AmLatina. Sguardo sulla condizione delle donne: “Cosa cambia per le donne”

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di Lamia Oualalou

Da alcuni anni, alla guida di stati latinoamericani vi sono delle donne. L’emergere di queste figure politiche di primo piano suggerisce un progresso – spesso timido – della condizione femminile nella regione. Si può sperare in un’accelerazione? (…)

In realtà, i progressi nell’eguaglianza tra uomini e donne seguono altre strade, in particolare in campo politico. E le latinoamericane non se ne lamentano. Negli ultimi anni, quattro donne sono state elette alla più alta carica nel continente. Quando Cristina Fernández in Kirchner diventa presidente dell’Argentina, nel 2007, molti osservatori la paragonano alla sua concittadina Isabel Martínez in Perón (la prima donna al mondo a diventare presidente, nel 1974). Ma entrambe erano, prima di tutto, «mogli di»: la prima dell’ex presidente Nestor Kirchner, presidente dal 2003 al 2007; la seconda, vedova di Juan Domingo Perón, al potere dal 1946 al 1955, poi dal 1973 al 1974.

(…) L’Argentina non è il solo paese in cui le donne possono ormai fare a meno di mariti illustri. All’inizio del 2006, Michelle Bachelet, un’ex rifugiata politica che ha allevato da sola i suoi tre figli, succede al socialista Ricardo Lagos, in un Cile che ha istituito il divorzio (ndr si ripresenterà alle elezioni nel novembre 2013). Nell’ottobre 2010, in Brasile, è la volta di un’altra divorziata, Dilma Rousseff, nota per la sua partecipazione a organizzazioni guerrigliere di sinistra durante la dittatura degli anni ’60 e ’70. Alcuni mesi prima, anche il Costa Rica aveva scoperto che la sua tradizionale cultura maschilista non aveva impedito l’elezione di Laura Chinchilla (centro-sinistra).

Un’evoluzione della mentalità talvolta accompagnata dall’introduzione di sistemi di discriminazione positiva. L’Argentina ha aperto la strada, nel 1991, con la legge sulle quote, che imponeva ai partiti il 30% almeno di candidature femminili. Con il 38% di donne in Parlamento, figura oggi tra i primi dodici paesi quanto a partecipazione femminile al potere legislativo. Da allora, undici nazioni della regione ne hanno seguito le orme (Bolivia, Brasile, Costa Rica, Ecuador, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay).

Le donne vengono elette perché meno corrotte ma non sempre sono attente a far progredire leggi in favore delle donne.  In America Latina le presidenti rimangono molto spesso conservatrici.

Per leggere  l’articolo integrale: http://www.monde-diplomatique.it/LeMonde-archivio/Dicembre-2011/pagina.php?cosa=1112lm01.01.html

(fonte: megachip.info – 29/01/2012)

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