con passione e responsabilità la nostra piccola avventura quotidiana

Dio non viene nella mia vita una volta all’anno. Viene tutti i giorni.

Forse anche noi dobbiamo imparare a … lasciarLo entrare e a sentirci sempre, come dice il profeta Isaia (64,7), dei vasi di argilla nelle mani di Dio.

Lasciamo che ogni giorno ci plasmi, ci accarezzi e ci dia forma.”

Colombia. Società: “Le famiglie monoparentali e le relazioni sociali”.

Standard

Nel 2007 Veneto Adozioni ha caricato sul suo sito uno studio sulla società colombiana che ripartiremo in tre post: famiglia, donne e minori.

Faremo una sintesi schematica per facilitare la lettura.

La rapidissima espansione delle periferie delle città, in particolare di Bogotà, è avvenuta soprattutto negli ultimi dieci anni e il selvaggio inurbamento causato dalla fuga dalle campagne ha provocato l’incapacità da parte delle persone di costruire o ricostruire il tessuto sociale ed una trama di relazioni significative, sia a livello intrafamiliare, sia a livello interfamiliare.

I conflitti intrafamiliari costituiscono la prima causa di violenza nella periferia della capitale colombiana e questa situazione si aggrava ulteriormente nelle zone più periferiche in cui gli indicatori di povertà sono più elevati.

Circa il settantacinque per cento dei bambini di strada hanno subito maltrattamenti in famiglia. Il problema dei “bambini di strada” trova una causa importante nella difficoltà delle madri che devono sostenere tutto il peso del sostentamento familiare e nella situazione di povertà estrema della famiglia. In questa situazione, si registrano conflitti nella relazione madre-figli causata, in gran parte, dal peso che deve sopportare la madre per le enormi difficoltà economiche, per lo stato di solitudine e d’indifferenza alla quale è soggetta e per l’assenza di un qualsiasi supporto da parte di istituzioni o di personale specializzato. Secondo le statistiche realizzate, le aggressioni e manifestazioni di violenza intrafamiliare sono direttamente correlate, inoltre, allo stato di sfollamento che vivono le famiglie che si trasferiscono nelle periferie urbane delle grandi città.(…)

(fonte: Veneto Adozioni)

Comunicazione ilpostadozione: “Adopnation, una nuova rivista del mondo dell’adozione”

Standard

adopnation

Quello che ci ha colpito di questo trimestrale è che è stato voluto dai nostri ragazzi. Kim Soo-Bok Cimaschi, il direttore responsabile, è un adottivo internazionale così come le testimonianze raccolte sono di tanti figli adottivi provenienti da ogni parte del mondo. Non mancano le riflessioni e i resoconti di specialisti e genitori, sempre con un occhio di riguardo a ciò che pensano tutti i protagonisti delle nostre speciali famiglie.

Sebbene il moderno approccio all’adozione inviti a non avere una visione adulto centrica, nelle nostre letture e dai confronti in convegni e raduni ci accorgiamo che molto spesso la voce dei diretti interessati non viene ascoltata come dovrebbe. Ringraziamo Kim e i suoi collaboratori di aver pensato ad un confronto vero ragazzi – genitori, ragazzi – operatori, genitori – operatori. Perché se vogliamo crescere come famiglia, non c’è dubbio che dobbiamo crescere insieme.

Il progetto della rivista nasce dal desiderio di dare voce a TUTTI coloro che vivono nel mondo Adozione.

Il trimestrale in vendita su abbonamento in spedizione o online. Per informazioni: redazione.adopnation@gmail.com

Colombia. Medici senza Frontiere: “I civili tre volte vittime della violenza”

Standard

 

Medici senza Frontiere opera in Colombia dagli anni ’80 e denuncia la necessità d’intervenire per salvaguardare la salute mentale delle persone. Secondo il rapporto redatto dall’organizzazione, la popolazione in Colombia non solo è vittima delle conseguenze dirette del conflitto, ma è anche vittima dell’abbandono e dello stigma sociale e istituzionale in cui è costretta a vivere. In particolare si riferisce alla Colombia meridionale.

.

 

“I nostri operatori umanitari sono testimoni della sconvolgente realtà sopportata dalla maggior parte della gente del Caquetá”, spiega Teresa Sancristóval, responsabile dei progetti di MSF in Colombia. “Da un lato i civili sono esposti alla violenza perpetrata dai diversi gruppi armati e dall’altro le autorità e la società non garantiscono loro l’assistenza di cui hanno una reale necessità.

Il 49,2% di questi pazienti ha vissuto il conflitto direttamente sulla propria pelle: intrappolati negli scontri fra i gruppi armati, vittime di violenze con minacce, ferite, reclutamento forzato, sfollamento, restrizioni della possibilità di movimento e uccisione di membri della propria famiglia. Oltre a sopportare le conseguenze dirette del conflitto, i civili devono affrontare lo stigma da parte della società. “Lo stigma sociale e la marginalizzazione che circondano la popolazione colpita dal conflitto in Colombia, costringono le persone a restare in silenzio e a non parlare della propria sofferenza e ciò impedisce la loro inclusione sociale e il loro senso di appartenenza alla comunità”, dice María Cristóbal, esperta di MSF in salute mentale. Tutto ciò ostacola il loro accesso a lavoro, casa, educazione e salute.

Le vittime del conflitto sono spesso escluse dai servizi sociali erogati dallo stato. L’abbandono da parte delle istituzioni è evidenziato dal fatto che il fenomeno dello “sfollamento forzato” non è riconosciuto a sufficienza in Colombia. (…)

(fonte: medicisenzafrontiere)

 

Vedi inoltre:

http://www.icbf.gov.co/portal/page/portal/RecursosWebPortal/Prensa/INFOGRAFIA-NNAVICTIMAS-SEGUNHECHO.pdf

Colombia: “Lo stato, la guerriglia e la popolazione civile”

Standard

Sono in corso le trattative tra FARC e stato, ma anni di acerrimo conflitto sociale non si cancellano in un attimo. Secondo i dati del Centro di memoria storica della Colombia, cinquant’anni di conflitto armato hanno provocato 6 milioni e mezzo di vittime: tra esse 5,7 milioni di rifugiati, 220.000 morti, 25.000 scomparsi e 27.000 sequestrati. Segue un resoconto di cosa sono le FARC, come si è evoluta la guerriglia e che cosa stanno trattando sul tavolo della pace a Cuba.

FARC è l’acronimo di Revolutionary Armed Force of Colombia, di ispirazione marxista. Il gruppo è nato negli anni sessanta per combattere contro l’iniqua distribuzione della terra e i latifondisti. In realtà tutti i gruppi coinvolti (milizie ribelli. governo e paramilitari di estrema destra) violano i diritti umani e a farne le spese è la popolazione rurale che è costretta ad abbandonare i villaggi dove si verificano massacri o arruolamenti forzati. Le vittime civili si contano a migliaia ogni anno, così come i rapimenti o le mutilazioni provocate dalle mine antiuomo. Si stima che le mine siano presenti su circa il 45 per cento del territorio colombiano: Antioquia, Meta e Norte de Santander sono le zone che hanno registrato il maggior numero di casi. Le mine sono posizionate lungo le principali vie di comunicazione, nei pressi di ponti, fonti d’acqua, coltivazioni di coca e lungo gli oleodotti.
La guerriglia è da sempre finanziata tramite rapimenti e traffico di droga. Molto spesso le persone rapite sono state uccise, nonostante il pagamento del riscatto, oppure si sono unite ai guerriglieri. Intere comunità si rifugiano nei sobborghi delle città aumentando il numero di rifugiati e le sacche di povertà.

Gravi violazioni si consumano anche ai danni delle comunità indigene che, nonostante abbiano espressamente richiesto di non essere coinvolte nella guerra, subiscono assassini, stragi, deportazioni e arruolamenti forzati, talvolta anche ad opera delle multinazionali del petrolio. Le minoranze etniche, afro-colombiani e indios-colombiani, sono infatti le popolazioni più duramente colpite dal conflitto.

Lo stato combatte contro le FARC ma anche contro l’ELN (National Liberalisation Army), un piccolo gruppo di guerriglieri. Negli ultimi tempi ha trovato collaborazione da parte di Venezuela ed Ecuador per isolare i ribelli. Inoltre gli USA hanno sempre sostenuto la Colombia per la guerra contro i narcotrafficanti.

Il tasso di corruzione che affligge il sistema amministrativo raggiunge livelli scandalosi, così come il suo grado di connessione col paramilitarismo e col narcotraffico. I giornali in Colombia sono in mano alle oligarchie di potere filo-governative. I guerriglieri si servono di metodi alternativi per diffondere i propri comunicati stampa e le proprie versioni dei fatti.

Dopo 50 anni di conflitti, nell’ottobre 2012 ad Oslo è stato aperto un tavolo di pace anche a seguito della morte di alcuni leader del movimento. Sorgono alcune domande sul reinserimento dei guerriglieri nella società civile dopo essersi comportati da carnefici con le popolazioni locali. Dal 2003 a Bogotà è stato iniziato un programma di reinserimento, ma i successi, dopo 10 anni, sono ancora molto scarsi e poco monitorati.

(fonte: bbc.co.uk/news/world-latin-america-19994289)

A giugno 2013 sono riprese le trattative tra FARC e stato: sul tema agrario ci hanno impiegato sei mesi per trovare un accordo. All’ordine del giorno c’è la partecipazione politica dei gruppi armati. Anche se la partecipazione dei guerriglieri è legata alla loro situazione giudiziaria, la popolazione è restìa ad accettare che persone che hanno ucciso, sequestrato e torturato possano sedersi in Parlamento. L’accordo di pace entrerà in vigore solo quando tutti i punti saranno stati accettati dalle parti (sintesi: “Il futuro dei negoziati di pace in Colombia” – Internazionale 14 giugno 2013)

Il primo luglio 2013 le due maggiori guerriglie della Colombia, le FARC e l’ELN hanno annunciato la possibilità di unirsi per raggiungere la pace. Questo significa che l’ELN vuole partecipare al negoziato in corso a Cuba tra Governo e FARC. Dal 1985 più dell’11% della popolazione colombiana ha sofferto direttamente a causa del conflitto (Internazionale giugno-luglio 2013).

Il 15 giugno 2014 è stato eletto Presidente Juan Manuel Santos. Una parte dei colombiani ha scelto lui perché Santos ha puntato sulla fine negoziata del conflitto armato con le FARC (Internazionale 20 giugno 2014).

Ad ottobre 2014 si annunciava che la trattativa è a buon punto. Sono stati raggiunti accordi sulla riforma agraria, la partecipazione politica dei guerriglieri e il narcotraffico. Nell’accordo ci sono anche una serie di buone intenzioni: eliminare la povertà nelle zone rurali e dare ai contadini acqua potabile, terreni e assistenza sanitaria. (Internazionale 3 ottobre 2014)

Le ultime notizie: http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/20/news/colombia_accordo_governo-farc_per_la_liberazione_del_generale_alzate-100978169/?ref=HREC1-8

Colombia: “Uno sguardo d’insieme”

Standard

La Colombia può contare su abbondanti ricchezze minerarie e agricole e su una produzione petrolifera di un milione di barili al giorno. Grazie a ciò e ai suoi 47 milioni di abitanti negli ultimi anni l’economia del paese si è distinta negli ultimi anni in Sud America. Il pil cresce a ritmi superiori del 4% annuo e le agenzie di rating esprimono un parere positivo sul debito sovrano. Gli investitori la guardano con interesse.

Dal 2012 sono in atto le trattative con i guerriglieri delle FARC per riportare la pace nel paese dopo cinquant’anni di guerra civile.

La Colombia è stata per anni uno dei principali paesi nel panorama delle adozioni internazionali. Secondo le tabelle CAI dal 2000 sono arrivati in media 300 bambini all’anno con netto calo nel 2013 quando la Colombia ha bloccato le adozioni a fronte di troppe richieste rispetto ad un numero ridotto di bambini disponibili.

Si stanno cercando nuove strade con le adozioni special needs e la facilitazione delle vacaciones en el extranjero.

Nei post successivi entreremo nel dettaglio attraverso un’analisi sociale della Colombia e con alcune informazioni utili alle coppie.