Scelta delle superiori. Lettera di un padre adottivo 5: “Il consiglio di classe”

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Nell’ultima riunione del consiglio di classe – sono stato rappresentante dei genitori – mi hanno colpito alcune cose. La prima è una conferma: non esiste il dibattito. Ci siamo seduti lì solo per ratificare cose già decise.

Quanto ai libri, mi sono reso conto che a nessuno dei suoi insegnanti interessa sapere cosa pensiamo noi genitori. Magari avrei potuto dire che il testo di Economia e Diritto, oltre ad avere qualche penoso passaggio “ideologico” (senza riscontro scientifico), è scritto… coi piedi: hanno proprio sbagliato l’editing. Tanto fumo e tante parole, e poco arrosto. Avrei anche potuto dire che io studio francese, con un’insegnante madrelingua docente alle superiori, su un testo decisamente più interessante e più ricco di esercizi di quello adottato. O avrei potuto osservare che il libro di Storia avrebbe bisogno di una “ripulita” al testo e dell’aggiunta di schemi e grafici. 

La coordinatrice si è lamentata – esprimendo l’opinione di tutti i docenti – del fatto che la classe nell’ultimo mese è “distratta”, poco attenta, si chiacchiera troppo. Non so se è da mettere in relazione con la presenza di mio figlio, a cui la stessa insegnante ha fatto riferimento (senza citarlo) come di un “problema”. Mi lasci dire che la cosa mi ha profondamente turbato e amareggiato. Non ho voluto dire nulla, perché avrei dovuto citare gli episodi che le ho riferito, e questo non sarebbe stato corretto in un rappresentante di classe. 

Peraltro, un mese dopo il ritiro di mio figlio, ho avuto notizia che il clima in classe non era migliorato. Allora pongo a lei e ai suoi insegnanti qualche domanda. A nessuno è venuto in mente che magari la colpa non è solo degli studenti – che ci mettono del loro, sia chiaro, e vanno puniti con severità dove necessario – ma anche di chi non sa appassionare? A nessuno viene il dubbio che non sa affascinare i suoi studenti, non li sa motivare e catturare?  C’è nessuno che osa pensare che si può insegnare divertendo?  Eppure dovrebbe fare riflettere l’ennesima scoperta che le emozioni lasciano segni indelebili nella conservazione dei ricordi. Riuscite ad emozionare i vostri studenti? Ne favorite la creatività? E ancora: riuscite qualche volta a ridere? Perché nel consiglio di classe tira un’aria seria da   vecchio Pcus. Questo avrei voluto chiedere, con modi educati sia chiaro, se solo… si potesse parlare nel consiglio di classe del suo liceo. 

Mi permetto allora di consigliare, a questo proposito, l’interessante intervento – visionabile su Youtube – di Sir Ken Robinson. E’ uno studioso che pone una domanda doverosa per un liceo delle scienze sociali: “Do schools kill creativity?”. Sono 20 minuti di filmato che fanno pensare e che divertono. Divertimento e riflessione non sono nemici…

(continua…)

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