Scelta delle superiori. La scuola che vorrei e le eccellenze italiane: “Il caso di Monterotondo”

Standard

di Maria Novella De Luca – giornalista 

(…) Da tre anni all’istituto comprensivo “eSpazia”, a Monterotondo, venticinque chilometri da Roma, paese meta di migrazioni della middle class dalla Capitale ma anche di molta immigrazione, si sperimenta una didattica particolare basata sul concetto di comunità. Un polo d’istruzione dove le parole d’ordine sono accoglienza e integrazione, i percorsi sono differenziati per ogni allievo e le lezioni frontali, cioè una per tutti, un ricordo del passato. E i prof sembrano entusiasti del loro lavoro. 

“Le nostre classi vanno dalle sezioni Primavera alla terza media, dai 2 ai 14 anni, con una idea di approccio globale all’insegnamento, e di cooperative learning, chi è più veloce aiuta gli altri, pur nel rispetto e nell’incentivo delle eccellenze”, spiega Caterina Manco, dirigente scolastica dell'”eSpazia” dal 1993, anima e motore di questa scuola dove sempre più docenti chiedono di poter lavorare. L’architettura dei corridoi è scarna ma ingentilita da disegni e murales, l’odore della mensa è buono, e basta entrare nelle classi che adottano il metodo “Senza zaino” per trovarsi in aule luminose, senza cattedre, ricche di materiali di ogni tipo, perché nulla si porta a casa ma tutto resta a scuola, in comune. 

C’è l’angolo dell’agorà (di discussione), l’angolo dell’autocorrezione dei compiti… E poi laboratori, classi aperte, lezioni “lunghe” per i ragazzi delle medie, 90 minuti invece dei soliti 60 per non frammentare il tempo dell’apprendimento, che però avviene in modo creativo, attraverso, anche, teatro, fotografia, grafica, musica, e naturalmente classi 2.0, classi Mac. “Per arrivare al contenuto ogni ragazzo sceglie il medium cioè lo strumento che preferisce, ma attraverso questa flessibilità impara ad imparare”. 

Ma la caratteristica di questo istituto comprensivo, in prima linea nell’accoglienza agli immigrati, ai bambini e ragazzi con handicap, nel riconoscimento dei disturbi dell’apprendimento, è il “tutoraggio” dei professori. Aggiunge con orgoglio Caterina Manco: “Chi arriva in questa scuola viene preso in carico da docenti già esperti nel metodo, e seguito giorno dopo giorno. Questo si traduce spesso in una sorta di ri-motivazione verso l’insegnamento, anche se qui si fanno più ore, viene richiesto più impegno, si passano a scuola intere giornate. E infatti c’è chi dopo qualche settimana chiede il trasferimento, e chi invece fa di tutto per lavorare con noi”. 

Ricorda Marco Barozzi, educatore e fotografo: “Appena arrivato qui mi hanno chiesto di occuparmi di tre ragazzi difficili, anzi difficilissimi… Del mio laboratorio di fotografia non gli importava davvero nulla, erano arrabbiati con il mondo e con la vita, violenti, ma attraverso quel laboratorio si è creato un contatto, una confidenza, che a poco a poco ha vinto le loro diffidenze e sgretolato quel muro. Oggi siamo amici e loro sono ragazzi sereni”. 

(fonte: repubblica.it – 30/03/2012)

Curiosità. A novembre 2012 alla Fiera di Genova si è tenuta la nona edizione di Abcd, il salone italiano dell’educazione con le principali novità nel settore della didattica e nuove tecnologie in classe. Una tre giorni di incontri, dibattiti e laboratori con dimostrazioni aperte a tutti e appuntamenti ad hoc per docenti, dirigenti scolastici, famiglie e studenti. Per saperne di più vedi http://www.repubblica.it/scuola/2012/11/14/news/scuola_digitale_e_lezioni_multimediali_novit_in_mostra_al_salone_di_genova-46606063/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...