AmLatina. Sguardo sulla condizione dell’infanzia: “Un bambino è importante sempre”

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La condizione dei bambini dipende da quella delle mamme. Educare le giovani generazioni al rispetto del ruolo maschile e femminile dovrebbe essere uno degli obiettivi primari. Poi c’è il diritto alla scuola che non è uguale tra bambini di città e bambini di campagna. L’elemento discriminante è la pessima distribuzione del reddito e la mancanza di rispetto degli elementari  diritti dei minori, lo vedremo in maniera diversa in ognuno dei quattro paesi che analizzeremo in maggiore profondità.

Abbiamo avuto difficoltà a trovare informazioni generali sulla condizione dell’infanzia perché mancano studi e forse perché le varie realtà sono così variegate che è difficile sintetizzare in un dato statistico. D’altronde la condizione dei bambini non può limitarsi ad una tabella con dati numerici. Una bambino conta per uno. Un bambino è importante sempre.

Vorremmo focalizzare l’attenzione sul dramma del turismo sessuale. L’Ecpat, l’organizzazione che in 70 paesi lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, informa che si tratta di padri di famiglia, tra cui “certi italiani” che sembrano persone a posto…figli, mariti, padri, lavoratori… Eppure quando prendono l’aereo per Santo Domingo, Brasile, Colombia… si trasformano e non si fermano di fronte a bambine tra i 14 e 12 anni. Si tratta di uomini (si possono definire tali?) tra i 20 e i 40 anni, sempre più depravati per scelta e non per malattia. Solo il 5% è, infatti, un caso patologico. Gli altri lo fanno per provate un’emozione nuova, in modo occasionale (60%) oppure abituale (35%). Ma anche qui in Italia non si scherza: ci sono tra i 10-12.000 bambini anche in Italia che si prostituiscono, minori non accompagnati, se solo vogliamo guardare e sapere – (fonte: Il Messaggero 06/06/2013).

Un capitolo a parte meritano le popolazioni indigene e la loro prole. Anche qui le informazioni fornite le abbiamo trovate dai missionari o gruppi umanitari che non trovano spazio sui giornali. Uno dei problemi dei bambini indigeni è la frequenza della scuola. Molto spesso parlano solo l’idioma del gruppo di appartenenza e gli insegnanti non sono preparati per un approccio interculturale. Molto spesso questi bambini vengono discriminati con elevata dispersione scolastica. Nella zona amazzonica sono in atto corsi di formazione di insegnanti indigeni in 52 municipi. L’obiettivo è formare a distanza giovani di differenti etnie che possano insegnare alle comunità indigene le materie scientifiche senza trascurare le conoscenze millenarie e tradizionali dei popoli.

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In questi giorni è uscito il rapporto ILO – International Labour Organization – che dà un’idea del lavoro minorile nel mondo: Anche se in diminuzione, sono ancora tanti i bambini a cui viene tolta l’infanzia per aiutare le loro famiglie povere.

Vedi il report originale in inglese: http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/—ed_norm/—ipec/documents/publication/wcms_221513.pdf

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