Adozione etica: “Condizione dell’infanzia. Dai media sembrerebbe che…”

Standard

 I bambini continuano a morire per dolo, per motivi e malattie del tutto evitabili, come diarrea, infezioni, malnutrizione. Decessi praticamente vicini allo zero nei paesi ricchi ma che nei paesi poveri provocano ogni anno una strage. Secondo il rapporto 2012 dell’Unicef il numero dei bambini morti, sono ancora troppi, 7,6 milioni, i piccoli con meno di cinque anni morti per povertà e deprivazione. Quasi tutti questi decessi (dato 2010), 7.5 milioni avvengono nei paesi in via di sviluppo. In media, nel mondo muoiono 57 bambini ogni mille nati vivi; vent’anni fa erano 88 e quaranta anni fa 139. (…) I rapporto 2012 concentra sulle aree urbane (“Figli delle città”), dove vive il 50% della popolazione mondiale e dove entro la metà del secolo arriverà ad oltre due terzi (+60 milioni ogni anno) del totale. (…) qui che si concentrano povertà, emarginazione e discriminazione; qui è forte il rischio di abusi e maltrattamenti oltre che di mancanza o carenza di accesso ai servizi socio-sanitari e di istruzione. Nelle grandi città è anche più facile che i bambini e i ragazzi entrino in contatto con droghe ed alcol. (…) Sul traffico di bambini, il rapporto evidenzia che nel mondo 2,5 milioni di persone sono coinvolte nel lavoro forzato, una conseguenza del traffico di essere umani: dal 22 al 50% sono bambini. – di Agnese Malatesta (Fonte: Ansa – 28/02/2012)

Ricerca «Generazione 2025» dell’Unicef. Entro il 2025 un bambino su tre sarà africano. E i minori di 18 anni saranno un miliardo in più. (…) per quanto India e Cina continueranno ad avere una quota significativa della popolazione mondiale, sarà la Nigeria il paese ad avere il maggiore incremento in assoluto della propria popolazione inferiore ai 18 anni, con ben 31 milioni di bambini in più e un incremento del 41% tra il 2010 e il 2025. Ma sempre in Nigeria avverrà un decesso su otto tra quelli che a livello mondiale si registreranno tra i minori di 18 anni. (…) saranno le nazioni del Sud del mondo, quelle con le maggiori difficoltà economiche e sociali, a registrare gli incrementi maggiori (solo gli Stati Uniti, tra quelli che faranno segnare una crescita della percentuale di bambini tra la propria popolazione, rappresenteranno i Paesi più ricchi), sia perché si porrà il problema di come organizzare le risorse in società che tendono ad un sempre maggiore invecchiamento. (…)Dobbiamo fare tutto il possibile perché questi bambini abbiano ogni possibilità di sopravvivere, svilupparsi e raggiungere il loro pieno potenziale». «Ma i bambini non votano, le risorse saranno usate per gli anziani. – di Al.S. @ alex_sala (fonte: corriere.it – 20/11/2012).

Cresce la disuguaglianza tra bambini ricchi e bambini poveri. E’ ciò che dice il rapporto “Nati Uguali” di Save the Children diffuso in occasione della Giornata Mondiale per l’Infanzia. Una condizione che influisce drammaticamente sulla loro salute, la loro educazione e le possibilità di sopravvivenza, esponendoli maggiormente alle malattie, al ritardo fisico o mentale, e all’abbandono scolastico. (…) Il Rapporto raccoglie i dati relativi a 32 paesi. Il gap tra i bambini poveri e quelli ricchi a livello globale è cresciuto del 35% rispetto al 1990 – un aumento doppio rispetto a quello riscontrato per gli adulti – con la conseguenza che in alcuni paesi la mortalità infantile sotto i 5 anni per i bambini poveri è doppia rispetto a quella dei più ricchi. In linea generale, il rapporto dimostra che i bambini che nascono con maggiori possibilità economiche hanno 35 volte le possibilità di accedere alle risorse rispetto a quelli più poveri e questo riguarda ad esempio l’accesso all’educazione, alle cure sanitarie, ma anche una minore possibilità di dover lavorare in tenera età. (…) La disuguaglianza va combattuta senza tregua se vogliamo dare a tutti i bambini la stessa possibilità di vita e di sviluppo, perché possano beneficiare degli enormi passi fatti dal progresso a livello globale,” ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. In alcuni paesi la distanza tra bambini ricchi e poveri negli ultimi vent’anni è quasi triplicata, come nel caso del Perù dove è aumentata del 179%. Gli altri paesi meno virtuosi sono Bolivia (+170%), Colombia (+87%), Camerun (+84%) e Ghana (+78%). (fonte: savethechildren.it – 04/12/2012).

Un quarto della popolazione europea è a rischio di povertà o esclusione sociale. Il dato è stato diffuso da Eurostat, ed è peggiore rispetto a quello del 2010 (23,4%). L’Italia nel 2010 (il dato 2011 ancora non c’è) era leggermente al di sopra della media, 24,5%. L’indicatore raggruppa le persone che si trovano a rischio di povertà, in uno stato di grave deprivazione o che sono al limite della disoccupazione (lavorano meno del 20% della loro potenziale capacità lavorativa). Si tratta di 119,6 milioni di persone, con un’alta concentrazione in Bulgaria (49%), Romania e Lettonia (40%). – di Rosaria Amato (fonte repubblica.it-04/12/2012).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...