AmLatina. Sguardo sulla condizione delle donne: “La violenza sulle donne rimane un’emergenza”

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La violenza contro le donne è una piaga mondiale. Lo sappiamo bene noi che leggiamo tutti i giorni i giornali e seguiamo questo argomento con attenzione. L’OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità ha condotto un studio per studiarne i costi economici e sociali (Correre – 21/07/2013). La classifica delle violenze domestiche è guidata da Asia sudorientale, Paesi Arabi del mediterraneo e Africa con percentuali del 37%. In Europa non va meglio: oltre 25 donne su cento sono abusate fisicamente o sessualmente dai partner. In America Latina ritroviamo il noto atteggiamento “machista” degli uomini derivante da una cultura che fatica a cambiare. L’impatto degli abusi sulla salute si tramuta in depressione e alcolismo, che sono due volte più probabili in chi ha subito violenze. Le infezioni trasmissibili sono un’altra piaga (una volta e mezzo più probabili) e l’aborto (due volte maggiore). Anche i bambini che vengono fatti nascere sono meno sani.

Nella nostra ricerca siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel verificare che in ciascuno dei paesi dell’America Latina presi in considerazione c’è un organismo statale che si occupa di questo argomento.

Il numero dei casi denunciati di violenza, stupro e abusi sessuali, uccisioni e mutilazioni di corpi di donne dopo lo stupro, è aumentato in Messico, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Haiti. In diversi paesi, in particolare in Nicaragua, Haiti e Repubblica Dominicana, i dati suggeriscono che più della metà di queste vittime erano ragazze.

L’applicazione di leggi finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti della donne e a impedire la violenza è rimasta lenta, specialmente in Argentina, Messico, Giamaica e Venezuela. Alcuni paesi, principalmente nei Caraibi, hanno introdotto riforme ma non hanno rispettato gli standard internazionali sui diritti umani, non criminalizzando lo stupro in tutte le circostanze.

Il problema maggiore non è la legislazione che in molto paesi è stata comunque rafforzata, ma l’applicazione della stessa. La Corte interamericana dei diritti umani, ad esempio, ha condannato il Messico per non aver provveduto a impedire con la diligenza dovuta o a indagare in maniera efficace o a fare giustizia in merito al rapimento e all’omicidio di alcune donne. Conosciamo la triste situazione di Ciudad Juarez.

Inoltre le cure mediche per le sopravvissute sono spesso inadeguate, deficitarie o del tutto assenti.

(fonte: amnestyinternational.it – Rapporto annuale 2010)

Il rapporto di Amnesty International combacia con quello della Chiesa.

(…) La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’America Latina (CEPAL), nel rapporto “Del dicho al hecho” (dalle parole ai fatti), rileva che in 10 anni sono stati compiuti dei progressi nel riconoscimento dei diritti delle donne, ma i funzionari e le autorità, compresi i giudici, non applicano queste norme, così maltrattamenti, abusi e discriminazione continuano. Mons. Sanchez Martinez ha inoltre osservato che il continente americano è ancora la regione più diseguale e pericolosa per le donne, perché sono soggette a maltrattamenti, abusi sessuali in ambito familiare, mortalità materna e aborti. Nel migliore dei casi, una donna latinoamericana su 10 subisce violenze fisiche. Il tasso di fecondità è sceso da 5,9 figli negli anni 50 a 2,4 nei primi cinque anni del nuovo secolo, ma la gravidanza fra le adolescenti è raddoppiata. In estrema sintesi, il Vescovo ha affermato che “la povertà ha un volto femminile”. Le ragioni oggettive di questa situazione sono la persistenza di pregiudizi trasmessi attraverso la famiglia e l’educazione scolastica, la mancanza di parità tra uomini e donne, la mancanza di protezione alla vita familiare e alla maternità, lo sfruttamento attraverso il traffico di persone e la prostituzione. (CE)

(fonte fides.org – 25/07/2012)

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  1. Vi ringrazio d’ aver scelto la mia opera dedicata alle donne di Ciudad Juarez a corredo del vostro articolo. Il tema mi tocca profondamente. Spero che anche l’Arte possa fare qualcosa, sostituendo l’armonia alla violenza.
    Maria Giulia Alemanno

  2. Gentile sigra Maria Giulia ho girato parecchio sul web per trovare un’immagine significativa. Se ho scelto la sua opera è perchè mi è arrivato un messaggio chiaro, diretto e rispettoso della dignità delle persone. Sì, non abbia dubbi: l’arte può fare molto per denunciare e sensibilizzare. Se ha qualche altra immagine da proporci, saremmo ben lieti di pubblicarla a supporto delle nostre riflessioni sulla vicinanza dei popoli. Grazie di averci contattati.

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