Brasile. Bambini di strada: “La testimonianza di padre Saverio Paolillo”

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Saverio Paolillo è un padre comboniano che vive da ormai 20 anni in Brasile occupandosi della condizione dei minori nelle carceri tramite la Pastorale dei Minori fondata nel 1977 e rafforzata nel 1979 per far fronte all’emergenza dei minori a rischio sociale. Questa è la sintesi di una sua relazione al Centro Missionario Comboniano di Verona dell’aprile 2013.

La serata inizia parlando del Brasile. Il Brasile è una nazione immensa, dalle mille sfaccettature e contraddizioni, dice il padre. Da una parte il Brasile punta a diventare entro breve la terza potenza mondiale (è già la sesta dopo la Francia), dall’altra è una delle nazioni con maggiori disuguaglianze e iniqua distribuzione della ricchezza (indice GINI 0,54). La si può vedere dallo sviluppo delle sue città dove da una parte stanno i ricchi con zone residenziali curate valorizzate da parchi e moderni grattacieli, dall’altra ci stanno le case ammassate delle favelas senza servizi e tanta criminalità.

Il Governo di sinistra a causa di alleanze politiche per poter governare, non ha completato nemmeno la Riforma Agraria nelle campagne dove il 2% dei proprietari possiede metà della terra disponibile, molta della quale rimane incolta.

Uno dei problemi più sentiti dall’intera comunità è quello dei bambini di strada. Dai commercianti sono temuti perchè agiscono in gruppo e creano vere proprie bande che colpiscono gli esercizi di loro interesse. Luoghi comuni locali portano a considerare il bambino di strada come portatore di guai perché lui stesso si meriterebbe lo stato di deprivazione  in cui si trova.

Invece quella dei bambini di strada è una storia antichissima. Da almeno 500 anni si perpetua la violenza e lo sfruttamento su certi minori a cui non vengono riconosciuti i diritti più elementari come il diritto alla famiglia e all’istruzione. Le loro stesse famiglie sono condannate perché considerate responsabili della loro povertà e degrado. In verità è il sistema che è ingiusto e non dà a tutti le stesse opportunità perpetuando uno stato di deprivazione e bisogno. Basti pensare che 9 mln di brasiliani vive con meno di un euro al giorno e tra questi il 25% sono bambini fino ai 14 anni; 25 mln di brasiliani vive con meno di due euro al giorno e tra questi c’è un altro 25% di bambini fino ai 14 anni.

Il problema povertà è diffuso e il Governo ha cercato di farvi fronte con il programma “Bolsa Familia” che contribuisce con un vitalizio di eur 50 al mese a famiglia, una misera cifra se si considera che per vivere dignitosamente in Brasile uno dovrebbe guadagnare almeno 1.000 euro al mese.

Molti bambini non vengono registrati all’anagrafe perchè il procedimento non è gratuito ma a pagamento essendo l’anagrafe gestita da un ente privato. Molte mamme non hanno i mezzi per regolarizzare la nascita. Si stima che 250.000 bambini non siano stati iscritti all’anagrafe. Il problema arriva con la frequenza scolastica dove tale certificato è necessaria per l’iscrizione. I bambini di strada rientrano nella categoria dei non regolarizzati per mancanza di mezzi.

Anche a scuola esistono le discriminazioni: ogni cento bambini poveri, solo cinque terminano la scuola all’età giusta. Il resto o è molto in ritardo o si perde.  Inoltre è vero che il Governo ha introdotto programmi per disincentivare il lavoro minorile ottenendo dei risultati, ma il fenomeno è di gran lunga lontano dall’essere debellato.

Il bambino di strada, prosegue Padre Paolillo,

–      vive ai margini della società

–      è  inutile all’economia di mercato

–      è perseguitato dai commercianti

–      è ostaggio della malavita che ne crea bambini soldato per la guerra tra narcotrafficanti

–      è bambola sessuale per i turisti per lo più tedeschi e italiani

–      è espulso dalla scuola che non accetta bambini con comportamenti scorretti dettati dall’uso di crack (80% ne fa uso) e fame

–      è trattato dalla stampa come delinquente usando contro di lui un linguaggio discriminante senza le attenuanti usate per altri bambini o adolescenti della stessa età ma di diversa condizione sociale

Sta succedendo un massacro di tali bambini e adolescenti sotto gli occhi di tutti, quasi come se ci fosse una accordo tacito di eliminarli per pulire le città in prospettiva di tre avvenimenti importanti: visita del Papa, Mondiali e Olimpiadi. Solo nel 2012 sono stati uccisi 9.000 bambini di strada. Qualsiasi scusa è buona per la Polizia. Giustiziano anche ragazzini inermi e arrendevoli.

E’ una guerra contro la gioventù povera, quasi a voler risparmiare sulle politiche sociali. Il paradosso è che da un lato il Brasile si è prodigato per eliminare la mortalità infantile dagli 0-5 anni, dall’altro aumentano gli omicidi di adolescenti. C’è in atto un vero e proprio lavoro di pulizia sociale attraverso

–      l’internamento dei drogati in case apposite

–      spostamento di interi gruppi da una zona all’altra per lasciare libera la speculazione edilizia

–      uccisione di adolescenti di strada

Il destino dei ragazzini di strada è segnato: senza titolo di studio, senza lavoro, possono solo delinquere e finire in carcere. La situazione delle carceri è disastrata e non è certo lì che possono trovare modelli di riferimento per un riscatto: sovraffollamento, torture, abusi sono all’ordine del giorno. Molte volte per protestare ed avere un po’ di attenzione sono gli stessi ragazzi a farsi del male procurandosi delle mutilazioni.

L’unica via per uscirne è quella di cambiare la storia. L’unica via, insiste il padre, è la difesa dei diritti dei minori. I bambini adolescenti meritano la priorità assoluta. Attraverso il riconoscimento della loro condizione di vulnerabilità. Pochi di loro vengono adottati perché troppo grandi. Ma il destino di un bambino non può essere segnato sin da piccolo, senza possibilità di riscatto.

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La REDE AICA (Atendimento Integral à Criança e ao Adolescente = Assistenza Integrale ai Bambini e agli Adolescenti) realizza una serie di progetti destinati al recupero dei ragazzi di strada o che vivono in situazioni di vulnerabilitá sociale, esposti ad ogni tipo di minaccia alla loro identità e dignità, come la negazione dell’accesso ai diritti umani fondamentali, lo sfruttamento nel lavoro infantile, la malavita, lo spaccio e il consumo di droghe, la prostituzione infantile e lo sfruttamento sessuale di adolescenti.

Tra i vari progetti:
1. tre case famiglia;
2. quattro centri sociali che forniscono assistenza ai ragazzi in situazione di disagio durante il tempo libero dalla scuola, garantendo due pasti al giorno, doposcuola, educazione ai valori, attività sportive, culturali, artistiche, formazione professionale e alla cittadinanza;
3. una casa per l’assistenza a 400 adolescenti disagiati in libertà vigilata con sostegno psicologico e sociale;
4. un’officina per la formazione professionale di 800 adolescenti con corsi di panificazione, pasticceria, taglio e cucito, parrucchiere, manicure, informatica e saldatore
5. eliminazione dello sfruttamento del lavoro infantile per 300 bambini e adolescenti attraverso il sostegno economico mensile alle famiglie;
6. assistenza a 120 famiglie in situazione di difficoltà con due gruppi di lavoro costituiti da psicologi e assistenti sociali;
7. corsi gratuiti di formazione permanente per gli educatori.

Vedi http://www.comboni.org/sottocategoria/view/id/273

Per chi volesse inviare un suo contributo lo faccia esclusivamente tramite i Missionari Comboniani:

 

Mondo Aperto Onlus

Conto Corrente Postale N. 28394377
Bonifico Bancario Unicredit Banca – IBAN: IT 67 M 02008 11708 000005559379
o alla Banca Popolare Etica – IBAN: IT 68 V 05018 12101 000000512250

CAUSALE: PASTORALE DEI MINORI – CARAPINA – BRASILE SUD

per contattare Padre Paolillo: saverio.comboniano@gmil.com

 

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