Gravidanze precoci. Mamma Lella: “Colmare un vuoto esistenziale”

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(…) “Piuttosto condivido la tristezza nel constatare che si debba cercare in una gravidanza quello che la famiglia e la società non danno ai giovani. Detto questo, apprezzo comunque che un bambino non sia letto come “un guaio”. Preferirei non fosse neanche visto come un mezzo. Ho una figlia e potrei non fare salti di gioia se mi annunciasse di essere incinta a sedici anni; ma in fondo credo che il suo stato d’animo sarebbe ciò che mi importerebbe di più, quindi non vorrei certo essere io a demolirlo. Siamo una famiglia e un suo eventuale bambino sarebbe un “nostro” bambino. E poi quello che mia figlia è non cambierà (sicuramente non in peggio) se diventerà madre “troppo presto”. Ho amiche a cui è successo e, col sostegno di chi le ama, non sono certo cambiate in peggio.”

(fonte: la 27a Ora-corriere.it)

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