Solitudine papà. Ricerca antropologica: “Cosa vuol dire educare, confronto tra due culture”

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Ancora sull’educazione dei figli. Si tratta di uno studio condotto su ragazzini senza deprivazioni. Nel nostro caso specifico non va preso alla lettera, ma come base per riflettere su che tipo di educatori intendiamo essere, quesito rivolto sia alle mamme che ai papà.

di Elisabeth Kolbert – articolo tratto da Internazionale 7/06/2013

Sono stati fatti degli studi antropologici (Università Carolina – Los Angelse) su una tribù amazzonica del Perù (matsigenka) e su un campione di famiglie residenti nell’area di Los Angeles della media borgesia. Dalla comparazione è risultato che i matsigenka adolescenti sono in grado di cavarsela meglio degli adolescenti USA. L’approccio dei genitori è diverso perché diversi sono gli obiettivi. Mentre nel primo gruppo i bambini vengono responsabilizzati sin dalla tenera età aiutando in casa, seguendo il papà a caccia o nei lavori dei campi, nel secondo gruppo sono i genitori che si mettono al servizio dei figli ribaltando regole di tradizione educativa.

“I ragazzini statunitensi di oggi sono probabilmente i più viziati nella storia dell’umanità. (…) Viene data loro un’autorità senza precedenti. I genitori vogliono l’approvazione di figli. E’ l’opposto dell’ideale di un tempo, quando i figli si sforzavano di essere approvati dai genitori. In molti casi il modo migliore per dimostrare che vogliamo bene ai nostri figli è imparare a essere meno materne e meno paterni (…) ci diamo troppo da fare per i figli perchè sopravalutiamo la nostra influenza (…) più ci sforziamo di aiutarli e più li ostacoliamo. (…) I genitori controllano il lavoro e i risultati dei figli, che di conseguenza si sentono meno competenti e meno sicuri di sé, il che rende ancora più necessario il controllo dei genitori.”

Diverso è l’atteggiamento dei genitori francesi che adottano il metodo di “ignorare i figli” perché così imparano a gestire la frustrazione. Anche i “no” sono importanti perché li aiutano a capire che al mondo ci sono altre persone con uguali esigenze da rispettare. I genitori “spazzaneve”, invece, sono quelli che rimuovono tutti gli ostacoli dalla vita dei loro figli. Lo scopo ultimo è quello di farli accedere a prestigiose università per garantire loro un futuro ricco e di successo. Non si chiedono a cosa serva un figlio che bighellona per casa con un diploma o una laurea in tasca.

Abbiamo trovato illuminante che i bambini dell’Amazzonia vengano educati tramite favole che mettono in risalto il ruolo positivo di personaggi che combattono la pigrizia. I ragazzi americani, invece, vengono stimolati a ritardare il raggiungimento della maturità. “Da un punto di vista evolutivo, questo ritardo non è così irragionevole. In un mondo sempre più complesso e instabile, ritardare la maturità potrebbe essere un modo per adattarsi. Rimanere per sempre giovani vuol dire essere sempre pronti alla prossima grande novità. O forse l’adultescenza è l’esatto contrario: non seguo il progresso ma la prova di una regressione generale. Lasciar correre è sempre la soluzione più semplice, nell’educazione dei figli come nel mondo bancario, nell’istruzione pubblica e come nella difesa dell’ambiente. L’assenza di disciplina è evidente in quasi tutti gli aspetti della società statunitense di oggi. E’ un problema molto più ampio, su cui meditare mentre portiamo fuori la spazzatura al posto dei nostri figli e allacciamo loro le scarpe anche se sono in grado di farlo da soli.”

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