Archivio mensile:luglio 2012

Gravidanze precoci: “Dai media sembrerebbe che… ”

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Più che farlo, gli adolescenti si vantano di avere rapporti sessuali per non essere da meno nel gruppo. Alla fine si tratterebbe di un problema di mostrarsi “fichi”. Certo è che l’età del primo rapporto per i ragazzi italiani si sarebbe abbassata a 17 anni in un range UE tra i 16,5 e 18,5. Le più precoci sono le ragazze che frequentano ragazzi più grandi e che da un punto di vista biologico maturano prima dei coetanei. Per i teenager il sesso è sentito più come un dovere e le ragazze che a 14 anni non l’hanno fatto si vergognano della loro verginità – Repubblica 20/09/2011 

Sarebbero sempre più numerose le minorenni straniere incinte in giovane età, in particolare le latino americane: cercano un affetto. I vari servizi territoriali segnalano un aumento sia delle gravidanze precoci che del ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza. Sono ragazzine di 14/15 anni che fanno sesso non per istinto, ma per imitazione. Hanno alle spalle una madre che lavora tutto il giorno, un padre assente un’integrazione a volte non facile. L’assenza di un’educazione sessuale peggiora la situazione. Tra i latino americani la figura dell’uomo e quella del maschio dominante. Secondo gli esperti la gravidanza soddisferebbe una mancanza di affetto che in famiglia i ragazzi non riescono ad avere. – Repubblica 11/05/2011

Diversi studi concordano nel ritenere determinanti alcuni fattori socio-economici e culturali: più si è poveri e con scarsa istruzione, più si rischiano gravidanze minorili. Infatti, se non si hanno grossi progetti e ambizioni di studio e di vita, non si potrà neanche avere una chiara percezione di quanto una gravidanza possa ostacolarli. In aggiunta a questo, generalmente, chi studia inizia più tardi la propria vita sessuale ed è più consapevole dei rischi legati al sesso. Determinanti, inoltre, sono anche i fattori familiari, non solo perché, secondo una ricerca norvegese, chi ha una sorella rimasta incinta in giovane età, ha una probabilità doppia di rimanere incinta precocemente, ma anche perché vivere in condizioni di povertà espone più facilmente ad abusi, anche sessuali, e all’uso di alcol e droghe, che favoriscono la precocità e la promiscuità sessuale – Mammaoggi.it 19/10/2011

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Gravidanze precoci. L’esperto: “Il giovane padre”

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di Gabriel Munoz, cileno, 35 anni, psicologo laureato all’Università di Santiago del Cile, iscritto all’albo regionale del Veneto, lavora attualmente presso uno dei centri diurni per disabili della cooperativa sociale L’Eco della Comunità Papa Giovanni XXIII. Ha esperienza pluriennale con minori in situazione di disagio, nel volontariato internazionale e promozione sociale nelle scuole.  Vedi: http://gabrielmunozpsicologia.blogspot.it/

Questo post non offre soluzioni, al contrario cerca di instillare alcune domande riguardanti la questione della gravidanza precoce per arricchirla con un punto di vista alternativo e incoraggiare la discussione e l’approfondimento del problema.

Risulta essere scontato che ogni volta che si scrive, si parla o si pensa sulle gravidanze adolescenziali, come in questo blog, lo si fa ponendo al centro dell’attenzione la situazione della giovane madre. I cambiamenti fisici, psicologici e sociali, che soffrono le ragazze come conseguenza della gravidanza sono oggetto di studio, discussioni e proposte di studiosi e addetti ai lavori. Addirittura si approfondisce anche l’esperienza dei genitori della giovane e di tutto il contesto famigliare e sociale: Quale sarà il suo futuro? Come accompagnare le ragazze? Come aiutarla a diventare una madre in grado di offrire cure positive al futuro bambino? Quali strumenti possono essere utilizzati per fare diventare l’esperienza traumatica in un’opportunità di crescita? Ecc. 

È anche possibile verificare un forte desiderio da parte di chi è stato a contatto in qualche modo con l’esperienza della gravidanza precoce di comunicare la propria esperienza manifestando così una grande solidarietà con le giovani madri che vedono molte volte troncate le proprie aspettative, sogni e possibilità in funzione dell’arrivo inaspettato di una nuova creatura. 

In questo modo si delimita la tematica ad un  terreno quasi interamente femminile che denota l’assenza di una componente essenziale del problema: il giovane padre.

La gravidanza, ancora di più quando precoce, è risultato di una sessualità che presume una relazione tra un uomo e una donna, entrambi di solito adolescenti. Sorge allora la domanda circa il luogo della “paternità” e “mascolinità” in questa storia. 

Facendo una ricerca su Google ad esempio, si verifica chiaramente questa assenza: “gravidanza precoce” e “gravidanza adolescente” sono espressioni associate alla maternità. La paternità è relegata ad un secondo piano trovandosi solo alcuni articoli e conferenze. 

Qual è il ruolo del giovane padre? Quali sono i cambiamenti che dovrà sperimentare? Quali sono le loro idee sulla genitorialità? Quali sono le aspettative da soddisfare? Quale atteggiamento assunto dai genitori dei ragazzi in relazione a una possibile assunzione delle responsabilità genitoriali? Come vengono modificati i rapporti con i loro coetanei? Ecc..

Chiaramente non c’è una risposta unica per ciascuna di queste domande. C’è però la possibilità di formulare e fare presenti queste domande ogni qualvolta affrontiamo una gravidanza precoce, non solo per arricchire la discussione, ma per segnalare la presenza di uno sguardo storicamente assente: quello che riguarda la paternità precoce. 

In una società che soffre in genere dalla mancanza di modelli positivi, diventa sempre più urgente domandarci, in quanto adulti, quale concezione della mascolinità e della paternità responsabile vogliamo proporre ai nostri giovani. Qual è l’idea dell’uomo e della donna che i genitori trasmettono ai loro figli? Quali responsabilità? Quali vantaggi dobbiamo sottolineare quando condividiamo la nostra esperienza di genitori?

In definitiva vale la pena chiedersi se l’esperienza della gravidanza precoce corrisponde esclusivamente alla giovane madre o è anche un’esperienza del giovane padre?

Forse è l’inizio di una riflessione specifica a cui un singolo post può solo accennare.  A voi la parola.

Gravidanze precoci. Mamma Sandra: “La paglia vicino al fuoco…”

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“Ho un figlio latinoamericano, un gran bel ragazzo. Non esagero se dico che le donne gli sbavano dietro. Da quando è arrivato all’età di 12 anni, ci ha dato parecchie preoccupazioni. Un giorno ci ha presentato la sua ragazza. Entrava e usciva da casa sua con una certa libertà. Abbiamo cercato di mettere in guardia i genitori della ragazza: la paglia troppo vicina al fuoco… ma loro hanno sottovalutato gli ormoni e l’esuberanza dell’età. La cosa filava, filava fin troppo tanto che l’ha messa incinta, 17 anni lui, 17 lei. Le famiglie si sono alleate per sostenerli e far nascere uno splendido maschietto. Nostro figlio, preso dalla nuova responsabilità di padre ha terminato gli studi, ha preso la patente, ha iniziato a lavorare. Ci sembrava un sogno: nonni e genitori realizzati in un colpo solo, dopo tanto penare. Trascorsi neanche due anni il patatrac. Lui ha piantato figlio e ragazza per un’altra. Le tensioni tra le due famiglie sono alle stelle e adesso a malapena ci concedono di vedere nostro nipote. Loro non capiscono, lo credono il colpo di testa di un irresponsabile. Noi vediamo la grande ferita dell’abbandono che si perpetua.”

Gravidanze precoci. Mamma Lella: “Colmare un vuoto esistenziale”

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(…) “Piuttosto condivido la tristezza nel constatare che si debba cercare in una gravidanza quello che la famiglia e la società non danno ai giovani. Detto questo, apprezzo comunque che un bambino non sia letto come “un guaio”. Preferirei non fosse neanche visto come un mezzo. Ho una figlia e potrei non fare salti di gioia se mi annunciasse di essere incinta a sedici anni; ma in fondo credo che il suo stato d’animo sarebbe ciò che mi importerebbe di più, quindi non vorrei certo essere io a demolirlo. Siamo una famiglia e un suo eventuale bambino sarebbe un “nostro” bambino. E poi quello che mia figlia è non cambierà (sicuramente non in peggio) se diventerà madre “troppo presto”. Ho amiche a cui è successo e, col sostegno di chi le ama, non sono certo cambiate in peggio.”

(fonte: la 27a Ora-corriere.it)

La musica del cuore: “Eleonora, mia madre”

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Questa canzone dei Pooh è stata proposta da Sergio.  Sebbene triste, il testo è profondo e sentito. Bisogna anche contestualizzarla: l’album è degli inizi anni ’70, allora non c’era ancora l’apertura mentale di oggi. Una ragazza madre sola viveva stritolata dall’opinione della gente. Sergio mi dice che la canzone nasce dall’esperienza diretta di uno dei componenti del gruppo, figlio di una ragazza madre.

 

Eri già mia madre troppo presto /  e solo per fatalità,

con nemmeno il tempo che ci vuole / ad imparare a far l’amore.

Donna mai ma senza mai rimpianti, / la rinuncia del tuo tempo,  la tua unica ragione

sempre io.

Gravidanze precoci. Elena, 20 anni: “Sospenderei ogni giudizio e vorrei vedere l’evolversi della storia”

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“Penso che queste ragazze siano coraggiose e non vadano giudicate, il problema è che si giudica troppo, tutto. Se un’adolescente rimane incinta ha sbagliato, questo è ovvio, ma tanto si avrà da dire se tiene il bambino, se abortisce, se lo dà in adozione, in ogni caso ognuno avrà un commento da fare, quasi sempre negativo! Sono ragazze che si prendono le loro responsabilità, conseguenza dell’errore commesso, non tutti lo fanno, di qualsiasi errore si parli. E’ vero che più si è giovani e meno esperienza si ha, quindi magari sarà più difficile per loro, ma non penso conti solo l’età. Avranno modo e tempo per imparare e possono insegnare ai loro figli molto e crescerli meglio di alcune madri 40enni! Quando si sentono i casi di cronaca sui bambini (casi estremi s’intende) quante volte quelle madri sono adolescenti? Mi sembra mai o quasi! Quando senti tuo figlio dentro di te e quando poi lo guardi negli occhi per la prima volta diventi madre, al di là dell’età! Cerchiamo di giudicare meno e di capire di più.”

(fonte:  it.answers.yahoo.com)

Gravidanze precoci. Sofia, 15 anni: “Dopo nove mesi ho raggiunto una certa serenità”

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“Io di anni ne ho 15 e anch’io come Flap sono alla fine della mia gravidanza. Come ci si sente? Beh diciamo che all’inizio c’è troppa confusione e terrore. Non volevo che si sapesse, me ne volevo andare per tutta la gravidanza da qualche parte oppure volevo abortire, anzi diciamo che abortire è stato il mio chiodo fisso perchè avevo troppa paura… paura non tanto dei giudizi, ma della mia vita, di come sarebbe cambiata e di cosa avrei lasciato. Per mesi non mi volevo alzare dal letto e vedevo tutto nero. La situazione in casa era pesante e non vedevo vie d’uscita, volevo morire non più abortire, tutto mi sembrava senza senso, dubbi su dubbi, incertezze che come benzina su fuoco facevano ardere questo desiderio di sparire per sempre!!!!!! E’ stato un periodo bruttissimo, a scuola non volevo che si sapesse non tanto per le malelingue ma per me, non volevo accettare quello che succedeva e non volevo essere etichettata. C’è sempre stato il mio ragazzo che amo e mi è sempre stato vicino, anche se per giorni e giorni l’ho maledetto e gli ho scaricato addosso le mie ansie. Penso che l’amore sia questo, sopportarsi e supportarsi, amarsi e odiarsi, provare sempre qualcosa di imprecisato, ma cmq provare sempre qualcosa. Adesso, dopo 9 mesi e un pancione che pesa e che mi fa girare gli ormoni come sull’autostrada per Firenze, posso dire che sono tranquilla e che non vedo l’ora! Abbiamo atteso la nascita della mia bambina tra lacrime e sorrisi, fughe, litigi, scleri e quante altre cose che non so elencare adesso, però si va avanti, sempre!!!!!!”

(fonte: it.answers.yahoo.com)

 

Gravidanze precoci. Un film che ha fatto discutere: “17 ragazze”

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Non ho visto questo film. Riporto un articolo apparso sul web che fornisce degli spunti interessanti sull’ambivalenza del messaggio.

“Essere incinte insieme: saremo libere, felici, autonome. E tutti ci rispetterebbero” in una cittadina della provincia francese 17 liceali tra i 16 e 17 anni rimangono incinte una dopo l’altra. Per la prima di loro, Camille, è stato un incidente, ma nonostante l’incredulità delle amiche decide di tenere il bambino, e non solo, riesce a convincere le altre a fare come lei e insieme, contagiandosi, vanno verso le loro maternità precoci e fuori codice con una certa aria di fiera superiorità, con l’utopia di dar vita anche a un mondo migliore nella loro comune dove andranno a vivere insieme ai nuovi nati.

Succede nel film “17 ragazze”, registe le sorelle Delphine e Muriel Coulin, ispirato da un fatto di cronaca incredibilmente accaduto sul serio, in Massachusets, arrivato nelle sale italiane con divieto a minori di 14, provvedimento motivato per pericolo di emulazione di comportamenti trasgressivi. Provvedimento che fa parlare: “In altri Paesi dall’India agli Stati uniti” sostiene incredula Mouriel Coulin “non abbiamo mai avuto problemi: gli adolescenti ne hanno discusso e avuto reazioni costruttive ovunque”.

Ma forse la faccenda è più delicata e complessa e non è così facile liquidarla con una bella discussione collettiva, perché il film è condito con frasi parecchio ad effetto tipo:  “A 17 anni non si può essere seri, e nessuno può farci niente”, “Perché voi adulti ne avete avuto di idee, che esempi ci avete dato?”,  “Noi non faremo come i nostri genitori” che sembrano costruite apposta per creare una forte identificazione generazionale e risuonare a lungo nelle menti adolescenti.  Per di più il film è stato lanciato con slogan del tipo “soffia un vento meraviglioso di libertà”, “una prova di ribellione e di utopia collettiva”.

Ecco, sulle spalle di queste 17 ragazze che concepiscono il loro piano per sfuggire a una vita noiosa e a famiglie per lo più anonime si carica poi il peso di una scelta rivoluzionaria ed è questo forse l’aspetto delicato di tutta l’operazione, intorno a cui circola un senso di onnipotenza amplificato dal piccolo branco, che si autoesalta fino a coltivare una insidiosa autostima di gruppo.

Una sottesa esaltazione delle piccole madri, proprio come succedeva, ricordate?, nella serie  di Mtv “Sedici anni e incinta e a proposito della quale ci eravamo chiesti se non tendesse a giocare un po’ disinvoltamente con l’effetto emulazione e a riproporre nelle storie delle ragazzine “una sicurezza a tratti superficiale e quasi insolente” . Nel dibattito molto articolato che poi si era sviluppato sul tema avevano scritto parecchie mamme che non nascondevano le perplessità, ma che dicevano di aver tentato di superarle vedendo gli episodi insieme alle figlie e discutendone con loro.

Niente da dire di fronte alla scelta di tenere un bambino se questo bambino ha bussato alla vita in tempi non canonici, ma farne una bandiera di libertà e di affermazione (per quanto ammantata di poesia e di professionalità cinematografica) è rischioso e non rappresenta un progetto educativo strategico per le nuove generazioni. E’ triste se la maternità diventa surrogato di quello che le famiglie e la società non riescono a dare. E forse alle nostre adolescenti potremmo suggerire qualcosa di più.

(fonte: la27a Ora – corriere.it – 28/03/2012)

Gravidanze precoci. MTV: “Teen Mom Special”

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Teen Mom

Teen Mom Special 

“Teen Mom Special” è il proseguo di “Sedici anni incinta”. Il Dr Drew discute le novità, le fatiche, i momenti felici e grossi sbagli da quando queste coppie di adolescenti sono diventati mamme o papà. In genere ognuno ha continuato la sua strada separata tra litigi e bisticci. Solo una coppia è rimasta insieme, fatalità quella coppia che ha deciso di dare in adozione la bambina per continuare a studiare al college e la loro vita di adolescenti.

Sono di regola contraria ai reality per definizione: che cosa c’è di meno “reality” di uno che vive con una telecamera puntata addosso?

Il programma, a mio avviso avrebbe il pregio di stimolare un dibattito tra genitori e figli anche per evidenziare come la società americana sia diversa dalla nostra. Loro sono molto “easy” (facili). Durante le interviste con i ragazzi vengono mandati dei segnali di attenzione. Il conduttore ripete molto spesso la domanda: “Che cosa diresti ad un ragazzo della tua età”, “Come è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma?”. C’è, all’opposto, poca educazione sentimentale. Viene ripetuto “fare sesso” come se fosse un atto automatico da cui non ci si possa esonerare e non ci sono approfondimenti su alcune tematiche sollevate dai ragazzi. Insomma a me è sembrato un programma molto commerciale e molto televisivo. Questa sensazione è supportato dalle immagini finali quando in studio entrano i bimbi, tutti meravigliosi. Lì capisci proprio che il messaggio non è chiaro e potrebbe venir interpretato come “tutto sommato è faticoso, ma si può fare”. Chi non si scioglie davanti a due occhioni grandi che ti guardano stupito?

Gravidanze precoci. ONU 2010: “Osservazioni sull’età matrimoniale in alcuni paesi”

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In tutto il mondo è aumentata l’età del matrimonio. E’ anche vero che sono cresciute le unioni di fatto che non vengono registrate e non consentono indagini statistiche. Vi sono sempre alcuni paesi in cui l’età del matrimonio per le donne è notevolmente più bassa di quella degli uomini. In Asia e America Latina l’età media è attorno ai 20 anni, ma una considerevole percentuale di ragazze tra i 15-19 anni si unisce di fatto con un uomo, ad esempio in Brasile circa il 24% e il 13% in Perù. In Africa viene confermato che i due terzi delle donne si sposa prima dei 20 anni, con picchi nelle aree rurali dove l’età si può abbassare a meno di 15 anni. Anche in India si segue questa tendenza. Di seguito le percentuali di ragazze tra i 15-19 anni che sono sposate o unite di fatto con un uomo nei paesi di nostro interesse.

Russia 6% Etiopia nd Cina nd Ungheria nd
Colombia 12,5% Polonia nd Vietnam 5% Lituania nd
Brasile 24% India 22% Congo nd Perù 15%
Ucraina 6,5% Bielorussia nd Bulgaria nd Cile 8%

Fonte: United Nations 2010

 

Gravidanze precoci. Papà Giovanni: “Lei voleva una famiglia tutta sua”

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“18 anni, una vita davanti, un lavoro, la discoteca, gli amici, la vita spensierata…puff

Tutto svanito. Mia figlia è già madre, una madre bambina nonostante i suoi 19 anni. In passato era normale avere figli a quest’età. Lei si è innamorata dell’idea di avere una famiglia tutta sua, con quel bel giovanotto che l’ha messa incinta. Si vedono ancora, ma il papà del ragazzo, di origine straniera, ha detto: – “Questo matrimonio non s’ha da fare! Lei non è come noi.”

Il ragazzo ha ascoltato il padre e ora mia figlia e mia nipote – splendida, quanto le voglio bene! – vivono a casa nostra. Si, si vedono con il papi, ma la famiglia agognata non ci sarà.

Il nostro problema non sono questa figlia e questa nipotina, ma la difficoltà di Belen di capire che la sua vita è cambiata. Mia moglie cerca di sollevarla da certe incombenze, ma la vuole anche responsabilizzare. La bimba deve dormire con la mamma non con la nonna. E’ difficile far capire queste cose ad una ragazza che non è ancora matura abbastanza per fare la mamma. Lo diventerà, ma adesso avrebbe ancora bisogno di essere accudita per recuperare le deprivazioni affettive che si porta dentro.”

L’esperto: “Figlia con padre assente? Gravidanza precoce”

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Non essere stata  allattata al seno o l’aver avuto un padre assente. Queste alcune cause che porterebbero in futuro le donne ad avere gravidanze precoci.

E’ quanto afferma uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B che ha esaminato e seguito 4.500 donne. I ricercatori dell’Università di Newcastle hanno sfruttato i dati di uno studio longitudinale fatto su tutti i nati in Gran Bretagna tra il 3 il 9 marzo 1958.

Quattro le cause familiari che determinerebbero le gravidanze precoci: oltre al non essere state allattate e all’assenza paterna, anche uno scarso coinvolgimento e molti trasferimenti in altre città.

“Il messaggio principale – spiega Daniel Nettle, che ha coordinato la ricerca – è che ciò che succede nei primi anni di vita influenza molto l’età adulta. Come società bisogna tenere conto di questo fattore, e non limitarsi a dire alle ragazze di 14-15 anni di non avere bambini”.

(fonte: paginemediche.it)

Gravidanze precoci. UNICEF 5: “Condizione delle donne nei paesi da cui provengono i nostri figli.”

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Paesi da cui provengono i ns figli

(in ordine d’importanza)

Tasso di alfabetizzazione delle donne rispetto ai maschi

Matrimoni precoci

(2000-2009)

Tasso di accettazione della violenza domestica

(donne dai 15-19/a)

Tasso di fertilità

Tasso del primo parto prima dei 18 anno

(donne 20-24/a)

Russia

100

1,4

Colombia

100

23

2,4

20

Brasile

100

36

1,8

16

Ucraina

100

10

4

1,4

3

Etiopia

46

49

81

5,2

28

Polonia

100

1,3

India

68

47

54

2,7

22

Bielorussia

100

7

1,3

Cina

94

1,8

Vietnam

95

10

64

2

4

Congo

72

39

76

7,1

23

Bulgaria

99

1,4

Ungheria

100

1,4

Lituania

100

1,4

Perù

89

19

2,5

15

Cile

100

1,9

(Fonte: Tabelle Unicef 2011)

Abbiamo elaborato una tabella riassuntiva della condizione della donna nei paesi di provenienza dei nostri figli. Secondo i dati  CAI – Commissione Adozioni Internazionali – la Russia è il paese da cui proviene la maggiore parte dei ragazzi adottati in Italia, seguono, con percentuali inferiori, gli altri.

Etiopia, India e Congo hanno il minor tasso di alfabetizzazione delle donne e la più alta percentuale di matrimoni precoci. Il tasso di accettazione di violenza domestica è in verità poco indicativo non essendoci dati per buona parte dei paesi. Colpisce, invece, il basso tasso di natalità della Russia e Ucraina che non consente neppure il ricambio generazionale. Il tasso è, al contrario, molto elevato in Congo e in Etiopia. Sempre collegato al tasso di alfabetizzazione è anche il tasso del primo parto che conferma ancora una volta Etiopia, India e Congo in posizione dominante.

 Nessun paese in Europa è in grado di garantire il cambio generazionale. Dai dati sopra può sorgere la domanda se sia etico adottare in paesi con basso tasso si fertilità. L’attenzione dovrebbe allora dirottarsi verso i paesi africani o l’America latina (Bolivia, Colombia, Perù paesi con fertilità che garantisce il ricambio generazionale) o asiatici (Cambogia, India, Sri Lanka, Bangladesh)- fonte ONU 2010 – The world’s women 2010, trend and statistics.

Gravidanze precoci. Mamma Gilda: “Ha portato con sé l’immagine della donna del suo paese.”

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“Mia figlia è incinta, 17 anni. Noi siamo preoccupati per la sua poca maturità nell’affrontare un avvenimento così importante. Lei, invece, crede di tranquillizzarmi dicendomi che nel suo paese è normale avere figli a 16/17 anni. Sua cugina, a 19 anni, di figli ne aveva già tre!”

Gravidanze precoci. UNICEF 4: “Adolescenti, violenza e abuso”

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(…) “La violenza e gli abusi sessuali, soprattutto ai danni delle ragazze, sono frequenti e troppo spesso tollerati. Gli atti di violenza si verificano all’interno della famiglia, a scuola e nella comunità; possono essere di natura fisica, sessuale o psicologica. (…) Il fattore trainante dello sfruttamento sessuale ai fini commerciali è la richiesta. Anche se sono spesso coinvolti turisti stranieri, la ricerca dimostra che la stragrande maggioranza della richiesta è in realtà locale. Le ragazze subiscono tassi più elevati di violenza domestica e sessuale rispetto ai ragazzi; questi abusi rafforzano il predominio maschile nella famiglia e nella comunità e al tempo stesso indeboliscono l’empowerment femminile. Le prove raccolte da 11 paesi in via di sviluppo dimostrano un’ampia diffusione della violenza sessuale o fisica contro le adolescenti tra i 15 e i 19 anni, raggiungendo il picco del 65% in Uganda.

 La diffusa accettazione della violenza nel matrimonio come tratto comune della vita, soprattutto da parte delle giovani donne, costituisce un grave motivo di preoccupazione. (…) Più del 50% delle adolescenti tra i 15 e i 19 anni nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) ritiene che un marito sia giustificato se picchia la moglie in certe circostanze, come quando brucia il cibo e si rifiuta di avere rapporti sessuali.”

Gravidanze precoci. UNICEF 3: “Adolescenti, salute sessuale e riproduttiva”

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(…) “L’India presenta la maggiore prevalenza del sottopeso tra le adolescenti, pari al 47%. (…) Circa il 47% delle donne indiane tra i 20-14 anni erano già sposate a 18 anni (…) le madri sottopeso corrono maggiori rischi di decesso. (…)

Le ragazze hanno maggiori possibilità di avere rapporto sessuali precoci durante l’adolescenza, ma meno probabilità di usare contraccettivi. (…) Nel mondo in via di sviluppo circa l’11% delle femmine e il 6% dei maschi tra i 15 e 19 anni dichiara di aver fatto sesso prima dei 15 anni. Quella dell’America Latina e dei Caraibi è la regione con la più alta percentuale di ragazze adolescenti che dicono di avere cominciato a fare sesso prima dei 15 anni, pari al 22%. I livelli più bassi riportati di attività sessuale sia per i ragazzi sia per le ragazze sotto i 15 anni si registrano in Asia.

(…) La gravidanza precoce, spesso conseguenza del matrimonio precoce, fa aumentare i rischi di maternità. (…) Il rischio di mortalità materna è molto maggiore dato che il loro corpo non è abbastanza maturo per affrontare una simile esperienza. (…) Nell’America Latina le ragazze che partoriscono prima dei 16 anni hanno probabilità maggiori di morire rispetto alle donne sopra i vent’anni. Le complicazioni collegate alla gravidanza e al parto sono tra le cause principali di morte a livello mondiale per adolescenti tra i 15-19 anni.”

Gravidanze precoci. UNICEF 2: “Adolescenti, matrimonio precoce”

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(…) “In Brasile, Cile, Croazia, Nuova Zelanda e Spagna, 18 anni è l’età a cui ci si può sposare normalmente, che però può essere ridotta, con il permesso dei genitori o del tribunale, a 16 anni. Molte altre nazioni hanno stabilito età diverse per il matrimonio di maschi e femmine, permettendo di solito alle ragazze di sposarsi più giovani rispetto ai ragazzi. Nei due paesi più popolosi del mondo, per esempio, l’età da matrimonio per gli uomini è maggiore di quella per le donne: 22 anni per gli uomini e 20 per le donne in Cina, 21 per gli uomini e 18 per le donne in India. In altri paesi, come l’Indonesia, i minori non sono più vincolati dalla maggiore età una volta sposati.

(…) In pratica, l’età legale per il matrimonio molto spesso non viene rispettata, di solito per consentire agli uomini di sposare ragazze ancora minorenni. In molti paesi e in molte comunità, il matrimonio precoce (definito dall’UNICEF come matrimonio o convivenza prima dei 18 anni), la maternità adolescenziale, la violenza, l’abuso e lo sfruttamento possono effettivamente privare soprattutto le ragazze, ma anche i ragazzi, della loro adolescenza. Il matrimonio precoce, in particolare, è associato a livelli elevati di violenza, emarginazione sociale ed esclusione dai servizi di protezione e dalla scuola.

(…) Un’insufficiente registrazione delle nascite a livello nazionale complica gli sforzi per far rispettare le soglie di età minima; appena il 51% dei bambini nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa) sono stati registrati alla nascita nel periodo 2000-2009. (…) Il matrimonio in adolescenza è più comune in Asia Meridionale e nell’Africa sub sahariana.”

Gravidanze precoci. UNICEF 1: “Uno sguardo sulla situazione degli adolescenti nel mondo

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Per redigere il rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo 2011. Adolescenza: il tempo delle opportunità” l’UNICEF ha invitato collaboratori adulti e adolescenti a dare il loro parere sulle diverse sfide che gli adolescenti dovranno affrontare nel prossimo secolo. Noi abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul tema trattato in questo momento dal blog. Abbiamo, così,  estrapolato alcuni passaggi che riguardano la salute sessuale e i modelli culturali dei paesi da cui provengono alcuni nostri ragazzi. Per comodità di lettura le sintesi verranno suddivise in diversi post. 

“Circa un terzo delle ragazze nel mondo in via di sviluppo, Cina esclusa, si sposa prima dei 18 anni; in alcuni paesi, si sposa anche quasi il 30% delle bambine sotto i 15 anni. Le bambine che si sposano troppo presto rischiano anche più delle altre di rimanere coinvolte nel ciclo negativo delle gravidanze premature, dei tassi elevati di mortalità e morbilità materna e dei livelli elevati di malnutrizione infantile. (…) Le prove a disposizione mostrano ripetutamente che le bambine istruite hanno minori probabilità di sposarsi troppo presto e di rimanere incinte da adolescenti, mentre hanno più probabilità di conoscere bene l’HIV/AIDS e di avere dei bambini sani quando poi divengono madri. Se è di buona qualità e attinente alla vita dei bambini, l’istruzione li emancipa più di qualunque altra cosa.”

Comunicazione AFAIV. “Incontri autunno 2012”

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Nell’ambito del Progetto ”ADOZIONE & AFFIDO: PREVENIRE LE CRISI FAMILIARI ATTRAVERSO LA RELAZIONE D’AIUTO” si terrano i seguenti incontri:

 –       LA PIANTICELLA RIPARATA: laboratorio di psicomotricità per genitori e bambini

(vedi: http://www.afaiv.it/rubrica.asp?iR=113&iSR=0&iDet=416)

–       RACCONTARE, RACCONTARSI- attività di gruppo per genitori e bambini di età scolare

(vedi: http://www.afaiv.it/rubrica.asp?iR=113&iSR=0&iDet=415)

–       LO SGUARDO DELL’ALTRO. Attività  di gruppo per genitori con figli preadolescenti

 (vedi: http://www.afaiv.it/rubrica.asp?iR=113&iSR=0&iDet=414)

–       ALT: VOGLIO SCENDERE. SOSTARE INSIEME PER DIVENTARE PIU’ GRANDI: attività di gruppo per ragazzi 14/17 anni

(vedi http://www.afaiv.it/rubrica.asp?iR=113&iSR=0&iDet=417)

Precisiamo che nei programmi sono indicate solo orientativamente le età dei bambini/ragazzi utenti, invitiamo le famiglie interessate a contattarci in modo da poter verificare se ci siano ugualmente possibilità di inserimento. La partecipazione è gratuita previa iscrizione presso la sede dell’associazione. I termini di iscrizione sono sempre indicativi, ma esiste la massima disponibilità di accoglienza in base ai posti disponibili. 

Si informa inoltre che sarà offerto un momento preliminare  di contatto/conoscenza, informazione rivolto ai genitori che vorranno partecipare o che vorranno solo informazioni. Tale momento sarà tenuto presso  la sede dell’associazione, verrà fissato su appuntamento compatibilmente con le esigenze delle famiglie.

Associazione Famiglie Adottive Insieme per la Vita Onlus
Sede:Via Matteotti 20 – 21051 Arcisate (Va)
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Gravidanze precoci: “L’abbraccio di un uomo aiuta a lenire la paura di essere invisibili”

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Il tema delle gravidanze precoci ha sollevato un certo interesse nel mondo delle adozioni. Su http://www.spazioadozione.org/ (vedi Testimonianze: Un figlio senza nido. Riflessioni sulla maternità delle nostre figlie) si è aperta una discussione per raccogliere le opinioni di mamme e papà adottivi sul tema, anche per consentire ad esperti di calmare le nostre ansie e paure. Segnaliamo i passaggi più interessanti, ma si consiglia di leggere il post completo anche perchè riconduce ad altri link legati al tema.  

“Il desiderio di un figlio in cui rigenerarsi, dare la vita per poter rinascere a nuova vita, è il sogno comune a molti figli adottivi. Ciò che sconcerta è la leggerezza con cui alcune nostre figlie traducono il sogno in realtà. Di reale, però, c’è solo il piccolo nato; manca “il nido”: un ambiente sicuro e protetto in cui aiutarlo a crescere. 

Non sono solo le adolescenti, ma anche le maggiorenni, che si “ritrovano” ad aspettare un figlio, per poi delegare a terzi (al proprio compagno o, in sua assenza, a noi genitori) le incombenze future, come se il loro compito si fosse esaurito nella procreazione. Questa prima considerazione apre un discorso molto complesso sul nostro ruolo di sostegno, con tutta una serie di distinzioni, non sempre facili, tra figlie minorenni e maggiorenni. 

Vorrei porre l’accento sulla faciloneria con cui molte nostre ragazze cercano e poi subiscono il rapporto sessuale: nessuna precauzione e dunque massima esposizione ai rischi (epatite B, C, Aids, gravidanza o aborto). (…) Le nostre figlie ci sfidano (“tu non sei stata capace nemmeno di fare un figlio”) e proclamano, a gran voce, la loro libertàdi “essere come sono”, di fare di testapropria e di non volere consigli: non ricevendo approvazione si convincono di non essere amate.  (…) 

Le neuroscienze hanno dimostrato che le esperienze violente e ripetute della prima infanzia lasciano segni profondi nei nostri ragazzi (riduzione dell’attività corticale) e i più feriti non sono in grado di controllare gli impulsi aggressivi; tendono più facilmente ad identificarsi con gli aggressori e non con le vittime; hanno difficoltà a distinguere il bene dal male e hanno un senso morale molto vacillante. Questo ci permette di capire (non certo giustificare!) comportamenti talvolta deliranti, dettati dalla convinzione di essere invincibili. 

(…) Ritrovarsi tra le braccia di un uomo (di solito si tratta di ragazzi grandi) aiuta a lenire il dolore, la paura, la sensazione di essere invisibile, la convinzione di non avere valore, il sentimento di vergogna e di colpa. L’incapacità di porsi dei limiti espone le ragazze a grossi rischi, senza scalfire, anzi rinforzando, la loro convinzione di essere in grado di tenere tutto sotto controllo.  Le ragazze (e i ragazzi) sognano l’amore e confondono l’attrazione sessuale con l’amore.

La facilità con cui raccontano vicende del tutto private e intime al primo sconosciuto, le stesse che hanno taciuto a noi famigliari nel tentativo di autoproteggersi da un nuovo tradimento, le espone a rapporti poco equilibrati: tutto viene deciso dal nuovo partner che ricoprirà nel rapporto il ruolo di soggetto dominante. Questa situazione può aprire la strada ad un rapporto maltrattante, che rilega la ragazza al ruolo di vittima: una posizione che, apparentemente, sembra tranquillizzarla perché già conosciuta nella prima infanzia. Il cerchio si chiude. Cosa fare? (…) 

Mettere al mondo un figlio è la naturale conseguenza di un sogno: un amore che riempie la vita, un compagno da cui ricevere amore e un bimbo/a da amare. Favola a lieto fine? Forse. Indubbiamente la maternità, se accettata, aiuta le nostre figlie a capire quale impatto hanno le loro azioni e reazioni sui comportamenti delle persone che amano. La reazione causa-effetto, fino a quel momento svuotata di ogni significato, incomincia ad avere un senso. Un neonato/a da cullare permette alla mamma di poter indirettamente curare le proprie ferite.

 E dopo? Noi genitori, soprattutto noi mamme, siamo solite guardare al futuro, preoccuparci in anticipo e bruciare, in questo modo, molte delle nostre energie. Forse sarebbe meglio prestare una maggiore attenzione al presente e apprezzare i piccoli cambiamenti positivi. Penso sia fondamentale iniziare prendendo atto che la vita dei nostri figli è la loro vita e dunque spetta loro affrontare i problemi e cercare soluzioni. Certo rimane una grande paura: i traumi non rielaborati quale incidenza avranno sulla crescita del nuovo nato? 

(…) Penso allora che il nostro compito sia quello di vigilare da lontano, fare il tifo per la nuova famiglia, apprezzare i momenti di serenità, non perdere la speranza e aspettare che quanto abbiamo cercato di insegnare incominci ad essere condiviso. 

(fonte: spazioadozione.org – 11/07/2012)

Gravidanze precoci. Mamma Chiara: “Ho provato ad insegnare l’emancipazione”

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“Mia figlia non si sentiva molto bene così le ho fatto fare, per controllo, le analisi del sangue. Sono rimasta alquanto stupita quando ho scoperto che era incinta. Si, è vero, in quel periodo girava per casa un ragazzo, ma pensavo che Carola avesse capito come nascono i bambini anche perché ne avevamo parlato in famiglia.

Ora mia figlia non è una madre bambina come età (19 anni) ma lo è come maturità. E’ dieci anni che è con noi perché è arrivata a nove anni. Ho cercato di trasmettere l’importanza dell’autonomia e dell’emancipazione femminile come un obiettivo per rafforzare anche la sua autostima. Ora, la sua risposta : – E’ successo solo una volta, non pensavo che…. –  mi ha spiazzata.

Non credo che se lo sia andato a cercare in maniera pianificata. Mi vien, però,  da pensare che il desiderio di maternità in queste ragazze sia molto forte, forse anche solo per avere qualcuno da accudire e sentirsi importanti.”

La musica del cuore: “Lui vive in te”

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Questa canzone di Nek è chiaramente antiabortista, come il video sottostante. Con questo non intendiamo giudicare chi si trova ad affrontare certe decisioni difficili perchè, come sempre, nelle situazioni bisogna trovarcisi. Certo è che i nostri figli non sarebbero qui se le loro mamme biologiche non li avessero tenuti.

 

 

Gravidanze precoci. Papà Marcello: “Papà vieni a prendermi”

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“Chi l’avrebbe detto. Dopo appena nove anni dal suo ingresso in Italia, divento nonno della secondogenita, la più estroversa e solare delle mie figlie.

A scuola aveva una compagna di classe straniera che le ha presentato il suo gruppo di amici. Tra questi anche il cugino di cui mia figlia si è invaghita. In poco tempo si è ritrovata incinta e ha deciso di andare a vivere da lui, con la madre e un fratello. Noi non eravamo d’accordo, ma loro hanno deciso e per un periodo abbiamo comunicato solo tramite SMS.

 E’ resistita alcuni mesi. Loro hanno una cultura diversa: non le permettevano di uscire di casa se non era accompagnata, doveva servire tutti come donna più giovane, la trattavano come una serva. Il rapporto con lui non so com’era. So solo che una sera mi ha chiamato: – Papà vieni a prendermi.

 Non ho esitato un secondo. Adesso mia figlia non vuole più vedere il papà del bambino e lui pretende il figlio maschio. Non so come andrà a finire. Per il momento mia figlia è in una casa protetta per ragazze madri, lontano da tutto e da tutti.”

Comunicazione CARE: “Attivo il sito on line del Coordinamento”

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Dopo soli otto mesi dalla costituzione in associazione di secondo livello, il Coordinamento delle Associazioni Familiari Adottive e Affidatarie in Rete (CARE) è online con un sito web (www.coordinamentocare.org).

Il sito si propone di informare sulle attività del Coordinamento, ma anche di dare eco di ciò che le 18 associazioni aderenti realizzano nei loro territori e di raccogliere e organizzare il materiale di maggior interesse di chi, in Italia e fuori, si occupa di adozioni e affido.

(fonte: genitorisidiventa.org – 21/06/2012)

Gravidanze precoci. Ospedale San Paolo di Milano: “Accompagnamento alla crescita per le madri minorenni”

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(…) All’Ospedale San Paolo di Milano è disponibile un innovativo servizio, progettato con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano–Bicocca, per accompagnare nella crescita la madre e il figlio durante i primi due anni di vita. Il servizio prevede colloqui di accoglienza e ascolto per osservare le relazioni madre-bambino, uso del video feed-back, controllo dello sviluppo psicomotorio del bambino, screening del rischio psicopatologico e depressivo delle mamme.

Lo scopo è affrontare i fattori di rischio che rendono complicata e difficoltosa la relazione tra madre adolescente e bambino. Innanzitutto un rischio psicopatologico nelle mamme, soprattutto di tipo depressivo, e in seconda analisi un rischio di trascuratezza e di maltrattamento del bambino.

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Ambrosiana per la vita e Fondazione Cariplo, oltre al supporto psicologico promuove l’attivazione di un sostegno per costruire una buona rete sociale attorno alla neomamma.

L’Ospedale San Paolo dal 2009 ha assistito 181 parti in donne di età fino ai 21 anni, di cui 35 di donne tra 14 e 18 anni.

“I risultati dopo il primo anno di sperimentazione del servizio, che si allinea ai progetti di prevenzione più innovativi a livello europeo, sono incoraggianti – spiega la professoressa Cristina Riva-Crugnola, responsabile scientifico del progetto – Le mamme seguite nel primo anno di vita hanno aumentato la loro sensibilità e capacità di accudimento dei figli e, allo stesso tempo, i bambini mostrano legami sicuri verso le loro mamme. Molte delle donne seguite, quasi tutte con storie traumatiche alle spalle (trascuratezza, abuso, perdita dei genitori nella prima infanzia), sono state aiutate a trovare nuovi percorsi di crescita insieme ai loro bambini”

(fonte: unimib.it – 16/04/2012)