Scelta delle superiori. Lettera di un padre adottivo 1: “Al preside di un liceo psicopedagogico e delle scienze sociali”

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Egr Sig Preside,

sono il genitore di uno studente iscritto al primo anno del suo liceo. Ho ritirato ufficialmente mio figlio proprio oggi, anche se manca da scuola da un paio di mesi. Il suo ritiro mi permette di sottoporle alcune riflessioni su questa esperienza. 

Sia chiaro che sono ben consapevole di una cosa: a dirla con Bertolt Brecht, visto che tutti gli altri posti sono occupati, sono seduto “dalla parte del torto”.

E’ mio figlio che “ufficialmente” ha fallito, non i suoi insegnanti, non il suo liceo, non la sua dirigenza. Dico questo, pur sapendo di tradire così la mia formazione, quella formazione che ritiene che sia la scuola, per prima, a “vincere” o a “perdere” davanti al successo o alla sconfitta di un/a suo/a studente/studentessa. 

Premetto che non sono, né sono mai stato, il “sindacalista” di mio figlio. Sono stato molto severo con lui, a volte anche troppo, perché penso che il diritto allo studio sia anche un dovere all’impegno, al rispetto dei compagni e degli insegnanti, all’osservanza delle regole. 

Sono un professore universitario. Qualcuno dei suoi studenti poi diventa mio studente, dato che molti miei allievi vengono dal liceo sociopsicopedagogico. Fra quei corsi e varie lezioni nei master, posso dire di avere avuto dal 2003 a oggi oltre 1.200 studenti e studentesse. Persone che ho guardato negli occhi, che ho chiamato con il nome di battesimo e che in una sessantina di casi ho anche contribuito a laureare. 

Quanto a mio figlio è arrivato in Italia già grande che non sapeva nulla di italiano, nulla di cos’è una famiglia e molto poco di cos’è una scuola. Ha frequentato le elementari con buoni risultati. E con discreti risultati – eccellenti se consideriamo il punto di partenza – si è diplomato alla scuola media. Avrebbe potuto fare meglio, se la sua inevitabile “crisi adolescenziale”, moltiplicata a causa della sua storia personale, non gli avesse inibito un impegno al top durante l’ultimo anno delle medie. Quella crisi che poi si è riversata sul primo anno al liceo. 

Ora mio figlio sta seguendo un percorso di riorientamento, prende lezioni private di matematica e a settembre comincerà un corso di inglese in vista del nuovo anno scolastico in un’altra scuola. 

Detto questo, le espongo le riflessioni su questa esperienza al liceo. Lo farò dal mio punto di vista. E lo farò per punti.

(continua…)

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