Resoconto del Convegno ICYC 2014: “Le domande dei nostri ragazzi”

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La voce dei ragazzi è stata la novità del Convegno ICYC tenuto a Gabicce sabato 6 settembre 2014. In occasione del XXV anniversario della fondazione, l’Associazione ha voluto dare una nuova impronta al raduno nazionale annuale delle Famiglie Adottive pro ICYC. Già il titolo “Rott-Amiamoci” esprimeva un cambio di rotta rispetto agli ultimi incontri, però sempre mantenendo la tradizione di amicizia che caratterizza le famiglie dell’Associazione.
I due rappresentanti dei ragazzi, Cesar e Maribel, hanno coordinato i lavori secondo una scaletta studiata nei mesi precedenti e scaturita dagli incontri che i nostri figli più grandi hanno avuto a Milano, Pesaro e Roma. Sono state proposte alla platea delle domande. I genitori presenti hanno accettato la sfida. In questo botta e risposta non sono mancati gli interventi dei ragazzi che sulle diverse tematiche hanno espresso perplessità, paure e titubanze, ma anche evidenziato gli obiettivi raggiunti. Solo poche volte è intervenuta la psicologa dell’ente senza risultare invadente.
Di seguito riportiamo le domande ed alcuni passaggi che riteniamo significativi. Davanti alle sintesi degli interventi porremmo una P per papà, M per mamma, F per figlio/a e Psic per psicologa. Il post sarà diviso in tre parti.

F. Ci sono delle domande importanti che ogni essere umano si pone. Una di queste è “Perché viviamo?” Una possibile risposta potrebbe essere “Viviamo per poter crescere”. A volte gli adulti di fronte a queste domande non hanno risposte. Oggi vogliamo raccontare e condividere le nostre esperienze. Per avere e dare risposte.

1.PERCHE’ MI AVETE ADOTTATO?
Avete mai detto ai vostri figli perché avete adottato?
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P. La molla è stata una grande voglia di metter su famiglia
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F. La domanda che spesso mi sono fatta è: “Perché ha scelto proprio me?” Allora mia mamma mi spiegava che i bambini nascono dal cuore e che la mamma è quella che ti sta vicino.
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M. Ho un figlio biologico. Nel nostro caso l’adozione è partita dal desiderio di prendersi cura di un bambino che non ha avuto queste attenzioni nella famiglia di origine. Per me adozione è trasmettere il senso dell’amore gratuito.
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M. Ho adottato perché avevo tanto amore da dare e perché credo nella famiglia.
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P. L’adozione nasce dalla consapevolezza di essere stati fortunati, di essere cresciuti in una famiglia che ti ha dato amore. Trasmettiamo ciò che ci è stato regalato in quanto queste risorse ci sono all’interno di noi come un di più che la vita ci ha regalato.
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P. Per me nasce da un bisogno di colmare un vuoto. Un bisogno da dentro.
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P. C’è uno “spazio per amare” che ti avvicina all’adozione.

2. L’AVETE MAI SPIEGATO?
M. Non ho mai usato una formula. Ritengo che dalle azioni si dovrebbe capire. Ho adottato mia figlia molto piccola. Da quando l’ho presa in braccio l’ho sentita figlia e non ho ritenuto importante spiegarlo. Mi sembrava una cosa del tutto naturale non dirle niente. E lei non mi ha mai chiesto niente.
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P. Il concetto “papà adottivo” non mi piace. Preferisco pensare che quando si fa famiglia non occorre dare spiegazioni perché il rapporto padre figlio è qualcosa che cresce in modo naturale.
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F. Ognuno la gestisce in maniera diversa.
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P. L’adozione non è stato affatto un ripiego, ma non riesco a spiegarglielo. Come faccio? Forse è ancora piccola.
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M. Adottare significa “scegliere”, quindi non nasce, secondo me, da un bisogno. Mi piace comunicare a mio figlio che la nostra è stata una scelta. Ci sono tante coppie che non possono avere figli e hanno scelto di non adottare. Noi abbiamo scelto di adottare, invece. Noi abbiamo scelto lui e lui ci ha scelti. Ci scegliamo tutti i giorni. Cerchiamo di parlare con lui e di trasmettere gli strumenti perché si senta bene.
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M. Dai miei figli ho imparato che il problema di comunicare è nostro. Chi mi conosce sa che ho due figli grandi molto profondi che formulano domande che mettono in crisi. Una di queste è stata: “Mamma, cosa si prova ad essere genitori adottivi?” Sono dell’opinione che dove ci sono domande occorre rispondere. E le risposte arrivano più facilmente se si è stati bambini felici e amati nella famiglia di origine.
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Psic. L’adozione è un incontro tra due desideri e due bisogni. I bambini fanno domande non solo con la voce. Essi chiedono anche con il loro comportamento o con i loro silenzi. Sta a noi decodificare. Sicuro sentono la disponibilità ad affrontare argomenti importanti. Se questo spazio c’è all’interno della famiglia, le domande vengono. Ogni famiglia costruisce un diverso senso dell’adozione. L’età del bambino porta a cambiare parole e spiegazioni.
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3. COM’ERA LA VOSTRA VITA PRIMA DELLA SCELTA DI ADOTTARE?
P. Sono otto mesi che abbiamo adottato. Prima avevamo un sacco di tempo libero. Oggi c’è R., ma posso affermare che la nostra vita è cambiata decisamente in meglio.
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P. Non ho lasciato i miei hobby che cerco di condividere con i miei figli. Direi che la mia vita è cambiata da un punto di vista fisico. E’ più faticosa, ma più bella.
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M. Anch’io ho cercato di condividere il mio impegno politico con mia figlia ma lei ha un rifiuto totale. Credo che sia perchè ho sottratto molto tempo alla famiglia per questo mio interesse. Così lei ha una totale avversione per la mia attività. Forse la vede come un elemento che ci separa.
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F. Sono adottato e ho due figli. A me piace condividere tutto con i miei figli. Non avendo avuto una famiglia non sono mai stato con mio padre. Se trasmetti amore ai bambini, loro faranno altrettanto. Mi piace essere genitore, mi piace dare amore e avere amore.
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P. Per noi è stata molto duro il pre adozione. Dura l’analisi degli operatori, ma noi non ci siamo scoraggiati. E andremo a prendere i nostri figli perché siamo convinti di questa scelta e niente ci può abbattere.
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M. Abbiamo adottato due anni e mezzo fa. E’ scoppiata una bomba in casa e stiamo mettendo a posto i pezzi. Le domande da parte di nostra figlia ci sono. Una sua espressione significativa è quando mi dice:“ Tu sei quasi mamma, ancora devi lavorare per guadagnartelo”. Certo, mamma è un ruolo che ci dobbiamo conquistare. Tutto si muove verso il cambiamento. Per quanto ti sia preparato attraverso letture, frequentazioni, corsi, incontri etc, la vita reale è tutta un’altra cosa.
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P. La casa era vuota e silenziosa. Ora la mia vita ha un senso.
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P. Noi siamo una coppia in attesa. La nostra vita è bella, ci divertiamo. Ma manca qualcosa.
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P. L’amore di un figlio illumina la casa.
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4. E NEL PERIODO DELLA SCELTA DI ADOTTARE COME VI SENTIVATE?
M. Paura, non sappiamo come andrà, il bambino come sarà, come reagirà…
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P. Vorrei io fare una domanda ai figli. Durante il vostro percorso di crescita familiare i vostri genitori vi hanno proposto di adottare un nuovo bambino?
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F. Quando i miei genitori mi hanno fatto questa proposta, mi ha preso il panico. Ma come, ci sono io, io non ti basto? Tu, mamma, sei mia, e di nessun altro!
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F. Per me è il contrario. Io mi sentivo sola con due estranei e volevo un fratello o una sorella con cui parlare e condividere i miei pensieri. Ma mia mamma non ha voluto adottare di nuovo. Ho sofferto molto di solitudine.

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F. All’inizio ero gelosa e non volevo. Adesso rimpiango un po’ di non aver avuto una sorella. Ma quando mi sono sentita pronta per la seconda adozione mia mamma mi ha risposto “Ormai no”.
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F. Vivo nella solitudine ancora adesso. Penso che un fratello o una sorella potrebbe essere utile per parlare dei propri problemi. Io vorrei adottare almeno due bambini.
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5.DOPO AVER ADOTTATO IN CHE COSA VI SENTITE DIVERSI?

M. Prima di avere figli mi sentivo molto triste. Una volta arrivata mia figlia ho imparato a spostare il baricentro da me a lei. Lei prima di me.
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M. Vedo una luce particolare nei genitori che hanno adottato, quando arrivano i figli.
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(continua…)

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