Scelta delle superiori. Libro: “Cooperative learning. Lineamenti introduttivi”

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Un libro utile a tutti quegli insegnanti ed educatori che vogliono sperimentare questo metodo didattico.

Stefania Lamberti 

“Cooperative learning. Lineamenti introduttivi” 

QuiEdit 2010

 

Presentazione del libro: “Il difficile rapporto educatore-educando che oggi molti insegnati/educatori vivono nei contesti scolastici, impone un urgente ripensamento delle azioni didattiche e delle modalità di gestione delle relazioni, sia tra studenti e insegnanti che tra pari. La nostra scelta è proporre il Cooperative Learning come metodo efficace per evitare un crescente numero di abbandoni e/o insuccessi scolastici.

Il libro si struttura in una prima parte teorica finalizzata a delineare alcuni tratti connotativi della nostra società complessa, multiculturale e globale. In una seconda parte in cui vengono definiti gli elementi fondanti del Cooperative Learning. E in una terza parte in cui si propongo interventi didattici da realizzare nei differenti ordini di scuola e strutture peculiari dell’apprendimento cooperativo. Non mancano esempi di come sia possibile insegnare le abilità sociali in modo diretto agli studenti.” 

Cos’è il cooperative learning?

“Il cooperative learning può essere genericamente definito come un insieme di tecniche di conduzione della classe nelle quali gli studenti lavorano in piccoli gruppi per attività di apprendimento e ricevono valutazioni di base ai risultati conseguiti. (…) è anche un movimento educativo che ha radici lontane. In ultima analisi è una filosofia di vita.

Con il termine cooperare s’intende lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Pertanto non è sufficiente chiedere ad alcune persone, o agli alunni, di unirsi per creare una situazione cooperativa, è necessario invece che i membri del gruppo apprendano le modalità di lavoro cooperativo e imparino a cooperare. Altrettanto significativa è la condivisione dell’obiettivo identificativo, in modo che tutti lo sentano come proprio e quindi contribuiscano affinchè il vantaggio personale coincida con quello collettivo. (…)

Innanzitutto una classe cooperativa si distingue per i comportamenti efficaci che tutti gli studenti hanno: essi sono consapevoli che per portare a termine un compito necessitano dell’aiuto di tutti e per questo lo scambio di materiale, risorse, di idee risulta spontaneo. (…)

Stare insieme, essere parte di un gruppo si è dimostrato positivo in particolar modo per quegli alunni che hanno qualche difficoltà. Si è notato che la condivisione in gruppo tra pari fa diminuire l’ansia da prestazione e permette di trovare quelle sicurezze che un lavoro individuale talvolta rende difficile. (…)

Alcuni apprendimenti se pur conseguiti attraverso esercizi di role playing, di modelling o di simulazione, non investono solo il piano cognitivo, ma prevedono soprattutto il coinvolgimento emotivo-relazionale e contribuiscono ad influenzare i comportamenti autentici nella vita di tutti i giorni. (…) Studi hanno verificato che estendere comportamenti cooperativi al di fuori della classe aiuta studenti e insegnati a far propri i cambiamenti positivi. D’altro canto impostare un’istituzione scolastica secondo il principio dell’interdipendenza positiva aiuta a vivere i principi della democrazia.” (tratto da “Cooperative Learning: una metodologia per la gestione dei conflitti” – Stefania Lamberti – CEDAM 2006)

 

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