Adozione etica. Sharal, 23 anni: “La fortuna di vivere in una famiglia gioiosa“

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Dopo lo studio dell’Università Cattolica ci è sembrato appropriato postare questa testimonianza che avvalora la tesi delle due studiose Rosnati e Ferrari: lo stile familiare giocoso ha una sua importanza nella riuscita di un’adozione.

Romanzare la storia della mia vita, in particolare della mia adozione, non mi è mai molto piaciuto. Lo trovo frustrante e anche un po’ ipocrita da parte mia. Perché, in fondo, io non mi sento per niente una “ragazza speciale” per essere stata adottata, come forse credono i media. 

Sono nata a Mangalore, una città a sud-ovest dell’India, e sono stata adottata all’età di un anno. Sono cresciuta in un paese in provincia di Verona, dove vivo tutt’ora con i miei genitori e mio fratello, anche lui adottato. La mia è una storia molto semplice. Inizia in India ma si sviluppa in Italia, la terra che mi ha accolta e amata. A parte il primo anno di vita che ho vissuto “diversamente” rispetto ai miei coetanei, il resto è stato uguale. Scuola, università, relazioni. 

Quella che i media chiamano “sana integrazione” per me non è neanche esistita. Io e mio fratello siamo stati accolti in automatico, proprio come fossimo nati qui. Di certo i nostri genitori hanno contribuito vivere l’adozione in modo sano e spensierato. Casa nostra ha sempre avuto le porte aperte verso il mondo, verso gli amici, il parentado, le persone che avevano bisogno. Così tutte le relazioni sono nate naturalmente e tutti ci hanno conosciuti naturalmente, senza sforzi, senza strani discorsi. I nostri genitori sono sempre stati dentro il mondo, hanno sempre avuto molte persone attorno a loro. Io e mio fratello li riteniamo dei “fighi”. E anche leggermente pazzi.

Ci hanno sempre lasciati liberi di esprimerci, liberi nel pensiero. Prendono la genitorialità come una continua scatola di sorprese. Non si sono mai fatti programmi, né tabelle da seguire. Sono incasinati, anticonformisti e al contempo modaioli e frizzanti. Fanno battute sul fatto che io e mio fratello fisicamente non assomigliamo per niente a loro, e io rido sempre a crepapelle perché mi hanno insegnato la bellezza di essere autoironici e di non prendersi troppo sul serio. 

Non ci hanno mai fatto grandi discorsi sull’adozione, semplicemente ogni tanto raccontano di quando sono venuti a prenderci e ne parlano con grande dolcezza. Raccontano dell’iter durato quattro anni in cui hanno superato sedute psicologiche, incontri in tribunale, burocrazia, per poi essere stati attestati come “idonei” all’adozione.

Raccontano di avere visto molte coppie, che loro ritenevano ottime, non ottenere l’idoneità. Vedendo i miei e conoscendo diversi genitori con figli adottati, sono arrivata alla conclusione che per essere “idonei” non serve essere perfetti o impeccabili, serve invece essere una coppia con mille difetti perché è naturale, con tante paure perché è sana e con tanto amore perché è vera. 

Mamma e papà hanno sempre trattato me e mio fratello come dei figli quali siamo, nel bene e nel male. Non hanno mai giustificato un nostro comportamento sbagliato, né si sono mai sentiti diversi rispetto agli altri genitori, anzi. Sicuramente sono molto aperti di mentalità e molto sensibili a certe tematiche. Anche per questo non hanno mai seguito dogmi imposti, non ci hanno mai dato regole di vita né ci hanno mai fatto grandi discorsi filosofici. Sono sempre stati molto concreti. Ho imparato tutto quello che so dai loro gesti, dal loro comportamento. Si amano ancora alla follia e quando li guardo abbracciarsi come due adolescenti, dopo venticinque anni di matrimonio, sento di avere una famiglia che è una goccia nell’oceano.

E allora penso che non conti essere adottati o biologici, i figli crescono felici se di fronte hanno due genitori felici. Ci sono figli adottati che si imbattono in problemi e che vivono disagi ma sono gli stessi problemi e disagi che può vivere anche un figlio biologico. Quando c’è l’amore c’è tutto, e non è un modo di dire, è la verità. Quando in una famiglia ci si ama davvero, si possono commettere tutti gli sbagli del mondo nei confronti di un figlio ma nessuno sbaglio sarà in grado di dividere, anzi, sarà un ostacolo che rafforzerà tutti i legami. 

La nostra famiglia è un miscuglio di pelli, di idee, di ambizioni e di sogni. È una famiglia in cui ci si aiuta, ci si parla. E si parla davvero di tutto, senza paure né esitazioni. Siamo così diversi, tutti e quattro, e al contempo così uguali. Io e mio fratello ci sentiamo italiani puri, ma al contempo abbiamo, forse geneticamente, un modo di pensare più “orientale”. I miei genitori non hanno fatto di questa nostra diversità un dato di fatto, bensì un valore, una ricchezza. È come se, in un certo senso, ci avessero sempre stimolato ad essere diversi. Diversi dagli altri, capaci di pensare con la nostra testa, di scegliere autonomamente. Di ascoltare la musica che ci piace, di vestirci come ci piace, di amare chi ci piace. Di essere chi vogliamo essere. Ecco che allora la diversità diventa davvero una risorsa, una cosa che ci contraddistingue e ci rende speciali.

Non credo quindi che sia stata l’adozione a rendermi speciale, ma la mia famiglia, così com’è: caotica, creativa, sfrontata, energica e innamorata della vita. “

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  1. Buona sera, sto cercando nel vs archivio l’intervista sulle adozioni, dove qualcuno ha detto che i “genitori adottivi scelgono il loro bambino su catalogo”….Sono una mamma adottiva che tra l’altro ha raccolto l’indignazione di 180 coppie adottive presenti nel mio profilo facebook, le quali mi hanno chiesto di riferire a questa persona che ha parlato in questi termini, che è una grande calunnia, nonchè una delle bugie più stratosferiche che si siano sentite….A noi, viene tolto ogni diritto, anche quella di chiedere di che sesso è, non sappiamo se ci siano malattie ereditarie, non sappiamo nulla!!!! Alcune volte le informazioni che riusciamo a strappare sono pure false…..purtroppo non possiamo come le normali gestanti, avere 9 mesi per sottoporci a tutti quegli esami di routine che ci mettono in guardia da eventuali problemi di salute del nostro bambino, noi, dobbiamo solo tacere, rispondere sempre si, altrimenti ci escludono e dobbiamo accettare tutto, perchè quello che ci dicono, alla minima perplessità ci dicono: “ALLORA LEI NON VUOLE VERAMENTE ADOTTARE!!!!”. Ve lo dico per esperienza personale….e se questa persona parla così perchè a lei è stata data l’opportunità di scegliere su catalogo….sappiate che nemmeno la invidiamo, perchè i figli non si scelgono, si accettano come Dio te li manda e noi tutte…mamme adottive, li accettiamo PROPRIO COSI’….dopo tante difficoltà, umiliazioni e sofferenze, nonchè attese estenuanti….l’ultimo pensiero che la nostra mente può partorire, è quello di sfogliare un catalogo!!! Noi vorremmo solo stringerlo fra le nostre braccia e sappiate, che anche dopo averlo fatto….pezzetti del nostro cuore, rimangono in frantumi per tutti gli altri bimbi che rimarranno ancora ad aspettare negli istituti…Prima di sparare abominevoli menzogne…certa gente, s’informi meglio, grazie.
    Anna.

    • “Non possiamo poi sorvolare su alcune tendenze, contrarie ai principi dell’etica, che stanno prendendo piede oltre Atlantico. Negli Stati Uniti è possibile un abbinamento diretto coppia-bambino, via internet. Bambini ordinati su catalogo. Anche la cosiddetta “adozione prenatale” ha i suoi siti. La gestante che non intende riconoscere il figlio sceglie, via internet, la coppia migliore, in base alla composizione familiare, alla professione esercitata, alla religione praticata, ecc. Procedure aberranti che ricordano le nostre video-promozioni e che di recente Melita Cavallo ha energicamente disapprovato. (..)” – Riflessioni tratte dal Bollettino 04/2003 – Ottobre / Dicembre 2003 dell’ANFAA e da noi pubblicate il 25/01/2013.

      Cara Anna, credo che tu faccia riferimento a questo post. Come vedi si parla di Stati Uniti, non di Italia. In Italia ci sono delle regole molto severe e sottoscrivo quello che hai detto sulle informazioni sui bambini non sempre chiare ed esaustive, sulla paura di non essere capiti se si avanzano delle perplessità etc.

      In questo blog non abbiamo la verità rivelata, proponiamo solo degli argomenti di riflessione che a volte sembrano contraddirsi perchè ogni persona ha il suo pensiero e può dare una sua interpretazione della realtà e viverla in maniera diversa. Ecco allora l’esperienza vivace e gioiosa di Sharal o il rammarico di papà Riccardo (vedi 10 marzo 2013) che parla proprio di assenza di informazioni da parte dell’ente.

      Quello che mi fa piacere è che il mondo dell’adozione sia vigile e attento. Tu e i tuoi amici di facebook seguiteci e rimaniamo in contatto. Uno dei prox post sarà sulla scelta dell’ente e le domande da fare per accertarsi sulla serietà. Potrete intervenire per esprimere il vs punto di vista. Il confronto aiuta a sciogliere le incomprensioni e a trasmettere che cos’è l’adozione vera, vissuta dalle famiglie. A presto.

  2. Il mio commento si riferisce al bel testo di Sharal, che apre il cuore con le sue parole piene di gioiosa riconoscenza verso dei genitori percepiti come splendidi, verso una famiglia ricca di amore e di oblatività. Vorrei far notare però che, a mio parere, tale eccezionale risultato è dovuto ad una serie di elementi favorevoli concomitanti, che purtroppo non sempre si riscontrano: la tenera età in cui Sharal è stata adottata (fatto che, ovviamente, facilita l’identificazione con la famiglia adottante), il particolare spessore intellettuale ed umano dei genitori, il fatto che essi siano molto uniti come coppia e la notevole intelligenza e maturità della ragazza, fatto che si evince sia dagli aspetti formali che dai contenuti del suo scritto e che le consente di apprezzare appieno e valorizzare il dono che la sorte le ha fatto. Si tratta di una serie di variabili su cui solo in piccola parte è dato di influire con l’impegno e la buona volontà. Giovanna

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