Solitudine papà. Papà Maurizio: “Sentirsi un uomo a metà per lo sperma indolente”

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Non sappiamo che strada abbia preso quest’uomo con la sua compagna: fecondazione assistita o adozione? A noi è piaciuto il suo mostrarsi. Credo che questa testimonianza possa essere utile a potenziali papà e alle loro mogli/compagne nell’affrontare l’infertilità.

 

 

“Chissà perché, quando una coppia non riesce a concepire un figlio il sospetto che sia “colpa” dell’uomo è un’ipotesi che si considera sempre per ultima. L’unica vera colpa di un uomo diversamente fertile è quella di non pensare subito che il problema possa dipendere da lui. Sono un macho pentito, io. Ve lo scrivo qui, perché mi hanno spiegato che in questa rubrica ci sono tante donne diversamente fertili, e forse sono l’unico uomo a occupare questo spazio con la mia testimonianza.

Ho 43 anni ben portati, modestia a parte. Sono uno sportivo, ed è per questo che non ho ancora la pancetta da ragioniere e le maniglie dell’amore.

La mia compagna è molto più giovane di me. Ci siamo conosciuti quattro anni fa, e considerando che io i miei anni me li porto bene, ma non sono più un giovanotto, di comune accordo abbiamo provato a concepire un figlio non appena ci siamo accorti di essere una coppia consolidata. Se avessimo aspettato di più, come dice una vecchia battuta, sicuramente avrei avuto un figlio, ma poi non sarei stato in grado di tenerlo in braccio.

Sicuramente avrei avuto un figlio anche in tarda età? Nulla è sicuro nella vita, nulla.

Ci abbiamo provato per un anno, ma non succedeva niente. I medici ci hanno detto di non preoccuparci, e abbiamo continuato a cercare un figlio. Poi lei mi ha detto che voleva fare degli accertamenti, perché quasi due anni di rapporti non protetti senza risultati erano un po’ sospetti. Ha fatto di tutto, davvero tutte le analisi possibili e immaginabili, ma risultavano tutte negative. Lei ha fatto tutto, io nel frattempo non ho fatto niente.

Il nostro rapporto ha iniziato ad incrinarsi, perché è difficile mantenere l’armonia in certe situazioni. E fare sesso a comando, poi. Forse non ci crederete, ma mica è vero che gli uomini hanno voglia di farlo sempre, comunque chi c’è c’è. E no, almeno per me non funziona affatto così.

Tutti quei mesi a controllare i giorni fertili, l’ovulazione e compagnia bella…beh! Fanno calare la libido, e di conseguenza anche qualcos’altro, purtroppo.

Poi finalmente ci è venuto un sospetto. Ci abbiamo messo un po’, o meglio, io ci ho messo un bel po’per capire. Lei, ne sono sicuro, lo aveva capito da tempo ma non affrontava l’argomento per paura di ferirmi.

Finalmente sono andato dall’andrologo, ho fatto uno spermiogramma e ho avuto una “sorpresina” che nessun uomo vorrebbe mai scartare nella vita. Ho gli spermatozoi pigri, io. Ma proprio pigri di brutto, sembrano quasi morti. Fa una certa impressione, pensando che invece io sono un tipo vitale, attivo, sportivo e assolutamente pieno di vita.

Mi sono sentito morire, in quel momento, ma ho anche sentito rinascere finalmente la speranza di poter diventare papà, un giorno. Non l’ho presa bene, credetemi. Nessun essere umano, uomo o donna che sia, potrebbe reagire in modo razionale a una notizia come questa. E ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Ho pianto tantissimo, abbracciato a lei, che mi ripeteva che non era colpa mia. E invece sì, perché sono stato un arrogante, non ho l’ho ascoltata fino in fondo, non ho capito – o forse non ho voluto capire- cosa si celasse dietro ai suoi: “Ma se io sono perfettamente sana, allora il problema qual è?”

Le ho chiesto scusa cento, mille volte. E lei mi ha detto che non dovevo scusarmi, e che forse non è così grave. Forse no, lo spero almeno. Sto seguendo da circa tre mesi una cura con un farmaco che ha un nome ridicolo, “Fertipuls”. Sembra uno di quei detersivi che compri al discount, ma a sentire il medico dovrebbe dare una bella svegliata a quelli sfaticati.

Se non fosse, giuro su Dio che li rimetto in riga uno ad uno e li faccio saltare a calci nel sedere, altro che pigrizia! In fondo, sono un allenatore di una squadra giovanile di basket, sono abituato ad avere a che fare con individui indolenti e ciondoloni.

Di soluzioni mediche ce ne sono tante, così mi è stato detto. Ma intanto ho paura e continuo a piangere, stavolta di nascosto da lei, perché ho paura che non ce la farò mai. Mi sento un uomo solo a metà, ma non riesco a dirglielo, sono uno stupido maschio che ha paura delle sue lacrime. Ma prima o poi troverò il coraggio di farmele asciugare dal mio amore, mi farà sicuramente bene. E allora ridiventerò di nuovo un uomo, e troverò la forza di dirle che andrà tutto bene. Tutto bene, sì…

(fonte: lenuovemamme.it)

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