Ira e rabbia. L’esperto: “Il comportamento degli adulti di fronte ad un caso di violenza familiare”

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Gli adulti sono importanti per i bambini, sia che si trovino a fare i genitori, sia che siano figure sostitutive di genitori deficitari. Ci guardano e imparano. L’intervento mira a far comprendere che niente è perduto, una figura di adulto “sano” può aiutare un bambino/ragazzo a decifrare la realtà e a mettere ordine nella sua mente ripartendo a costruire la sua vita da esperienze positive.

Sintesi dell’intervento della dott.ssa Chiara Braioni – Centro il Faro (VR) che si occupa di maltrattamenti e abusi sui minori 

Iniziamo dicendo che la relazione di cura è importante per il bambino. Un normale accudimento nei primi anni di vita gli consente di sviluppare opinioni, di esprimere emozioni e di relazionarsi con il mondo esterno creando una sua autonomia e sicurezza.

Tutte le figure all’interno della famiglia sono importanti: madre, padre e fratelli, ognuno per il suo ruolo, accudente la mamma e protettivo il papà. Le relazioni in famiglia gli consentono di creare quelle che saranno le basi per costruire le sue relazioni del futuro. E’ una sorta di tramando di modelli e stili.

Se però all’interno della famiglia le cose non funzionano e il bambino assiste ad atti di violenza, sviluppa senso d’impotenza e non sa spiegarsi l’accaduto. Impotenza e confusione sono i due effetti traumatici che si riscontrano in questo tipo di bambini che peggioreranno se non saranno opportunatamente accolti da un adulto. I fatti violenti in famiglia si tramuteranno in abitudini, con il convincimento che sia normale che le violenze accadano in qualsiasi nucleo familiare.

I bambini traumatizzati manifestano tre tipi di reazioni: 1) iperattività (sono nervosi, non sanno stare fermi, picchiano i compagni, non riescono a concentrarsi…); 2) depressione (sono chiusi, isolati anche dai compagni, sviluppano problemi cognitivi…); 3) reazione dissociativa (assenza, fuga del pensiero, sbadataggine…).

Se non vengono accolti, con la crescita non avranno altre alternativa che seguire quei modelli che hanno introiettato. Da adulti avranno esplosioni di aggressività, non sapranno gestire le pulsioni e anche la relazione tra i sessi prenderà dei connotati deviati, rimarcando un modello femminile e maschile malato, come avevano visto in famiglia.

Esistono, per fortuna, dei fattori di resilienza che fa ogni bambino unico: 1) carattere del bambino che lo rende capace di elaborare le informazioni distorte e 2) il contesto di vita in cui è inserito, diverso dalla famiglia. Potrebbe essere la scuola, un centro sportivo, insomma la società in genere.

Cosa devono fare gli adulti? Qua rientriamo nell’ambito della prevenzione:

–      Ascoltare il disagio

–      Fare attenzione e avere un occhio di riguardo per i bambini inibiti e isolati

–      Aiutarli a riconoscere le emozioni

–      Offrire loro un appoggio su cui possono contare

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IN QUESTO SENSO OGNUNO DI NOI E’ RESPONSABILE DI OGNI BAMBINO

–      Vedere un posto ordinato aiuta a creare uno spazio ordinato dentro la testa del bambino

–      Se il mondo esterno risponde in maniera sensata il bambino è influenzato positivamente

–      L’attenzione degli adulti è importante per dare senso agli avvenimenti e mettere ordine.

Insomma, la dott.ssa ci dice che per ogni bambino c’è una speranza se accolto, ascoltato e amato.

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