Adozione etica. I Nostri Padri: “L’adultera e lo sguardo di Gesù verso gli ultimi”

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In vicinanza della Pasqua proponiamo la pagina di Vangelo che parla dell’adultera con l’interpretazione in chiave moderna dello sguardo di Gesù sulle donne e sugli ultimi.  Buona Pasqua a tutti!

di don Marco Campedelli e don Roberto Vinco – sacerdoti ed educatori

“Tutto è soggetto alle categorie degli uomini del sacro. Del potere sacro. Anche Dio “gode in questi ambienti di una libertà limitata” (Luigi Pozzani). La donna ha commesso adulterio – reato punito con la lapidazione. In questo contesto viene posta la questione a Gesù. Volevano metterlo alla prova…

Ma Gesù porta con sé un Dio che non è soggetto alla legge del tempio, è più grande del tempio, più grande della religione, più grande della morale. Ecco quello che fa Gesù: libera Dio dal recinto che lo soffoca, che gli fa recitare la parte del punitore. Il primo ad essere lapidato dalla religione, da ogni religione quando si ammala di fondamentalismo è Dio. Un Dio che si prende a pietre. Una religione malata di narcisismo e di potere uccide Dio per istallarsi sul suo trono. 

La donna viene trascinata nel mezzo, è un oggetto. A suoi giudici non interessa nulla di lei, lei è un pretesto per mettere alla prova Gesù- E’ un sistema patriarcale tremendo quello che agisce: che assolve i maschi e punisce le donne. Gesù pone una domanda ai suoi interlocutori: chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra.

Gesù fa in modo che il dito che gli scribi e farisei hanno puntato sulla donna si rivolga a loro stessi, in direzione della loro coscienza. E ad uno ad uno se ne vanno, lasciano cadere le pietre per terra. Rimane Gesù e la donna: al centro. Ma Gesù trasforma uno spazio di condanna in uno spazio di misericordia, di tenerezza, di perdono. Gesù scrive per terra.. Che cosa avrà scritto? Quanti se lo sono chiesti…! Ma ciò sembra non avere molta importanza . Sembra piuttosto che scriva per terra perché non vuole ferire con lo sguardo la donna che tanti, troppi  sguardi, hanno ferito e umiliato. Solo dopo quando invita la donna a guardarsi intorno Gesù gli rivela il suo sguardo e le dice: “Va in pace e non peccare più”… 

Questo è un Vangelo che ci educa a rovesciare gli spazi: dagli spazi dell’esclusione a quelli della misericordia, dei diritti umani, della dignità della persona. Un Vangelo che ci aiuta a rimettere al centro il Dio del Vangelo e non il dio della religione, il dio della morale, il dio del potere religioso. Un Vangelo che ci chiama a verificare una lunga prassi di pensiero patriarcale che ha creato esclusione anche nella chiesa, che ha ferito molte donne, che ha messo al centro non il diritto ma spesso l’umiliazione. 

Un Vangelo che ci aiuta a comprendere quanto possa essere importante lo sguardo sull’altro, come sia possibile convertire, cambiare lo sguardo. E ci aiuta anche a capire come uno sguardo malato su dio, porti a proiettare uno sguardo malato sul mondo, sugli altri…( uno sguardo patriarcale su dio genera uno sguardo violento sulle donne, sui bambini, sugli stranieri… )

Da questo Vangelo ci possiamo fare delle domande essenziali:

–          Quale Dio è al centro della nostra vita? Il Dio del Vangelo, compassionevole, liberatore, Padre… oppure il dio vendicativo, patriarcale, moralistico?

–          Abbiano cercato di convertire spazi di esclusione in spazi di accoglienza?

–          Abbiamo cercato di cambiare lo sguardo sugli altri? Sulle donne?

La prima lettura dal profeta Isaia è un invito alla speranza, un invito ad alzare lo sguardo : “ Ecco faccio nuova ogni cosa: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” Così con questa speranza andiamo verso la Pasqua.

In questi giorni sono avvenuti fatti che fanno sperare. Sembra che qualcosa germogli… non ce ne accorgiamo?

Viene eletto un Papa che si mette nome Francesco. Entra nelle case di tutti attraverso gli schermi e dice come direbbe chiunque viene a trovarci: Buonasera! Non è questa la sede per fare analisi dettagliate. Ma possiamo registrare un cambiamento di linguaggio. “ Vorrei una chiesa povera per i poveri”: Non eravamo più abituati a queste parole. Per alcuni sarà poco. Ma il germoglio sull’albero sembra essere spuntato. 

Nel nostro Paese una giovane presidente della Camera appena eletta parla dei diritti, della dignità di tutti, della tutela dei deboli. E’ una lingua che da tempo avevamo dimenticato. Per qualcuno sarà poco. Ma questo linguaggio assomiglia molto a quello delle Costituenti e dei Costituenti che ci hanno regalato la “ più bella Costituzione del mondo”. 

Al Senato sale come presidente un uomo che è stato allievo di Giovanni Falcone. Un uomo che ha combattuto la mafia. Per qualcuno sarà poco. Ma in un paese dove la moralità delle politica è precipitata nella vergogna… questo è qualcosa, questo è un segno che qualcosa germoglia.

E germoglia se il bene del Paese è messo al centro, Paese come persone, volti, storie, ferite, sogni… Così si può scoprire di avere una coscienza a cui rispondere che è molto di più che rispondere al proprio “guru”… La primavera e la Pasqua vanno insieme. Pasqua è primavera. Ma questa primavera, incomincia da noi, dal nostro sguardo su Dio, sul mondo, sull’altro…

Ci sono due immagini ispirate a san Francesco che appartengo al patrimonio mondiale ma che sono nate in questo nostro Bel Paese: l’affresco di Giotto, il sogno di papa Innocenzo che vede una chiesa ormai pronta a crollare sorretta dal Poverello di Assisi. L’altra è nelle stupende parole di Dante nell’XI canto del Paradiso: là dove dice che Madonna povertà rimase vedova per millecent’anni e che solo dopo aver incontrato Francesco potè risposarsi. “Questa privata del primo marito, millecent’anni e più diispetta e scura fino a costui si stette senza invito”.

Non sappiamo cosa ci riserverà il domani. Ma l’oggi sembra regalarci un germoglio. Questo ci basta per sperare nella Primavera.

Che la Pasqua ormai vicina possa essere per la chiesa e per il mondo una nuova primavera: così da ascoltare l’invito del salmo: getta via la veste del lutto e indossa l’abito della gioia….

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