Solitudine papà. “Dialogo di due papà sull’adozione”

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Sul web abbiamo trovato questo dialogo che ci sembra illuminante per chi si sta avvicinando all’adozione ma anche per chi la vive con “imbarazzo”, nel senso che pensa di essere un perseguitato dagli eventi. Tocca i punti cardine che ci siamo prefissati in questo blog: dire la verità, informare su luci ed ombre del rapporto con i figli, non prendere paura, ricordare che gli adulti siamo noi. Siamo noi che dobbiamo dare delle risposte.

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– A casa come va?

– alti e bassi. Lei è sempre nervosa e arrabbiata, fa polemiche per ogni cosa. Per dirti…..ieri sera ho sgridato il piccolo; la sorella era andata da una vicina di casa e quando è rientrata e ha saputo che il fratello era in punizione mi ha detto “meno male che non c’ero, sennò mamma diceva che era colpa mia” e quando gli dico che con loro esagera e non ha misura mi dice che sono io che mi invento le cose.

– capisco….essere genitori è difficile. Io ho un pensiero per la testa….

– quale?

– io credo che l’adozione ci abbia messo con il culo in terra

– che vuoi dire?

– parlo per me, o forse no…. vedo che chi più’ chi meno siamo tutti in crisi. Secondo me non eravamo pronti…o preparati: avere un figlio in età avanzata dopo anni di convivenza e già con una sua personalità… destabilizza…..credo….

– hai ragione, ma quand’è che si è pronti per avere dei figli? Quando finisce la scuola che ti da la patente per adottarne uno? Non ne esistono, amico mio! Tu sei la scuola, tu sei il tuo insegnante, la tua pazienza e la tua voglia di far essere felice tuo figlio è quello che ti muove. Certo, è stancante, snervante, ti succhia l’energia, ti lascia vuoto….ma pensavi potesse essere diverso?

– no io no…. sapevo che era così ma leggendo gli sfoghi di tante persone e raccogliendoli mi son reso conto che tutti credevano una cosa e poi era un’altra… avere i figli è la cosa più bella e stancante del mondo, ci consumiamo per loro ed è giusto così…. però credo che, viste le cose che via via mi son state dette e viste le mie, molto pochi eravamo realmente pronti per adottare.

– credo che il problema sia la paura di sbagliare che ti fa impazzire di ansie e angosce. La chiave sta nel convincersi che non esiste LA SOLUZIONE al problema, ma che l’importante è che uno scelga la SUA soluzione, non quella che forse potrebbe essere giusta. Si cercano in tutti i modi soluzioni da fotocopiare invece di dirsi: “Ok, tocca a me! Il genitore sono io e secondo me si deve fare cosi”. Bisogna non aver paura della responsabilità di essere padre e madre, di scegliere quello che secondo noi è bene per loro in tutta coscienza ed onestà; a quel punto non ci devono essere più ansie o preoccupazioni perché le scelte saranno state fatte, nel bene o nel male, secondo i nostri principi, la nostra esperienza, le nostre convinzioni. Se non abbiamo fiducia in noi stessi, come possiamo pensare di trasmettere serenità e fiducia ai nostri figli?

– giusto secondo me si può anche aggiungere che bisogna anche accettare il fatto che commetteremo inevitabilmente degli sbagli …e se crediamo di poter essere dei genitori infallibili sbagliamo di grosso.

– è tutto lì: avere fiducia in noi significa sapere, essere consapevoli di poter fare degli errori: ma saranno i NOSTRI errori e non quelli di qualcun altro. Certo, se diamo retta agli altri abbiamo qualcuno a cui dare la colpa se le cose non vanno, ma così non stiamo crescendo figli nostri, torneranno a essere i figli di qualcun’altro!

– bravo. per questo non ritengo tanto utile l’ascoltare gli altri e basta…ma semmai il confrontarsi e il mettersi in gioco….pero’ ripeto….credo che l’adozione sia un impegno veramente grosso e totalizzante…

– Il fatto è che comunque è il rapporto fra moglie e marito che viene messo in gioco. Inevitabilmente si pensa che tutta l’attenzione si deve focalizzare sui figli e che la moglie, o il marito, possono aspettare che tutto si tranquillizzi. E invece no, perché non si normalizzerà più nulla secondo quello che pensavamo o facevamo prima. Il modo di vivere è cambiato e bisogna riadeguare tutto: ritmi e attenzioni. Amare questi bambini più di noi stessi non basta! Essere padri e madri non basta! dobbiamo imparare a essere “famiglia” per il nostro e per il loro bene

– si giusto…………..pero’ tutto questo non mi leva il dubbio che forse dovevamo pensarci meglio……ti e’ mai venuto a te?

– Si, spessissimo. Però mi viene anche da pensare che forse potevano capitare peggio. Oramai di persone ne abbiamo conosciute tante e bene o male tutte, tutte, parlano o raccontano le stesse sensazioni di disagio. Se vai a vedere bene, però, né le nostre né le loro sono situazioni limite. Allora forse siamo persone normali con paure e incertezze normali. E se ci avessimo pensato meglio non saremmo diventati padri di questi figli meravigliosi

– si sono d’accordo…pero’ credo che la si debba smettere di parlare di nuvoline rosa e spiegare invece che è un splendido casino da affrontare …ma sempre casino e che quindi è bene premunirsi….

– lo dici a me? l’ho sempre detto che i vari forum dovrebbero servire a questo: a mettere sul piatto tutti gli aspetti dell’adozione; quelli belli, quelli rosa, quelli teneri, le emozioni ma anche i riflessi sulla vita di coppia, sul dover imparare a comportarsi da genitore, sul far capire cosa vuol dire “responsabilizzarsi sul serio”

– appunto…dovrebbero servire a questo invece servono ad illudere e poi ci si trova in crisi…..

– bravo! parole sante…………e bisognerebbe dire le cose come stanno realmente….che quando arrivi a casa con il ”pupo” o la ”pupa” o tutti e due ed incominciano ad urlare e darti calci non è niente di strano ma è fisiologico e normale….invece non lo dicono e questo secondo me è delinquenziale perché porti ad andare avanti anche chi non riuscirebbe a portare sto fardello…

– Eh già….è stupendo quando ti abbracciano, ti cercano, quando SAI di essere il loro punto fermo. Però come fa male quando li vedi rivoltartisi contro per una sciocchezza, per un capriccio. Quando sono arrabbiati e cercano di tirar fuori le cattiverie che potrebbero ferirti di più. E un conto è sentirsi dire, così, quasi sottovoce, che queste cose accadono e che sono normali, un altro è invece vedere e vivere la rabbia di quei momenti e imparare a gestirla, ad assorbirla e a dimenticarla perché sai che non è per colpa tua che sono arrabbiati ma per colpa della vita e tu sei quello che, in quel momento, gli permette di sfogarsi

– appunto…io dico sempre che bisogna farsi pane…hanno fame e per mangiare devono per forza morderci….fino al sangue….

– è quello che abbiamo scelto di essere

– appunto…

(fonte: l’adozioneconimieiocchi.myblog.it)

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