Archivio mensile:gennaio 2014

Cile. Scuola: “L’importanza degli investimenti nella scuola primaria per colmare le disuguaglianze sociali”

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Sotto l’impulso del movimento studentesco guidato da Camila Vallejo sembra che il Governo cileno abbia maturato una maggiore propensione a supportare il sistema scolastico. L’intervento, però, sarebbe orientato per lo più verso la scuola superiore dove gli studenti stanno dimostrando una maggiore forza. Ciò pone degli interrogativi su quali siano le priorità. Un maggior investimento nella scuola primaria è il passo più importante per permettere a tutti la “mobilità sociale”: se un bambino riceve delle buone basi è probabile che aspiri poi ad andare alla scuola superiore e all’università, al contrario si fermerà al saper a malapena leggere o scrivere.

(fonte: sintesi di un articolo apparso sulla Tercera)

Curiosità. Oggi un corso di laurea in Cile costa tra i 4.000-6.000 dollari all’anno. Metà della popolazione cilena guadagna 500 dollari al mese. Se le famiglie vogliono far studiare i figli si devono indebitare con le banche che applicano tassi d’usura. Tutta la classe media in Cile è indebitata. E’ un dato che non rientra nelle statistiche sulla povertà. Le persone sono senza tutela sociale perché in Cile bisogna pagare per qualsiasi cosa. – fonte internazionale 15/11/2013

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Cile. Libro: “Il bambino invisibile”

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Marcello Foa

“Il bambino Invisibile”

Piemme 2012

Storia vera di un bambino cileno prima di essere adottato in Italia.

Al di là della storia a lieto fine e della piacevolezza della lettura, consigliamo questo libro per avere un quadro della società campestre cilena, tra incapacita’ di relazioni umane e violenza quotidiana considerata cosa di ordinaria amministrazione perchè nessuno ha avuto modelli alternativi da imitare.

Molto più illuminante del libro di Isabel Alliende “Il mio paese incantato” che dà un’immagine patinata della società cilena, molto probabilmente perchè la scrittrice non ha mai conosciuto la vita dura dei campi e dei villaggi lontani dalla capitale.

Ai nostri fini di educatori è molto meglio la descrizione cruda di Foa. Durante la lettura teniamo presente che la vicenda si svolge negli anni ’80.

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Questa è l’intervista a Manuel Antonio Bragonzi, il protagonista del libro.

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Cile. SENAME: “Caratteristiche delle famiglie allargate che accolgono minori in difficoltà”

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Lo studio si basa su interviste fatte a 54 famiglie cilene e 124 famiglie spagnole per focalizzare le caratteristiche delle famiglie allargate che accolgono minori in difficoltà e le caratteristiche dei minori accolti e il tipo di cura. Forse il campione potrà risultare poco rappresentativo ma può, a nostro avviso, dare un’idea della condizione dei minori in stato di difficoltà nei due paesi. Noi ci focalizzeremo sui casi cileni.

Famiglia. In Cile la famiglia allargata è costituita dai nonni mentre in Spagna vi è anche una forte presenta della disponibilità degli zii. Ciò comporta degli elementi di debolezza per le famiglie cilene. Molto spesso i nonni sono più anziani (dai 50-60 anni), hanno un tasso di scolarizzazione più basso e un reddito inferiore. Inoltre i nonni cileni sono disponibili ad accogliere più minori con notevole dispendio di energie che non consente loro di seguire adeguatamente i nipoti. Peggiora il quadro la mancanza di una rete parentale o amicale in caso di estremo bisogno. Un anziano è anche più probabile che abbia problemi di salute e soffra di depressione.

Caratteristiche dei bambini. Nel 90% dei casi i bambini cileni, prima di arrivare dai nonni, sono stati maltrattati e ciò rende più difficile l’adattamento nella nuova famiglia di riferimento nonostante sia costituita da figure conosciute (difficoltà nel 68,5% dei casi contro una percentuale pari alla metà per le famiglie spagnole). Ciò sembra in parte attribuibile alla maggiore età dei bambini quando entrano nella famiglia dei nonni (3 anni contro i 2 anni della Spagna) fatto che fa aumentare l’esposizione al rischio di maltrattamento. Il maltrattamento porta a difficoltà relazionali. In Cile purtroppo il maltrattamento su minori è in crescita e deriva da una cultura in cui il castigo fisico è considerato educativo. Grazie al sistema di protezione infantile si sta cercando di divulgare un diverso approccio.

(fonte: “Estrès parental y apoyo social en familias extensas acogedoras cilena y espanolas – Fundaciòn Infancia y Aprendizaje – 2011)

Giornata della memoria. Col senno di poi….

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“La battaglia di oggi è dare alle nuove generazioni gli strumenti per non rimanere indifferenti di fronte alle tragedie del presente. Che non sempre si manifestano subito con la violenza fisica, ma cominciano con quella verbale e con l’arma della demagogia, sventolando beceri stereotipi contro ogni minoranza, al fine di trovare una valvola di sfogo ai drammi contemporanei.” – Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma

Comunicazione CTA. Corso per operatori: “Adozione e percorsi di sviluppo. Temi clinici e strategie di intervento”- Milano febb 2014

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Centro Terapia dell’Adolescenza

in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia IRIS (Insegnamento e Ricerca
Individuo e Sistemi

Adozione e percorsi di sviluppo. Temi clinici e strategie di intervento

1 giornata: 1 febbraio 2014 (ore 9.00-17.00)

Milano – Auditorium “G. Manzu'” della Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8

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Programma
Tematiche affrontate:

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– l’adattamento all’adozione, le problematiche piu’ comuni e le ragioni sottese all’emergere delle
difficolta’

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– il ciclo di vita della famiglia adottiva: impatto dell’adozione sulla relazione genitori-figli nelle differenti fasi dello sviluppo

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– adozione e perdita

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– strategie di intervento focalizzate sui temi dell’adozione, della perdita e della costruzione dell’identita’; presentazione, a partire dall’analisi di casi clinici, degli strumenti: lifebooks, timeline, role play e rituali terapeutici

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Docente
D. Brodzinsky – Professore emerito di Psicologia clinica e dello sviluppo presso la Rutgers
University (New Jersey, USA), e’ noto in tutto il mondo per le sue numerose pubblicazioni di testi e
articoli sul tema dell’adozione, di cui e’ uno dei maggiori esperti internazionali.
Ha studiato in particolare i fattori che influenzano l’andamento dell’adozione, le dinamiche soggettive
e intra-familiari e le peculiarita’ delle tappe della crescita del bambino adottato.

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Costi
Il costo del Seminario e’ di € 90.
Per ex allievi IRIS e Nuovo ICOS, studenti e specializzandi il costo e’ di € 60.

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Modalita’ di iscrizione

Per ulteriori informazioni e iscrizioni contattare l’Istituto

al numero 02.29511150;  fax 02.70057944

Clicca qui per scaricare la locandina.

Cile. SENAME: “Caratteristiche dei bambini e ragazzi inseriti nel programma di interventi brevi”

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In Cile i servizi sociali dispongono di un programma che permette loro di intervenire per un breve periodo a favore dei minori in stato di difficoltà. Gli interventi si dividono in tre categorie: situazione di difficoltà bassa, difficoltà media e difficoltà alta. Ci siamo concentrati per lo più su quelle di difficoltà media e alta. In queste due casistiche si osserva che la linea di demarcazione è in realtà molto labile. Ci è sembrato interessante perché offre uno spaccato delle difficoltà dei minori nel paese.

Sesso ed età dei bambini/ragazzi. I più svantaggiati di solito sono i maschi in tutte e tre le categorie, ma le età si differenziano. Mentre per i casi problematici medi l’età varia dai 6 ai 17 anni, nei casi più difficili i ragazzi sono adolescenti (12 e 17 anni).

Famiglie di provenienza e cause dell’intervento. Le difficoltà derivano per più del 50% dei casi in famiglie disagiate che rientrano in quel 20% della popolazione considerata molto vulnerabile. Per la classe di rischio medio il 39% degli interventi viene attivato da casi di abuso e maltrattamento mentre nei casi più a rischio si cerca di prevenire il degenerarsi di situazioni già difficili (26% dei casi) o per la presenza di reati perseguibili (22,8% dei casi).

Scuola. Solo la metà dei ragazzi ad alto rischio va regolarmente a scuola. Nella classe più a rischio si riscontra il maggiore ritardo scolastico dagli 1 ai 3 anni rispetto al regolare ciclo di studio.

(fonte: Caracterìsticas de los ninos, ninas y adolescentes atendidos en el programa de intervenciòn breve – Sename agosto 2011)

La musica del cuore: “La Orquestra Juvenil Simòn Bolìvar e i bambini dei barrios”

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In onore al Maestro Claudio Abbado, deceduto questa settimana, ricordiamo il suo impegno sociale e il suo incontro con El Sistema fondato da Josè Antonio Abreu, anche lui musicista.

Non stiamo parlando del Cile, ma di Venezuela. Qui nasce questo progetto musicale per il recupero dei bambini dei barrios, soli o con famiglie disagiate alle spalle, a rischio di esclusione sociale. Un metodo esportabile in tutto il mondo.

El Sistema nasce una trentina di anni fa da un’intuizione del  Maestro Abreu quando in un garage raccolse undici bambini di strada per insegnare loro a suonare. Oggi El Sistema è un metodo didattico giocoso per avvicinarsi alla musica e fare prevenzione sociale. Gli insegnanti vanno nei barrios e raccolgono bambini di due e tre anni, stabiliscono un accordo con le famiglie e se i bambini rimangono assenti per più di un giorno li vanno a cercare a casa o per le strade. Tutti i bambini partecipano alle attività perché tutti hanno un particolare talento da esprimere nella musica, nel canto o nella mimica. Nessuno è escluso.

Sono passati 33 anni da quel primo giorno ed El Sistema è conosciuto in tutto il mondo. Il maestro Abbado voleva portarlo anche qui in Italia. Il progetto formativo è affidato alla Scuola di Musica di Fiesole. I risultati che El Sistema ha raggiunto in Venezuela e nel resto del mondo sono straordinari: sono 300.000 i bambini che ogni giorno, strumento in spalla, raggiungono i “nuclei” del progetto, le scuole distribuite in tutto il paese, oggi circa 180 solo in Venezuela, decine nel resto del mondo. La missione di El Sistema sono e resteranno i bambini. Molti di loro sono diventati non solo bravi musicisti, ma anche avvocati, insegnanti, medici e funzionari pubblici.

Come dice Abreu: “Qui si insegna la solidarietà, l’armonia, l’ordine, la bellezza, il rispetto. E prima di tutto l’umiltà”.

“El Sistema è un progetto che ha cambiato il Venezuela”, dicono tutti coloro che vi lavorano o vi hanno fatto parte. “La radice del problema sociale sta nell’esclusione. Dobbiamo lottare per poter includere il maggior numero di persone, tutti se possibile, nel nostro bellissimo mondo, che è il mondo dell’orchestra, del canto, della musica, dell’arte!” (Josè Abreu).

Una ragione per cui El Sistema funziona così bene è che coinvolge i ragazzi più grandi ad insegnare ai più piccoli applicando lo stesso metodo, la stessa energia e passione. Nelle esecuzioni c’è il ritmo che esplode in un mix tra musica classica, popolare e mambo. I più bravi entrano a far parte della Orchestra Juvenil Simòn Bolìvar.  Nel video successivo ci sono due eccezionali esecuzioni di questi giovani talenti diretti da Guastavo Dudamel, uno dei direttori d’orchestra che porta avanti questo progetto. Prendetevi 15 minuti, ne vale la pena.

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Cile. “I bambini soli di Santiago”

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Le disuguaglianze sociali producono povertà. La povertà porta all’esclusione sociale. E i bambini sono i primi a rimetterci. I bambini dati in adozione non provengono da famiglie come siamo abituati ad immaginare.  Dietro c’è sempre tanta tanta solitudine.

di Alessia DeRubeis

“Santiago è la settima città più popolosa del Sudamerica e la 35esima area metropolitana del mondo. Una città ricca e moderna, con il reddito pro capite più alto del Sud America, un ritmo di crescita simile alla Cina, da far invidia alle maggiori nazioni europee.

Eppure anche il Cile ha la sua emergenza: 15 mila minori sui 15 milioni di abitanti vivono fuori dalla loro famiglia, abbandonati in centinaia di istituti senza l’amore di una mamma e di un papà.

Al dramma dei minori senza famiglia i cileni hanno risposto con grande fervore e non sono rimasti a guardare. Hanno stretto una collaborazione fra pubblico e privato sociale al fine di trovare una soluzione che possa tutelare i diritti dei bambini abbandonati.

Una delle risposte più importanti è stata la nascita delle fondazioni di utilità sociale, organizzazioni private autorizzate a gestire il sevizio pubblico dell’affido e dell’adozione nazionale e internazionale. (…)

(fonte: aibi.it – 26/10/2012)

Cile. World Bank: “Scuola – quadro generale”

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Quando i nostri figli arrivano in Italia e li portiamo a scuola, dobbiamo sempre ricordare da dove partono. Non possiamo pretendere che scavalchino le montagne, soprattutto se sono stati adottati già grandicelli e devono fare i conti con il gap liguistico e culturale.

Il Cile ha fatto notevoli passi avanti nell’Educazione garantendo l’istruzione di base ad una larga parte della popolazione, ma non offre un sistema scolastico di qualità. Più del 50% degli istituti sono privati e vi può accedere solo la parte benestante della società. Difficile anche l’accesso ad internet.

I maggiori elementi discriminanti sono il tasso di scolarizzazione dei genitori e il luogo dove il bambino/ragazzo abita (ogni regione attiva metodi diversi per aiutare le famiglie con minori opportunità). Le persone sono considerate fuori dal tasso di povertà se hanno entrate per $4.00 al giorno procapite; difficilmente riescono a raggiungere la classe media ($10.00 al giorno procapite) confermando una certa rigidità interna della struttura sociale.

Considerando l’ipotetico caso di due bambini nati nel 2009, in Cile, si può dare una chiara idea della discriminazione.

Patrizio è nato in campagna da genitori che non hanno completato la scuola primaria. Christian è nato a Santiago da genitori con studi superiori. Christian ha il doppio delle probabilità di andare alla scuola materna e di avere giocattoli adeguati durante i suoi primi anni di vita (3-5 anni). Avrà anche il 50% delle probabilità in più di avere un linguaggio adatto ad un bambino di 5 anni e il doppio delle opportunità di completare la scuola secondaria nei tempi previsti dai piani scolastici. Anche le prestazioni saranno ben superiori a quelle di Patricio.

Cristian vivrà in una casa con acqua corrente, servizi sanitari e computer, parteciperà alla vita politica (64% delle probabilità in più) e arriverà alla laurea con otto possibilità in più rispetto a Patricio. Potrà far parte della la classe media con il doppio delle probabilità rispetto all’altro bambino.

(fonte: “Monitoring Basic Opportunities throughout the Lifecycle with the Human Opportunity Index in Chile – World Bank maggio 2012)

Cile. World Bank: “Uno sguardo d’insieme”

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Iniziamo un’altra esplorazione in America Latina. Il secondo paese in scaletta è il Cile.
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Negli ultimi 20 anni il Cile ha introdotto importanti riforme. Nel 2011 il Governo ha proposto sette riforme strutturali nel campo della Sanità (registra il terzo più alto tasso di mortalità infantile in OECD) e Sistema Educativo (vedi prossimo post sulla scuola), riduzione della Povertà (il 20% della popolazione è povera) e Criminalità e una riforma generale dello stato e del sistema politico.

Il Cile è uno dei paesi dell’America Latina dalla crescita più veloce, con un sistema finanziario ben diversificato ben più moderno di altri paesi limitrofi. Il terremoto devastante del 2010 ha portato ad una contrazione dell’economia ma il ciclo si è di nuovo invertito.

Una delle sfide più importanti per il Cile è una più equa redistribuzione dei redditi. Le classi medio basse sono molto vulnerabili. Secondo le classifiche OCSE il Cile è tra i paesi con i più elevati indici di diseguaglianza. Il 5% più ricco della popolazione guadagna 257 volte di più del 5% più debole (Sole 19/11/2013)

Comunicazione Enjoy: “Corsi 2014 per i ragazzi che vogliono migliorare il rendimento scolastico”

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Abbiamo già presentato Alberta Cuoghi e la sua carica di energia (vedi http://ilpostadozione.org/2012/12/13/scelta-delle-superiori-alberta-cuoghi-scrive-ad-ilpostadozione-rafforzare-lautostima-per-essere-efficaci-nello-studio/ ). Proponiamo qui alcuni corsi che riteniamo possano essere utili per i nostri ragazzi per un più giocoso approccio scolastico. Abbiamo aggiunto anche “scopri i tuoi talenti” perchè nella fase della scelta delle superiori conosciamo le difficoltà delle famiglie nell’indirizzare i propri figli nella giusta direzione.

Calendario Eventi 2014

Per informazioni e Iscrizioni:

Linea Diretta: 345-4224453 Email: info@enjoyformazione.itWeb: www.enjoyformazione.it

MAPPE MENTALI – 1 GIORNO

Le MAPPE MENTALI© sono un approccio nuovo a progetti, idee e strategie. Sono state create da Tony Buzan e sono un eccellente strumento pratico che permette di fondere insieme razionalità e creatività, dando forma e ordine a pensieri, progetti e appunti e stimolando al tempo stesso le infinite potenzialità del cervello: intelligenza, creatività, comunicazione, concentrazione e memoria, conducendo all’esplorazione di soluzioni nuove e in precedenza inimmaginabili.

Torino: 26 Gennaio 2014 in Promozione fino al 14 Gennaio

 

SCOPRI I TUOI TALENTI – 2 GIORNI

Per anni abbiamo creduto (e siamo cresciuti) con una convinzione: se vuoi avere successo nella vita è sufficiente “sistemare” i punti di debolezza, e puoi dare per scontato ciò in cui sei già bravo/a.

In realtà la Gallup©, una società americana che studia le tendenze socio-economiche-demografiche di tutto il mondo, dopo 40 anni di studi sulla performance, ha identificato 34 talenti e un test di 177 domande che fa emergere i 5 talenti dominanti di ogni individuo.

Scoprire i talenti è naturalmente solo il primo passo: conoscerli, viverli ogni giorno, integrarli in ciò che fai quotidianamente, nel lavoro, in famiglia, con te stesso/a, ti permetterà di farli diventare dei VERI E PROPRI ALLEATI per vivere una vita piena di risultati, successo, soddisfazione, autostima e felicità.

Unire poi l’uso dei tuoi 5 talenti con le tue credenze, le tue esperienze, le tue risorse e le tue qualità, farà emergere un MIX UNICO e POTENTE, un set incredibile da usare in ogni momento della tua vita e in ogni contesto, che ti ridarà forza, energia, determinazione, soddisfazione, felicità e una indissolubile fiducia in te stesso/a!

Torino: 15-16 Febbraio 2014 in Promozione fino al 5 Febbraio
Imola: 15-16 Marzo 2014 in Promozione fino al 28 Febbraio

METODO GENIUS MEMORIA – 4 GIORNI

Torino: 28 Febbraio-1-2 Marzo 2014 in promozione fino al 31 Gennaio 2014

 

METODO GENIUS LETTURA VELOCE – 2,5 GIORNI

Torino: 28-29-30 Marzo 2014 in promozione fino al 28 Febbraio 2014

 

Comunicazione GSD: “Incontri Messina, Bologna, Reggio E – gen e feb 2014″

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Messina – sabato 18 gen 2014 alle ore 16,00

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Le difficoltà di apprendimento

Dott.ssa Tiziana Calarese – neuropsichiatra infantile

Istituto Ignatianum – viale R. Margherita (piano terra)

Si parlerà di stili di apprendimento e metodo di studio, dell’influenza dei processi cognitivi e psicologici, cercando di dare qualche indicazione pratica ai genitori.

L’incontro è gratuito ed aperto a tutti.

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Bologna – sabato 1 feb 2014 alle ore 16.00

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Riflessioni guidate sull’educazione emotiva in età evolutiva, sulla rabbia espressa e repressa, sui comportamenti distruttivi, sull’importanza della conoscenza e delle gestioni della gestione delle emozioni ed, infine, sull’esempio degli adulti.

Dott.ssa Paola Cadonici

SAVHOTEL – VIA PARRI 9 – BOLOGNA

E’ gradita conferma a: diventarebo@genitorisidiventa.org

tel 3287113241

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Parma e Reggio E. – giovedì 30 gen 2014 alle ore 21.00

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ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

l’adolescenza come risorsa e potenziale su cui lavorare, le crisi come opportunità

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Sala Convegni del Centro Culturale Mavarta

via Piave 2 – Sant’Ilario d’Enza – RE

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Conversazione a sostegno dei genitori. Verrà utilizzato un approccio di confronto per accogliere le esperienze e le istanze delle famiglie stesse, essenziale punto di partenza per una riflessione condivisa. Tutte le vostre domande saranno benvenute. Parliamone con

la Dott.sa Alessandra Tessoni e la Dott.sa Monica Arcadu- Psicologhe

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ingresso libero e gratuito

info: diventarere@genitorisidiventa.org

Ada tel. 349 5836815

 

Fuori dal coro: “Pagare le tasse per avere più servizi e aiutare chi non ce la fa”

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Di fronte alle preoccupazioni delle giovani coppie all’innalzarsi dei costi delle adozioni internazionali, non possiamo che rammaricarci e partecipare al loro sdegno. Vedi http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2013/13-novembre-2013/coppia-fa-mutuo-adottare-bambino-2223636971790.shtml)..

Fino al 2011 c’era un Fondo gestito dalla CAI che consentiva, a coloro che non raggiungevano un certo reddito, di avere un rimborso extra agli sgravi fiscali previsti nel 730. Sulle sorti del fondo ci sembra di capire dalle voci sul web che sia stato prosciugato e che le attuali casse dello stato non siano in grado di ricostituirlo.

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Nei mesi passati girava anche l’ipotesi di eliminare gli sgravi fiscali. Adesso sul facebook gira una raccolta fondi per supportare i bambini rimasti in Congo, figli delle coppie che stanno rientrando a casa.

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Per aiutare le coppie e le famiglie servono fondi (vedi http://www.vita.it/welfare/adozioni-affido/arriva-adozionebenecomune.html). I fondi vengono dalle tasse che non vanno demonizzate se ritornano ai cittadini sotto forma di servizi. Impariamo in questo senso dai paesi nordici dove a tasse elevate corrispondono servizi di qualità che supportano famiglie e imprese. Cominciamo, per favore, a ragionare in maniera diversa dai soliti luoghi comuni. A questo proposito invitiamo alla lettura di stralci di un articolo scritto da un biblista, Paolo Farinella, che fa le pulci ai cattolici. E non solo. 

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Quando parliamo di tasse intendiamo tasse per tutti, non solo per i cittadini onesti. E’ sottinteso che va in parallelo una ferrea lotta agli sprechi e punizioni severe ai politici corrotti. Avete a questo riguardo firmato la petizione di don Ciotti contro la corruzione? Cercatela sul web.

Ghandi: “Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo”

di Paolo Farinella – biblista

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Cattolici finti e politica evangelica

Ogni volta che tra i cattolici, e oggi tra chiunque, si accenna a «politica» o, peggio ancora, ai «politici», ci si trova di fronte a un senso di ribrezzo e di nausea, perché «politica» è diventata sinonimo di corruzione, di sporcizia, di malaffare, e nel caso più benevolo di furbizia. Il merito principale è dei politici professionisti che si professano cattolici, ma i cui comportamenti e le cui scelte sono sistematicamente in contraddizione con la loro asserita appartenenza religiosa.Essi non hanno scelto di servire il loro popolo in nome di una superiore carità che ha come obiettivo il «bene comune», al contrario, essi si servono del loro stato di credenti per approfittare dei benefici ideologici e materiali che la loro condizione di eletti offre loro senza che essi facciano alcuna fatica.La cronaca è piena di questi cultori di «sistemi di peccato» che trafficano tra il diavolo e l’acqua santa con noncuranza e senza problemi di coscienza: la maggior parte degli inquisiti, dei condannati con sentenze di tribunali sono cattolici dichiarati. Cattolici che si vantano di essere tali e non perdono occasione di mettersi in mostra come praticanti e osservanti religiosi, che addirittura fanno parte di associazioni e movimenti religiosi «impegnati», qualcuno anche con «voti» espliciti, e che al tempo stesso militano alacremente in partiti dove la corruzione scorre con dovizia, sostengono governi che legiferano a favore di mafiosi e delinquenti, votano contro gli arresti di camorristi, rubano direttamente e sostengono sistemi perversi, dove l’economia è a favore dei più forti e potenti e a danno dei più poveri e indifesi.Per un cristiano, «la Politica» dovrebbe essere il prolungamento del Vangelo, l’ambito e l’obiettivo della propria azione di testimone del Regno (…) perché Gesù non ci ha insegnato a pregare dicendo «Padre Mio», ma sempre e solo «Padre Nostro», forma inclusiva dei singoli individui, senza esclusione di alcuno. (…) Don Lorenzo Milani traduceva tutto questo principio in una affermazione lapidaria di altissima pedagogia: «Politica è sortirne tutti insieme. Sortirne da soli è l’avarizia» (Lettera ad una professoressa, Lef Firenze 1966, 14). Il Cristianesimo è per sua natura «assemblea», cioè il contrario di individualismo; è progetto d’insieme, che è il contrario dell’interesse privato; è convenire insieme, che è il contrario di vagare da soli. (…).

Gesù politico-servo

Gesù fu un grande politico perché non guardò mai al suo interesse, ma ad esso antepose sempre il benessere materiale e spirituale delle folle che lo cercavano. Gesù esercita in sommo grado la politica come servizio e disponibilità verso i bisogni della povera gente, come sfamare gli affamati, guarire i malati, consolare i dubbiosi, prendersi cura dei piccoli e dei deboli. Nello stesso tempo, egli prende le distanze dai potenti che fanno della politica lo strumento della loro sete di onnipotenza per avere sempre più potere per i propri interessi. In tutto il Vangelo, Gesù opera prevalentemente lontano dalle grandi città, specialmente se sono centri di potere e predilige i villaggi, anche non ebrei, ma abitati da pagani, ai quali offre lo stesso servizio e gli stessi segni che opera per i Giudei. è il criterio della «Politica generale», quella che non fa preferenze, ma guarda all’umanità nella sua globalità di creatura del Padre. (…)

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La politica come credibilità di Dio

Un credente che evade le tasse, che non svolge con competenza e impegno il proprio lavoro, che approfitta delle proprie conoscenze per prevaricare sugli altri, che usa la religione per avere contatti «importanti» o leggi o denaro o qualsiasi altro vantaggio per sé e la propria istituzione, tradisce il Regno di Dio e allontana la città degli uomini dal volto divino di Dio perché solo con la propria non coerenza rende visibile l’incredibilità di Dio. Questo, infatti, è il compito della religione: rendere credibile Dio, che non si vede, attraverso le azioni, le scelte, le parole (pensieri, parole, opere e omissioni) di chi dice di credere. La persona religiosa è una persona condannata a essere coerente fino allo spasimo perché ogni suo gesto, ogni suo respiro testimonia Dio o lo nega. (…)

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Tasse

L’esempio delle tasse è devastante. Si è diffusa la mentalità che siccome la tassazione è alta, in un certo senso, sarebbe «morale» autodetassarsi, cioè evadere, come ha addirittura incitato a fare un presidente del consiglio dei ministri in campagna elettorale per guadagnare qualche voto in più (Il Corriere della Sera, 17-02-2004). Nessuna reazione da parte del mondo cattolico a questo invito che guardava con benevolenza agli evasori costringendo gli onesti a pagare sempre di più. Chi sta al governo dovrebbe educare al senso dello stato e della partecipazione come condivisione dei servizi per lo sviluppo della personalità, la tutela della famiglia, il progresso ordinato e congruo della comunità. Quando manca il senso di Dio, è fortemente carente anche l’etica dello stato. Si ha un bel dire di essere cristiani o d’ispirarsi alla dottrina sociale della Chiesa, ma se si evadono le tasse, ci si mette fuori dall’amore di Dio, che s’incarna nell’amore del prossimo, e dal diritto di pretendere dallo stato servizi essenziali (sanità, scuola, assistenza, trasporti, pensioni, ecc.).Chi non paga le tasse, non solo costringe chi le paga onestamente a pagarne sempre di più, ma non ne ha nemmeno lui stesso un beneficio diretto, in quanto alla fine deve pagare di più i servizi che lo stato non può erogare per mancanza di fondi. Pagare le tasse è condivisione evangelica oltre che dovere civile di altissima responsabilità. Per questo bisogna mandare al governo persone oneste che garantiscano non i privilegi in nome della religione, ma che amministrino con grande senso di responsabilità il denaro di tutti, verso il quale dovrebbero, se credenti, avere lo stesso rispetto che hanno per il Corpo di Cristo perché sono chiamati a servire e curare i corpi e gli spiriti di coloro con i quali Cristo si è identificato in tutti i tempi (cf Mt 25, 31-46). Il mondo del diritto e della trasparenza, dell’onestà e della condivisione è il mondo proprio dei credenti che devono anche farlo diventare il mondo proprio della politica e dello stato.

(fonte: http://www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=3264)

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Qualche tempo dopo ha proseguito il Papa: “La doppia vita di un cristiano fa tanto male, tanto male, “Ma io sono un benefattore della Chiesa! Metto la mano in tasca e do alla Chiesa”. Ma con l’altra mano, ruba: allo Stato, ai poveri…ruba. E’ un ingiusto. Questa è doppia vita. E questo merita, dice Gesù, non lo dico io, che gli mettano al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Non parla di perdono, qui” – Repubblica 12/11/2013.

Comunicazione Circolo Le Stelle dell’Orsa: “Corso yoga per bambini maggiori dei tre anni” – VR – 8 gen 2014

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Disse la Luna: “La luce di una candela non perde la sua brillantezza quando ne illumina altre”. Il Sole era sorpreso. Nessuno gli aveva parlato mai con tanta tenerezza e calore. Per la prima volta nella sua vita, non si sentì più solo e capì di essere amato. La Luna notò il rialzo termico del Sole e comprese che anche lui aveva sperimentato quello strano sentimento chiamato amore” (Sergio Bambaren, Il Sole e la Cometa)

 

Per noi dedicare tenerezza e calore ad ogni bambino è importante,

affinchè  sia un Sole ed una Luna  che brilli senza paura domani.

 

Harchand Kaur & Circolo Stelle dell’Orsa aspettano con gioia tutti i bambini dai 3 anni in avanti mercoledì 8 Gennaio 2014 dalle 17.30 alle 18.30 presso Circolo Le Stelle dell’Orsa per Yogare con il Sole e la Luna.

La lezione è GRATUITA ed ispirata agli insegnamenti di Yogi Bhajan.

Per informazioni: yogaverona@gmail.com

 

Adozione e luoghi comuni. Anna Genni Miliotti: “Adozione significa capire che cosa è una famiglia”

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Per chi non l’avesse vista proponiamo la puntata “Guerrieri” di LA7 dove viene presentata la famiglia di Anna Genni Miliotti, scrittrice ed esperta di adozioni internazionali. Ci sembra un bel modo per iniziare questo 2014, all’insegna dell’ottimismo e della semplicità.

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Le frasi più significative del video per spiegare l’adozione:

– Non ci assomigliamo per il DNA ma perchè stiamo assieme.

– Ho messo loro al primo posto della mia vita. Non basta la qualità, bisogna esserci quando i figli ne hanno bisogno. E questi ragazzi ne hanno bisogno tanto.

– La sfida di arrivare all’adozione è la prima parte. La seconda sfida è crescerli questi ragazzi. Tra le altre sfide c’è l’affrontare le ferite dei miei figli che non sono poche.

– Mio figlio non aveva mai avuto una famiglia. La cosa più difficile da fargli capire è che cos’era una famiglia.

– Quando i miei due figli sono arrivati ancora non eravamo una famiglia. Eravamo quattro estranei. E’ questa la sfida dell’adozione.

– La mia mamma è grande. E’ stata la prima persona a vedermi anche se venne a prendermi il mio babbo. E’ stata lei che ha preso la decisione di adottarmi.

– Hanno bisogno, oltre all’affetto, che ti dimostri forte perchè hanno bisogno di appoggiarsi a qualcuno. Io ero quella forte.

– La mia famiglia è riuscita a fare cose che non tutti sono in grado di fare. Non solo mi ha adottato, mi ha istruito e staccato. Ed io gliene sono grato. Ora la vita è mia.

– Mi capita di sognare la mia mamma russa. Se penso a lei mi viene sempre da piangere. Lei è la mamma che doveva accompagnarmi fino alla fine del viaggio.

– Se dovessi incontrare i miei genitori biologici chiederei: “Perchè l’avete fatto?”

– L’adozione racchiude dentro di sè il coraggio. Da parte di un figlio di affidarsi. Da parte di un genitore di accogliere un figlio estraneo da te. Ci vuole coraggio a dirgli “ti voglio bene, ecco la tua mamma”.

– Ho capito che l’adozione è un percorso difficile che può essere doloroso sia per i figli che per i genitori. Servono tenacia e forza di volontà. (…) Anna ha combattuto due volte nella sua vita, per crearsi una famiglia e per sanare le ferite dei suoi figli.

AltroNatale: “Decalogo semplice per stare al mondo”

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Per starci bene. Per continuare ad avere voglia di camminare.

Proposto da don Roberto e don Marco – sacerdoti ed educatori

– Amare. Essere amati.


– Non dimenticare mai la propria insignificanza.


– Non abituarsi mai alla violenza indicibile
e alla volgare disparità della vita che ci circonda.


– Cercare la gioia nei luoghi più tristi,
inseguire la bellezza là dove si nasconde.


– Non semplificare mai quello che è complicato
e non complicare quello che è semplice.


– Rispettare la forza, mai il potere.


– Soprattutto osservare. Sforzarsi di capire.


– Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare.

 

Arundhati Roy, lettera a un’amica