Brasile. Renan, 17 anni: “L’importanza della famiglia e degli amici speciali”

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“Ci sono dei giorni, dei giorni in cui è difficile credere in se stessi, quando il mondo per primo non crede in te e tanto meno alle tue parole. Quando ti guardi allo specchio e vorresti ridurlo in briciole perché riflette un’immagine diversa da quella delle persone intorno a te, quando a scuola qualcuno ti deride perché gli insegnanti per primi, non capiscono la tua realtà, il tuo animato rifiuto dell’ingiustizia che ben conosci perché l’hai dovuta conoscere troppo presto.

A questi atteggiamenti la gente risponde in modo superficiale, non comprendendo una realtà come la tua perché semplicemente fuori dagli schemi mentali. La presa in giro, il considerarti lo zimbello della scuola o del quartiere, l’additarti come qualcosa di strano che non si colloca né tra gli Italiani nè tra gli stranieri: tutto ciò ti fa soffrire e tu cominci a rispondere a modo tuo, prendendo a calci o a pugni qualcuno, usando l’ironia, urlando al mondo l’ingiustizia. Altre volte ancora tieni il tuo dolore per te, chiudendoti nell’apatia, creando un mondo tuo dove nessuno può entrare perché il mondo interiore fa meno male di quello esterno e soprattutto non ti delude mai.

Ciò che comunque ti aiuta è la speranza che la tua famiglia ti venga in aiuto, ti protegga, ti dia le armi giuste, quelle di cui un bambino non dispone e che solo una mamma e un papà sensibili e attenti, ti possono dare e così…

Se i tuoi genitori comprendono, finalmente ti comprendono, così non ti senti più solo e diverso nella società bensì ti senti parte di un nucleo che cambia il mondo a partire dal tuo: i tuoi genitori diventano catalizzatori, portavoce dei tuoi problemi e delle tue richieste ma soprattutto diventano prolungamenti di te stesso, persone forti come alberi a cui si appoggia un piccolo innesto: io.

Ciò nonostante capita a volte di avere bisogno di qualcosa di più, o meglio qualcuno che comprenda cosa hai nel cuore, senza dover continuamente spiegare che la tua storia è simile a quella di Mario Balotelli, perché la gente capisce solo quello.

Succede poi che ad una festa incontri dei ragazzi veramente speciali come Hercules, Carol, Lucas e Agatha che sono originari del tuo stesso Paese ma da una zona diversa e che, di primo acchito, sembrano semplicemente dei normali adolescenti con la passione per il rap ma poi ti accorgi che loro ti guardano in modo diverso dagli altri; sì, questi fratelli ti fanno sentire speciale, ti regalano un sorriso che ti scalda il cuore e capiscono che tu avevi proprio bisogno di avere accanto persone speciali, AMICI SPECIALI come loro che ti incoraggiano, ti spronano, che fanno di te una mascotte, che ti aiutano a fare COSE che né tu né tanto meno gli altri pensavano mai avresti potuto fare come: giocare a calcio o arrampicarsi a una spalliera. Così ho cominciato a credere che ce la potevo fare e di questo RINGRAZIO QUESTI MIEI AMICI SPECIALI!!!!!!!!!!!!!!!!!”

(fonte: aipaergapueros.wordpress.com/brasile)

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