Adozione etica. Mamma Lucia: “Adozione, no grazie!”

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“Dopo mobili sfasciati, qualche pugno mollato qua e là, appostamenti per osservare le pessime frequentazioni di mio figlio, chiamate al 118 per calmare le crisi isteriche…. Beh, faccio un po’ fatica ad essere ottimista. No, non credo che adotterei di nuovo. E’ stata veramente molto dura. Adesso mio figlio ha 25 anni e sembra aver trovato un certo equilibrio. Finalmente, dopo 25 anni, lo sento figlio mio fino in fondo. Non posso, però, dimenticare l’enorme sforzo di mio marito e mio nel gestire la situazione. Noi abbiamo avuto legami e aiuti specialistici che ci hanno sostenuto e che non tutti hanno la fortuna di avere. Si, ci penserei molto bene. Prima di adottare bisogna fare i conti con le forze e i mezzi che si hanno a disposizione in maniera onesta, senza ingannarsi.”

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  1. L’adozione e come si dice un terno al lotto. Anche io e mia moglie abbiamo faticato molto. Non ai livelli di Mamma Lucia però non è stato semplice lavorare 10 anni, fortunatamente aiutati, per far trovare a nostra figlia il suo giusto equilibrio. Di storie di adozioni ne conosciamo tante, alcune facili altre molto difficili. Trovo molto giusto l’ultimo pensiero di Mamma Lucia anche se quando si ha l’ansia di adottare a volte questi ragionamenti sembrano fuori luogo.

    • In questa parte del blog abbiamo cercato di dare spazio a vari genitori che con la loro esperienza ci possono far vedere le diverse angolazioni dell’adozione. Ci tengo a sottolineare che l’obiettivo non è quello di far desistere le coppie che stanno adottando. Anzi! Come ha detto in un altro commento mamma Fausta, sapere aiuta ad affrontare i momenti critici. Se poi le cose vanno bene, tanto meglio. Noi siamo felici quando sentiamo e vediamo adozioni riuscite con figli e genitori soddisfatti e sereni.

  2. Da mamma di un bimbo di 6 anni arrivato 2 anni e mezzo fa, parecchio più “impegnativo” di quanto avevamo previsto: noi abbiamo adottato un bimbo “special need” con un problema di salute segnalato che di fatto (grazie a Dio!) era ormai passato e ci siamo trovati a fronteggiare un ritardo psicomotorio da deprivazione molto più importante di quanto sembrava e che ha richiesto una certa riorganizzazione della vita famigliare e lavorativa oltre che mentale!

    A volte tra lavoro fuori casa, in casa ed esigenze di un figlio che richiede sicuramente molte più attenzioni di un bimbo “normale” sono arrivata a dire “basta, non ne posso più!!!” però pensandoci e ripensandoci, se tornassi indietro, rifarei tutto daccapo! Penso che arrivare a dire “non ce la faccio più” sia umano, e non sia prerogativa solo dei genitori adottivi. Forse a noi viene più facile imputare molte cose al fatto che i nostri figli sono adottati, che in qualche modo li abbiamo cercati più degli altri, che potevamo magari dire di no all’abbinamento, xchè non abbiamo le forze e i mezzi, chiedere a più specialisti x capire la reale situazione del bambino, che potevamo “scegliere” diversamente e chi più ne ha più ne metta…penso che di paturnie del genere l’elenco sarebbe infinito…

    Però forse ci scordiamo che i nostri figli sono prima di tutto FIGLI e basta! e i figli non si scelgono, sono così come sono. Certo si può scegliere di diventare genitori o no, però nel momento in cui lo si diventa, sia con un parto sia con un’adozione, si firma una cambiale in bianco e si deve essere pronti a tutto. Uno all’inizio pensa sempre ad un bel frugolino senza problemi, ma la realtà è diversa! Anche x i figli biologici!

    Nell’adolescenza poi si scatena il finimondo! Mio fratello, tra i 14 e i 16 anni, in casa faceva di tutto: urlava, insultava i miei, me e il mio ragazzo, faceva scene da paura tanto che io mi vergognavo ad uscire di casa…e non era stato adottato! Per me sono stati anni terribili quelli, anche se poi tutto è rientrato xchè l’adolescenza prima o poi finisce! Però un genitore biologico soffre da cani ma difficilmente dice che se tornasse indietro ci penserebbe bene su! xchè è suo figlio e stop anche se è un disgraziato!

    Forse il pensiero che certi problemi non sono poi esclusivi dell’adozione, ma sono insiti nell’essere genitori aiuta a vedere le cose sotto un’altra angolazione.

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