Scelta delle superiori: “La mente imperfetta degli adolescenti”

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di Akison Gopnik – The Wall Street Journal

Secondo lo psicologo Ronald Dahl, i ragazzi sviluppano un acceleratore molto tempo prima di imparare a girare volante e frenare. Di seguito alcuni passaggi dell’articolo che parla del cervello degli adolescenti e delle nuove scoperte scientifiche.

L’adolescenza è sempre stata un periodo difficile ma per ragioni misteriose oggi la pubertà comincia molto prima. Una delle teorie più accreditate spiega questo fenomeno con i cambiamenti del bilancio energetico umano: i bambini di oggi mangiano di più e si muovono meno rispetto al passato. Allo stesso tempo (…) i ragazzi hanno cominciato ad assumere ruoli adulti sempre più tardi.

(…) Cosa succede quando i bambini raggiungono la pubertà in anticipo ma diventano adulti in ritardo? La risposta è: un bel po’ di stranezze adolescenziali. (…) Secondo una nuova tesi, esistono due diversi sistemi neurali e psicologici che interagiscono per trasformare i bambini in adulti. Negli ultimi due secoli la sincronia evolutiva dei due sistemi si è modificata. Questo ha profondamente cambiato l’adolescenza, generando nuovi tipi di turbe adolescenziali. (…) Gli studi hanno dimostrato che gli adolescenti sono spericolati non perché sottovalutano i rischi, ma perché sopravalutano le gratificazioni (cioè gli attribuiscono un valore più alto rispetto a quanto facciano gli adulti).

(…) I giovani desiderano anzitutto le gratificazioni sociali, e in particolare il rispetto dei coetanei.

(…) Una delle caratteristiche che distinguono gli esseri umani dagli animali è un’infanzia straordinariamente lunga e protetta. (…) Questo periodo di protezione prolungato ci permette d’imparare di più rispetto agli animali. (…) Diventare grandi significa lasciare il mondo dei nostri genitori e cominciare farsi largo verso il futuro che vivremo con persone della nostra età.  (…) Il secondo sistema cruciale del nostro cervello ha a che fare con il controllo, perché  incanala e imbriglia tutta quest’energia. (…) E’ il sistema che inibisce gli impulsi e guida il processo decisionale che incoraggia la progettazione a lungo termine e rimanda le gratificazioni. Questo sistema di controllo è legato all’apprendimento. Diventa più efficace nel corso dell’infanzia e continua a svilupparsi durante l’adolescenza e l’età adulta, di pari passo con le nostre esperienze. Facendo scelte imperfette e poi correggendoci, impariamo a prendere decisioni migliori. (…) La competenza viene dall’esperienza.

(…) In passato per diventare un buon raccoglitore e cacciatore, per imparare a cucinare o ad accudire i bambini si esercitava a fare queste cose durante l’infanzia e nella prima adolescenza. Quando arrivava la spinta motivazionale della pubertà i giovani erano pronti a cercare le vere gratificazioni ma avevano anche l’abilità e il controllo necessari per agire con efficacia e ragionevole sicurezza.

(…) Nella vita moderna il rapporto tra questi due sistemi è profondamente cambiato. La pubertà arriva prima e anche il sistema motivazionale si mette in moto in anticipo. Allo stesso tempo i bambini di oggi hanno pochissima esperienza con i compiti che dovranno svolgere da grandi. (…) Gli adolescenti e i preadolescenti di oggi non fanno quasi nulla a parte andare a scuola.

(…) Ci sono diversi modi di essere intelligenti. (…) Un’istruzione ampia e flessibile come quella che riceviamo al liceo e all’università può entrare in conflitto con la capacità di sviluppare una competenza approfondita e mirata in un determinato settore. (…) Molti giovani sono straordinariamente intelligenti e istruiti, ma sono anche disorientati. (…) Sono entusiasti ed esuberanti, ma incapaci di impegnarsi nel lavoro o in un rapporto affettivo prima dei trent’anni. (…) L’esperienza modella il cervello. Con l’evolvere della regione prefrontale del cervello, diventiamo più bravi a controllare gli impulsi.

(…) Secondo questa nuova visione del cervello, il problema degli adolescenti non è legato al fatto che i loro lobi prefrontali non sono abbastanza attivi, ma che i ragazzi non sono correttamente addestrati e non fanno pratica. (…) Invece di limitarci ad offrire ai ragazzi nuove esperienze scolastiche dovremmo concentrarci sulle opportunità di apprendistato. Si parla di volontariato (…), portare il figlio al lavoro dovrebbe diventare un’abitudine per un genitore.

(…) Gli studenti universitari dovrebbero passare più tempo a osservare e aiutare scienziati e studiosi nel lavoro di ricerca invece di limitarsi ad ascoltare le lezioni. Le attività estive come i campi scuola e i viaggi studio potrebbero essere alternate a lavori estivi con responsabilità concrete.

La buona notizia è che non dobbiamo rassegnarci ad accettare modelli di sviluppo del cervello degli adolescenti. Possiamo influenzarli e cambiarli.

(fonte : Internazionale 13/19 aprile 2012)

Per approfondire vedi l’articolo apparso sul Sole24Ore del 13/11/2012 sul sistema duale (imparare tra teoria e pratica) in Germania: http://www.orienta-giovani.com/1123/cosi-berlino-ha-ridotto-i-giovani-disoccupati-all8

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