Scelta delle superiori. Cosa fanno le Associazioni di famiglie – Coordinamento CARE

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Uno dei compiti che si è prefissato il Coordinamento CARE è quello di portare avanti accordi e dibattiti sull’accoglienza dei nostri figli a scuola. A questo fine è stata redatta una Carta d’Intenti per sensibilizzare le scuole attente alle peculiarità dei bambini e ragazzi adottivi. E’ un documento diviso per scuola d’infanzia e primaria, scuola secondaria di I e I grado. Seguirà un breve presentazione di Livia Botta dell’Associazione Genitori Si Diventa.

Per visionare la Carta nel suo complesso si consiglia il sito http://adozionescuola.blogspot.it/2012/02/una-carta-dintenti-per-la-scuola_07.html

(…) “C’è da dire che l’input per queste riflessioni è partito soprattutto dalle associazioni di genitori e che la scuola, salvo rare e lodevoli eccezioni, risulta ancora impreparata e spesso scarsamente consapevole delle specificità e dei bisogni di cui gli alunni adottati sono portatori. Inoltre, mentre la riflessione sulla scuola dell’infanzia e primaria è ormai ricca, più carente è quella sui cicli scolastici successivi. Eppure il fatto che oggi tanti bambini arrivino in adozione già grandi, e che dunque vengano inseriti a scuola negli ultimi anni delle elementari o direttamente nella scuola media, insieme alla constatazione che alcune comuni problematiche adolescenziali possono presentarsi negli adottati con particolare virulenza, inducono a portare rapidamente al centro dell’attenzione anche la scolarizzazione secondaria. (…)

Un aspetto ritenuto prioritario è l’istituzione della figura di un docente referente che possa fare da cerniera tra scuola, famiglia e servizi e che, grazie alla competenza più approfondita sulle peculiarità dell’adozione, possa essere punto di riferimento per i colleghi che hanno alunni adottati nelle loro classi. Altri punti cardine riguardano i tempi e le modalità del primo inserimento scolastico dei bambini adottati; l’opportunità di far riferimento, nello svolgimento delle normali attività didattiche, ai diversi modelli di famiglia presenti nella realtà odierna, e di prestare particolare attenzione, nel momento della costruzione dei primi concetti temporali, a proporre attività che possano includere le storie personali di tutti gli alunni; la necessità di programmare percorsi didattici personalizzati se necessario.

Ma con quale scopo è stata realizzata questa carta d’intenti? La finalità del gruppo che l’ha prodotta è farne un’occasione di sensibilizzazione del personale scolastico alle problematiche adottive. L’intenzione è di presentarla alle scuole del territorio, per verificare quante e quali la sentano a tal punto in sintonia con la propria cultura educativa da farla propria, quante ne colgano anche solo alcune parti per assumerle nel loro progetto di scuola. Ogni istituzione scolastica elabora un proprio Piano dell’Offerta Formativa nel quale illustra il proprio progetto didattico, di cui i contenuti della carta d’intenti potrebbero entrare a far parte.

Conoscere a priori in che misura una scuola sia consapevole delle specificità e criticità dell’adozione e che attenzione sia pronta a prestare al percorso scolastico di bambini e ragazzi adottati potrebbe rappresentare per i genitori un ancoraggio importante, sia nel primo contatto con la scuola dei loro figli che nel prosieguo del loro percorso scolastico. (…)

(fonte: genitorisidiventa.org – 06/05/2012)

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