Famiglie imperfette. Mamma Clara: “Non è sempre facile vivere in campagna”

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“Vivere in campagna o vivere in città? Che cosa è meglio per i nostri figli. A mio avviso la campagna espone le vicende familiari al dominio pubblico con una certa facilità. In paese, tutti sanno di tutti. Ciò può creare tensione su una famiglia, come quella adottiva, che già presenta elementi di fragilità alle radici. Come nota positiva, però, il bambino viene accolto nella comunità come figlio di qualcuno che si conosce bene e forse potrebbe diventare più facile l’integrazione. In città le marachelle del figlio si confondono nella massa. I vicini possono sentire le urla e le tensioni in casa, ma difficilmente qualcuno ti viene a chiedere particolari se non sei tu a raccontarglieli. Come nota negativa si amplifica il senso di solitudine. Fare buon viso, sempre, non è salutare, anche se difende dalla curiosità. D’altro lato, però, in città c’è più possibilità di scelta: scelta del gruppo dei pari e di nuove amicizie. Il nucleo più ristretto della campagna porta ad adeguarti agli stili, altrimenti sei fuori e senza alternative.”

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