Ira e rabbia: “Esiste un razzismo sottile per i diversi”

Standard

Parliamo di nuovo di razzismo sotterraneo. Riprendiamo questo articolo e questo argomento con piacere per evitare inutili allarmismi e per affrontare la situazione nella vita di tutti i giorni con decisione e risolutezza. Quello che intendiamo dire è che non si risolve il problema dicendo che il razzismo a scuola, per la strada, nei negozi non esiste, Quel sottile razzismo, come lo abbiamo definito, noi famiglie adottive più sensibili e attente lo sentiamo, eccome! Dobbiamo fornire ai nostri figli gli strumenti per difendersi e stoppare da subito chi con barzellette, battute e buonismo tratta questo argomento con superficialità.

La star TV Oprah vittima dell’ordinario razzismo

di Maurizio Corte

La star della televisione Usa, Oprah Winfrey, afroamericana, davanti alla boutique «Trois Pommes», di Zurigo, è stata attirata da una borsa in vetrina del costo di 38 mila dollari. Entrata nel negozio, ha chiesto di poterla vedere. La risposta della commessa italiana è stata, secondo la denuncia di Oprah, razzista: «È troppo costosa per lei. Non se la può permettere».

Una scena analoga sarebbe accaduta a Torino a una donna italiana, 33 anni, di origine indiana e con la pelle olivastra: una commessa di negozio le avrebbe negato l’acquisto di un paio di scarpe di montagna. Per entrambe le clienti un comune denominatore: il razzismo. La Winfrey ha potuto denunciarlo al mondo intero, grazie alla sua notorietà di star televisiva. La giovane donna di Torino, adottata quando aveva 4 anni, ha potuto confidarlo solo a un giornale locale.

Chi ha il colore della pelle diverso – oppure chi ha un figlio o un conoscente con la pelle scura – sa che scene di questo tipo purtroppo accadono nelle nostre città. In un negozio non ti urlano «sporco negro»: quello lo fanno, o lo pensano, i razzisti e i nazifascisti più rozzi. In un negozio ti lasciano indietro nella fila; oppure ti dicono o ti fanno capire che tu un certo prodotto non te lo puoi permettere.

Sono episodi che accadevano a noi italiani in Germania o in Svizzera, quando eravamo migranti. Ora capita, come a Zurigo, che sia un´italiana a compiere un atto di razzismo. Sono fenomeni che vanno da un lato puniti con severità; mentre dall’altro occorre fare un’azione educativa. Tutti noi, infatti, siamo in qualche cosa «diversi» dagli altri:  vuoi per l’età, l’estrazione sociale, il genere sessuale, il colore della pelle o la lingua che parliamo.

A tutti noi può capitare di essere discriminati. Nessuno può sentirsi al sicuro, in una società che tratta con razzismo il «diverso».
È naturale che la diversità possa a volte far paura, intimorire o infastidire. Ma non autorizza a discriminare, a sfruttare, a violentare e a compiere atti di razzismo. In questo, i mass media (giornali, radio, tv) e i nuovi media (con Facebook, i blog) svolgono un ruolo importante. Per questo noi giornalisti ci siamo dati un codice – la Carta di Roma – che ci invita a un´informazione rispettosa della diversità di pelle, di religione, di nazionalità e di cultura.

.
(fonte: L’Arena – 11/08/2013)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...