Ira e rabbia. Papà Mario: “Il maschio ci dà serie preoccupazioni”

Standard

“Sono il genitore di due ragazzi da noi adottati alcuni anni fa in età di 7 e 9 anni. Non abbiamo nessun problema con la ragazzina ormai 13enne mentre stiamo passando bei guai con il maschio ora 15enne, fisico atletico, secondo alle nazionali di atletica…. Questo ragazzo ha una doppia personalità: affettuoso, dolce e molto intelligente quando non viene contraddetto, violento e aggressivo quando contraddetto.

Dall’inizio di quest’anno è peggiorato tantissimo, a scuola ha avuto tre sospensioni. Gli hanno trovato stupefacenti (credo sia scattata la denuncia) ed è stato beccato a rubare profilattici e cioccolata al supermarket mentre io lo pensavo a scuola. Non l’ho mai menato (grazie anche al fatto che ha portato per tre anni l’apparecchio per i denti e avrei rischiato di fargli male). Però quando ho saputo degli stupefacenti gli stavo mollando un ceffone impietoso, ma lui ha avuto la meglio: mi ha gonfiato di pugni (7 giorni di prognosi e denuncia alle autorità competenti), fatto non isolato, già verificatosi in altra circostanza. Lui si giustifica dicendo che quando accumula rabbia non riesce a controllarsi.

Adesso ci siamo arresi e lui fa quel che vuole, sta sempre fuori casa. Con gli assistenti sociali si stava valutando un periodo in comunità. A noi dispiace molto anche perché, quando vuole, è molto bravo e premuroso, ma cosa possiamo fare? Noi abbiamo fallito, speriamo che la comunità riesca a farlo maturare e a far controllare la sua rabbia altrimenti sarà destino che, prima o poi, succederà qualcosa di irreparabile.

Originariamente erano quattro fratelli di sangue, due sono andati in un’altra famiglia. Il fratello maschio ha creato grandi problemi anche all’altra famiglia, è stato in comunità, mentre oggi, maggiorenne, sembra aver messo la testa a posto, anzi rimprovera il fratello più piccolo (mio figlio) dicendo appunto di non fare i suoi stessi errori… Per cortesia non cominciate ad attaccarmi senza aver vissuto questa esperienza. Mi risponda chi ha avuto esperienze analoghe e mi dia speranza su quali scenari potranno aprirsi per il futuro.”

(fonte: it.sociale.adozione)

Annunci

»

  1. Caro Mario

    la mia famiglia si trova in una situazione simile: due figlioli di origine brasiliana, di 16 e 19 anni adottati da 10 anni.
    Le frustrazioni per il colore della pelle, la paura di non essere accettato, il senso di inadeguatezza del mio primogenito, hanno generato delle forme maniacali in lui, tali da condizionare tutte le dinamiche familiari, così da accentuare anche il disagio del fratello più piccolo.

    Ci siamo sottoposti a terapie familiari già dal primo anno, cure neuropsichiatriche (psicoterapia e trattamento farmacologico). Al maggiore dei miei figli è stato riconosciuto il bipolarismo, per il quale ancora oggi si sottopone a psicoterapia individuale e trattamento farmacologico: è una patologia invalidante, i cui sintomi oscillano tra l’euforia, senso di grandiosità (in cui sono incontrastabili, logorroici, aggressivi…) e momenti depressivo maniacali.

    I frequenti momenti di aggressività fisica e verbale lo hanno portato al fallimento di tutte le attività intraprese, nonché ad una difficoltà nei rapporti interpersonali, a cominciare da quelli con noi genitori e con il fratello.

    Siamo tutti molto provati da questa situazione, che per il fratello più piccolo si va ad innestare nel duro periodo dell’adolescenza, nonché nei problemi legati alla propria storia precedente, facendo sortire anche per lui un periodo di rabbia, rifiuto delle regole, momenti depressivi e di trasgressività e aggressività dentro e fuori casa.

    Spesso nemmeno io riesco a governare la mia rabbia e frustrazione, per il senso di inadeguatezza che sorge in me, ma dopo l’abbattimento mi rianimo sempre e riesco comunque a trovare dei momenti di grande contatto e confidenza, in cui i nostri cuori si toccano.

    Non ho consigli da darti: ho scritto solo perché mi riconosco un po’ nella tua storia e spero che confrontandoci possiamo aiutarci sia a sperare che a trovare una via per vederli più sereni. Un abbraccio, Paola

    • Ti ringraziamo della tua testimonianza. E’ facile condividere le gioie, un po’ meno i dolori. Ci auguriamo che il tuo coraggio sia di supporto ad altri genitori nella stessa situazione e che non hanno l’audacia di uscire dall’ombra.

      A proposito di aiuto alle famiglie, così scriveva la dott.ssa Corrias a riguardo di un nucleo in grande difficoltà: “Partiamo da questa famiglia: hanno bisogno di aiuto e subito. Chi glielo può dare? I servizi ospedalieri a cui si sono rivolti, l’ente con cui hanno adottato, la pediatra, il medico di famiglia, i servizi territoriali, il privato psicologico/psichiatrico, la famiglia, gli amici, il parroco…. Sarà sufficiente? Cosa si può fare di più e di meglio?
      Serve un centro nazionale di ascolto? Forse sì forse no, ma oltre cha ascoltare, può solo fornire gli indirizzi di centri pubblici o convenzionati, perchè mai potrà dare informazioni sul privato dell’intera Italia.
      Allora penso che non c’è bisogno di un centro per le famiglie adottive, c’è bisogno di posti dove chiunque possa chiedere aiuto e possa essere seguito se si trova in grossa difficoltà. Ma questo è, è stato e ahimè sarà il problema di sempre.”
      .
      E ritorna il problema del supporto alle famiglie nel post adozione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...