Adozione etica. Papà Enrico 2: “Gli abusi all’interno degli istituti vanno combattuti con tutte le forze”

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Quello che va evidenziato in senso positivo è il coraggio e la maturità dei bambini che denunciano quanto hanno subito, questo è avvenuto sicuramente perchè la famiglia di accoglienza ha fatto sentire loro la piena accettazione senza se e senza ma, si sono sentiti protetti e rassicurati. Ancora una volta sono i singoli genitori adottivi a dare lezioni a istituzioni o a enti autorizzati che continuano a dissuadere l’accoglienza di bambini “grandicelli”. 

L’articolo conferma purtroppo che molte volte abusi e violenze sono perpetrati all’interno dell’istituto che dovrebbe proteggerli, ma che purtroppo protegge “l’orco che è nel recinto“. Questo a mio giudizio è da considerarsi una vera e propria “barbarie”, conosciuta, ma il più delle volte “ignorata”, taciuta o sottovalutata. Non è “umanamente” tollerabile lasciare un minore alla mercè dell’orco. Se è in famiglia o solo, può difendersi scappando chiedendo aiuto ai servizi, all’amico al vicino ecc., ma se è nel recinto che l’orco gestisce, non ha scampo. 

Non capisco il perché non si voglia vedere e affrontare il problema, anche quando emerge con evidenza. Molte volte alle coppie viene chiesto di fare una “donazione” direttamente all’istituto che accoglie il proprio figlio o di raccogliere denaro con progetti di sostegno a distanza o altre forme di aiuto diretto, in cambio magari di un abbinamento a loro gradito. Se questo comportamento passa, scavalcando le varie autorità centrali, previste dalla convenzione dell’Aja, va considerato come un campanello d’allarme che deve far pensare. 

Non si può andare ad adottare ed avere delle strane proposte, come scegliere da un catalogo o in base alla simpatia o alle regalie che si pensa, “in buona fede“, di fare al personale dell’istituto o personaggi che gli gravitano intorno. A prescindere dal giudizio morale che ognuno di noi può avere, il vero pericolo è che si aiuti inconsapevolmente a nutrire “l’orco” che utilizzerà questi aiuti per comprare “il silenzio” delle vittime e dei complici, ed apparire come il buono che riesce ad avere contributi a pioggia. 

La violenza all’interno degli istituti deve essere combattuta come priorità assoluta per la difesa del minore. Esiste una letteratura consolidata e condivisa su quanto sia “destabilizzante in modo permanente” la violenza attuata sui minori da figure di riferimento per il minore stesso (genitore convivente, famigliare, educatore, religioso, ecc…). Il pedofilo, il violentatore, il più delle volte ha subito egli stesso la violenza che infligge al minore. E’ una catena perversa che deve essere spezzata, che non si deve più permettere. 

L’istituto dell’adozione cosi come voluto dagli Stati membri nella convenzione dell’Aja potrebbe dare un contributo per smascherare e far uscire l’orco dal recinto, il caso citato ne è una prova.

(continua…)

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