Adozione etica. Mamma Livia: “Pensavo di non farcela più”

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“Eravamo allo stremo con mio figlio adolescente. Battaglie tutti i giorni e tutte le notti. Non so cosa pensassero i miei vicini di casa. Mi aspettavo che chiamassero il 113 tanto era il trambusto che creavamo nel condominio. Un giorno mi arriva a casa un questionario un’indagine sulla situazione delle famiglie adottive con figli adolescenti. C’erano domande molto specifiche che coglievano nel vivo le difficoltà che vivono molte famiglie adottive e gli stati di devianza di alcuni ragazzi. L’indagine era rivolta ai genitori e ragazzi con questionari separati. La sezione dedicata alle madri indagava sulle cause di stress e stanchezza psico-fisica chiedendone il motivo e il peso in un range da 1 a 6. Ormai all’apice della sopportazione, ho risposto al massimo della valutazione negativa a tutte le domande. Poi, però, alla domanda diretta “Adottereste di nuovo?” mi sono ritrovata a rispondere “si”. In quel momento mi sono resa conto che, nonostante le arrabbiature e forti pressioni del momento, rimaneva chiaro che, io, come persona, consideravo l’adozione un’esperienza di vita importante. Devo, infatti, ammettere che mi ha fatto scoprire alcuni lati di me che non conoscevo, da quelli negativi come la facilità all’ira, alla grande forza interiore e determinazione. Certo l’adozione non la consiglio a chi crede di costruire una famiglia patinata.”

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