Adozione etica. “Il cibo che sprechiamo. Dai media sembrerebbe che….”

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Metà dei prodotti alimentari viene sprecata. Colpa delle brutte abitudini e di una cattiva gestione. Se pensiamo che quasi un miliardo di persone è denutrito, lo spreco di cibo rientra nell’area dell’”etica”. Da un rapporto della FAO sembrerebbe che le nostre cattive abitudini siano collegate anche alle offerte “prendi due e paghi uno”, che ci portano ad acquistare più del necessario, e da una gestione delle scadenze dei supermercati che andrebbe modificata. I produttori, infatti, metterebbero una data di scadenza con enormi margini di sicurezza per minimizzare il rischio che qualcuno si ammali per cibo avariato e li trascini in tribunale. Al di là della conservazione e gestione dei prodotti in frigorifero, andrebbero valutati anche i quantitativi di acqua ed energia per produrli. Sempre secondo il rapporto della FAO circa il 70% dell’acqua dolce viene usato per la produzione alimentare, di cui il più importante catalizzatore sarebbe la produzione di carne rossa. “Ogni chilo di manzo richiede 15.415 litri d’acqua rispetto ai 237 necessari per produrre un chilo di cavoli”. Il cioccolato ne consuma anche di più: 17.196 litri al chilo! Nei paesi ricchi, inoltre, gran parte dell’energia finisce nei fertilizzanti e pesticidi. Per sfornare riso e patate per 19-22 persone è necessario un ettaro di terra, lo stesso appezzamento servirebbe per sfamare solo due persone che si nutrono di carne – (sintesi dell’articolo “Gli sprechi a tavola” – Internazionale 18/01/2013).

Le responsabilità delle autorità centrali. (…) Tim Fox, responsabile energia ambiente per l’Ime, conclude: “Il quantitativo di cibo sprecato e perso in tutto il mondo è vertiginoso. Questo cibo potrebbe essere usato in prospettiva per alimentare la popolazione mondiale, in costante aumento come per far fronte ai bisogni di chi soffre la fame oggi. E tutto ciò implica anche uno spreco non necessario di terra, acqua e energia….I governi e le agenzie internazionale, e l’Onu in particolare, dovrebbero lavorare di concerto per fare in modo di cambiare la mentalità della gente e scoraggiare le pratiche di spreco di contadini, produttori di cibo, supermercati e consumatori” – (fonte: repubblica.it – 10/01/2013).

Nel laboratorio dei sogni il cibo cresce sul muro di casa. La cucina di casa come un pianeta in miniatura, nel quale far crescere ciò di cui  si ha bisogno, da cui ricavare energia e materiali riciclati, e grazie al quale avere uno stile di vita più sano.  Sta tutta nell’eco-cucina la visione del mondo urbano come realtà sostenibile presentata dal gruppo di ricercatori, ingegneri e designer della Dalian Nationalities University cinese, vincitore del Dream Lab 2012 della Kingston University di Londra. (…) Secondo i vincitori, le pareti della cucina (così come i tetti dei grattacieli) potrebbero essere sfruttate per far crescere legno e vegetali grazie alla tecnologie di coltivazione verticale; ciò che viene prodotto come scarto o rifiuto potrebbe essere riciclato in una specie di stomaco meccanico in grado di produrre energia, e le cattive abitudini alimentari (dalla cottura a ciò che si mette in tavola) potrebbero essere corrette grazie ai consigli di un robot che potrebbe funzionare come coach per il cibo. Per quanto riguarda le ricette, poi, alghe e insetti potrebbero diventare protagonisti di gustose pietanze e avere un ruolo molto più importamte  di quello attuale nell’alimentazione quotidiana – ( fonte: Sole24Ore – 27/01/2013).

In attesa della eco cucina, piccolo comportamento etico. Difficilmente, per la parte del mondo affamata, cambierà qualcosa se buttiamo via meno cibo, ma, personalmente, penso: “Sono una persona fortunata, non mi manca nulla. Quello che ho, però, cerco di utilizzarlo al meglio e fino in fondo. E’ una forma di rispetto per chi non ha niente. Tra l’altro ciò mi avvantaggia anche sotto un profilo salutistico. Utilizzerò per il mio organismo solo quello che serve. Eviterò così malattie come il diabete e l’obesità causate dall’eccesso di cibo”.

Per parlare di come superare la fame del mondo in maniera seria vedi il recente rapporto di Save the Children:  “Metter fine alla povertà in questa generazione” – 2012 http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=547&year=2013&utm_source=stc&utm_medium=email&utm_content=adv&utm_campaign=e-news

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