Ira e rabbia. Sofia, 48 anni: “Rabbia adottiva”

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Sofia porta alla nostra attenzione la rabbia nel figlio che non ha saputo di essere stato adottato nei tempi ordinari. Vuoi per pudore, vuoi per cultura… Stiamo infatti parlando di un’adozione nazionale avvenuta più di 40 anni fa, quando ancora nemmeno si parlava di cultura dell’adozione. Solo da poco le associazioni di famiglia e altri soggetti sensibili si interrogano sulla necessità di parlare di adozione alla luce del sole perché questa pratica è antica, nobile  e non c’è assolutamente niente da nascondere. I nostri figli grandi a volte hanno vissuto in un contesto diverso. Ascoltiamo il pensiero di una delle nostre figlie ormai donna. 

“La  troppa rabbia nel cuore di chi non riesce ancora a relazionarsi bene su questo delicato argomento, neanche con se stessi, purtroppo… questo è il “punto debole” nell’equilibrio psicologico di molti figli adottivi.

Questa difficoltà, nel tempo, ci fa chiudere in noi stessi e si tramuta in rancore incontrollato, per sfogare quei sentimenti soffocati per troppo tempo. La vera incomprensione la subiamo dai genitori adottivi, i quali spesso e volentieri hanno a loro volta paura che la verità faccia male e, per istinto protettivo, non la svelano, senza però rendersi conto che la “non verità” o la negazione di ciò al proprio figlio adottivo, fa ancora più male. Per un semplice rapporto di credibilità che viene meno, perchè di fronte a questo, ci si sente più soli e questa solitudine fa ancora più male. Ci si sente addirittura traditi da quelli che dovevano essere i tuoi punti di riferimento, accorgendoti in molte occasioni che tutti intorno a te sapevano e tu eri l’unico all’oscuro di tutto!

Niente può scalfire l’immenso amore che si porta a chi ci ha scelto e cresciuto. Dobbiamo essere sempre pronti a sopportare e comprendere. Quindi, anche eccessi di sfogo, da parte di chi ha subito, in passato e ancora purtroppo nel presente, questo lutto che è tanto difficile da rimarginare.

In fondo l’adozione fa parte di una triade: chi abbandona, chi viene abbandonato e chi non può avere figli. Tutto nasce da un dolore! Sta alle nuove generazioni di genitori adottivi essere più consapevoli di questo problema, che inevitabilmente si presenta con l’arrivare dell’adolescenza, se non prima, soprattutto nelle adozioni internazionali, visti i tratti somatici spesso diversi.

Sono fiduciosa che con questa legge (ndr: i ragazzi stanno raccogliendo firme per modificare la legge  rinominata “La punizione dei 100 anni” che in alcuni casi non consente la ricerca dei genitori biologici), chi ci obbliga a questo buio iniziale che spesso ci attanaglia possa muovere per una modifica, magari fatta a piccoli passi, ma che ci aiuti a superare tanti ostacoli che spesso ci fanno vivere l’adozione come un tabù, come una vergogna, con la cattiveria spesso di chi ci circonda ……e …..come un problema di anamnesi familiare….. possa dare anche la possibilità di sapere, un giorno, magari di conoscere e trovare un fratello o una sorella! spersi da qualche parte! …….non saremmo più soli, una volta che i nostri genitori non ci saranno più… sempre con un filtro  che permetta anche  all’altra parte di volerci conoscere! o sapere di Noi! Chissà se tutto questo si tradurrà in qualcosa di concreto. Io spero proprio di Si!”

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