Solitudine papà. Papà Gaetano: “Vedo carenza di comunicazione”

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“Sono sposato da 50 anni e ho una figlia di 48 anni con due nipoti ormai vicini alla ventina. E’ un po’ difficile comparare i padri di tre generazioni. Mio padre ha conosciuto la guerra e una guerra ti segna per sempre. Durante quel periodo storico difficile a volte dovevi scendere a compromessi per sopravvivere e non sempre le scelte che facevi erano coerenti con i tuoi ideali. Inoltre mio padre non era una persona istruita: anche un diploma, come ho raggiunto io, può fare le differenza nella visione e valutazione degli eventi. Comunque sia, papà Carlo mi ha lasciato l’etica e lo spirito critico. Per etica non intendo la religiosità ma la correttezza dei comportamenti, l’esempio e anche la severità con i figli quando se lo meritavano. C’era allora un’alleanza tra famiglia e scuola indiscutibile: i genitori rispettavano il ruolo degli insegnanti e se il figlio combinava qualche marachella a scuola, a casa si rincarava la dose del rimprovero.

Più che una crisi dei padri oggi vedo una grave crisi di comunicazione. In famiglia non si parla, la TV la fa da regina e il tutto si risolve con un “ciao ciao, com’è andata a scuola?”. La cena assieme, per me, è importantissima, crea coesione, è un momento comunitario.

Anch’io mi sono trovato in difficoltà nel crescere mia figlia. Ci siamo trasferiti in un’altra città per lavoro. Subito Chiara era contenta. Aveva allora 14 anni. A distanza di tre mesi, non mangiava più, non dormiva più…credo che non sia stata capace di inserirsi nel nuovo contesto. Il gruppo degli amici a quell’età è molto importante e lei probabilmente aveva perso i suoi punti di riferimento. In quel frangente mi sono rivolto ad uno specialista che era anche un amico che mi ha consigliato di ritornare da dove eravamo venuti.

Se devo essere onesto ho sempre cercato una relazione aperta con altri padri ma non l’ho trovata, Molto spesso mi sono scontrato con una visione troppo di parte, troppo in difesa dei figli. Anche con mia moglie ho avuto dei dissapori nell’educazione di mia figlia, due modi di vedere le cose. Però in casa siamo sempre riusciti a trovare un punto di contatto e non ho mai sofferto di “solitudine” nel senso di abbandono da tutto e da tutti.

Il messaggio che vorrei lasciare a mia figlia, oltre a quello di comportarsi bene nella vita, è quello di non criticare mai senza offrire una soluzione alternativa. Mi danno fastidio i saputelli fanfaroni che pontificano ma non hanno altre vie da proporti per affrontare un problema.”

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