Scelta delle superiori: Mamma Sabri: “Metodo Feuerstein: un momento…anch’io finalmente sto pensando”

Standard

“L’incontro con il metodo Feuerstein (il cui motto è appunto “un momento sto pensando”) è avvenuto grazie a mia figlia, una solare e caparbia ragazzina etiope con noi da 5 anni. La valutazione degli apprendimenti, fatta alla fine della seconda elementare aveva evidenziato difficoltà di apprendimento specie nell’ambito visuo-percettivo e nella pianificazione del lavoro, difficoltà che si ripercuotevano a livello scolastico nelle diverse discipline e nella relazione tra pari. 

La scuola per K. è sempre stata un importante luogo di socializzazione e occasione di incontro, ma per quanto riguarda la formazione che offriva, questa era vissuta con ansia, competizione, senso di inadeguatezza e frustrazione. Facilitarle il percorso scolastico affiancandole qualcuno nei compiti pomeridiani, rinforzare i punti deboli con esercizi adeguati avrebbe significato caricarla tutti i giorni di altro lavoro, cosa che lei assolutamente non avrebbe accettato. 

La psicologa mi consigliò quindi di potenziare la flessibilità cognitiva applicando il metodo Feuerstein. Tale metodo prevede che il bambino, o l’adulto, affiancato da un mediatore e attraverso appositi strumenti di lavoro, possa incrementare le proprie capacità cognitive e possa modificare i propri schemi mentali, senza passare attraverso le discipline scolastiche. Non senza fatica, comunque! E’ un processo dinamico in cui il ragazzo è chiamato ad essere protagonista attivo; è quindi indispensabile che riconosca che c’è un problema e che collabori fattivamente per risolverlo. 

K. ha seguito il metodo Feuerstein per circa due anni presso un studio a Villafranca di Verona. Non ha mai completamente digerito il fatto di aver bisogno di qualcuno (un mediatore nella fattispecie) o di strategie particolari per superare le sue difficoltà; in alcuni momenti ha opposto resistenza passiva al metodo che comunque deve aver lavorato lentamente dentro di lei. Le maestre hanno sottolineato il miglioramento, in particolare nella comprensione del testo e gli equivoci con le compagne sono finalmente cessati. 

Attualmente K. ha sospeso il percorso, per dar modo al suo cervello di cristallizzare quanto appreso; io ho invece  intrapreso un corso di formazione sul metodo Feuerstein spinta dai risultati ottenuti e dalla curiosità. Ho provato su me stessa le difficoltà vissute da mia figlia, ma nello stesso momento ne ho potuto anche verificare le potenzialità. E’ un metodo che ti costringe a riflettere, ad analizzare i fatti prima di prendere decisioni, invita al confronto, a leggere le tue e altrui emozioni, ad accogliere anche le idee degli altri, a riconoscere le relazioni significative e ad applicare tutto questo nella vita di tutti i giorni. Infine ritengo che i Criteri di Mediazione, su cui il metodo si basa, siano principi particolarmente utili per affrontare le difficoltà che la genitorialità adottiva porta con sè.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...