Ira e rabbia. Il metodo Tomatis: “Esiste una stretta relazione tra orecchio, linguaggio e psiche”

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Il Metodo Tomatis ci è stato segnalato da una mamma che segue il blog. Sempre per la gestione della rabbia nell’adozione il figlio ha seguito questa terapia ottenendo buoni risultati. Com’e’ nostra consuetudine abbiamo fatto una piccola ricerca  e una breve sintesi che mettiamo a disposizione. Per chi fosse interessato consigliamo di contattare direttamente un centro di zona. Ce ne sono vari sul web. 

Il Metodo Tomatis prende il nome da Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e chirurgo, nato a Nizza nel 1920 da famiglia di origine italiana. Nel suo centro di ricerca osservò che le frequenze dei suoni che l’orecchio non riesce a percepire sono le stesse che la voce non riesce ad emettere. Da qui la deduzione che le persone non sono in grado di riprodurre con la voce quelle frequenze che non riescono a sentire. A partire da questa intuizione ha inventato una tecnica di stimolazione sonora e un intervento pedagogico in grado di migliorare il funzionamento dell’orecchio, la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare e imparare, la consapevolezza dell’immagine corporea, il controllo audiovocale e quello motorio.

In condizioni normali, l’orecchio umano viene considerato un’unità funzionale “superiore” (nel senso che non è solo organo dell’udito ma interessa altri ambiti della persona) attraverso tre funzioni che si integrano:

  • l’uditiva capace di cogliere i segnali di pericolo (funzione legata al nostro stadio animale)
  • la trasmissione di energia al cervello tramite segnale nervoso (si traduce in una maggiore o minore energia dell’individuo)
  • il mantenimento dell’equilibrio (neurovegetativo e posturale).

Queste funzioni possono essere alterate a qualsiasi età a causa di incidenti, malattie o traumi emotivi. A questo cattivo utilizzo dell’orecchio possono derivare difficoltà di apprendimento, mancanza di motivazione e depressione. Lo sviluppo dell’ascolto condizionerebbe anche lo sviluppo psicocorporeo della persona (immagine corporea del sé) e l’acquisizione del linguaggio. Ripercorrendo le tappe dello sviluppo dell’ascolto dell’individuo si andrebbero a stimolare le frequenze a cui l’orecchio si sarebbe chiuso sia per cause traumatiche che psicologiche.

Una difficoltà di ascolto comporterebbe:

  • difficoltà a gestire la frustrazione
  • mancanza di fiducia in sé
  • timidezza
  • difficoltà ad avere amici
  • irritazione
  • immaturità
  • mancanza d’interesse per scuola e lavoro
  • atteggiamento negativo verso la vita.

“ Una buona voce riflette un buon orecchio e una buona percezione di sè”

In estrema sintesi, per rieducare l’orecchio al buon ascolto il dott.Tomatis utilizza uno strumento speciale chiamato Orecchio Elettronico attraverso cui fa ascoltare in maniera passiva musiche, canti … filtrati elettronicamente per migliorare il potere selettivo dell’orecchio; seguono sedute con esercizi di lettura in modo da raggiungere il pieno controllo audiovocale.

La possibilità di resettare memorie traumatiche permette di guarire paurefobie, insicurezze e risolvere problemi di relazione e comportamento. L’adozione e le perdite affettive precoci trovano nell’Audio Psico Fonologia una risposta efficace.

Curiosità. Scoprendo che il modo di ascoltare condiziona il modo di muoverci e di stare in piedi, attraverso l’osservazione Tomatis era in grado di individuare gruppi linguistici diversi accomunati dalla postura e movimenti.

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