Ira e rabbia. L’esperto: ”La proprietà di linguaggio aiuta a gestire la rabbia”

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I nostri bambini adottivi arrivano qui con un idioma diverso e la loro proprietà di linguaggio non sempre è all’altezza delle situazioni. Si può considerare che un’esplosione d’ira possa essere collegata ad una incapacità di esprimerla. Così almeno sembra secondo uno studio pubblicato su “Child Development”: le competenze linguistiche aiutano i più piccoli a sviluppare maggior autocontrollo. La tappa successiva è quella di insegnare loro a controllare le emozioni e gestire le frustrazioni. L’articolo che proponiamo  (http://www.corriere.it/salute/pediatria/13_aprile_04/rabbia-infantile-linguaggio_366b7766-54ed-11e2-bf2b-52f2ccd54966.shtml ) ci è sembrato perspicace e utile al nostro caso.

(…) LO STUDIO – I ricercatori del Dipartimento di psicologia dell’Università della Pennsylvania hanno monitorato 120 bambini, dall’età di 18 mesi fino a 4 anni. E, attraverso visite a casa e test in laboratorio, ne hanno misurato lo sviluppo del linguaggio e la capacità di far fronte ad attività frustranti, come per esempio aspettare, prima di scartare un regalo, che le loro mamme terminassero il lavoro in cui erano indaffarate. Hanno constatato che i bambini di tre anni con migliori competenze linguistiche tendono con più calma a chiedere supporto alla mamma («hai finito?», «chissà cosa c’è?») rispetto ai coetanei meno chiacchieroni, e a quattro anni esprimono meno rabbia riuscendo a distrarsi facendo qualcos’altro. «Il linguaggio e un ricco vocabolario aiutano infatti i bambini a verbalizzare le emozioni e a usare l’immaginazione per sopportare un’attesa che a quell’età può essere frustrante» sottolinea Pamela Cole, docente di psicologia alla Pennsylvania State University.

ESPRIMERE LA RABBIA – Il controllo delle emozioni è considerato cruciale per lo sviluppo socio-emotivo dei bambini. Se reazioni di rabbia, istintive e intense, possono essere frequenti nei primi anni di vita, tendono poi a diminuire in età scolare, perché a sei-sette anni i bambini sviluppano altre abilità, cognitive e linguistiche, utili per gestire il proprio stato emotivo. «E i bambini che imparano a parlare precocemente e bene riescono meglio a esprimere i propri bisogni con le parole, a pensare prima di agire, anche alle regole (“mamma ha detto di aspettare”), e a spostare l’attenzione dall’oggetto o dall’attività desiderata. Insomma, manifestano maggior capacità di autocontrollo» ribadiscono i ricercatori. «Infatti, i bambini che hanno capacità linguistiche poco sviluppate tendono ad agire più impulsivamente e aggressivamente perché, non riuscendo a spiegarsi con le parole, tendono a parlare con i fatti» spiega Giorgio Rossi, neuropsichiatra infantile all’Istituto neurologico Mondino di Pavia, che aggiunge: «Anche i bambini iperattivi tendono a controllarsi meno, non riuscendo a contenere la propria impulsività». In ogni caso, come scrive Deborah Plummer nel libro “Esprimere la rabbia” (Erickson, 2010), la rabbia infantile non va negata, temuta o repressa perché è una normale e salutare emozione umana. I bambini piccoli, però, hanno bisogno di aiuto per poter imparare a gestire con successo i propri sentimenti. Il controllo cosciente è infatti un’operazione complessa, influenzata da diversi fattori: dal temperamento del bambino ma anche dall’ambiente familiare. «Se l’ambiente sociale in cui vive è segnato dal disagio e dal degrado, così come se i genitori rivendicano il diritto e la validità pedagogica delle percosse, può essere più difficoltoso imparare a trasformare la propria rabbia in emozioni più gestibili e comunicabili con le parole» spiega Rossi. Capacità che si conquista anche grazie ai limiti e alle regole date dai genitori. «Eppure oggi si è sempre pronti a soddisfare le richieste dei bambini, sottovalutando che i no aiutano a crescere, come recita il titolo del libro di Asha Phillips». (…)

(fonte: corriere.it – 04/04/2013)

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